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  • 3 anni fa

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Trascrizione
00:00Rinviato a data da destinarsi. Sono bastate poche parole per riassumere l'inaspettato
00:06cul-de-sac in cui si è infilato lo stop dell'Europa alle auto a benzina e diesel a partire
00:11dal
00:112035. Di prima mattina l'attesa riunione dei rappresentanti permanenti aggiunti europei
00:18ha registrato, proprio come mercoledì, l'impossibilità a continuare sull'approvazione del regolamento.
00:23Italia, Polonia e Bulgaria si erano dette contrarie e la Germania, che aveva chiesto
00:28un'adeguata contropartita sugli e-fuels, non si è fidata. Insieme avrebbero composto la
00:33minoranza di blocco necessaria per bocciare il regolamento. La presidenza svedese, di fronte
00:38ad un voto che avrebbe fatto tremare la Commissione, ha quindi rinviato il fascicolo. Il punto è
00:43stato anche stralciato dall'agenda del Consiglio Educazione, previsto martedì, dove era attesa
00:47la ratifica formale del testo. Insomma, un vero e proprio terremoto che costringe la Commissione,
00:52e in particolare il vicepresidente Franz Timmermans, ad una approfondita riflessione.
00:57L'Italia esulta, a cominciare dalla premiera Giorgia Meloni, che parla di successo italiano
01:02e fa un affondo deciso. Giusto puntare a zero emissioni di CO2 nel minor tempo possibile,
01:08ma deve essere lasciata la libertà agli stati di percorrere la strada che reputano
01:13più efficace e sostenibile, dice la premiera. Questo vuol dire non chiudere a priori il
01:17percorso verso tecnologie pulite diverse dall'elettrico. È questa la linea italiana che ha trovato largo
01:23consenso in Europa. Come dire, ogni paese deve modulare la transizione dai motori benzina e diesel
01:29a quelli elettrici, tenendo conto della propria realtà che è fatta anche di persone.
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