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Tech talks - L'intervista ad Andrea Maria Zanchettin, professore di robotica al Politecnico di Milano

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00:11Vi faccio una domanda molto semplice ma molto diretta. Avete paura dei robot? Se la risposta
00:20è sì probabilmente state pensando ai robot sbagliati. Se invece la risposta è no forse
00:26non sapete ancora che cosa i robot stanno diventando. Perché diciamolo la robotica nel
00:322026 non è più quella roba da catena di montaggio che abbiamo visto ormai da qualche
00:38anno a questa parte. È intelligenza artificiale incarnata diciamo così in un corpo fisico.
00:45È un sistema che vi osserva, vi capisce e decide insieme a voi come muoversi intorno a voi.
00:52In tempo reale, in sicurezza è spesso meglio di quanto farebbe un collega o un amico umano.
01:00Per capire però dove stiamo andando ho invitato oggi uno dei massimi esperti italiani del settore,
01:06il professor Andrea Zanchettin che è docente di robotica al Politecnico di Milano, è ricercatore
01:13con 100 pubblicazioni alle spalle e anche cofondatore di una start-up che trasforma la
01:19ricerca in prodotti reali. Nei prossimi 30 minuti vi prometto che uscirete da questa
01:25conversazione guardando il robot e forse anche il vostro lavoro e la vostra vita privata in un
01:31modo completamente diverso. Benvenuto e grazie per essere qui con noi a TechTour.
01:36Grazie, grazie.
01:36Allora entriamo subito dritti parlando di robotica. Se dovesse spiegare ad un non tecnico
01:43dove siamo oggi con la robotica, come descriverebbe questo momento che stiamo vivendo e le domando
01:51è davvero una rivoluzione oppure stiamo attraversando una sorta di evoluzione naturale della robotica?
01:57Ma quello che vedo è una robotica probabilmente a due velocità. Quella diciamo più tradizionale,
02:03quella ancora nelle catene di montaggio c'è, ormai consolidata.
02:07Cresce, consolidata, conosciamo tutti, basta aprire un video e guardarlo e si capisce di
02:13cosa stiamo parlando. Quindi è uno strumento che serve per produrre, quindi produrre da
02:18un pezzo di automobile a un pezzo di plastica, quindi tutte le cose che i robot hanno sempre
02:23fatto stanno continuando a farlo. Dopodiché c'è qualcosa che sta nascendo, ancora a livello
02:30embrionale probabilmente, nonostante ci siano in giro tanti soldi, quindi tanti investimenti
02:35in robotica, chiamiamola in senso generale di nuova generazione, quindi una robotica un
02:41po' diversa, una robotica magari con le ruote, magari con le gambe, magari che vola. Non
02:48è più il solito braccio metallico ancorato a terra, quindi un braccio metallico che sposta
02:55scatole è qualcosa che lentamente sta evolvendo, quindi ha sempre delle migliorie tecnologiche
03:02incrementali, ma quello che succede è che sta nascendo qualcos'altro, quindi qualcos'altro
03:07in maniera probabilmente anche dirompente, probabilmente anche grazie all'intelligenza
03:12artificiale. Quindi c'è qualcosa che fino a cinque anni fa non c'era e oggi cominciamo
03:19a vedere, anche lì alle conferenze, sui video, sui giornali, ed è qualcosa di profondamente
03:25diverso, qualcosa che stiamo cominciando a imparare, stiamo cominciando a studiare, stiamo cominciando
03:30a capire dove poter applicare. E nel suo caso anche a sviluppare.
03:35Certamente. Ecco, quando si parla di robot però appunto
03:39molti pensano ancora a quei bracci meccanici a cui faceva accenno poco fa, oppure ai robot
03:44umanoidi dei film o dei libri di fantascienza. Qual è invece diciamo lo spettro appunto
03:51della robotica moderna e quanti mondi diversi esistono al suo interno? Perché noi stiamo vedendo
03:56per esempio anche recentemente in diverse manifestazioni pubbliche si sono visti questi
04:02robot umanoidi che ballano. Non riusciamo bene a capire noi comuni mortali se si tratta
04:09di puri esempi per fare un po' di sfoggio di tecnologia, oppure se quel ballo, tra l'altro
04:17veramente molto vicino ormai a quello che farebbe un umano, è effettivamente qualche cosa che
04:21poi applicato da un'altra parte ci permetterebbe di fare cose importanti. Anche questo aspetto
04:28più vicino agli umani dei robot, una volta erano questi bracci appunto, ancora esistono,
04:34ma i primi che abbiamo visto ancorati a terra, molto grossi, molto pesanti, che di umano avevano
04:38veramente pochissimo. Adesso invece hanno la testa, hanno un corpo, addirittura alcuni
04:43hanno muscoli, veri o falsi che siano. Che cosa sta succedendo?
04:47Sta succedendo che esiste una nuova piattaforma tecnologica. Se prima, fino a cinque anni fa,
04:53era un braccio ancorato a terra, ora sono due braccia, una testa, un torso e delle gambe.
05:00Ora la robotica umanoide non è nuova, cioè dal punto di vista della ricerca c'è da decenni. Il
05:07fatto che si stia avvicinando anche al mondo consumer è probabilmente la novità. Quindi un robot umanoide
05:12dieci anni fa costava un prezzo che solo gli enti di ricerca si potevano permettere. Oggi
05:19non dico che ce lo possiamo permettere tutti, ma sicuramente è qualcosa che un'azienda può
05:24provare a comprare e provare a mettere in funzione. Il fatto che corra le maratone è sicuramente
05:31uno sfoggio di tecnologia. Quindi facciamo vedere che il robot è più veloce della persona, quindi
05:36c'è una tecnologia matura, il robot cade, a volte cade, a volte cade e si distrugge, a
05:42volte cade e si rialza. Sono cose sicuramente che generano un effetto wow, questo sicuramente.
05:51Lato applicazioni stiamo cercando ancora di capire che cosa possono fare e dove li possiamo
05:56mettere. Chiaramente tutti ci immaginiamo che un giorno sarà un robot umanoide a portare in giro
06:04aspirapolvere. Oggi probabilmente per l'aspirapolvere è meglio comprare un robot aspirapolvere, non quello
06:09classico, rotondo, che gira. Quindi diciamo ora stiamo cercando di capire che cosa fagli fare questo
06:15robot. Il vero problema, una volta capito che cosa fagli fare, è come spiegarglielo. Mentre un robot
06:23industriale di quelli che abbiamo conosciuto e che ormai ci risultano quasi vecchi, perché ormai ci sono da tanto tempo,
06:34si programmano con un linguaggio programmazione, quindi come se fosse un computer ma con dell'istruzione
06:40in più per farlo muovere, chiaramente. Il problema è di come programma un robot umanoide. Un robot umanoide
06:47ha due braccio e una testa, con delle telecamere si deve spostare, ha un busto, ha ovviamente un sistema
06:53di locomozione. Come gli dico che cosa deve fare? Che cosa ne sa lui di che cosa sia un aspirapolvere?
07:00o che cosa ne sa di che cosa voglia dire lavare i piatti? Non nasce chiaramente con questo
07:04imprinting. Nemmeno un robot industriale nasce con l'imprinting di pallettizzare, però è relativamente
07:11semplice spiegargli come si fa. Dagli quelle istruzioni che servono. Dagli quelle 3-4 istruzioni per capire come muoversi e
07:16cosa fare.
07:16Esattamente, per prendere la scatola e mettere da un'altra parte. Un robot umanoide è un macchinario decisamente
07:21molto più complesso. Quindi il problema è un po' lo scoglio che c'è da prendere una tecnologia che sta
07:29maturando col tempo e utilizzarla. Utilizzarla in maniera semplice. Perché, diciamo, programmare un robot non è come
07:37prendere il cellulare e postare un post su Instagram.
07:41Certo. Ecco, parliamo un po', visto quello che stava dicendo, anche di quello che è un po' il suo campo
07:47di ricerca.
07:48Lei si occupa della robotica collaborativa. Quindi entriamo un po' nell'ambito del capire assieme,
07:55e qui le chiedo ovviamente un grosso aiuto, come dobbiamo anche noi umani cominciare a rapportarci
08:01con questo mondo dei robot. Perché probabilmente queste istruzioni di cui lei parlava poco fa
08:06dovremmo essere noi a darle al robot. E quindi dobbiamo cominciare in qualche modo, per carità abbiamo
08:12tempo, non è un'urgenza, ma dobbiamo cominciare forse anche un po' a pensare che da qui a qualche anno,
08:19e poi arriveremo anche a parlare di questo perché vorrei sapere la sua opinione se c'è una previsione
08:24a livello di anni. Noi dovremo imparare a vivere in un mondo dove, accanto a noi, anche a casa,
08:30ma sul lavoro sicuramente, forse si partirà da lì, per poi arrivare a casa, avremo un robot come collega.
08:37E allora come si affronta questo tipo di nuovo mondo che arriva? E appunto che cosa si sta sviluppando
08:44in ambito di questa robotica collaborativa? E forse prima di tutto che cos'è esattamente la robotica
08:50collaborativa? Allora la robotica collaborativa è un termine che è già datato, ok? Però le applicazioni
08:58al momento non sono tantissime, sono chiaramente di più quelle di robotica tradizionale. Allora se
09:04volessimo dare un quadro, una definizione velocissima di robotica collaborativa in ambito
09:11quantomeno produttivo, è l'insieme di macchinari, quindi i robot e strumentazione al contorno,
09:18quindi la pinza piuttosto che la, diciamo, la cella robotica, che è pensata e ingegnerizzata
09:24per consentire la presenza della persona. Quindi noi tutti abbiamo in mente la cella di assemblaggio
09:31o la linea di assemblaggio di un'automobile, ok? Guardiamo un video su internet e scopriamo
09:36che non c'è una persona. Anzi, i robot spesso sono chiusi? Chiusi nella gabbia, assolutamente. Anzi,
09:42se la persona dovesse entrare in quella zona, i robot si fermerebbero per problemi di sicurezza.
09:48La robotica collaborativa è l'esatto opposto. Non c'è un'infrastruttura perimetrale, ad esempio
09:54una gabbia, e quello che succede è che è naturale ed è consentita la compresenza della persona. Quindi,
10:02se vogliamo semplificare al massimo, sono installazioni robotiche, quindi robot più tutto
10:07l'ecosistema che ci sta attorno, che consentono la presenza della persona in sicurezza. Ecco,
10:14parliamo proprio di sicurezza, perché questo credo che sia un tema delicato. I robot che abbiamo
10:21adesso, quelli appunto sulle grandi linee, per esempio, di produzione di un'automobile o di un
10:26elettrodomestico, sono chiusi in gabbie e, si diceva poco fa, se entra un umano, il robot ha come
10:31l'istruzione è quella di fermarsi e bloccare tutte le attività. La sicurezza è sicuramente
10:36qualche cosa di importante ed è anche qualche cosa che forse un po' spaventano gli esseri
10:41umani, no? Perché siamo forse un po' abituati e siamo stati anche un po' traviati dalla letteratura
10:48di fantascienza o dai film di fantascienza, dove vediamo che a un certo punto i robot si diventano
10:53nostri amici, ci aiutano a fare tante cose, poi magari diventano, impazziscono e conquistano
10:58il mondo, ora senza esagerare. Come si garantisce la sicurezza in un futuro in cui collaboreremo
11:05con i robot e avremo la loro presenza in mille attività?
11:09Beh, allora, diciamo, se siamo in ambito normativo ci sono due scuole di pensiero completamente
11:15diverse. La prima appunto è quella già di fermare il robot quando si avvicina all'operatore.
11:21Questo lo posso fare prevenendo l'operatore che l'operatore entri in vicinanza del robot
11:29oppure con dei sensori che misurano se c'è qualcosa che non dovrebbe esserci che si sta
11:34avvicinando al robot. Però questo è il mondo forse che andremo a salutare in un futuro...
11:40Non necessariamente, però è il mondo nel quale oggi sono tanti numeri. C'è un altro mondo
11:48che è quello che oggi chiamiamo robotica collaborativa, in realtà la robotica collaborativa è anche
11:53l'altro perché qualche tipo di compresenza è ammessa, è quello che non richiede al robot
11:59di fermarsi. Quindi il robot può lavorare spalla a spalla quasi con l'operatore in sicurezza,
12:05in totale sicurezza. Come avviene questo? Chiaramente con uno studio di quello che è la sicurezza
12:11dell'intera applicazione. Quindi il robot, se guardiamo quel tipo di macchinario, è un robot
12:17che non ha spigoli, perché probabilmente uno spigolo può fare più male rispetto a una situazione
12:25più arrotondata. Ha delle pinze, degli strumenti apposta, ma anche tutto quello che c'è attorno
12:31è privo di spigoli, è privo di pezzi pericolosi, perché si fa abbastanza velocemente a dire
12:37il robot è sicuro, ma se poi questo porta in giro una lamiera, chiaramente quello è
12:41un coltello. Quindi l'intera applicazione deve essere studiata per poter garantire la sicurezza
12:46della persona. Questo si fa, si riesce a fare, ci sono le tecnologie per farlo, c'è la normativa
12:52e il campo normativo che ci dice qual è il perimetro raggio d'azione e in alcune applicazioni
12:58di fare questo è conveniente rispetto a un'installazione più tradizionale. Il motivo è banale, nel senso
13:05che io non ho bisogno di racchiudere il robot in un perimetro all'interno del quale la presenza
13:12dell'operatore farebbe rallentare il robot, quindi l'operatore può stare vicino e risparmio
13:17banalmente metri quadri. Certo. Ci fa un esempio concreto di questa robotica collaborativa?
13:24Allora, gli esempi di oggi sono principalmente la pallettizzazione, nel quale un robot prende
13:32delle scatole e mette su un pallet. Questa applicazione ormai è sempre più spesso diventata
13:39un'applicazione collaborativa, non ci sono particolari rischi, chiaramente dipende dal peso
13:44del contenuto delle scatole, però sicuramente questa è un'applicazione che va per la maggiore
13:49con quel tipo di tecnologia. Carico-scarico di una macchina utensile, quindi pensiamo a una persona
13:55che fino a qualche anno fa apriva la porta di un tornio, prelevava il pezzo finito, metteva il pezzo
14:01nuovo da lavorare. Questo oggi probabilmente lo fa un robot, in totale sicurezza, senza necessità di gabbie.
14:09Introduciamo adesso un elemento che, lo stiamo vedendo anche all'interno di Tech Talks,
14:15sta sicuramente avendo un impatto importante in qualsiasi ambito della tecnologia, cioè
14:21l'intelligenza artificiale. Immagino che anche nel campo della robotica l'arrivo dell'intelligenza
14:27artificiale stia cominciando a cambiare un po' le carte in tavola. Che cosa sta già succedendo
14:33e che cosa succederà con l'arrivo dell'intelligenza artificiale insieme ai robot?
14:40È tutto da scoprire, nel senso che come laboratori di ricerca ci stiamo lavorando,
14:45stiamo cercando di capire quali sono le potenzialità di queste tecnologie che sono in continua crescita,
14:52probabilmente anche quali sono le limitazioni. Allora, dico sicuramente una cosa, i robot
14:57con l'intelligenza artificiale non conquisteranno il mondo, non ci cacceranno via.
15:02Mi sembra già un'ottima notizia.
15:04Perché tutto quello strato di sicurezza che le applicazioni collaborative hanno nella parte
15:13software e nella parte hardware rimane ed è la base. Se ricordiamo sono le leggi di Asimo,
15:19se le vogliamo raccontare in maniera fantascientifica. Quindi quella parte lì vieta al robot di prendere
15:26iniziative in questo momento. Diverso robot fuori dalla fabbrica, però questo è un contesto
15:31già un po' diverso.
15:33Sull'intelligenza artificiale stiamo facendo dei ragionamenti a livello di ricerca.
15:38Non è così banale come chiedere a un chatbot che troviamo su internet,
15:44fargli una domanda e leggere la risposta.
15:47Quella che vediamo come ricercatori di intelligenza artificiale applicata alla robotica
15:54è quella che potremmo chiamare Physical AI. Quindi è un'intelligenza capace, forse,
15:59di ragionare, ma alla quale poi sono associate delle variabili del mondo fisico.
16:04Quindi velocità, spostamenti, un robot che si muove guidato in qualche modo dall'intelligenza
16:09artificiale. Vedo nel presente barra immediato futuro probabilmente due filoni di ricerca
16:18nei quali ci stiamo addentrando anche come Politecnico di Milano.
16:22Uno è la facilità di programmazione, quindi quello che dicevamo prima.
16:26Io ho una macchina, un macchinario complessissimo, dotato di tanti motori, tanti attuatori, tanti
16:33sensori. Devo mettermi nell'ottica di dargli un compito e far sì che questo lo porti a
16:38termine. Dargli un compito a una macchina così veloce, così complessa, così articolata
16:45non è banale. Io potrei dire quanto ogni singolo motore si deve spostare, ma probabilmente
16:50non ho voglia di farlo e non ne ho le competenze da utilizzatore. Quindi il linguaggio dell'intelligenza
16:57artificiale come traduttore dal linguaggio naturale, potrebbe essere quello dell'istruzione
17:02che vogliamo dare a un robot, al linguaggio della macchina è probabilmente un ambito di
17:07ricerca nel quale sicuramente ci dovremo confrontare. L'altro probabilmente è, e anche
17:14su questo stiamo lavorando, l'utilizzo di tecniche di intelligenza artificiale per ottimizzare
17:19lo spazio attorno al robot. Chiaramente non siamo in casa, siamo in un ambiente produttivo,
17:25non necessariamente manifatturiero, ma permettere a un robot, magari non umanoide, ma magari
17:31un robot, un'applicazione collaborativa, di avere le miglior performance possibile è
17:37sicuramente qualcosa nel quale l'intelligenza artificiale ci può aiutare. Quindi io vorrei
17:42poter decidere dove installare il robot, in che posizione, dove mettergli il pezzo, come
17:48lavorare il pezzo, magari risparmiando tempo, denaro, energia, visto che energia costa sempre
17:54di più. Quindi avere uno strumento basato su AI che decide come deve essere fatta l'applicazione
18:00collaborativa, proprio in termini di questo pezzo va lì e metterlo lì è meglio che metterlo
18:06là, è sicuramente un risultato che l'intelligenza artificiale ben addestrata ci può dare e che
18:13fa risparmiare tempo, energia, denaro. Ecco professore, ma secondo lei ormai intelligenza
18:19artificiale e robotica andranno avanti di pari passo o esistono ancora delle applicazioni
18:26che vedono comunque la robotica continuare lo suo sviluppo a prescindere dalla presenza
18:32dell'intelligenza artificiale che la governa e la gestisce. Diciamo probabilmente l'intelligenza
18:38artificiale abilita qualcosa che non si può fare oggi o lo abiliterà in futuro. Oggi abbiamo
18:45applicazioni e milioni di robot installati che lavorano senza intelligenza artificiale, quindi se non serve è inutile usarla.
18:53è una spesa a livello di licenze software, a livello di energia che serve per fare l'addestramento di questi
19:00sistemi di intelligenza artificiale.
19:02Quindi laddove non è necessaria probabilmente non la useremo. Come fattore abilitante sicuramente è qualcosa che dovremmo cominciare a gestire,
19:11cominciare a imparare ad usare, cercare di capire come si può fare, il meglio che si riesce con questi strumenti
19:18che sono in continuo
19:20e l'evoluzione. Quindi quello di oggi è diverso da quello che ci sarà tra tre mesi.
19:24Certo, anche perché è tutto davvero molto veloce.
19:28Senta, anche nella robotica come nell'ambito dell'intelligenza artificiale c'è un tema di etica secondo lei?
19:36Ovviamente.
19:37Diciamo etica dal punto di vista della sicurezza, etica dal punto di vista delle decisioni, etica dal punto di vista
19:44diciamo della sostituzione della persona. Quindi la sicurezza ne abbiamo già parlato, le decisioni sicuramente
19:52sono un problema. Nel senso oggi un robot non necessariamente umanoide non può fare il chirurgo,
20:03quindi non può sostituirsi ad un chirurgo, lo può supportare, però la visione è quella chiaramente di poter
20:09in qualche modo fare operazioni chirurgiche semplici in maniera totalmente autonoma.
20:14Esattamente come pensiamo che nel giro di qualche anno, non so quanti, onestamente potremmo vedere
20:21delle automobili senza guidatore.
20:24Stessa cosa per i robot. Quindi nel momento in cui
20:27l'azione del robot non è più immediata dalla persona, quindi quello che decide il robot viene
20:33immediatamente eseguito, il fatto che ci sia una persona nei paraggi, che sia un paziente, un pedone, un ciclista
20:40o un lavoratore, pone sicuramente un problema etico, di sicurezza, di perché il robot ha preso quella decisione
20:47invece di un'altra.
20:51Ora, in fabbrica siamo abbastanza tutelati dalla normativa, negli altri settori che mi riguardano un po' meno
20:58problema etico sicuramente c'è. Poi c'è il problema del lavoro. Chiaramente il robot a sostituire la persona
21:06non arriva oggi. Il robot nasce per sostituire una persona e per fare quelle mansioni che la persona
21:13o non è in grado di fare o che è inutile faccia.
21:15O che magari sono particolarmente pericolose.
21:18Pericolose, assolutamente. Quindi immaginiamoci un lavorato in passato con delle aziende farmaceutiche
21:24e quindi lì il robot si vedeva come sostituto della persona che maneggiare polveri che sono
21:29tendenzialmente concentrate e quindi tossiche per la persona, poi diluite diventano un farmaco
21:35e chiaramente è un punto nel quale la persona si vuole togliere per ragioni di sicurezza
21:40della persona. Quindi ci sono operazioni in cui probabilmente sostituire la persona è un valore
21:49raggiunto, altre probabilmente un po' meno e quindi bisogna capire come gestire la transizione.
21:55Ecco, le faccio una domanda secca ma per aiutare poi tutti a capire un po' questa tematica.
22:00Se per esempio già oggi un robot collaborativo sbaglia qualche cosa in un processo di produzione,
22:09non dobbiamo pensare a cose gravi per forza, di chi è la colpa? Come si fa a stabilirlo?
22:15Allora, se sbaglia e rompe un pezzo è la colpa di chi l'ha programmato, quello che succede
22:21è che in qualche modo se ne accorge, si ferma la produzione e si va a rimettere in opera.
22:26E succede?
22:28Allora, l'automazione non è infallibile al 100%, quello che si raggiunge è il 99,99%
22:35quindi in quel caso su 10.000 eccetera sicuramente succede, ma è naturale che succeda.
22:42L'infallibilità non esiste, ma neanche noi siamo infallibili, quindi da quel punto di vista
22:47non vedo un grande problema.
22:50Dal punto di vista della sicurezza oggi secondo me la colpa è in un'analisi fatta male se
22:57dovesse succedere un incidente, quindi l'analisi fatta male che non ha messo in pista meccanismi
23:04di prevenzione di un possibile evento dannoso per la persona.
23:10Quindi chi ha progettato quell'applicazione ha detto in qualche modo al 99,99% è sicura,
23:18si è preso chiaramente la responsabilità.
23:21Ora, quel...
23:22E se sarà l'intelligenza artificiale ad aver programmato quel robot?
23:25Se sarà l'intelligenza artificiale in questo momento io non vedo un grande problema, nel
23:30senso che la parte di programmazione o di decisione dei movimenti nella robotica industriale, compresa
23:37l'applicazione collaborativa, sta al di sopra della parte di sicurezza.
23:40Quindi quello che poi filtra tutto è la sicurezza, quindi se un'operazione, un movimento è stato
23:49vincolato, è stato in qualche modo definito come non sicuro, la macchina non lo fa.
23:54Quindi da questo punto di vista, quantomeno in applicazioni, chiamiamole B2B, quindi non
23:59consumer, diciamo c'è una certa e ragionevole sicurezza da parte di chi ci lavora di fianco.
24:08Fuori stiamo cominciando a capire quali sono le problematiche, c'è un robot umanoide che
24:13cammina per strada e inciampa e magari fa lo sgambetto a una persona, questo chiaramente
24:19è un problema che andrà gestito.
24:21Oggi non ci sono, ma probabilmente domani ci saranno.
24:25Bisogna cominciare, certo, a ragionarci su queste cose.
24:28Ecco, mi aiuti un po' a capire, visto che lei è anche cofondatore di una società che
24:34si chiama Smart Robots, che poi è uno spin-off del Politecnico di Milano.
24:38Qual è il salto, chiamiamolo così, mentale e pratico che un ricercatore come lei deve
24:44fare per portare un'idea dal laboratorio al mercato.
24:50E quindi che cosa ha imparato da questa e sta imparando da questa esperienza?
24:54Perché è ovvio che finché si fa ricerca pura, si è all'interno di una determinata situazione
25:00e si possono anche sperimentare delle situazioni anche estreme da un certo punto di vista.
25:04Però poi quando si tratta di portare quella ricerca nella realtà, ovviamente ci sono degli
25:08altri limiti, degli altri parametri.
25:10Come avviene questo trasferimento?
25:13Come si toglie la giacchetta da ricercatore e si mette quella da imprenditore che si cara
25:18nella realtà del mondo di oggi?
25:20Ho la mia esperienza.
25:22La mia esperienza dice che facendo ricerca applicata, quindi non seduto al tavolino, ma
25:28andando in azienda e vedendo, guardando quali sono i problemi, eccetera, diciamo il salto
25:33probabilmente è un po' più breve tra l'accademia e l'imprenditorialità.
25:41La mia esperienza dice che il lavoro almeno iniziale dell'imprenditore, quindi quello che
25:46deve trasformare un'idea, un pezzo di carta che sono la nostra posizione scientifica in
25:52un prodotto da poi lanciare sul mercato, in realtà non è così diversa.
25:56Nel senso che io da ricercatore mi confronto con dei competitor, che sono i ricercatori,
26:06i miei colleghi a livello internazionale, che sviluppano una soluzione per un problema.
26:12Quindi quando io scrivo un articolo scientifico, io, i miei collaboratori, studenti, eccetera,
26:17quello che facciamo è dire questo è lo stato dell'arte e questo è come ci differenziamo.
26:24Pensandoci non è così diverso da, diciamo, lanciare un prodotto o comunque avere un'idea
26:31che si deve differenziare da quello che è il mercato attuale.
26:35Quindi la spin-off nasce così, oserei dire come un articolo scientifico, anche se sto
26:40banalizzando tantissimo, però io sto proponendo qualcosa, risolve la risoluzione di un problema
26:48in una maniera che, diciamo, da una parte mi porta a una pubblicazione scientifica, dall'altra
26:53mi porta ad attrarre investitori e quindi cominciare a sviluppare quello che è il processo
26:57di trasformazione dall'idea al prodotto.
27:00Quindi forse questa è una risposta un po' banale, però, diciamo, dato il fatto che lavoro
27:06comunque in collaborazione con aziende e mi capita di vedere spesso e volontieri quali sono
27:12i problemi reali, dall'altra probabilmente siamo abituati a confrontarci con chi quei
27:18problemi li ha già risolti, prima di tentare di trovare una soluzione diversa, una soluzione
27:23più competitiva, diciamo, il salto non è stato così difficile.
27:27Il salto poi è la parte difficile, secondo me, è la parte di mercato, quindi farsi valere
27:33in un mercato, cominciare a prendere delle quote, a far vedere che l'azienda è affidabile,
27:39su questo per fortuna non è il mio mestiere, perché chiaramente ho fondato questa azienda,
27:44la sto seguendo, ma chiaramente il lavoro di imprenditore non è il mio.
27:48Certo.
27:48Ecco, parliamo proprio degli imprenditori con i quali avete magari dei rapporti, no?
27:55Che tipo di atteggiamento c'è nei confronti della robotica?
27:59Immagino che ci siano diverse tipologie, c'è l'imprenditore più illuminato, che magari
28:03già vede appunto il futuro e le possibili applicazioni all'interno della sua azienda,
28:08ma c'è anche quello spaventato.
28:10In generale, trovate già una certa sensibilità nei confronti di questi temi o veramente andate
28:16a raccontare qualcosa che nella maggior parte dei casi è fantascienza per i vostri interlocutori?
28:21Fantascienza no, secondo me andiamo a raccontare cose che sono troppo lontane dalla
28:29dall'idea comune di robot.
28:32Quindi quando si parla con un'azienda, eh beh, ma cosa ci vuole?
28:35Mettiamo un robot, fa questo, gli facciamo fare questo, poi fa quello, lo so fare io,
28:41figurati se no lo sa fare un robot.
28:43I problemi non sono così semplici da affrontare.
28:46Quindi a volte ci troviamo degli imprenditori sicuramente lungimiranti,
28:51ma che conoscono probabilmente poco la limitazione che oggi è la robotica di qualsiasi tipo.
28:58Non esiste un robot che fa tutto, non esiste un robot che messo lì è tanto efficiente
29:04quanto lo è in quel momento, quel processo da automatizzare.
29:09Quindi quello che ci troviamo solitamente è un'idea di robotica troppo fantascientifica.
29:17E quindi lì dobbiamo cercare di far capire che sì, i robot fanno tante cose,
29:22ma sono più le cose che non fanno rispetto a quelle che fanno.
29:26Bene, questo mi sembra importante.
29:28Un'ultima domanda.
29:29Le chiedo adesso di togliersi la giacchetta da professore, da ricercatore,
29:35che però conosce benissimo questo mondo e che già intravede i suoi sviluppi
29:40e sta contribuendo appunto a sviluppare tutto un discorso legato alla robotica.
29:46C'è però un suo sogno legato ad un robot?
29:49Cioè se dovesse dire io vorrei tra cinque anni riuscire a sviluppare un robot che fa per me questo
29:57o per la società questo?
30:01Questa è una grande domanda.
30:04Allora, domanda difficile, provo a ragionarci un attimo.
30:09Allora, diciamo il robot che fa tutto non credo che riusciremo a vederlo.
30:16Il robot che fa qualcosa in maniera sempre più intuitiva dal punto di vista di chi gliela chiede
30:23sicuramente è un'ambizione alla quale possiamo puntare, sempre in un contesto limitato.
30:30Io non credo che l'intelligenza artificiale di oggi sia quella che messa su un robot risolve tutti i problemi.
30:38Viceversa vedremo robot dappertutto, saremo già completamente seduti e guardarci robot che lavorano a posto nostro.
30:46Non è il futuro, non è il presente, non è il futuro immediato.
30:49Quindi se, diciamo, il mio obiettivo in questo momento, che è un obiettivo a lungo termine,
30:56è quello di semplificare la vita a chi il robot lo deve prendere, installare e far lavorare.
31:02Quindi, come dicevo prima, sono sostanzialmente gli aspetti di progettazione dell'ambiente attorno al robot e di programmazione.
31:10Questi sono quelli dove vorrei vedere, auspico di vedere nei prossimi anni degli sviluppi concreti.
31:18Oggi i robot sono ancora sostanzialmente un meccanismo complesso da programmare, da installare, da progettare.
31:27Quello che vediamo probabilmente ci dice l'esatto contrario, cioè robot che corrono, fanno cose.
31:34La realtà è che dietro c'è un gran lavoro.
31:36La realtà dei video che vediamo è che se un video va a buon fine, ce ne sono 50,
31:41nei quali il robot è caduto.
31:42Che sono stati girati e mai pubblicati perché il robot non è riuscito, eccetera.
31:48Quindi l'affidabilità è ancora molto scarsa.
31:51A me piacerebbe che poi un po' la mia missione, o la missione anche del Politecnico,
31:56di risolvere problemi poi per il mondo che ci circonda, quindi le aziende lombardie, italiane, europee, eccetera,
32:02è quello di passare da un robot che funziona il 60% delle volte, le altre 40 volte su 100
32:11cade,
32:12a un robot che però fa un qualcosa abbastanza confinato, però con un'affidabilità molto più elevata.
32:21E quanto siamo lontani da questo?
32:22È abbastanza.
32:23Ora i robot industriali che vediamo lo sono già, diciamo fargli fare cose un po' più complesse,
32:30ma con la stessa avvisibilità è abbastanza difficile.
32:32Oggi vediamo robot che fanno cose complessissime, ma se andiamo a fare 10 prove probabilmente nel 40% dei casi
32:40fallisce.
32:41Questo chiaramente non è uno strumento che può andare a fare una mansione,
32:46ma di qualunque tipo, dal barista all'operaio al chirurgo.
32:52Fargli fare delle cose specifiche con un'affidabilità ben superiore al 99% sicuramente è un obiettivo concreto nei prossimi
33:02anni.
33:03Bene, allora nel ringraziare il professore Andrea Zanchettin lo invitiamo anche tra qualche mese a tornare per aggiornarci,
33:12visto che prima dicevamo che ogni tre mesi arriva qualcosa di nuovo.
33:16Grazie davvero per essere stato qui con noi a Tech Talks, buon lavoro.
33:21Grazie a tutti.
33:29Grazie a tutti.
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