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Gerusalemme, 4 giu. (askanews) - Dopo il crollo del turismo dovuto prima alla pandemia e poi alle guerre seguite al 7 ottobre 2023, c'è una parte di Israele che vuole gettare il cuore oltre l'ostacolo, lavorando a quando il Paese potrà di nuovo godere di una situazione di stabilità e tornare ad essere una meta attrattiva come in passato. Parliamo di un settore che nel 2019 aveva toccato livelli record, facendo registrare oltre 4 milioni e mezzo di visitatori internazionali, di cui 200.000 italiani, e un contributo pari al 2,6% del Pil nazionale. Poi i voli con Tel Aviv sono stati ridotti al minimo e il flusso di visitatori in arrivo dall'estero, nonostante il rapido recupero dopo il Covid, è praticamente collassato per la seconda volta."Siamo passati da 3.000 visitatori al giorno al nulla o quasi di oggi, forse 100 persone, e sono tutte israeliane" racconta una dipendente del sito archeologico di Cesarea, il secondo più importante del Paese dopo Masada, altrettanto deserto.A soffrire è però anche il turismo religioso, verso i luoghi sacri delle tre religioni monoteiste, che attiravano pellegrini e viaggiatori da tutto il mondo."Noi - ricorda Giuseppe Gaffurini, frate minore dei Custodi di Terra Santa e presidente del Santo Sepolcro - ormai siamo diversi anni che passiamo da un'attesa a un'altra. Attese tutte frustrate come ha dimostrato il tempo. In questo momento, non ci sono pellegrini anche perché i pellegrinaggi devono essere organizzati per tempo, le compagnie aeree ancora non si sono aperte, e quindi se continuerà questa tregua, chiamiamola così, per diversi mesi allora è possibile sperare che in ottobre-novembre qualcosa cominci a muoversi, ma purtroppo penso che perderemo tutta l'estate".In attesa di una nuova normalità, che tarda ad arrivare, il Paese si è comunque preparato, realizzando ad esempio nuove indagini archeologiche a Gerusalemme, difficili in un contesto di maggiore affollamento, e organizzando iniziative che cercano con ostinazione di costruire un futuro di convivenza tra i popoli. È il caso di "The way to Jerusalem", cammino intereligioso di 111 chilometri da Tel Aviv alla Porta di Jaffa, nelle Città Santa, che mira a riprodurre, con tanto di credenziali e alloggi per pellegrini, il clima di spiritualità e fratellanza dell'itinerario di Santiago o della Via Francigena."Abbiamo capito e scoperto - racconta la cofondatrice Yael Tarasiuk - che la via dei pellegrini passa sopra il tempo, sopra la situazione politica e sopra tutto. È come una gabbia che ti protegge dal rumore esterno perché quando cammini con qualcuno e parli con le persone vedi che la maggior parte della gente vuole soltanto vivere la propria vita in pace"Un messaggio di speranza che fatica a farsi largo, anche se le autorità professano ottimismo, confidando nella resilienza già dimostrata in passato dal settore."Vediamo il movimento che sta tornando - osserva Kalanit Goren, Head of Hosting Department Israel Minister of Tourism - anche grazie a delle compagnie aeree che stanno tornando proprio adesso da giugno da tutta Europa e anche dagli Stati Uniti e qui speriamo che questo sia un segno di ripresa per il nostro bellissimo Paese. Il turismo è soprattutto ponte tra culture e amicizia"Anche dall'Italia qualcosa si muove, con la ripresa da luglio dei voli tra Roma e Tel Aviv da parte di Ita Airways, e per un Paese come Israele che aveva fatto del turismo uno dei simboli della propria apertura internazionale, con le elezioni del prossimo autunno alle porte, la sfida non è soltanto economica, ma anche politica e d'immagine.

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00:00Dopo il crollo del turismo dovuto prima alla pandemia e poi alle guerre seguite a 7 ottobre
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00:11a quando il paese potrà di nuovo godere di una situazione di stabilità e tornare ad
00:16essere una meta attrattiva come in passato.
00:18Parliamo di un settore che nel 2019 aveva toccato livelli record, facendo registrare
00:23oltre 4 milioni e mezzo di visitatori internazionali, di cui 200 mila italiani, e un contributo
00:29pari al 2,6% del PIL nazionale.
00:32Poi i voli con Tel Aviv sono stati ridotti al minimo ed il flusso di visitatori in arrivo
00:36dall'estero, nonostante il rapido recupero dopo il Covid, è praticamente collassato per
00:41la seconda volta.
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00:50sono tutte israeliane, racconta una dipendente del sito archeologico di Cesarea, il secondo
00:55più importante del paese dopo Masada, altrettanto deserto. A soffrire però anche il turismo religioso
01:02verso i luoghi sacri delle tre religioni monoteiste che attiravano pellegrini e viaggiatori da tutto
01:07il mondo.
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01:18come ha dimostrato il tempo, in questo momento non ci sono pellegrini, anche perché i pellegrinaggi
01:25devono essere organizzati per tempo, le compagnie aeree ancora non si sono aperte e quindi se
01:33continuerà questa trigua, chiamiamola così, per diversi mesi, allora è possibile sperare
01:41forse che in ottobre, novembre qualcosa cominci a muoversi, ma purtroppo penso che perderemo
01:49tutta l'estate.
01:50In attesa di una nuova normalità che tarda ad arrivare, il paese si è comunque preparato
01:55realizzando ad esempio nuove indagini archeologiche a Gerusalemme, difficili in un contesto di maggiore
02:00affollamento e organizzando iniziative che cercano con ostinazione di costruire un futuro
02:05di convivenza tra i popoli.
02:07È il caso di The Way to Jerusalem, cammino interreligioso di 111 chilometri da Tel Aviv
02:13alla porta di Jaffa nella città santa, che mira a riprodurre con tanto di credenziali
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02:24via francigena.
02:34Abbiamo capito e scoperto, racconta la cofondatrice, che la via dei pellegrini passa sopra il tempo,
02:40sopra la situazione politica e soprattutto è come una gabbia che ti protegge dal rumore
02:44esterno perché quando cammini con qualcuno e parli con le persone vedi che la maggior parte
02:49della gente vuole soltanto vivere la propria vita in pace.
02:54Un messaggio di speranza che fatica a farsi largo anche se le autorità professano ottimismo
02:59confidando nella resilienza già dimostrata in passato dal settore turistico.
03:04Vediamo il movimento che sta tornando e proprio anche grazie alle compagnie aeree che stanno
03:10tornando proprio adesso da giugno da tutta Europa e anche dagli Stati Uniti.
03:15e quindi speriamo che questo è un buon senno della ripresa per il nostro bellissimo paese.
03:22Il turismo è soprattutto il ponte, le culture, l'amicizia.
03:28Anche dall'Italia qualcosa si muove con la ripresa da luglio dei voli tra Roma e Tel Aviv
03:33da parte di Ita Airways e per un paese come Israele che aveva fatto del turismo uno dei
03:37simboli della propria apertura internazionale.
03:39Con le elezioni del prossimo autunno alle porte la sfida non è soltanto economica ma anche
03:45politica e di immagine.
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