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  • 4 giorni fa
Come riconoscere le relazioni tossiche (e vivere più serene). Non sempre un rapporto del genere arriva nella nostra vita sotto forma di violenza, manipolazione evidente o abuso manifesto. A volte indossa abiti molto più discreti. Può chiamarsi amore, amicizia, fedeltà, senso del dovere. Può persino apparire come una forma di protezione. Eppure, se impariamo ad ascoltare il corpo, qualcosa comincia a parlarci.

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Come riconoscere le relazioni tossiche
La mente può giustificare quasi tutto, può raccontarci che dobbiamo avere pazienza, che l'altro sta attraversando un momento difficile, che siamo noi a pretendere troppo. Il corpo, invece, possiede una sincerità antica, si irrigidisce quando arriva un messaggio, si contrae prima di un incontro, perde energia dopo una telefonata, trattiene il respiro in presenza di una persona.

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La figura delle Sirene
[caption id="attachment_2742577" align="aligncenter" width="1024"] Come riconoscere le relazioni tossiche[/caption]

Le relazioni tossiche spesso iniziano proprio così: come un progressivo allontanamento da noi stessi. Non è tanto ciò che l'altro ci fa, è ciò che smettiamo di essere quando siamo con lui/lei. Nella mitologia greca esiste la figura delle Sirene. Creature affascinanti che non trascinavano i marinai negli abissi con la forza, ma con il canto. Non imponevano nulla, seducevano, facevano dimenticare la rotta.

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Le relazioni tossiche ci portano a farci perdere il contatto con noi stessi
[caption id="attachment_2637082" align="aligncenter" width="667"] Selene Calloni Williams spiega come uscire da una relazione tossica[/caption]

Molte relazioni tossiche funzionano allo stesso modo, non ci imprigionano immediatamente, ci fanno perdere il contatto con la nostra direzione interiore. Riduciamo i nostri desideri, modifichiamo il nostro comportamento per evitare conflitti. E poco alla volta la nostra energia vitale si impoverisce. La tossicità non è tanto nell'altro, quanto nel campo relazionale che si crea. Un campo fatto di dipendenza, paura dell'abbandono, bisogno di controllo, aspettative irrealistiche, antiche ferite che cercano guarigione nei luoghi sbagliati.

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Osservare se stessi
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Per questo motivo riconoscere una relazione tossica richiede innanzitutto la capacità di osservare se stessi. E chi pratica meditazione lo sa bene. Nel mio nuovo libro Risveglia la tua mente, dedicato alla meditazione quotidiana, descrivo un percorso di consapevolezza che insegna proprio questo: osservare il corpo, le emozioni, i pensieri e i modelli interiori senza identificarci con essi. Spesso crediamo di essere vittime della relazione. In realtà siamo vittime della nostra inconsapevolezza.

Quando osserviamo profondamente, scopriamo che alcune relazioni continuano a esistere perché custodiscono un'antica immagine di noi stessi. L'immagine della bambina che vuole essere amata, del figlio che cerca approvazione, della donna che teme di restare sola, dell'uomo che ha bisogno di sentirsi indispensabile.

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La relazione tossica è uno specchio
La relazione tossica diventa allora uno specchio, non mostra soltanto l'altro, mostra la parte di noi che ancora domanda guarigione. Questo significa riconoscere che il vero cambiamento avviene quando smettiamo di combattere l'altro e iniziamo a comprendere ciò che quella relazione sta cercando di insegnarci. A volte la lezione è imparare a restare, altre volte è imparare ad andarsene.

La domanda, allora, non è soltanto: "Questa relazione è tossica?" La domanda più profonda è: "Chi sto diventando dentro questa relazione?". Se la risposta è una versione più piccola, più spaventata, più dipendente di te stessa, forse il corpo sta già conoscendo la verità. E il corpo, quasi sempre, arriva prima della mente. Nel video, ti guido in una meditazione pensata per essere più pronto a riconoscere le relazioni tossiche.

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Trascrizione
00:00Quante volte ci chiediamo se una relazione sia tossica e cerchiamo segnali nell'altro,
00:09analizziamo le sue parole, studiamo i suoi comportamenti, eppure esiste un luogo che
00:16conosce la risposta prima della mente, il corpo. Nel mio nuovo libro Risveglia la tua mente racconto
00:26come il corpo sia la prima porta della consapevolezza. E adesso chiudi gli occhi,
00:38lascia che il respiro trovi il suo ritmo naturale, lascia apparire nella tua mente il volto di una
00:49persona significativa. Non scegliere, lascia che emerga spontaneamente. Può essere un partner,
00:59un amico, un familiare. Osserva semplicemente la sua presenza e mentre la osservi porta
01:09l'attenzione al corpo. Che cosa accade? Il respiro si apre o si contrae. Il petto si alleggerisce o si
01:21irrigidisce. E lo stomaco si rilassa o si chiude. Non cercare spiegazioni. Non interpretare. Ascolta.
01:39Forse senti calore. Forse senti pesantezza. Forse senti stanchezza o paura.
01:52Lascia che ogni sensazione abbia il diritto di esistere. E adesso immagina che quella persona
02:02si allontani lentamente. Fino a diventare una piccola figura all'orizzonte. E ancora una volta
02:11osserva il corpo. Che cosa accade? C'è più spazio? Più respiro? Più energia? Oppure c'è tristezza?
02:22Nostalgia? Qualunque cosa emerga, accoglila. Perché il corpo non mente.
02:36E ora immagina di trovarti nel cuore di una foresta. Davanti a te c'è un grande albero. Un albero
02:44antico. Avvicinati. Appoggia le mani sul tronco e domanda. Chi sto diventando dentro questa relazione?
02:59non cercare una risposta razionale. Attendi. Forse arriverà un'immagine, una sensazione, una parola.
03:11Forse soltanto un silenzio. Anche il silenzio è una risposta.
03:18Respira profondamente, ancora più profondamente.
03:28Una relazione sana ti permette di diventare sempre più te stessa. Una relazione tossica invece
03:36ti costringe a divenire qualcuno che non sei. E adesso, adesso apri lentamente gli occhi e porta
03:48con te la domanda che il corpo ti ha consegnato. Chi sto diventando in questa relazione?
04:03E la risposta, forse, è già iniziata.
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