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  • 2 giorni fa
Tech talks - L'intervista a Matteo Lancini, psicologo, psicoterapeuta e Presidente della Fondazione Minotauro
Trascrizione
00:11Ogni generazione ha avuto la sua tecnologia da temere. La radio corrompeva i costumi,
00:18ai tempi, la televisione rimbecilliva i cervelli, i videogiochi rendevano violenti. Eppure eccoci
00:25qui ma questa volta con smartphone in tasca già a dieci anni, social sempre accesi,
00:32intelligenza artificiale che fa i compiti, allora forse qualcosa è davvero cambiato o forse no.
00:39Per capirlo ho invitato qualcuno che i ragazzi di oggi li ascolta davvero, non solo li studia.
00:45Il professor Matteo Lancini, psicologo e psicoterapeuta presidente della Fondazione Minotauro di Milano,
00:51è tra le voci più autorevoli in Italia sull'adolescenza contemporanea. Benvenuto professore.
00:58Grazie.
00:59Allora, i giovani d'oggi, lei lavora, dicevo, ogni giorno con adolescenti e con le loro famiglie.
01:06Se dovesse descrivere in una sola frase com'è cambiato il mondo interiore dei ragazzi nell'era degli smartphone e
01:14dei social, che cosa direbbe?
01:17Ma direi che il mondo dei ragazzi è cambiato non solo per gli smartphone e i social, perché in realtà
01:23lo smartphone e i social si sono diffusi in una società che era già cambiata.
01:27Io questo lo dico sempre, cioè secondo me un errore che commettiamo è quello di vedere l'influenza di questi
01:32come fossero un oggetto,
01:33non tenendo conto di come la famiglia, la scuola li ha utilizzati all'interno di una società che era cambiata.
01:38E quindi credo che uno dei punti da avere in mente, ad esempio quando parliamo di questo, è che oggi
01:44il corpo dei nostri figli è sotto sequestro,
01:46ma non è sotto sequestro per i social o i videogiochi o lo smartphone, è sotto sequestro perché già prima
01:52dell'arrivo dello smartphone,
01:53anche prima del satellitare che avevano i general manager, qualcuno lo ricorderà, 900 grammi un chilo,
02:01compare a Milano e in Italia la scritta vietato il gioco del pallone.
02:05Iniziamo a sequestrare il corpo dei figli. Non dimentichiamoci che la caduta della comunità educante
02:11è stato un processo che internet ha probabilmente ampliato, ma che era già avvenuto e quindi il vero problema è
02:20proprio questo,
02:21una società molto individualista e dove il corpo dei figli è stato costretto a crescere in internet invece che nelle
02:27strade e nei cortili.
02:28Quando si parla di giovani e tecnologia, la narrazione degli ultimi tempi tende sempre un po' a fare dell'allarmismo,
02:38a preoccupare.
02:39Lei è davvero preoccupato oppure questa è una narrazione un po' esagerata che rischia di farci davvero perdere di vista
02:46anche quelli che possono essere i benefici della tecnologia per i giovani?
02:51Io sono molto preoccupato per la società e la fragilità di noi adulti che sta portando a disinteressarsi dei giovani
02:57prima di tutti,
02:58ma io studio da sempre, o meglio incontriamo i ragazzi all'interno dell'Istituto Minotauro facendo questa epoca da qualche
03:06anno,
03:06ormai circa 100 colloqui, sono più interessato a vedere come i compiti evolutivi di un adolescente
03:11e degli adolescenti si realizzano nella società odierna e quindi non ho tempo di preoccuparmi
03:17se non di capire che cosa vuol dire oggi costruirsi un'identità, avere un futuro, mentalizzare e accettare il nuovo
03:24corpo
03:24che l'adolescenza porta in dotazione con sé e avere appunto, lavorare su una costruzione identitaria
03:34nell'epoca dei social net o dei videogiochi, ma soprattutto della società on-life.
03:39Ahimè, oggi l'errore più grande, che poi viene, come dire, a grande successo perché tranquillizza gli adulti
03:46è trattare lo smartphone, internet, l'intelligenza artificiale come un oggetto, invece viviamo in una società
03:50dove la realtà virtuale e quella reale si sono mischiate, sono un'unica realtà rispetto a quando ho iniziato a
03:56studiare io la materia.
03:58Ecco, a proposito proprio di quello che stava dicendo, quanto tempo passano davvero i ragazzi di oggi su questi dispositivi
04:04ma soprattutto come lo passano questo tempo? È tutto uguale? Ci sono delle differenze importanti tra un adolescente, non so
04:12che gioca online con gli amici e che quindi sembra tutto sommato un'attività abbastanza normale, non così pericolosa
04:19e uno che magari scrolla TikTok alle due di notte nel suo letto sotto alle coperte?
04:25Questa è la domanda che tutti dovrebbero farsi e che hai messo in fra di pochi. Invece di parlare di
04:29internet, cosa fai?
04:30Allora, io sono cresciuto in cortiglia, 11 anni, tua madre ti guardava e diceva
04:35arrivata la preadolescenza esci, speriamo che tu torni e nessuno aveva il cerca persone a telefonino
04:41e solo le madri ansiose davano un gettore telefonico. Sono cresciuti in scuole elementari dove il sangue scorreva copioso
04:47tutti i pomeriggi, oggi una spinta è vista immediatamente come violenza, non tollerando la rabbia delle nuove generazioni.
04:53Sono cresciuti in cortiglia dove si combattevano battaglie all'insegna delle vere e pari opportunità
04:58essendo io figlio dei primi movimenti femministi, quindi giocavi a palla avvelinata con le compagne
05:03che potevano anche andare a casa con un naso storto. Noi abbiamo modificato completamente la visione del corpo
05:09dei figli e quindi oggi non farsi le domande che lei si è posto sarebbe come dire che ai miei
05:14tempi ci si interrogasse
05:16e infatti purtroppo si parla di questo, su che tipo di asfalto io, come dire, trascorrevo le giornate.
05:22Non se su quell'asfalto facevo risse, una rapina, giocavo o andavo a baciare qualche d'uno.
05:32Noi non parliamo del fatto che abbiamo obbligato le nuove generazioni a crescere online e lo guardiamo
05:36come un oggetto, non rendendoci conto che è sviare il problema, ma questo purtroppo fa parte
05:41della nostra fragilità. Noi abbiamo obbligato le nuove generazioni a realizzare i compiti evolutivi
05:46in internet per poi parlare invece dell'oggetto smartphone. Invece bisogna appunto capire che cosa
05:51stanno cercando di fare dei ragazzi o delle ragazze all'interno di questo contesto sociale.
05:56Ecco, parliamo proprio dei social media che, è dimostrato ed è noto, sono progettati per essere
06:02il più possibile coinvolgenti. Dal suo punto di vista, quindi proprio di psicoterapeuta, quanto
06:09questo design persuasivo incide sulla mente di un adolescente che è ancora in pieno sviluppo?
06:16Questo è il tema dei temi di una società, dove ovviamente la pervasività dei consumi ha da sempre
06:24caratterizzato, chi fa prodotti di qualsiasi tipo, anche alimentari, fa prodotti per creare
06:29tra virgolette dipendenza, è il marketing. Allora il tema è, come al solito, non parcellizzare
06:35il ragionamento. Come influenza il fatto di passare la vita in internet? Influenza enormemente, ma il problema
06:42è che alternative abbiamo. Quindi io questo discorso che comprendo, penso sia il solito
06:47modo per non lavorare educativamente e per aiutare le nuove generazioni a muoversi in questa
06:53società e quindi per questo ritengo che sarebbe più utile chiedersi se questo mondo di algoritmi
06:59e che determina il successo, se non ci piace perché gli adulti non smettono di farlo. Guardi, io ho una
07:05certa intolleranza, negli ultimi periodi, invecchiando, per chi continua a lanciare appelli
07:09contro social, telefonini, smartphone e poi ci vive tutto il giorno. Per questo spero sia chiaro
07:17che ho proposto al governo italiano in un'audizione al Senato di vietare il social network da 0 a 80
07:23anni,
07:23che è l'unica cosa che andrebbe fatta. E al governo precedente di chiudere i gruzzi di
07:27Whatsapp dei genitori che hanno promosso il bullismo e il cyberbullismo in Italia. Gli adulti continuano a fare
07:34quello che vogliono, vivono in una società connessa e poi dicono che questi algoritmi rovinerebbero
07:39le nuove generazioni. E allora dico spegneteli adulti, iniziamo oggi, così finalmente anch'io
07:44tornerò a essere il primo a vendere libri. Io vendo diversi libri, ma gli unici che vendono più libri di
07:49me nel mio settore è gente che sta tutti i giorni sui social, racconta la sua vita sui social,
07:53pornografizza le emozioni, parla male dei social, lancia pelli contro i social, diventando ricco e famoso
07:59sui social. Io non so che visione abbiamo dei giovani, ma i giovani vivono con i modelli di
08:04identificazione degli adulti. O li spegniamo e oppure andiamo avanti. Dico un'altra cosa,
08:09c'è chi tratta internet come la droga, a parte che è più complicato, ma se le volessimo trattare
08:14come il fumo delle sigarette, ricordo che in Italia abbiamo smesso di fumare quando gli adulti hanno
08:18smesso di fumare. Io ho 60 anni abbondanti, sono stato ricoverato per un brutto incidente in ospedale,
08:2555 giorni ho fatto diversi ricoveri, negli ospedali si fumava, io non vedevo quello che viveva di fronte a me
08:31nel letto. Il mio medico mi ha salvato una gamba, fumava mentre gli infermieri mi dedicavano,
08:38si fumava dappertutto, nel cinema, negli aerei, a scuola, gli insegnanti, mia nonna era una maestra
08:45di un paesino di un bresciano, fumava, non dico la marca, ma due pacchetti al giorno. Sì, poi abbiamo
08:52contrastato, vietato i minori, ma è quando hanno iniziato a guardare a te come un tossico che abbiamo
08:57smesso di fumare, quindi smettiamola. Perché non si tolgono dai social tutti quelli che parlano male
09:02dei social? Sa cosa dicono? Eh no, ma noi abbiamo il cervello sviluppato, a loro fa male.
09:08Senta, rimaniamo sul ruolo degli adulti, perché credo che sia un po' un punto chiave di quello che
09:13stiamo discutendo assieme. Anche perché i genitori, appunto, ma lei lo stava accennando, si trovano
09:19spesso in questa posizione paradossale, no? Cioè, vogliono limitare l'utilizzo degli schermi, diciamo,
09:26ai propri figli, ma poi loro stessi sono spesso incollati al telefono, al pc, al tablet. Come si esce da
09:33questa contraddizione? Iniziando a essere scienziati seri, la dipendenza da internet oggi non esiste, e noi
09:40siamo in caso solo a parlare di dipendenza da internet. Io dirigo da 12 anni un master sulla prevenzione e
09:46trattamento della dipendenza da internet, e non sto qui a elencare come sono cambiati gli studi, ma tutti
09:51i ricercatori seri oggi non misurano la dipendenza, perché la dipendenza è sempre stata misurata in base al tempo
09:56trascorso, all'epoca del computer fisso, poi del portatile, e oggi questo non ha più senso. Non puoi più isolare
10:02la
10:02variabile tempo. Perché? Perché il concetto di normalità, vi ricordo, e patologia cambia a seconda del popolo. Quindi, se
10:10vogliamo dire, come dice qualcuno, siamo tutti dipendenti da internet, va bene. Se siamo tutti dementi, non è
10:16che puoi dire che i giovani sono dementi digitali perché ti fa comodo se crei una società demente.
10:21Quindi, da questo punto di vista, la tematica è cosa vuol dire oggi, se non vogliamo cambiare la società
10:27come ho proposto io, e io sarei favorevole, lo ribadisco, cosa vuol dire educare le nuove generazioni
10:32a crescere ad avere un futuro nella società on-life, nella società dove avanza l'intelligenza artificiale,
10:37cosa deve fare la scuola, cosa deve fare la famiglia, cosa dobbiamo fare a livello di politiche.
10:42Purtroppo la fragilità adulta in questo momento ha coalizzato, meglio dire, ha proiettato su internet
10:48tutte le nostre contraddizioni e quindi hanno successo provvedimenti che servono agli adulti,
10:53non ai nostri figli studenti. Questo è il vero dramma odierno, più di internet. Una società dove
10:58l'adulto è talmente fragile e dice che se ami i tuoi figli, egli togli internet, non te lo togli
11:02tu.
11:03E questo inizia a essere veramente difficile da tollerare. Io la chiamo dissociazione e fragilità adulta.
11:09Ahimè qualcuno continua a dirmi basta, lancini, chiamala com'è, ipocrisia di adulti che dopo aver
11:14disboscato il pianeta, plastificato i mari, reso più povere le generazioni, non si interessano
11:18delle pensioni, fanno guerre, credo 56 siti di guerre dove muoiono diversi bambini, dicono
11:25che il male di internet, vivono in internet, tolgono pure internet e l'intelligenza artificiale
11:29alle nuove generazioni.
11:31Ecco, ma allora qual è il consiglio che possiamo dare a dei genitori per cominciare un percorso,
11:37perché io credo che a questo punto si tratti veramente di un percorso, non semplicemente
11:41di un gesto che è quello di togliere il telefonino dalla mano dei propri figli o togliere il proprio
11:47dalla propria mano. Come si comincia questo percorso da fare insieme, per esempio in famiglia,
11:52quindi genitori e figli?
11:54La prima cosa è, non c'è bisogno di avere i figli davanti e farsi questa domanda, vale
12:00per i genitori ma anche per la scuola, per gli psicologi e gli educatori. Qualsiasi provvedimento
12:05oggi venga preso verso i ragazzi, internet compreso, devi chiederti lo sto facendo per
12:09me o per te? Lo sto facendo per me o per te? Lo sto facendo per me o per te?
12:14La verità
12:14è che questa è una società dove la fragilità adulta spinge a prendere provvedimenti per
12:18sentirsi adeguati noi, ma non per il bene dei figli. Questa è la prima cosa. Dopodiché
12:23a tavola è presto detto, ognuno decida quando, come introdurre, ma bisognerà chiedere ai figli
12:29a un certo punto come va in internet? Cresci secondo le linee di ricerca verso la socializzazione
12:34o mi devo preoccupare per l'information overload? Invece di parlare di internet e sequestrarlo
12:39la mattina a scuola e la sera a tavola, così fai finta di essere la famiglia concentrata,
12:44poi tutti a recuperare la vita social, sarà meglio chiedere ai figli se pensano al suicidio,
12:48che questi sono i pensieri, sarà meglio fare domande scomode. Ecco, questo è il consiglio.
12:53Primo, chiedere se lo si fa per sé o per l'altro. Secondo, chiedere a un figlio chi sei tu
12:58e ascoltare
12:59davvero. Questo lo dovrebbe fare anche la scuola, ai miei tempi i bisogni educativi speciali si
13:04chiamavano bisogni educativi normali. Ognuno ha un bisogno speciale e ha bisogno di un'educazione,
13:10una formazione singola. E l'altra è fare le domande più scomode che ci vengono in mente ai nostri figli.
13:16Oggi i ragazzi cercano la relazione con l'adulto autentico molto di più di quanto facevamo noi.
13:21Lo dicono i dati non dell'accesso agli psicologi, ai servizi. Lo dicono i dati di insegnanti,
13:27dirigenti scolastici straordinari che quando chiedono a uno studente chi sei, trovano ragazzi
13:31che gli raccontano tutto, mentre noi non avremmo raccontato niente. Gli adulti sono pronti a stare
13:36in relazione o, come sostengo io, fanno ricerche dicendo che il malessere e l'ansia giovanile dipende
13:42dai social network, dallo smartphone, dai videogiochi, invece di fare ricerche serie che ci direbbero
13:47che il malessere dei ragazzi dipende dal fatto che gli adulti stanno troppo sui social network
13:52e pensano troppo a stare in internet invece che dedicare tempo, relazioni, affetti, emozioni
13:59ai propri figli e studenti.
14:01Però professore, mi perdoni, questo tipo di appeggiamento non è niente di diverso da quello
14:05che si doveva avere da genitore 20, 30, 40 anni fa. Cambiava solo quello che c'era attorno ai giovani.
14:13Adesso c'è il telefono, c'è internet, una volta c'erano altre cose, una volta dovevi chiedere
14:18a tuo figlio con chi usciva dove andava, anche se andava in cortile. Quindi l'approccio rimane
14:23lo stesso nonostante la tecnologia e il mondo intorno sia cambiato, o mi sbaglio?
14:28È vero, però bisogna tenere conto di alcune cose che ho già detto e che riprendo di quanto
14:33è cambiato il mondo negli ultimi anni. E quindi il fatto che una volta la famiglia,
14:37siamo ai tempi di mio nonno o mia nonna, aveva come era con lei che proponeva un modello
14:43di identificazione. C'erano i cartoni animati, ma mezz'oretta contingentata in linea col modello
14:49depressivo della famiglia, dolceremia, calze lunghe. I bambini non crescevano immersi in un
14:54bagno di relazioni con i coetani. Oggi influenzano i coetani, pensi che oggi a breve il primo
15:00pigiama party glielo faremo fare in uscita dalla nursery e devono avere un sacco di amici.
15:04La tecnologia è in vaso, quindi è questa complessità, quindi è come dice lei, a patto
15:10che l'adulto non vada però a semplificare quando gli fa comodo. E quindi ancora di più
15:14è necessario da questo punto di vista avere in mente che solo la relazione, cioè che i
15:21ragazzi oggi possono esprimere dei disagi o delle difficoltà se hanno degli adulti autentici
15:27che stanno in relazione dentro questa complessità. È la semplificazione della complessità quella
15:32a cui ci ancoriamo rispetto a questo. Questa è l'unica vera forma di prevenzione. E poi
15:37tenete conto di una cosa, gli adolescenti sono destinati a fuoriuscire dal monitor educativo
15:42degli adulti. Non è che li potrai controllare tutta la vita. E qui aggiungo cosa è cambiato
15:47però, proprio quello che dicevamo anche all'inizio del nostro incontro. La verità è che noi
15:51il corpo dei nostri figli l'abbiamo sequestrato. Oggi mio figlio quando ha un bernoccolo io provo
15:56lo stesso dolore che provava mia madre quando io avevo una frattura scomposta e mio padre
16:01avrebbe dovuto avere due gambe rotte per avere la stessa preoccupazione. Noi abbiamo cambiato
16:08questa relazione, abbiamo delegato funzioni accuditive agli asili e via, ma li abbiamo
16:12monitorati. Noi diciamo che i ragazzi non devono stare dentro il mondo della rete a scuola
16:17fino all'una. Dall'una e cinque la scuola è in mano alla rete. Gruppi di whatsapp dei
16:21genitori, registro elettronico, compiti mandati a casa il venerdì pomeriggio e l'ultima novità
16:26sono insegnanti che danno le note alle 22.18 perché neanche dicendo ai ragazzi. Cioè
16:31siamo davanti a una dissociazione di questa complessità. Quindi certo l'adulto deve essere
16:36in grado di accompagnare la crescita. Accompagnare in questa società complessa meriterebbe
16:41adulti meno fragili di quelli che dicono che se vuoi tanto bene a tuo figlio gli vieti il
16:45sensual fino a 16 anni. O magari non gli dai lo smartphone, però tu gli infili in tasca
16:51a un vecchio telefonino perché ti devi fare il weekend per i fatti tuoi lontano da casa
16:57e monitorare dove lui è. E' questo il problema, averlo sequestrato il corpo dei figli. I social
17:03network e videogiochi, io piango ogni volta che lo dico, ma è così, hanno sostituito per
17:08volere degli adulti tutti gli spazi di gioco e socializzazione che non esistono più. I giardini
17:13cortili dove sono cresciuto io, credo anche lei, oggi sono occupati solo da padroni di
17:17cani. E se un preadolescente ci va, invece di festeggiarlo perché non è a casa su un
17:22social network o a giocare a un videogioco, si chiama la polizia e i vigili urbani.
17:27Verissimo questo. Senta, l'abbiamo appena sfiorato marginalmente, soffermiamoci un po' di
17:32più sul ruolo della scuola perché appunto, lo stava dicendo poco fa, insomma i ragazzi
17:37sono in famiglia però fino a un certo punto poi subentra la scuola che ha un ruolo
17:41molto importante e una grande responsabilità. Su questo fronte specifico, quindi la gestione
17:48di tutto questo mondo che ha attorno un adolescente, la scuola che cosa deve fare, che cosa sta
17:53facendo, che cosa non sta facendo, che dovrebbe fare?
17:57Io ho dato mandato, e lo devo dire prima di questa mia affermazione, a mia moglie di Schi
18:01Versù, la mia bar ha provato a difendere la scuola italiana fino all'ultimo giorno della
18:05sua vita, perché vi ricordo che un adolescente che non è a scuola è sempre in un posto peggiore,
18:12o è in famiglia dove non devi stare in adolescenza, o peggio, comunità educativa, terapeutica,
18:18carcere minorile, neuropsichiatria, ospedale. La verità l'ho appresa per la prima volta da
18:27un funzionario di quella che all'epoca si chiamava Ministero della pubblica istruzione,
18:31circa 35 anni fa, un convegno dove parlai io, un collega molto famoso, all'epoca più
18:37anziano di me, finito l'incontro disse, sì sì, voi avete già capito cosa dovrebbe
18:42fare la scuola 35 anni fa, ma nessuno, la scuola voi non la vedrete mai cambiare, vedrete
18:46riforme del lavoro, perché la scuola è un'istituzione che non si può modificare.
18:51Io l'ho guardato, ero giovane e gli dissi, 35 anni fa, ma lei esagera, oggi a distanza
18:55di anni, so che quel funzionario mi ha detto quello che poi mi hanno detto tutti i politici
18:59che ho incontrato, i dirigenti scolastici delle più importanti associazioni sindacali
19:04dei dirigenti, quello che mi hanno detto e mi dicono tutti i politici, anche madri che
19:11fanno parte e hanno ruoli importanti dei sindacati della scuola, chi tocca la scuola
19:15in Italia è un politico finito e quindi la scuola ha circa, come dire, sono 15 anni che
19:24tutti sanno che scuola ci vorrebbe, tant'è che mi chiedono di scrivere un libro, ma cosa
19:27scrivo un libro che tutti sanno che bisognerebbe cosa fare per poi sentirmi dire ma non si
19:31può fare, oppure far finta di attaccarlo in pubblico mentre in privato mi dicono lo
19:35so, perché? Perché quello che sanno tutti, la scuola italiana prevede 1.200.000 dipendenti
19:41del Ministero dell'Istituzione del Merito, quindi l'industria più grande d'Europa, 800.000
19:47insegnanti di cui 400.000 non volevano fare questo mestiere e alcune centinaia di migliaia
19:52straordinari, ma non si può cambiare la scuola. Cosa dovrebbe fare la scuola? Smetterla di
19:56avere le singole discipline, la chimica, la fisica e la matematica è una parcellizzazione
20:00del sapere che con l'arrivo di internet tutti sanno andrebbe eliminata e si fanno ancora
20:04riunioni per materia. Non ha senso dare voti numerici, è ciò che dà fragilità, servono
20:09valutazioni in relazione, quelle che do io, quelle veramente severe, quelle veramente autorevole,
20:14quelle che ti aiutano a migliorare e ti spingono, invece noi diamo un voto già coi timbre
20:19alle primarie che fa passare la voglia di studiare ma solo di portare a casa il malloppo.
20:23Non ha più senso interrogare facendosi ripetere quello che l'insegnante sa, perché oggi la
20:28vera cultura, e l'hanno detto importantissimi i filosofi italiani, è saper riperire le informazioni
20:34nel tempo più rapido possibile. Oggi bisogna insegnare a fare le domande ai ragazzi, gli
20:39insegnanti che conosco più bravi, competenti, cosa fanno di inglese? Fanno fare la traduzione
20:45con l'intelligenza artificiale e poi inizia la lezione, spiegandogli che cosa sbaglia
20:49l'intelligenza, che lavori serviranno, gli fanno sentire parte del progetto e moltissimi
20:55insegnanti sanno che oggi il vero sapere è quello del vuoto, cioè io e lei dovremmo
20:59essere qui, prendere un libro, fossimo degli insegnanti che non abbiano letto né io né
21:03lei né la classe e leggerlo insieme a loro che si costruisce il sapere. Invece noi siamo
21:07ancora intorno alla tripletta come modalità di formazione, che è quella che Clotilde Pontecorvo,
21:12una pedagogista 50 anni fa diceva non essere adatto alla scuola italiana. Queste cose però
21:17non si possono fare perché cade il sistema, perché perdi le lezioni, perché oltre agli
21:22insegnanti ci sono 3-4 milioni di genitori che mentre hanno cambiato tutto nel loro lavoro
21:26vogliono che la scuola dica la messa, che infatti la scuola è l'unico luogo che dice
21:29la messa come cent'anni fa ai tempi di Gentile e di Mussolini, è cambiata la chiesa, sono cambiati
21:35gli oratori, sono cambiati i comportamenti di tutto. Siccome queste cose non si possono fare
21:40cerchi le prime 120 cose e non le puoi fare perché? Perché perdi le lezioni, perché non
21:46le vogliono gli adulti. Allora fai la 121esima, quella che piace agli adulti, tolgo il cellulare
21:51ai ragazzi e gli impedisco di usare l'intelligenza artificiale. Io non mi vergogno a dirlo, ci sarebbe
21:56da vergognarci noi adulti che quest'anno noi abbiamo sequestrato il cellulare a scuola invece
22:02di chiedere scusa a dei ragazzi che nel 2026 non faranno l'esame di maturità usando
22:07l'intelligenza artificiale, che oggi usano tutte le università, tutto il mondo, in tutti
22:11gli ambienti del lavoro. E questo è il luogo dove noi dovremmo contrastare il diffondersi
22:16di un internet e dei social. È un luogo che appunto vive solo per gli adulti.
22:21Ecco, a proposito di intelligenza artificiale... Non vive per gli adulti, mi scuso perché
22:25insegnanti che sono straordinari fanno, ma nel sistema. Dopodiché è pieno di insegnanti
22:29dirigenti che fanno sperimentazioni, ma come dicono loro non lo dicono neanche ai parenti
22:32stretti, perché se tu sperimenti qualcosa per i ragazzi, a scuola ti chiudono la sperimentazione,
22:38io potrei portare esempi, quindi non lo devi dire a nessuno.
22:41A proposito di intelligenza artificiale, ormai, lo vediamo tutti, sta entrando prepotentemente
22:47nella vita dei ragazzi, dal fare i compiti con ChatGPT, l'esempio se vogliamo più brutto,
22:54alle amicizie virtuali con i chatbot, ma anche ad altre tipologie di utilizzo, diciamo sicuramente
23:00diverse e più positive. L'intelligenza artificiale, come appunto professore, come persona che ha
23:09a che fare quotidianamente con i giovani, la preoccupa di più, la incuriosisce, come la inquadra?
23:18Ma allora, personalmente, per come va il mondo, quello che dico io, io ho molte preoccupazioni,
23:25ma nutro grande speranza nei ragazzi che appunto invece di arrabbiarsi avrebbero molte ragioni,
23:30e portare avanti un conflitto generazionale, cercano gli adulti e anche l'intelligenza
23:35artificiale. Guardi, dirò una cosa, perché molti ragazzi che seguiamo la guardano, ci
23:40dicono, qual è il problema? Il problema è che noi, e tra un po' in fatiglia la vieteremo
23:44anche a casa, dopo che a scuola, non accettiamo il fatto che l'alternativa all'intelligenza
23:48artificiale sarebbe la nostra relazione, è che noi siamo molto impegnati per prima a fare
23:53i fatti nostri. Questa è una società dove gli adulti si sono raccontati che avrebbero
23:58ascoltato i ragazzi. Peccato che a questo patto d'ascolto mancavano la lettura di due
24:03clausole. Uno, a patto che non rompessero mai le scatole, cioè che non esprimessero emozioni
24:08che disturbavano paura, tristezza e rabbia, che noi abbiamo impedito di esprimere. Oggi
24:12la violenza giovanile verso di sé gli altri è l'espressione di emozioni non legittimate,
24:17non di adulti che hanno protetto dalle frustrazioni i ragazzi, ma che hanno chiesto ai ragazzi
24:22di proteggerci, di trattenerle per non disturbare la scuola, me che devo lavorare e via dicendo.
24:29E quello che succede è che i ragazzi trovano nell'intelligenza artificiale un marcatore
24:33delle loro emozioni, qualcuno che gli rimanda, anche se con un algoritmo e senza corpo, delle
24:40esigenze. Allora o cambiamo prospettiva e continuiamo a dire che l'intelligenza artificiale
24:44è l'inesima espressione di qualche cosa che a seconda l'ognipotenza non aiuta i ragazzi
24:50a legittimare le difficoltà della vita e non tollerare le frustrazioni, oppure come
24:56nei nostri studi sta emergendo, che l'intelligenza artificiale è una madre che ti dà grande ascolto.
25:02Guardi, io sto scrivendo un libro qui fino a settembre sui cambiamenti dei rapporti nelle
25:07nuove generazioni e uno dei capitoli è questo, mentre noi cercavamo il padre è mancata la
25:11madre, cioè mentre noi continuavamo a dire che il problema delle nuove generazioni era che
25:15avevano avuto troppo, mancavano i no, i paletti, le solite storie. Ci siamo dimenticati
25:20non certo la madre inteso che sta a casa, ma la funzione materna, oggi a parlare di
25:25funzioni. Noi tutti abbiamo dimenticato che la vita è fatta di paura, tristezza, rabbia
25:30e di necessità di marcare, riconoscere le emozioni che disturbano e questi ragazzi ci
25:36stanno mandando davanti agli occhi questo, il dolore che noi non abbiamo, gli abbiamo
25:41chiesto di non sperimentare, non di proteggerli dal dolore, ma di non dire il bambino o la bambina
25:48che vede un cane dice ho paura del cane, la mamma che dice se no sono il plus materno
25:52gli dice no il cane è buono e non legittima, il bambino che spinge un compagno o una compagna
25:56è visto come violento, se uno vede un clown e dice il clown mi mette tristezza, no il
26:01clown è divertente perché devi stare alla festa a Bertilo Sprint, non ci sono mai stati
26:05adulti così concentrati io per primo su di noi, basta dirglielo. Oggi dentro l'intelligenza
26:10artificiale i ragazzi trovano delle forme di rispecchiamento, chiedono cose e noi andremo
26:17io lo capisco a dire che quando si suicideranno con l'intelligenza artificiale è stata colpa
26:21dell'intelligenza artificiale, non del fatto che noi non parliamo mai di suicidio, non
26:25lo affrontiamo mai ogni giorno, rimuoviamo questo dolore, spettacolarizziamo, questa è
26:30la società odierna, ma con l'intelligenza artificiale è solo l'esasperazione di quello
26:35che abbiamo creato, pensi che davanti a 56 guerre, morti, individualismo senza precedenti
26:41e violenza che vediamo ogni giorno nei dibattiti anche politici o comunque a volte televisivi
26:45e via, noi diciamo che la violenza giovanile dipende dai videogiochi e dai trapper, io non
26:50so che cosa dire, quando uno vive con questa rassicurazione è un adulto talmente fragile
26:55inevitabilmente se io fossi un adolescente andrei a parlare all'intelligenza artificiale, non
26:59a uno che sostiene queste teorie. Ecco professore, però io non voglio credere che siamo arrivati
27:05ad un punto di non ritorno e neanche lei ci crede, perché altrimenti non farebbe il
27:09lavoro che fa. Che cosa materialmente deve succedere affinché, non dico ci sia un'inversione
27:16di tendenza, ma si acquisisca coscienza all'interno di una famiglia, all'interno della scuola, all'interno
27:22delle istituzioni, perché finalmente si cominci a trasformare tutto e fare in modo che si trovi
27:29come dire, una quadra che funzioni meglio di quanto non stia funzionando ora o meglio di questa
27:36deriva che sta prendendo ora. No, ma io sono, l'ho già detto, non sono disperato da questo punto
27:42di vista, l'ho già detto, in questo momento se devo dire politicamente qualche idea ce l'avrei anche,
27:48ma non è il mio mestiere, io dico che oggi bisogna saper stare nelle relazioni, saper stare nella
27:53complessità. La deriva, sa qual è il problema oggi? Che vengono, grazie a Dio, non i genitori,
27:59gli insegnanti, dicono, dottore mi dica cosa fare, ma che cosa vuoi fare se non sai chi hai davanti,
28:04se sai descrivere te stesso, lo sa che i ragazzi negli ultimi anni ci descrivono il funzionamento
28:08affettivo e psichico di papà, mamma, insegnante, più di quando incontri papà, mamma, insegnante,
28:13vuol dire che se mio figlio venisse da lei e fare un psicoterapeuta, le descriverebbe meglio
28:17come funziono io, di come io saprei descrivere mio figlio. Rendiamoci conto di questo, quindi
28:24partiamo da questo. Se però vogliamo proprio delle indicazioni pratiche, alcune le ho date
28:29prima, ve le dico io, basta parlare di dipendenza da internet, che non esiste, e basta invadere
28:34la mente delle nuove generazioni con la dipendenza affettiva. Oggi in Italia vengono considerati
28:39il diavolo, praticamente la peste bubonica dell'Italia, dei giovani, è la dipendenza da internet
28:47che non la trova su nessun manuale scientifico, e ne parlano tutti. E che è una scusa ufficiale
28:51molto spesso per nascondere. Esatto, e la dipendenza affettiva, come se dipendere
28:56affettivamente fosse un male. Noi abbiamo insegnato un individualismo ai figli senza precedenti,
29:00la dipendenza affettiva è quella che salva l'umanità, i bambini nascono dipendenti
29:04affettivamente, la dipendenza affettiva deve evolvere, ma la dipendenza affettiva può essere
29:08sana ed evolutiva, è quella che abbiamo provato per gli amici. E lo dico perché, per questo
29:13sto scrivendo, andando avanti così un libro, noi non avremo più neanche le coppie, noi abbiamo
29:17inchiesto a questi ragazzi, mentre ci preoccupavamo di Inter, di non aver manco più una relazione.
29:21Lei lo sa che oggi si lasciano delle coppie meravigliose di ragazzi di 24 anni che vorrei
29:25avere io un rapporto di coppia così perché il rapporto è diventato tossico? Vi dico in
29:29che senso? Eh, è finita l'università, io devo fare il mio progetto e mi deve andare
29:33da un'altra parte. Eh, e la coppia è negoziazione? Eh no, mia madre, mio padre mi ha detto
29:37tu il tuo progetto individuale, conti sono tu. E costano avanti a tutti i costi, certo.
29:41Allora, parliamo di questo individualismo invece di parlare dei social, parliamo di riconoscere
29:45i bisogni come la paura, la tristezza e la rabbia. Parliamo del bisogno che abbiamo.
29:50Ora, eh, lei sa che il matrimonio e la coppia in senso tradizionale non c'è più da tempo,
29:55ha perso il suo grande significato. Attenzione che andando avanti così insegneremo ai giovani
29:59che il male, oltre essere internet, è avere dei bisogni affettivi verso l'altro. Qui è
30:04in gioco tutto il rapporto, e questo mi preoccupa sì, della società tra me e te, tra l'io e
30:11noi, tra il single e la collettività. Dovremmo essere un po' meno individualisti, a partire
30:16da quello che proponiamo ai nostri figli e studenti. Se viviamo in una società on-life,
30:21dobbiamo dire ai ragazzi, cellulare acceso in classe, ma non per usarlo a scuola, iniziamo
30:25la lezione. Non è che se sequesti il cellulare, perché così tu puoi fare la vecchia lezione
30:30e un ragazzino non è distratto dai social, ma ti guarda con la faccia di cauciu, o ti inizia
30:35a sparare con la bic e le palline come i miei tempi, o giocatrice col compagno, allora hai fatto
30:39l'intervento educativo. Il problema è far fare le domande ai ragazzi, coinvolgere, insegnare
30:44a fare le domande giuste. E questo è terribile, perché è quello che già hanno capito le
30:49aziende. Cioè le aziende oggi, in certe cose, sanno che ai ragazzi e li assumono bravissimi
30:54perché hanno capito che i giovani oggi non li ingaggi più in un vecchio modello. Infatti
30:58gli fanno le domande per assumerli, come faccio io da tempo. Io faccio lezione senza una slide
31:04chiedendo ai ragazzi di fare le domande. Sono studenti in cui si arriva a dei risultati superiori
31:09è il nuovo modo della società che abbiamo costruito. Sa qual è il problema? Che l'adulto
31:14invece di dire che l'autorevolezza quindi sono i sì che aiutano a crescere, inizierà
31:19a togliersi qualcosa, continuerà ad andare avanti a dire che quello che conta sono i no,
31:23i paletti che aiutano a crescere. Guarda caso quei no e quei paletti li pongono sempre
31:27ai figli e agli studenti e ai giovani. A se stessi niente. Inizia a essere un po' sospetta
31:33alla cosa. Sento professore, un'ultima cosa rapidissima. Stasera tornando a casa, dopo
31:40aver visto questa nostra chiacchierata, qual è l'azione concreta che lei consiglierebbe
31:47a un genitore di fare per prima, dopo aver riflettuto su quello che ci siamo detti?
31:53Pensare alla domanda, se parliamo di un adolescente, perché i bambini diversi, un preadolescente,
31:58un adolescente, la domanda più scomoda che vorrebbe fare al proprio figlio, la peggiore
32:02è quella che non vorrebbe mai fare, la più difficile è fare quella, invece di prendere
32:07l'iniziativa più facile su indicazione di qualche pseudo esperto, cioè togliergli il
32:11cellulare e dire basta con internet. Fare ai figli le domande più scomode. I ragazzi
32:15di oggi non parlano non perché temono gli adulti, ma perché si prendono in carico delle
32:19nostre fragilità e quindi conviene essere un adulto che è capace di far capire che
32:24si può parlare delle fragilità. Questa è la cosa più importante ed è l'unico modo,
32:29sempre che poi un ragazzo voglia parlare, per capire chi è davanti. Oggi se no diciamo
32:34che conosciamo i figli, ma parliamo solo di noi e diciamo che li abbiamo amati troppo,
32:38troppo, troppo, troppo. Bene, credo che davvero ci sia tantissimo materiale su cui riflettere.
32:44Grazie quindi al professor Lancini per essere stato con noi e per averci un po' raccontato
32:48questo mondo che abbiamo scoperto, che forse non conosciamo così bene, sarebbe il caso
32:53di interessarci un po' di più e imparare a conoscerlo meglio. Grazie davvero, buon lavoro.
32:57Grazie, grazie a lei.
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