00:00Siamo alla Assemblea pubblica Anfia 2023 in cui è stato eletto il neo-presidente Anfia Roberto Vavassori.
00:12L'Italia in questo mondo automotive in cambiamento, come si trova attualmente e cosa può fare per essere al passo
00:27con i tempi
00:28ma soprattutto essere competitiva con la genialità che solo le aziende italiane possono avere.
00:34L'Italia oggi si trova in una situazione molto delicata, a mio avviso come filiera, perché ci manca una base
00:42produttiva importante,
00:45ingredienti invece che hanno molti altri nostri concorrenti non solo europei, quindi questo è un fattore di svantaggio non indifferente.
00:52È vero che abbiamo eccellenze a macchia di leopardo, dimensionalmente non siamo favoriti rispetto all'adozione delle piattaforme su scala
01:03globale
01:03dei nostri clienti o i EMS, quindi è un momento delicato che come sempre, se ben gestito, può avere anche
01:10dei risvolti positivi.
01:11Ma comunque non dobbiamo sottovalutare la criticità di questo momento, di grandissimo cambiamento a livello di processi,
01:19a livello di prodotti e ho ricordato anche di regolamentazione.
01:23E dove sono state affrontate anche le tematiche relative alla transizione energetica?
01:31Con un intervento di Gianluca Di Loreto, Partner Bain Company, che ha rappresentato il quadro europeo allo stato attuale.
01:44Sì, allora, diciamo che l'automotive sta finalmente uscendo dall'onda lunga del Covid.
01:50Dopo il Covid ha sofferto la crisi dei chip, sostanzialmente perché chi produceva chip, un componente fondamentale per le auto,
01:56ha orientato l'offerta verso la domanda crescente di computer e smartphone dovuta alla pandemia.
02:03Adesso questo eccesso di domanda si sta riducendo e quindi l'automotive riesce a riavere accesso ai volumi di produzione
02:09di chip che aveva prima.
02:11Cosa è successo poi nel frattempo? Che le case auto si sono abituate, per così dire, a vendere meno volumi
02:16ad un prezzo più alto
02:16e hanno di fatto nel 2022 registrato l'anno record dei profitti, sorpassando il profitto medio dei propri componentisti.
02:25Questo è un dato importante che però deve tener conto di un trend che si comincia ad affacciare
02:30ed è quello del cosiddetto vento dell'est, cioè di costruttori, player automotive dell'est Europa e dell'Asia Pacifico
02:37che cominciano a produrre vetture elettrificate anche per il mercato europeo, sfruttando anche un modo creativo di aggredire il mercato.
02:45Se uno guarda i numeri ad oggi questa presenza ancora non è percepibile in modo significativo,
02:50ma se guardiamo i prossimi 5-10 anni ci aspettiamo una quota di mercato importante di questi player
02:55a partire dal nord Europa fino a scendere verso il sud Europa. In questo trend è il gioco dell'Italia,
03:02è cercare di ricostruire una leadership, andando progressivamente a sostituire la leadership indiscussa
03:08sulla meccanica dei componentisti italiani con una leadership anche sull'elettronica, per quanto possibile
03:13visto il diverso tipo di produzione.
03:15Siamo con Luc Châtel, presidente PFI, per parlare della transizione energetica nel settore dell'automotive
03:27con delle decisioni europee che hanno cambiato radicalmente il modo di costruire auto in Europa
03:39visto che nel 2035 ci saranno le zero emissioni. Come si fa adesso a rigenerare tutta una filiera,
03:50a cambiare il modo di produrre auto in Europa?
04:04Sì, si tratta di un nuovo inizio per l'industria automotive europea. L'Europa era il leader e ora deve
04:14reinventarsi.
04:17Attualmente la Cina rappresenta il 50% della catena di valore relativa alle batterie, il 65% della catena di
04:27valore rispetto all'elettrico
04:29e noi dobbiamo rispondere con un nuovo inizio. E come fare? Abbiamo bisogno di investimenti importanti.
04:37Innanzitutto dobbiamo investire nell'innovazione. In Francia, per esempio, stiamo aprendo quattro fabbriche di batterie.
04:45Stiamo investendo molto nell'elettrico e molto nell'idrogeno. Si tratta, come dicevo, di un nuovo inizio.
04:52Ma bisogna che ci siano regole chiare e trasparenti.
04:57Quello che sia chiaro e trasparente e noi abbiamo bisogno di aiutare dei poteri pubblici europei per questi investimenti.
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