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Parma, 16 giu. (askanews) - C'è una terra, lungo le sponde del Po, dove la nebbia non è un fastidio ma un ingrediente. Siamo nella Bassa parmense, il Mondo Piccolo di Guareschi, la patria di Giuseppe Verdi. È qui che nasce un salume che si fa chiamare, senza falsa modestia, il re: il Culatello di Zibello. Tutto comincia dalle mani di un norcino, dal sale massaggiato sulla carne, dallo spago annodato stretto. Gesti antichi, mai cambiati. Lo racconta Marco Pizzigoni, vicepresidente del Consorzio Culatello di Zibello.

"Il culatello nasce per un'esigenza. Qui c'era il problema dell'umidità e della temperatura: molto caldo e umido d'estate, freddo e nebbia d'inverno. Il prosciutto non riusciva a maturare. E allora, nel 1400, che cosa hanno pensato di fare? Togliere la cotenna, staccare le fasce muscolari: dalla natica si ricava il culatello, dal muscolo anteriore il fiocchetto. Poi utilizzavano ciò che avevano, cioè la vescica del maiale, che protegge questo pezzo di carne. E questa legatura particolare permetteva, una volta asciugato e portato in cantina, di stagionare senza seccare troppo".

Un prodotto che resta artigianale e raro: appena venti produttori, poco più di ottantamila culatelli avviati alla denominazione protetta nel 2025, per un valore al consumo di 24 milioni di euro. Un re che riposa in luoghi che sembrano usciti da un romanzo. Come la cantina dell'Antica Corte Pallavicina. Fa da cicerone lo chef Massimo Spigaroli. "Siamo nella cantina più storica, creata nel 1320 dai marchesi Pallavicino proprio per questo prodotto regale - spiega -. Le muffe escono dai muri, la grande finestra sul fiume fa entrare l'aria umida e la nebbia. E si sente un profumo inimmaginabile: è un prodotto unico al mondo. Entrano qui che hanno sette mesi e possono arrivare a trenta, trentacinque, quaranta mesi".

Per secoli è rimasto un segreto custodito tra queste campagne. Oggi un quarto della produzione varca i confini: Francia, Germania e Svizzera in testa, fino al Nord America. Una rarità ricercata anche oltremanica, tanto che il re Carlo d'Inghilterra ha un suo angolo riservato proprio in questa cantina. "E' un prodotto nato per il nostro territorio - ricorda Spigaroli -. L'abbiamo tenuto nascosto, accudito. Ora comincia a uscire, qualche vendita in Europa, qualcosa all'estero. Ma il nostro incentivo è far venire qui le persone: toccarlo con mano, annusarlo, accarezzarlo".

E allora il viaggio si fa pellegrinaggio. Dal Teatro Verdi alla casa natale del Maestro, fino alla Salsamenteria storica del 1873, dove tra spartiti e ritratti si respira insieme melodramma e salumeria. Fino alla tavola del Podere Cadassa, dove una famiglia accoglie i viandanti dal 1780. Perché qui il culatello non si racconta soltanto. Si serve. Una fetta sottile, con le mani. "Tutti i salumi vanno presi con le mani - spiega Pizzigoni -. Una fetta di culatello, un buon pane bianco, al massimo un po' di burro e un buon bicchiere di vino. Ed è già fatta la merenda e la cena".

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00:00C'è una terra lungo le sponte del Po dove la nebbia non è un fastidio ma un ingrediente.
00:06Siamo nella bassa parmense, il mondo piccolo di Guareschi, la patria di Giuseppe Verdi.
00:12E' qui che nasce un salume che si fa chiamare senza falsa modestia il re, il culatello di
00:19Zibello.
00:20Tutto comincia dalle mani di un orcino, dal sale massaggiato sulla carne, dallo spago
00:26annodato stretto, gesti antichi, mai cambiati, lo racconta Marco Pizzigoni, vicepresidente
00:33del consorzio culatello di Zibello.
00:36Il culatello nasce per una esigenza, qui c'era la problematica dell'umidità e della temperatura.
00:43Siamo a nord della Via Emilia, lungo il fiume Po, abbiamo molto caldo e umido d'estate e
00:48molto freddo e soprattutto molta nebbia d'inverno.
00:52E allora questo prodotto, che era il prosciutto che una volta veniva salato, portato in cantina,
00:56non riusciva a maturare perché con la cotenna la sugnatura non riusciva a stagionare e lì
01:01nel 1400 hanno pensato di cosa fare, tirare via la cotenna, staccare le fasce muscolari,
01:07dalla natica ricavano il culatello e dal muscolo anteriore ricavano il fiocchetto.
01:11Dopo utilizzano quello che avevano che era la vescica del maiale, che va a proteggere questo
01:16pezzo di carne e che questa legatura particolare permetteva una volta asciugato, portato in
01:22cantina, di stagionare senza seccare topo.
01:24Un prodotto che resta artigianale e raro, appena 20 produttori, poco più di 80 mila
01:30culatelli avviati alla denominazione protetta nel 2025 per un valore al consumo di 24 milioni
01:38di euro.
01:39Un re che riposa in luoghi che sembrano usciti da un romanzo, come la cantina dell'antica
01:45Corte Pallavicina, fa da Cicerone lo chef Massimo Spigaroli.
01:51Siamo in una cantina eccezionale, la più storica, stata creata nel 1320 dai marchesi
01:58Pallavicino proprio per mettere questo prodotto regale che è il culatello, che ora chiamiamo
02:04con nome e cognome di Zibello.
02:06Ma soprattutto luoghi unici dove le muffe escono dai muri, dove la grande finestra che dà
02:13sul fiume, fa entrare l'aria umida, specialmente la nebbia quando è ora, ma soprattutto sentiamo
02:21quello che voi non potete sentire, un profumo inimmaginabile che è quello di questo prodotto.
02:27Unico prodotto al mondo che profuma.
02:30Diciamo che qui entrano, che hanno 6-7 mesi e poi dopo possono arrivare ai 30, 35, 40,
02:3842 mesi.
02:39Per secoli è rimasto un segreto custodito tra queste campagne.
02:43Oggi un quarto della produzione varchi i confini, Francia, Germania, Svizzera in testa,
02:49fino al Nord America.
02:51Una rarità ricercata anche oltre manica, tanto che il re Carlo d'Inghilterra ha un suo
02:57angolo riservato proprio in questa cantina.
03:00È un prodotto che nasce per il nostro territorio, l'abbiamo tenuto nascosto, l'abbiamo accudito,
03:06non l'abbiamo fatto conoscere.
03:08Ora invece comincia ad uscire, quindi cominciamo a avere delle vendite anche in Europa, qualcosa
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03:22di cercare di far venire qui le persone per avere questo grande contatto con il prodotto
03:29e per capire quanto è importante, diciamo, toccarlo con mano, annusarlo, accarezzarlo e questo è.
03:37E allora il viaggio si fa pellegrinaggio dal Teatro Verdi alla Casa Natale del Maestro
03:43fino alla salsamenteria storica del 1873, dove tra spartiti e ritratti si respira insieme
03:52melodramma e salumeria, fino alla tavola del Podere Cadassa, dove una famiglia accoglie i
03:59viandanti dal 1780, perché qui il culatello non si racconta soltanto, si serve una fetta
04:07sottile con le mani.
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