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  • 2 giorni fa
«La notte non riuscivo a dormire per il freddo. Dormivo vestito, con la felpa e con il giubbotto. E poi una coperta soltanto. Mi scrivevo le frasi del Corano sul muro della cella». È il racconto di Raed Al Salahat sul carcere di Sollicciano a poche ore dalla sua scarcerazione.

Braccio destro dell’imam Izzeddin Elzir, kuwaitiano di 48 anni, l’uomo era stato arrestato il 27 dicembre, all’interno della sua casa in Oltrarno, nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Genova con l’accusa di sostenere i terroristi di Hamas. Lunedì è stato scarcerato dopo che il tribunale del Riesame, al quale aveva fatto ricorso l’avvocato Samuele Zuccchini, ha disposto l’annullamento della misura cautelare.
«I poliziotti — spiega l’uomo — sono arrivati con i passamontagna e mi hanno prelevato dalla mia abitazione. Poi sono iniziati i miei giorni a Sollicciano. Ero in isolamento, lontano da tutto e tutti, ho visto porte rotte, finestre rotte, ho sentito tanto freddo, c’era un termosifone ma lontano rispetto a dove mi trovavo io e il calore non arrivava, è un carcere davvero da distruggere». Raed sostiene di essere stato trattato con rispetto dagli agenti penitenziari, «però il carcere è il carcere, ed è stata dura soprattutto non sentire per quasi un mese intero i miei familiari. Prima di essere arrestato, avevo saputo da mia moglie che mia figlia aveva fatto un incidente in Giordania: ho potuto avere notizie soltanto tramite il mio avvocato».

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Trascrizione
00:00Il carcere è carcere, non è che un bar d'iso o un albergo eccetera eccetera.
00:07Ringrazio veramente a tutti che hanno lavorato per la mia causa, soprattutto il mio caro avvocato
00:17Samuele, poi la nostra fiducia ai nostri giudici, a tutti quanti che erano veramente accanto a me
00:26durante questi giorni. A Solosciano diciamo ero proprio isolato dal mondo, carcere proprio da
00:39restruttività, malissimo proprio, a volte rotti, panni rotti eccetera eccetera, freddo e tutto,
00:52quello che è il carcere comunque. Io diciamo dal 2023 quando è iniziata la guerra a Gaza,
01:03lo sai tutti come palestinesi, scienti eccetera eccetera occupiamo a fare la raccolta in diversi
01:13eccetera. Poi facciamo la raccolta, poi continuiamo al responsabile delle associazioni eccetera eccetera,
01:24occupo Ferenze, quella parte lì. Dal 2024 sono sì, ho chiesto se è rissunto perché deve essere la cosa regola,
01:33faccio la raccolta, poi non è che questi anche aiuti che anche la raccolta che le facciamo,
01:40che mandiamo anche in palestina. L'abbiamo aiutato tantissimo a quelli che sono venuti qua in Italia,
01:45quelli che hanno portato i nostri governi, poi li ha lasciati via, li abbiamo aiutati dall'inizio,
01:51abbiamo dato i soldi, abbiamo comprato i telefoni, i vestiti, i regali eccetera eccetera,
01:57tutti quanti che sono venuti proprio, dai soldi quelli che abbiamo raccolto eccetera.
02:02Guarda la cosa diciamo grave per me veramente, ho sentito veramente da cuore che è rimasto
02:10veramente malissimo, che dal primo ore diciamo, da quando hanno preso l'ultimo giorno di consulta,
02:19non ho mai sentito la mia famiglia proprio. Nessuno della mia famiglia, solo il mio avvocato,
02:25tramite il mio avvocato, solo la mia famiglia. Poi io l'ho detto al giudice, a tutti, che prima di
02:32entrare nel carcere, prima di arrestarmi, la mia figliola era con la sua mamma in Giordania,
02:38ha fatto un accidente, è entrata all'ospitale, aveva rotto la gamba, scelto scelto a stare all'ospitale,
02:46non sapevo niente da loro, non sapevo anche della mamma, della moglie, del figliolo, a nessuno,
02:51proprio, hanno tolto, diciamo, dal mondo, dalla mia proprio famiglia, eccetera eccetera,
02:58quello che mi è rimasto veramente malissimo.
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