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  • 2 anni fa

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Trascrizione
00:00Avete parlato di questa serie come un romanzo e dato che la scrittura c'è nel titolo, c'è proprio
00:09nel plot l'idea della scrittura, che cos'è per voi un romanzo con immagini in questo caso?
00:17Quando leggiamo creiamo delle immagini nella nostra testa che possono essere suscettibili a equivoci, a compromessi, alle nostre ossessioni, nel
00:32romanzo, nella lettura c'è una conversazione interiore che non va interrotta mai e i grandi libri fanno questo.
00:40Adesso mi viene in mente, ti cito una fonte di ispirazione per Dostoevsky che è stato lo sbrego di Antonio
00:47Moreschi.
01:02Un'altra dimensione che c'è quasi in tutti i vostri film è la dimensione del thriller, dell'idea del
01:09thriller in varie maniere, dei sentimenti,
01:13ma in questo caso invece è quel thriller quasi classico.
01:18Che cosa vi ha spinto di occuparvi quasi di una cosa di genere?
01:22Innanzitutto la totale inconsistenza per noi delle mode.
01:28Non ci interessa in seguirle, non ci interessa a farne parte.
01:32Volevamo essere fieramente, come se fosse un film nord europeo degli anni 70,
01:37volevamo essere anacronistici, superati, volevamo che le persone che quando guardassero la serie gli dicessero
01:42ma sarà fatta adesso, nel 2023.
01:46Il genere invece tendenzialmente tendiamo a guardarlo con grande serietà
01:52e credo che a differenza del nostro film precedente, qui abbiamo usato il genere in una maniera più adulta
01:57e quindi più compiuta, più riuscita.
01:59Ti sei già fatto qualche idea sul caso?
02:01Eccola presto.
02:04E quelle lettere?
02:09Perché hai lasciato solo la tua figlia?
02:11Perché l'hai abbandonata?
02:14Non si pensate mai al pubblico che vede i vostri film e in questo caso questa serie?
02:20Perché andrà su Sky, la vedrà un sacco di gente, ma la farete uscire anche al cinema.
02:25Si.
02:26Non si pensate mai qual è il pubblico che potrebbe seguire Dostoevsky?
02:32Quale no.
02:33Pensiamo al pubblico? Assolutamente sì, in maniera inclusiva, nel senso che io stesso sono pubblico.
02:37Io vado al cinema tutte le volte che posso.
02:39Vado al cinema, proprio consumo del cinema, mi nutro di cinema.
02:42e so cosa voglio da un film che voglio che sia bello.
02:47Voglio che sia un film che mi permetta di entrare in una storia e farmi la mia persona di opinione
02:55su qualcosa
02:56che interroghi, che mi interroghi, che mi lasci discorso con delle domande, che mi lasci in aperto dialogo col film,
03:06con l'autore, con me stesso.
03:08Che non si interrompa una volta uscito dal cinema.
03:10E quindi non è una richiesta del pubblico di Dostoevsky, è una cosa che io chiedo a me stesso.
03:18Io sono il pubblico di Dostoevsky.
03:33C'è una, non direi sporcizia, direi non pulizia, sia nella vostra ambientazione,
03:40ma anche nei movimenti della camera, nella scelta dei personaggi, nelle inquadrature.
03:48Che cosa, se è vera questa cosa che vi sto chiedendo, che vi sto dicendo, che cosa vi permette di
03:53fare questo?
03:55Di respirare con la storia dei racconti.
03:58La particella non è presente in ogni cosa che facciamo, soprattutto in Dostoevsky.
04:03Per esempio, nella serie non c'è un cavalletto.
04:06Treniamo sempre la macchina a spalla, perché doveva sembrare qualcosa che fosse sempre sul punto di cedere.
04:11Raymond Carver, che è un narratore straordinario che spesso prendiamo a riferimento nei momenti di difficoltà,
04:16bisogna sempre farsi che ogni racconto sembra che all'inizio di un racconto qualcosa si sia messo in moto
04:21e che quel qualcosa non possa essere più fermato.
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