00:00Per completare i 27 obiettivi del PNRR del primo semestre 2023 e sbloccare la
00:06quarta rata da 16 miliardi al netto del prefinanziamento, non ci sarà la
00:10consueta corsa ostacoli perché il governo punta a rimuoverli tutti in
00:14partenza. O almeno ci prova attraverso un fitto negoziato con la Commissione
00:18Europea che va avanti già da parecchie settimane. Il terreno è fertile. Bruxelles
00:23a dicembre ha già approvato le modifiche al piano del Lussemburgo e sta
00:26valutando quelle richieste dalla Germania. I paletti però non mancano, i
00:30cambiamenti dovranno essere limitati ai singoli progetti, quindi no a modifiche
00:34che valgono per più voci e non dovranno stravolgere le riforme. Il governo parte
00:39dal presupposto che una parte del PNRR non è più attuale per diverse ragioni.
00:44Innanzitutto è stato scritto prima della guerra in Ucraina e della conseguente
00:48rincorsa dei prezzi dei materiali e dell'energia e poi alcuni progetti non
00:52sono più allettanti. È il caso di quelli sull'idrogeno verde, il combustibile
00:56su cui Bruxelles puntava due anni fa, ritenendolo alla base della prossima
01:01rivoluzione dei trasporti. In realtà la rivoluzione dovrà tendere anche a causa
01:05della spinta che sta avendo l'elettrico. Per questo si punta a cambiare il
01:09cronoprogramma, che attualmente entro marzo prevede la giudicazione degli
01:13appalti per lo sviluppo di 40 stazioni per il rifornimento di idrogeno per auto
01:17e camion lungo la rete stradale, appalti su cui gli operatori non hanno
01:21manifestato alcun entusiasmo.
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