00:21Quando nel marzo del 1979 la sonda spaziale Voyager 1 della NASA avvicinò io, il più
00:28interno dei satelliti galileiani di Giove, le immagini inviate a terra mostrarono uno
00:33scenario infernale. La superficie di una delle quattro lune più grandi di Giove era costellata
00:39di una miriade di punti caldi, dei veri e propri centri vulcanici con tanto di colate di lava e
00:46pennacchi alti centinaia di chilometri. Una decina di anni più tardi, con la missione Galileo, si ebbe
00:52la conferma che su io ci sono centinaia di hotspot, alcuni con attività pressoché costante.
00:58Oggi però, grazie ai dati raccolti dallo strumento JIRAM a bordo della missione NASA Juno, un team
01:03di ricerca guida INAF è riuscito a creare la mappatura migliore mai ottenuta da remoto,
01:09identificando circa 242 hotspot, di cui 23 mai osservati in precedenza sulla Luna Io. Juno è
01:17una missione spaziale della NASA, il cui scopo principale è studiare il campo magnetico di Giove
01:23attraverso una sonda in orbita polare. È stata lanciata il 5 agosto 2011 a bordo di un razzo Atlas
01:29quinto dalla Cape Canaveral Air Force Station in Florida. Il 5 luglio 2016 è arrivata a destinazione
01:36e a seguito degli ottimi risultati ottenuti, nel 2021 la NASA ne ha esteso la missione sino alla
01:43fine del 2025, salvo eventuali imprevisti tecnici. La missione ha come obiettivi misurare la composizione
01:50di Giove, il campo gravitazionale, il campo magnetico e la magnetosfera polare. Cercherà
01:55anche indizi su come si è formato il pianeta, incluso se ha un nucleo roccioso, la quantità
02:01di acqua presente nell'atmosfera profonda, la distribuzione della massa e i suoi venti
02:06in profondità, che possono raggiungere velocità fino a 620 km orari.
02:11Per fare tutto ciò è stata dotata di otto strumenti, uno di questi è proprio GIRAM,
02:16GIOVIAN Infrared Auroral Mapper, finanziato dall'Agenzia Spaziale Italiana, realizzato da
02:22Leonardo sotto la responsabilità scientifica dell'INAF, Istituto Nazionale di Astrofisica.
02:28GIRAM è in grado di sondare gli strati superiori dell'atmosfera di Giove, fino ad una pressione
02:34tra 5 e 7 bar, nelle lunghezze d'onda dell'infrarosso tra 2 e 5 micrometri, usando una fotocamera
02:41e uno spettrometro. Proprio grazie a questi potenti occhi, i ricercatori INAF sono riusciti
02:46a raccogliere i dati per creare la mappa di Io, una specie di luna incandescente che
02:51in questo momento sembra essere il corpo più attivo sotto il punto di vista di attività
02:56vulcanica dell'intero sistema solare. Un'attività vulcanica che, guardando la mappa, sembra concentrarsi
03:03nelle regioni polari rispetto alle latitudini intermedie. Francesca Zambon, membro del gruppo
03:09GIRAM, ricercatrice dell'INAF di Roma e prima autrice dell'articolo pubblicato sulla GRL,
03:15spiega il confronto tra il nostro studio e il catalogo più recente, rivela che GIRAM
03:20ha osservato l'82% degli hotspot più potenti precedentemente individuati e la metà degli
03:27hotspot di potenza intermedia, dimostrando quindi che questi sono ancora attivi.
03:33La Luna Io mostra molti centri vulcanici innescati principalmente dalle potenti forze
03:38mareali esercitate da Giove. Lo studio dell'attività vulcanica di questo satellite gioviano è la
03:44chiave per comprendere la natura dei suoi processi geologici e la sua evoluzione interna. La
03:50distribuzione degli hotspot e la loro variabilità spaziale e temporale sono importanti per definire
03:57le caratteristiche del riscaldamento delle maree e i meccanismi attraverso i quali il calore
04:02fuoriesce dall'interno. Giuseppe Sindoni, responsabile del progetto GIRAM per l'ASI,
04:07ha sottolineato come l'estensione della missione Juno fino al 2025 ci permetterà di monitorare
04:13questa evoluzione e di comprendere meglio i processi fisici che guidano un corpo così
04:19complesso e dalle fattezze simili alla nostra terra primordiale, anche in previsione di future
04:25missioni dedicate. Il tempo è poco, ma per fortuna, proprio alla fine dell'anno, il 30 dicembre
04:312023 durante la 57esima orbita attorno a Giove, la sonda Juno effettuerà il suo passaggio più
04:37ravvicinato in assoluto a Io, a una distanza minima di circa 4.800 chilometri. Un'occasione
04:44da sfruttare per condurre osservazioni con GIRAM, anche perché le missioni Europa Clipper della
04:50NASA e Juiz di ESA, che opereranno nel sistema di Giove negli anni 2030, non potranno mai avvicinarsi
04:57a simili distanze.
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