00:01Sono oltre 570.000 le persone in Italia che lavorano su una piattaforma digitale. Il dato
00:06emerge dall'indagine dell'INAP, lavoro virtuale nel mondo reale, che chiarisce come i rider per
00:12la consegna dei pasti siano poco più di un terzo del totale, il 36,2%, e i fattorini che consegnano
00:18i pacchi il 14%. Il resto dei platform workers svolgono vari lavori online che vanno dalle
00:24traduzioni ai programmi informatici e quindi non necessariamente location-based. Per tre quarti
00:29si tratta di uomini. Sette su dieci hanno un'età compresa tra i 30 e i 49 anni, con i
00:34giovani
00:34tra 18 e 29 anni, concentrati soprattutto nella categoria dei lavoratori occasionali. Per
00:39quasi la metà dei lavoratori su piattaforma, questo lavoro costituisce però la propria attivitÃ
00:43principale e per l'80,3% degli intervistati si tratta di una fonte di sostegno importante
00:48o addirittura essenziale. Lo studio, secondo l'INAP, sfata i miti della sharing economy,
00:53sottolineando che le piattaforme digitali richiamano sempre più forme di lavoro rigidamente controllate
00:58nei tempi e nei modi, pagate spesso a cottimo e il cui guadagno risulta fondamentale per
01:03chi lo esercita. Sono lavoratori di tutti i tipi, quelli che le aziende si propongono
01:07di assumere sulla scia della ripresa in questo inizio di 2022. Le figure più difficili da
01:12reperire sono tecnici informatici, telematici e delle telecomunicazioni, ma anche attrezzisti,
01:17operai e artigiani.
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