00:21Immaginate un viaggio lunghissimo della durata di 7-8 anni, costellato di microtappe intermedie
00:28in cui arrivano informazioni preziose ma frammentate. Ogni pezzetto è importante e comporrà il puzzle finale.
00:35È quello che sta succedendo con la missione Juis, destinazione Giove.
00:40L'ESA, l'Agenzia Spaziale Europea, studierà le lune ghiacciate del gigante del Sistema Solare ed eseguirà la mappatura delle
00:47sue nubi.
00:48Per ora, la sonda partita poco più di un mese fa a bordo di un razzo Ariane 5 ha percorso
00:548 milioni di chilometri
00:55e ad aver aperto gli occhi è stata la Camera Italiana Janus, finanziata dall'Agenzia Spaziale Italiana, l'ASI.
01:02Per prima cosa ha ripreso un campo stellare nella costellazione del Cigno.
01:07Ci siamo fatti raccontare i dettagli da Pasquale Palumbo dell'INAF di Roma, responsabile del team che ha progettato, testato
01:15e calibrato la Camera.
01:16Noi dopo un mese siamo stati in grado di accendere lo strumento, per la prima volta nello spazio.
01:21Ovviamente è una situazione un po' critica, perché dopo l'emozione del lancio, dopo dieci anni di lavoro,
01:27l'emozione del lancio in cui in pochi minuti deve andare tutto alla perfezione,
01:31il lancio è la parte più stressante del viaggio, ovviamente.
01:34Grandi sollecitazioni meccaniche, termiche, la pressione che da un'atmosfera scende drasticamente fino praticamente a zero e così via.
01:42Insomma abbiamo acceso lo strumento alla prima volta per vedere se e come funzionava.
01:47Le cose sono andate alla perfezione, nel senso che tutto ha funzionato benissimo, si è acceso il computer,
01:53c'è un software di bordo che fa il self-test, quello che fanno i nostri computer quando li accendiamo
01:59di fatto.
02:00E poi uno ad uno abbiamo trovato i vari meccanismi, in particolare ne abbiamo due a bordo.
02:04C'è una sorta di coperchio, una cover protettiva che appunto protegge le ottiche da eventuali contaminazioni,
02:12ma anche dal sole, perché se lo Spescara dovesse puntarci per sbaglio, diciamo, verso il sole,
02:18ovviamente cuocerebbe il nostro detector.
02:21Questo avviene soprattutto quando siamo e saremo vicini al sole.
02:26Il problema poi non ci sarà Giove, Giove è cinque volte più distante rispetto alla Terra,
02:30quindi prenderemo un venticinquesimo della radiazione solare che invece raggiunge la Terra,
02:35quindi diciamo il sole è molto più flebile a quelle distanze.
02:40Abbiamo provato la volta portafiltri e la cosa insomma per la fine più emozionante è stata
02:45osservare un campo stellare che avevamo scelto apposta.
02:47Quindi hai inviato delle immagini a Terra.
02:51Esattamente, noi ricevevamo ogni piccolo passo che facevamo punto per punto,
02:55andavamo a controllare aspettando i secondi luce che c'erano di distanza per l'andata e il ritorno,
03:01pochi secondi comunque, e abbiamo ricevuto tutti i singoli dati da tutti i sottosistemi del nostro strumento
03:07e alla fine sono arrivate anche le immagini e sono immagini appunto di un campo stellare
03:11che avevamo deciso di puntare una stella un po' insulsa, che si vede appena ad occhio nudo,
03:15una stella della costellazione del Cigno perché è appassionato un po' di cielo,
03:20non la più brillante comunque, in cui mano a mano si vedono le stelle
03:23che vengono su nel primo frame, nella prima immagine, si vede soltanto la stella centrale
03:28che è quella più luminosa, ripeto, una stella che si vede appena ad occhio nudo ma neanche dalle città
03:33e poi sono venute via altre decine di stelle meno brillanti
03:38e che ci hanno dimostrato non soltanto che lo strumento ci vede, funziona e tutto quanto,
03:42ma che anche la qualità ottica è quella che ci aspettavamo.
03:45In passato, altre missioni si sono avvicinate con dei flyby, cioè dei passaggi ravvicinati veloci,
03:51mentre la sonda di Juice sarà la prima ad entrare nell'orbita di un satellite.
03:56Lo farà entrando verso la fine della sua vita operativa in orbita intorno a Ganymede,
04:01una luna più grande del più piccolo pianeta del sistema solare, Mercurio.
04:06Questo permetterà di avere una mappa di qualche decina di metri per pixel della sua intera superficie,
04:11dando il via a un'infinità di ricerche e di studi.
04:14Le immagini che fornirà non sono in grado di dare informazioni sulla composizione chimica di ciò che è osservato,
04:21però possono dare molte informazioni sul tipo di evoluzione che ha avuto il materiale a causa delle condizioni spaziali.
04:27Verso la fine della sua vita operativa entrerà in orbita intorno a Ganymede.
04:32Questo ci permetterà, grazie a questi mesi passati in orbita intorno a Ganymede,
04:38ci permetterà di avere una mappa, diciamo una risoluzione abbastanza elevata,
04:42qualche decina di metri per pixel del nostro detector, dell'intera superficie di Ganymede.
04:49E questo ci permette di fare un'infinità di ricerche e di studi,
04:54perché conoscere la superficie significa di un oggetto solido, con superficie solida,
05:00perché Ganymede di fatto è uno di quei cosiddetti IC satellite,
05:04gli satelliti che osservano per la prima volta Galileo con il suo telescopietto,
05:09quindi ha una crosta ghiacciata solida,
05:12al di sotto della quale però c'è, secondo le ipotesi,
05:15è quasi dimostrate oramai, ma cercheremo di dimostrarle ulteriormente,
05:18quando avremo i nostri dati,
05:20con una notevole e interessantissima attività e struttura sottosperficiale.
05:27La superficie però rimane la testimone, diciamo, al di sopra di ciò che succede sotto,
05:37perché nella superficie ci sono i segni di tutti i processi geologici,
05:41che siano esogeni o endogeni,
05:45che sono stati attivi sul corpo solido di fatto,
05:52mi viene da chiamarlo pianeta, perché di fatto è un corpo planetario,
05:55si immagini che Ganymede è più grande del più piccolo pianeta del Sistema Solare,
05:59Ganymede, quindi satellite di Giove, più grande del pianeta Mercurio,
06:03tanto per avere un'idea delle dimensioni, insomma.
06:06Quindi, diciamo, lo studio della craterizzazione,
06:10che è un processo geologico esogeno,
06:12perché viene fuori dagli impatti dovuti ad altri corpi,
06:16che appunto impattano casualmente la superficie,
06:20oppure dei processi endogeni,
06:23ovvero le fratture che notiamo nella crosta superficiale,
06:27oppure attività geologica che in tanti casi assomiglia molto a quella terrestre,
06:32a quella tettonica in cui abbiamo delle placche che si scontrano,
06:36si separano e quindi si forma nuova crosta.
06:38Insomma, forse è esagerato fare dei paragoni troppo diretti
06:42con la tettonica planetaria, in particolare con la tettonica zolle,
06:46che abbiamo sulla Terra.
06:47La Terra è un caso unico da questo punto di vista,
06:49però sulle superfici ghiacciate dei satelliti di Ganymede e Europa,
06:52in particolare dei due satelliti di Giove,
06:54abbiamo notato delle strutture estremamente interessanti
06:56che noi abbiamo visto sugli altri corpi solidi,
06:59Marte o Mercurio, del sistema.
07:03E la cosa appunto interessante che dicevo,
07:06la geologia che c'è al di sotto,
07:07la struttura di questo corpo, diciamo, planetario,
07:11può essere interessante proprio perché è un corpo ghiacciato
07:15e i modelli ci dicono, i dati ci suggeriscono il fatto
07:18che al di sotto di una crosta di forse qualche decina di chilometri di spessore
07:23c'è acqua allo stato liquido.
07:25Acqua allo stato liquido significa tante cose.
07:27Attenzione, come sempre, non stiamo parlando di forme di vita,
07:31anche se ci sono delle condizioni che vanno considerate.
07:34Innanzitutto, la probabile presenza di un oceano liquido molto esteso
07:39formato da acqua con contaminanti minerali come i sali
07:42che si è mantenuto nel tempo forse miliardi di anni.
07:45Poi, la presenza di una forma di energia
07:48e lo schermo costituito dalla crosta
07:50che possono far pensare a un ambiente
07:53che potrebbe essere potenzialmente abitabile.
07:56Scoprire se è davvero così
07:57è uno dei principali obiettivi della missione Juis.
08:01Certo, nessuno strumento a bordo
08:03è in grado di rilevare la presenza di vita.
08:05Ma i dieci strumenti molto complessi della sonda
08:09possono elaborare dati che permettono di capire
08:11come sono fatti i satelliti gioviani anche al loro interno.
08:15Non solo Ganimete, naturalmente.
08:17Juis effettuerà flyby intorno ad Europa e a Callisto.
08:21La luna Io verrà vista solo da lontano,
08:24ha una struttura completamente diversa,
08:27sente talmente tanto l'attrazione di Giove
08:29che non ha crosta ghiacciata ma è un oggetto vulcanico attivissimo.
08:34Oltre alle lune, osservato speciale sarà Giove stesso,
08:38ma c'è tempo.
08:39La fine della missione è attesa per il 2034.
08:52La fine della missione è attesa per il 2034.
08:55La fine della missione è attesa per il 2034.
08:56La fine della missione è attesa per il 2034.
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