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  • 2 giorni fa
Trascrizione
00:00Il tempo sta per scadere ma non servirà a nessun rush finale perché è tutto
00:04praticamente già pronto per rispettare gli impegni del secondo semestre e
00:08ottenere i 19 miliardi della terza rata del PNRR.
00:12Tutti i ministeri hanno rispettato gli obblighi. Poche ore prima di Natale
00:16quello dell'ambiente e della sicurezza energetica e il dipartimento del
00:19digitale che avevano i carichi maggiori hanno completato tutti i loro obiettivi
00:23e poco dopo anche il ministero dell'università e della ricerca, uno di
00:27quelli che accusava più ritardi ha chiuso i suoi file assieme a quello
00:31dell'istruzione. Manca solo qualche dettaglio per poter completare la
00:35rendicontazione ufficiale e chiedere a Bruxelles lo sblocco dei fondi. I
00:39ministeri hanno accelerato il lavoro dopo la cabina di regia del 16 dicembre per
00:43completare i 15 obiettivi che ancora mancavano alla metà dei 55. Tra qualche
00:48giorno il governo potrà quindi chiudere il dossier 2022 e richiedere i 19 miliardi
00:54e potrà concentrarsi sulla nuova fase che si apre nel 2023, la revisione del
00:59PNRR dalla governance alla ridefinizione di alcuni progetti, soprattutto quelli i
01:04cui costi non sono più realistici. L'Unione Europea è già allertata e
01:09disposta ad aiutare purché le modifiche non tocchino le riforme ma soltanto
01:13alcuni investimenti. In gioco nel prossimo semestre c'è una errata da 16
01:17miliardi da sbloccare dopo 27 obiettivi, tra cui le entrate in vigore della
01:21riforma della giustizia civile e penale e del codice degli appalti. La vera
01:26sfida sarà però riuscire ad accelerare la spesa visto che i ritardi sono già
01:30evidenti. Il governo Draghi prevedeva ad inizio 2022 di spendere 40 miliardi e
01:36invece a fine anno il bilancio faticherà ad arrivare alla metà.
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