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  • 1 giorno fa
Gianni Alemanno che emozione ha provato lasciando Rebibbia?«Beh, ovviamente un'emozione molto forte perché chiaramente, quando uno fa un anno e mezzo di carcere, si domanda sempre "quando esco chi ci sarà, chi non ci sarà", se reggeranno gli affetti, le amicizie. Per fortuna vedo che sia gli affetti familiari, sia l'amicizia comunitaria hanno retto e quindi questo per me è il regalo più bello».Cosa ha sofferto di più del carcere?«La sofferenza era una sofferenza indotta. Io sono bene o male abituato con l'alpinismo, i campi in montagna, quindi non è che ho sofferto per le condizioni disagiate, che pure c'erano. Ma vedere tanta gente che stava male e non potere fare nulla... ecco, questo: era più un stare male per vedersi intorno tanta gente a cui non veniva data nessuna possibilità di uscire fuori, questo veramente è stata una cosa che mi ha colpito molto».L'ultimo gesto in che ricorda?«Prima di uscire ho abbracciato quel vecchietto di 88 anni, Antonio Russo, che ha avuto la grazia da Mattarella. Sta ancora là dopo tre mesi e lo dovreste vedere. L'ho dovuto abbracciare, io esco e lui sta ancora dentro. Anche questo è veramente incredibile».Com'è stato l'impatto?«Ho trovato una grande empatia, poi, non ci crederete, ma la maggior parte dei detenuti sono tutti di destra. E' strano ma è così e devo dire che si sono creati anche dei rapporti umani molto significativi che mi porterò anche fuori. Però vi dico che in carcere è quasi casuale la presenza di una persona al posto di un'altra. Cioè, tra la crisi della giustizia, i tribunali di sorveglianza bloccati, il dap che non funziona, la presenza in carcere è un fatto di fortuna. Ho visto delle situazioni veramente da rimanere a bocca aperta».Abbiamo un'idea sbagliata del carcere?«C'è l'idea che si tutela la sicurezza del cittadino affermando la solita frase "buttiamo le chiavi", eccetera eccetera... E' esattamente il contrario. Io non rinnego nulla di tutto quello che ho fatto nel periodo in cui ero sindaco, in cui ho fatto le ordinanze, le delibere molto severe sulla sicurezza, ma dico che per tutelare il cittadino ci vuole un carcere che funziona, che porta alla rieducazione. Questo invece è un carcere criminogeno che moltiplica la recidiva e diventa l'università del crimine. L'idea che la sicurezza del cittadino si tutela con il carcere è disumana, anzi è esattamente il contrario».​​Una persona che vedrà  è il generale Vannacci. Lei ha detto che non siete d'accordo su tutto.«No, io ho detto che non si deve essere d'accordo su tutto. Ho detto che Vannacci è la novità e la novità è la rottura, il cambiamento: è quello il dato su cui siamo d'accordo. Poi, per vedere le varie cose, ci sarà tempo per confrontarci. Non è questo il momento».Quando è uscito dal carcere qualcuno ha detto: "Ma è abbronzato, come mai è così abbronzato?".«Certo! Io la mattina alle otto e mezza andavo a correre sotto il sole nel campo sportivo e a fare ginnastica all'aria aperta. Quindi stavo dalla mattina alla sera sotto il sole a fare sport».Rovistava nella busta dei suoi effetti personali, c'era una catenina d'oro con una croce celtica...«Sì, è la catenina d'oro che mi ricorda Paolo Di Nella. Io stavo nella stessa cella in cui stavo quarant'anni fa, la stessa cella dove stava Paolo, che è stato ucciso sei mesi dopo con una spranga».Lei si è fatto otto mesi di carcere anche da ragazzo...«Sì, è stata rubricata come una piccola cosa, però quella piccola cosa mi ha impedito di prendere la condizionale anche in questo caso».​​Si sente un uomo più forte oggi?«Forse sì, perché le esperienze cambiano le persone, ti danno la possibilità di vedere tante cose che non vedi, soprattutto di accontentarti del minimo, delle cose elementari: un bicchiere d'aranciata fresca, un ghiacciolo, diventa un fatto importante e quindi imparare queste cose ti rende molto più forte».Cosa le è mancato di più?«Mi è mancato l'orizzonte, cioè io sono amante della montagna, in carcere non c'è mai l'orizzonte, c'è sempre un muro. E poi, anche un bicchiere di vino».

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00:00Beh, ovviamente un'emozione molto forte perché chiaramente quando uno fa un anno e mezzo di carcere
00:07si domanda sempre quando esco chi ci sarà, chi non ci sarà, reggeranno gli affetti, le amicizie.
00:13Per fortuna vedo che sia gli affetti familiari, sia l'amicizia comunitaria politica arrono retto
00:21e quindi questo per me è il regalo più bello di questo show.
00:24La sofferenza più che personale era una sofferenza indotta perché io sono meno male abituato con l'alpinismo,
00:33i campi, le montagne, le cose di avere condizioni disagiate, quindi non è che ho sofferto delle condizioni disagiate
00:40che pure c'erano, ma vedere tanta gente che stava male e cui non si poteva fare nulla e non
00:48si faceva nulla
00:48quindi è più un stare male per vedersi attorno tanta gente a cui non veniva data nessuna possibilità di uscire
00:54fuori.
00:54Questo veramente è stato una cosa che mi ha colpito molto probabilmente.
00:57Io di venire qua, di uscire, ho abbracciato a un vecchietto di 88 anni Antonio Russo
01:03che ha avuto la grazia di Mattarella, sta ancora là dopo tre mesi e lo dovresti vedere,
01:10è rimasto niente, ho avuto a abbracciare, io esco e questo è ancora qui.
01:16Questo è veramente qui, quindi la sofferenza è stata la prima sofferenza di empatia di confronto di tante persone.
01:21Ho trovato una grande empatia e poi il maggior parte dei venuti sono tutti di destra,
01:27il pericolo è così e andiamo a dire che si sono creati anche dei rapporti umani molto significativi
01:33che porterò anche fuori.
01:35E però la cosa strana e importante è che veramente è difficile spiegarlo a chi non ha un'assunzione di
01:42esperienza.
01:42In carcere è quasi casuale la presenza di una persona al posto di un altro.
01:47Cioè c'è veramente tra la crisi della giustizia, i tribunali di sorveglianza bloccati,
01:53DAP che non funziona, la presenza in carcere è un fatto di fortuna,
01:57la fortuna è scoppiata e ho visto delle situazioni veramente da rimanere a bocca aperta
02:01e da non riuscire a trovare una risposta.
02:04C'è l'idea che si tutela la sicurezza del cittadino dicendo solo il discorso
02:09che buttiamo le chiavi eccetera eccetera, è vero esattamente il contratto.
02:13Io non rinnego nulla di tutto quello che ho fatto nel periodo in cui ero sindaco
02:19e in cui ho fatto le ordinanze, le cose molto dure, molto severe sulla sicurezza.
02:24Quindi non rinnego nulla di tutto questo.
02:26Ma dico che per tutelare la sicurezza del cittadino ci vuole un carcere che funziona,
02:30che porta alla reivindicazione.
02:32Questo è un carcere criminogeno che moltiplica la recidiva e diventa l'università del crimine.
02:38E quindi quello che bisogna sfatare è proprio questo.
02:41L'idea è che la sicurezza del cittadino si tutela con un carcere disumano.
02:45È esattamente il contrario.
02:46Si sente un uomo più forte oggi dopo che sta nel mezzo quello che si sente?
02:50Ma forse sì, forse sì perché diciamo le esperienze cambiano, cambiano le persone,
02:56ti danno la possibilità di vedere tante cose che non vedi.
02:59Soprattutto di accontentarti del minimo delle cose elementari.
03:03un bicchiere di aranciata fresca, un ghiacciolo, una cosa diventa un fatto importante
03:07che magari e quindi imparare queste cose ti rende molto più forte.
03:10Cosa che l'è più mancata?
03:12Mi è mancata, come ho detto, l'orizzonte.
03:15Io sono amante della montagna di Cedriciari, in carcere non c'è mai l'orizzonte,
03:18c'è sempre un buon amante.
03:19E poi, più probabilmente, quello che metto è un bicchiere di vino.
03:23E sto racce, giusto?
03:25Una persona che vedrà stasera è il generale Vannaccio.
03:27Stamattino il collega le aveva chiesto di Vannaccio
03:31e lei ha detto che non siamo d'accordo su tutto.
03:33Ecco, su cosa non siete d'accordo?
03:35No, io ho detto che non si debba essere d'accordo su tutto.
03:38Ho detto che Vannaccio è la novità.
03:41E la novità è la rottura, il cambiamento è quello che dà concordo.
03:44Dopo per vedere le varie idee, le varie cose, si tratta per confrontarci.
03:48Ma ha detto anche che non siamo d'accordo su tutto.
03:51C'è una cosa.
03:54Non è questo il momento, il momento è quello di trovare una strada.
03:58Quando è uscito dal carcere, qualcuno ha detto
04:00ma è abbronzato, come non è abbronzato?
04:03Certo, perché io la mattina alle otto e mezzo
04:06andavo a correre sotto il sole nel campo sportivo,
04:09nell'aria, fare ginnastia là,
04:12quindi dalla mattina alla sera sotto il sole cogetto,
04:15ma non proprio voglio fare sport.
04:16Come è in un'unità dove è entrata in possesso di una catenina d'oro?
04:23La catenina d'oro che mi ricorda Paolo Dinella
04:26e tante storie.
04:29Io stavo nella stessa cella in cui stavo 40 anni fa,
04:32nella stessa cella dove stava Paolo Dinella
04:35che è stato ucciso sei mesi dopo da una spangata la spazio.
04:38Perché lei si è fatto otto mesi di carcere,
04:40bibbia da ragazzo?
04:41No, si è stata derubricata una piccola cosa,
04:46però quella piccola cosa mi ha impedito
04:49di prendere la condizionale anche in questo caso.
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