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Trascrizione
00:27Buongiorno direttore, le scrivo perché mi sono accorto dopo
00:29anni che viviamo in un luogo magnifico. Buonasera a tutti voi, benvenuti a Lettere al Direttore,
00:36le righe che vi ho appena letto sono l'inizio della lettera che abbiamo scelto questa sera
00:41per la nostra trasmissione che come vedete si intitola Orgoglio Parmigiano, è la lettera
00:46di un giovane non parmigiano che vive a Parma ma che non è nato a Parma, è di origine anche
00:52olandese quindi uno straniero che resta stupito, meravigliato di fronte alle bellezze di questa
00:59città. Tante volte, e abbiamo fatto questa riflessione qui alla redazione della televisione,
01:05tante volte noi siamo abituati a quello che vediamo svegliandoci ogni mattina e non riusciamo
01:10più ad apprezzarlo, non abbiamo più quello stupore che permette di gorriere delle cose
01:15e forse recuperare questo stupore può servire per recuperare il valore e la bellezza del posto
01:22in cui abbiamo avuto la fortuna di vivere. Per questo la nostra trasmissione si chiama
01:26Orgoglio Parmigiano, avremo molti ospiti, avremo dei filmati, parleremo del momento
01:31anche che alcune grandi aziende internazionali hanno scelto per usare, in senso positivo, Parma
01:39come logo dei loro prodotti che sono conosciuti e apprezzati in tutto il mondo. Ma partiamo
01:46subito con la lettura della lettera che abbiamo scelto per questa trasmissione.
01:53Buongiorno direttore, le scrivo perché mi sono accorto dopo anni che viviamo in un luogo
01:56magnifico, sono arrivato a Parma negli anni dell'università dalla vicina Sassuolo, terminati
02:02gli studi sono restato senza rincorrere troppo il mestiere di architetto per cui mi sono formato
02:07ma semplicemente riconoscendo nei luoghi e nelle persone di cui mi ero via via circondato
02:11un motivo più che sufficiente per una provvisoria permanenza. Interessante ossimoro su cui mi
02:17sono accorto di aver affondato gran parte delle mie scelte. Di recente il lavoro mi ha portato
02:22per qualche mese a Roma, una città che è tutte le città, un immenso teatro in rovina
02:27che vive nelle sue intercapedini, nelle sue crepe. Tornavo a Parma un paio di giorni alla
02:32settimana o meno per accorgermi che stavo tornando a casa. Come di consueto è la distanza che sappiamo
02:38produrre tra noi e le nostre consuetudini a dare energia all'evoluzione. Per me la distanza
02:43fisica ha rimesso a fuoco tutto ciò che stavo lasciando all'inizio con un certo entusiasmo.
02:48Si parla di radici, di appartenenza, non parlo di folclore e di verdi o Maria Luigia ma di
02:54meraviglia. Parlo dell'accorgersi con gioia della grandiosa ricchezza di questa città, dei
02:59suoi cittadini, del suo territorio. Parlo di una rinascita che sento nel cuore, nelle parole
03:03delle persone, ancora prima che nell'economia oltre a ogni paura, diffidenza, rabbia. In
03:09una giornata come oggi ho visto le sagome precise delle case del lungo Parma sotto un cielo
03:14senza traccia di nuvole, il suono giusto del torrente con cui abbiamo fatto faticosamente
03:19pace qualche tempo fa. Ho contato i ponti, testimoni del suo passaggio incessante attraverso
03:24un'aria fresca e asciutta. Ho osservato il dialogo delle cupole e dei campanili di questa
03:30capitale. Ho ascoltato il ticchettio delle biciclette spinte a mano, ho osservato le
03:35persone. Si creano cortei ed assemblee per festeggiare o protestare ma l'oggetto è sempre
03:41qualcos'altro, una ricorrenza politica, uno scandalo, una vittoria sportiva. Credo che
03:46oggi il motivo più grande da festeggiare con un grande pubblico sarebbe proprio il
03:50grande pubblico, la gioia di essere individui in quanto tali contribuenti ad una spettacolare
03:56vittoria collettiva, quella di amare davvero ciò di cui facciamo parte, la terra in cui
04:01affondano tutte assieme le nostre radici. L'idea, una lunga passeggiata per la città
04:06aperta a tutti e ad ogni iniziativa purché non di natura politica, un luogo per riunirsi
04:12tutti al termine, qualche testimonianza da individuare o alcune idee al riguardo e l'invito
04:17ad un lungo abbraccio liberatorio a cari e sconosciuti che in definitiva sarà un riprendere
04:23coralmente, contatto con noi stessi a battere muri invisibili che costruiamo così abilmente
04:28con la polemica, il narcisismo, l'autocontrollo estremo.
04:38Buonasera a Jean-Marc Jansen, grazie di averci iscritto, grazie per essere qui. Buonasera a
04:45Giuseppe Milano, colonna della nostra televisione. Cominciamo a chiedere, lei da dove viene?
04:54Lei non è nato a Parma. Non sono nato a Parma, non sono nato così distante da qui perché
04:58sono nato in provincia di Modena, quindi una sessantina di chilometri da qui. Il mio nome
05:03tradisce radici ibride. Anche le fattezze somatiche tradiscono noi. Diciamo di sì, me lo
05:13ho nato tipicamente, il cognome modenese è il mio. Devo dire che da diversi anni…
05:18È di origine olandese. Esatto, il cognome è appunto olandese. Io però appunto ho nato
05:23in terra modenese, quindi terra emiliana come quella parmigiana e parmense. Mi sono spostato
05:30ormai diversi anni fa a Parma per intraprendere il percorso di studi universitari, parliamo
05:36grosso modo del 2003, quindi i primi anni 2000 e da dieci anni a questa parte sto qui
05:45fisso. Quanti anni hai? Io 33. Ecco, ne dimostro anche meno. E cosa fa nella vita?
05:50In questo momento? Beh, io ho appena, come racconta un pochino la lettera, abbandonato
05:56una situazione lavorativa che mi aveva portato a Roma. Diciamo che in questo momento mi occupo
06:01di me stesso. Che non è male, eh? No, infatti, ogni tanto bisogna dare il giusto
06:07peso anche a queste cose. E malgrado i miei studi mi abbiano, o forse proprio per quello,
06:12mi abbiano formato come architetto, sono diventato una specie di architetto dell'invisibile,
06:17cioè in realtà non progetto nulla se non me stesso, il mio percorso personale. Lavoravo
06:22per una catena alberghiera, appunto questo crea una grande mobilità, no? E devo dire
06:28che l'occasione che mi si era prospettata solamente pochi mesi fa di cambiare città
06:33e cambiare orizzonti, l'ho presa veramente come una bella opportunità. E hai scelto
06:38Parma, di tornare dove aveva? Prima, inizialmente di abbandonarla, no? Nel senso che lavoravo
06:43qui a Parma e se l'ha creata l'opportunità di andare a Roma. Poi stando là, riassaporando
06:48solamente, magari una volta alla settimana, una volta ogni 15 giorni, il, come dire, i suoni,
06:54e gli odori e i sapori della città in cui ho passato così tanto tempo, mi ha fatto
07:00chiudere in un certo senso dei cerchi, no? Stare tanto tempo in un luogo fatalmente che
07:07poi ci sia nati o meno, no? Finisce per il far sì che tante cose vengano date appunto
07:13per assodate, per scontate. Non ultima l'idea stessa di casa, che poi è l'archetipo
07:19dell'appartenenza. Casa non è solamente un appartamento in affitto, no? Forse per
07:24me lo era diventato a un certo punto. Ritornare a Parma, mettendo tra me e i miei soliti passi
07:32quella distanza, ha permesso di accorgermi di alcune cose, tra cui appunto l'appartenenza.
07:40Diciamo che il mio rientro…
07:42Lei parla anche di meraviglia, cioè guarda questa città con meraviglia, come se avessi
07:47recuperato quello stupore da bambino quasi, no? Esatto, è proprio la parola giusta, nel
07:53senso che le cose sono sempre lì, siamo noi che ce ne accorgiamo o meno e proprio lì
07:59scatta la meraviglia, no? Che è un po' sottilmente diversa dallo stupore, lo stupore
08:03lascia un po' lì sbigottiti e in qualche modo isolati.
08:08Quando i bambini fanno… Esatto, però dice che meraviglia, no? Perché invece la meraviglia
08:13cos'è? Un accorgersi di quello che abbiamo davanti e di quello che abbiamo dentro, perché
08:18poi le due cose sono fondamentalmente, no? Nella lettera che hai mandato è l'orario
08:23che mi ha stupito, ce l'hai mandata in piena notte se non sbaglio, o forse l'hai spedita
08:28in quel momento, però voglio dire, è stata proprio scritta, l'avrei decisa, però l'hai
08:33scritta di getto come dire, ho vissuto questa esperienza, non è giusto che la tenga
08:37prima. No, esatto, perché poi la condivisione è la base di questa meraviglia, no? È l'ho
08:41mandato a un giornale che è radicato in questa città da 281 anni, quindi non è stato casuale.
08:46Assolutamente, no, ci mancherebbe, proprio perché, ripeto, questo è anche, come dire,
08:55rappresenta una voce della città, no? Ci sono città in cui il giornale si chiama
08:59la voce di qualcosa, no? In questo caso non è stato così, ma lo è, a tutti gli effetti,
09:04no? Quindi visto che la città in qualche modo mi stava parlando, attraverso le cose
09:11che ho descritto, attraverso le sensazioni che ho avuto in quel momento, ho pensato che
09:15la voce, poi per esprimela, fosse questa, no? E così è stato.
09:20Abbiamo sbagliato a utilizzare la parola orgoglio?
09:22Orgoglio. Allora, orgoglio, però l'orgoglio, allora io non so perché quando pronuncio orgoglio
09:29mi viene in mente, per assonanza, gorgoglio. Orgoglio è una cosa che mi sembra una cosa
09:36un po' soffocante, no? A me piace molto di più parlare di entusiasmo. Entusiasmo è
09:41una parola che, se non sbaglio di grosso, viene dal greco e significa abitato da Dio o
09:48dal divino. Quando uno è entusiasta, pensate un po', è abitato da Dio. Non è mica male,
09:53voglio dire, no? Quindi entusiasmo parmigiano va benissimo, orgoglio. L'orgoglio a volte
09:58è un po' autoreferenziale, per cui sembra un pochino di ricadere sempre le solite trappole.
10:01Anche perché a volte, lo dico da non parmigiano che lavora qua da sei mesi, a volte l'orgoglio
10:06può diventare anche un limite di questa città, cioè pensare di bastare a se stessi e di
10:11chiudersi un po', no?
10:12C'è Perma e Popù, no?
10:13Esatto.
10:13Ho imparato, non sono...
10:14E questo non fa bene a Parma, innanzitutto.
10:17No, nel senso che Parma in realtà è molto di più di quanto essa stessa creda, di quanti
10:22suoi cittadini credano, no? Perché è una città che ha l'energia e ce l'ha, nel senso
10:28che io di recente con anche altri non parmigiani o anche loro un po' appolidi, ci siamo guardati
10:35e abbiamo detto ma questa città sta svoltando, no? E non è una questione semplicemente di congiunture
10:40politiche, di economia, di transiti, il Parma che guadagna la Lega Pro, cioè non credo
10:45che si riduca a questo. È una sensazione condivisa però, no? Quando cominciamo a essere
10:50in un pochino, ad ascoltare i segnali, a trovarsi d'accordo su questo, probabilmente qualcosa
10:54di vero c'è e non solamente nella nostra percezione. Una città che quindi sta ripartendo
10:59è forse proprio perché è entusiasta, no? Proprio perché le persone stanno riscoprendo
11:07quello che accade di grandioso e di straordinario quando si condivide.
11:13Quando lo dice uno giovane che tutto sommato è in una fase della vita ancora di formazione,
11:18anche se è ancora più importante, voglio dire. Leggendo anche la tua letta abbiamo detto
11:24beh, insomma, ha un passaggio professionale, quindi anche delle preoccupazioni sulla prospettiva
11:29del futuro, però dice intanto ho questo valore, questo talento, usiamo questo termine, che
11:33la città mi può dare, mi può anche dare. Ma infatti il bello non è preoccuparsi, perché
11:38preoccuparsi significa occuparsi prima di cosa. Uno occupa tutto lo spazio che ha, nella testa,
11:45nel cuore, nei pensieri, con delle cose che ancora hanno da venire.
11:47L'etimologia per te è molto importante. Assolutamente. Occuparsi significa lasciare
11:54entrare quello che c'è. In quel caso lì c'era un'altra meravigliosa, c'erano delle
11:58sensazioni molto belle, delle persone sorridenti in giro. Però se uno è chiuso nei propri pensieri
12:03le cose non le vede. No. Ti facciamo un'ultima domanda, pensi quindi di fermarti qui, almeno
12:09per un bel po'. Sì. Come ti immagini fra vent'anni ancora a Parma? Radici molto solide,
12:15le radici affondano ormai nella terra emiliana, piatta, grassa, ricca. I rami e le fronde possono
12:23arrivare molto in alto e molto distante, ma il senso di appartenenza è, secondo me, prezioso.
12:31E non è una chiusura, è semplicemente un prenderatto di un grande legame con una terra
12:37che nutre. Allora tu, visto che sull'etimologia vai forte, sai l'etimologia di patria, che
12:43è padre di... cioè, la patria non è il nazionalismo che ha provocato disastri e guerre, ma è sentire
12:51di essere figlio di una terra. Quindi è un legame che non si può mai spezzare. Assolutamente.
12:55Che tu voglia dire. Sono perfettamente d'accordo. Ti ringraziamo moltissimo e arrivederci qui.
13:00È stato veramente un piacere e una bellissima sorpresa, un bell'incontro. Grazie.
13:06Grazie a voi. Grazie.
13:07Adesso andiamo con la pubblicità.
13:25Eccoci di nuovo in studio e presentiamo il nostro nuovo ospite, che è il dottor Vittorio
13:30Capanna, che è presidente del Consorzio Prosciutto di Parma. Consorzio, non è inutile che vi
13:35spieghi che cos'è, ma in questi giorni in particolare si sta parlando molto del Consorzio
13:40a causa di uno spot fortunatissimo che dà proprio l'idea del titolo della nostra trasmissione,
13:46che è l'orgoglio parmigiano. Noi abbiamo anche in collegamento telefonico, tra poco lo
13:52sentiremo Daniele Cobianchi, che è l'ideatore di questo spot, ma prima di parlare con il
13:57presidente e di parlare con Cobianchi, vediamolo, questo spot, anche se credo che molti di voi
14:02l'abbiano già visto.
14:07Sei di Parma se mangeresti anolini anche a Ferragosto. Sei di Parma se da bambino sei
14:13andato almeno una volta su un grillo. Se la tua macchina guai a chi te la tocca. Sei
14:19di Parma se quando vai a Parigi ti senti un po' a casa. Se per te il massimo è una
14:25due ruote motrici. Se la torta è quella fritta. Se l'ospite viene prima di tutto. Sei di Parma
14:33se senti aria di mare anche in campagna. Sei di Parma se sei dolce e genuino. Se la tavola è
14:39il
14:39tuo regno. E tu sei il re. Il re dei prosciutti. Solo carne italiana, niente conservanti, dolce e naturale.
14:46Il prosciutto di Parma non è crudo. È di Parma.
14:51Eccoci qua. Buonasera Cobianchi, ci sente?
14:54Buonasera, sento.
14:56Intanto le chiedo una cosa ovvia. Lei è parmigiano, vero?
15:00Sì, sì, sì.
15:01Ecco.
15:02Sono tecnicamente uno straiere.
15:06Senta, lei sa che questo spot sta facendo proseliti dappertutto, Facebook lo rilancia
15:13in quantità industriale. Ce lo racconti un po', ha qualche cosa di innovativo. Come l'ha
15:20pensato?
15:21In realtà è uno spot che è molto semplice perché il ragionamento che abbiamo fatto noi
15:26per il consorzio è stato proprio quello di andare a recuperare tutti quei valori culturali
15:32di Parma e capire come il prosciutto di Parma poteva rappresentarli al meglio, perché
15:38in realtà il prosciutto di Parma è un prodotto di eccellenza che è la sommatoria dei valori
15:44del territorio. Quindi in realtà questa idea è nata in modo molto semplice usando però
15:49un linguaggio che è quello del web, quindi il concetto sia di Parma sia un linguaggio che
15:53viene utilizzato molto nel web e fare in modo che questa idea potesse usare anche in televisione
16:00un linguaggio del web, rendendo ultramoderno un messaggio che poteva sembrare molto tradizionale,
16:07molto classico e invece ha fatto il modo di portare una serie di valori tradizionali nel
16:13linguaggio moderno. Ed è per quello che la reazione sul web è stata così importante,
16:19soprattutto perché è uno spot che racconta non tanto un territorio che parma, ma ci si può
16:26specchiare tutta l'Italia dell'eccellenza dentro questo spot e quindi anche nelle altre
16:30città e anche negli altri luoghi italiani questo spot è stato super apprezzato proprio
16:36perché identifica un modo di essere italiano.
16:39Quindi la domanda che le volevo fare era proprio questo, noi parmigiani quando l'abbiamo visto
16:44l'abbiamo immediatamente condiviso sulla nostra pagina Facebook, ma la risposta che noi riceviamo
16:49da amici che abbiamo in giro per l'Italia è la frase più semplice che fa sei proprio orgoglioso
16:54di essere parmigiano, però tutti l'hanno guardato comunque.
16:57Sì, sì, sì, sì, ma c'è un orgoglio, ripeto, l'orgoglio è capire perché certi prodotti
17:04sono di eccellenza, capire da dove nascono queste eccellenze, quindi l'Italia ha un gran
17:09bisogno di andare a riaffermare l'identità delle proprie eccellenze, è un momento dove
17:14le persone hanno bisogno di trovare quelle verità che le hanno accompagnate dalla loro vita
17:20e quindi il prosciutto di Parma altro non ha fatto che raccontare da dove nasce la propria
17:24eccellenza e lo ha fatto in una modalità molto moderna e molto furba, devo dire, ma furba
17:30nel senso buono, nel senso di non cercare grandissime tecnologie o modalità narrative per
17:39raccontare una verità, ma lasciando che questa verità potesse esprimersi in un modo molto
17:44molto semplice.
17:46Bene, noi la ringraziamo moltissimo Cobianchi per essere stato con noi alla trasmissione
17:52e soprattutto per lo sport magnifico che ha fatto, che porta il nome di Parma dappertutto
17:59perché forse ci dimentichiamo spesso che il prosciutto di Parma è una delle cose che
18:03ha reso Parma celebre in tutto il mondo.
18:06Grazie Cobianchi e buon lavoro.
18:08Grazie a voi, grazie a voi e saluti al Presidente.
18:11Ecco, veniamo anche noi al Presidente, Presidente è vero questo, cioè che a volte noi ci dimentichiamo
18:18che vai negli Stati Uniti, vai non so, in Russia e il prosciutto di Parma è un marchio di eccellenza.
18:27Sì, è un ambassatore del nostro prodotto, della nostra qualità, noi praticamente lo esportiamo
18:37in 90 paesi in tutto il mondo e quindi rappresenta l'unicità di questo prodotto, la sua qualità
18:48e la sua, diciamo con tutte le sue caratteristiche, naturalezza, carne italiana, senza conservanti,
18:56lunga stagionatura, quindi nella sua semplicità rappresenta la grande qualità intrinseca del prodotto.
19:03Tutti ce lo vorrebbero copiare, tutti ce lo vorrebbero, diciamo, riprodurre,
19:13quindi dobbiamo anche attenzionare e tutelare questo nostro segreto.
19:19Però mi spieghi perché, allora, la carne italiana e l'assenza di conservanti,
19:25la lunga stagionatura, sono tutte cose che si possono fare anche in altre parti d'Italia,
19:28però non viene così.
19:29No, l'orgoglio, diciamo, del prosciutto di palma e di noi produttori è legato molto al territorio.
19:36Quindi le nostre vallate, la nostra zona tipica di produzione ci ha permesso di ottenere questo prodotto.
19:43Quindi, chiaramente, i vari componenti, come diceva anche con Bianchi,
19:48l'insieme dei vari componenti ci ha portato a questa eccellenza,
19:52cioè passione, capacità, territorio, microclima,
20:01e su questo possiamo dire che siamo stati fortunati ad avere questa possibilità,
20:05di questo clima particolare che ci permette, diciamo, di produrre, di stagionare questo prodotto.
20:11Lei, prima di iniziare la trasmissione, ci ha svelato che, insomma,
20:15la scelta di puntare sul territorio anche in uno spot non nasce così a caso.
20:20Ovviamente, insomma, il racconto che abbiamo fatto è un racconto che noi parmigiani abbiamo vissuto
20:25dalla passeggiata in parco ducale col grillo a mangiare la torta fritta, sono cose naturali.
20:30Però il fatto di averlo scelto per il mercato fuori Parma internazionale
20:34nasce anche da uno studio, perché avete capito che la forza di un prodotto e il suo territorio
20:39bisogna assolutamente far capire a tutti come questo territorio sia fondamentale
20:43per il prodotto che tutti avranno, nel vostro caso, a tavola.
20:46Certo, noi abbiamo, prima di scegliere, diciamo, un nuovo progetto di comunicazione
20:52che è importantissimo per la valorizzazione del nostro prodotto.
20:59Abbiamo fatto una ricerca, il Consiglio d'amministrazione ha dato in carico
21:03al team del gruppo professore fornale dell'Università Cattolica di Piacenza
21:08per, diciamo, analizzare e valutare quelli che sono i nuovi comportamenti
21:14e i nuovi bisogni dei consumatori.
21:17È il risultato che i consumatori oggi vogliono, diciamo, sono indirizzati
21:24a mangiare meno e meglio.
21:26Ricerca della qualità, ricerca della naturalezza, ricerca della sicurezza alimentare.
21:33Quindi meglio del prosciutto di parma non ce n'è.
21:38Torniamo alla parola che nella lettera ha usato Janssen, la meraviglia.
21:43Anche a tavola vogliamo la meraviglia, oltre ovviamente alla qualità.
21:47Con il prosciutto di parma la diamo, la diamo ampiamente la meraviglia.
21:51Senta, sempre da non parmigiano, ma da neofita, io sento dire spesso
21:56che le eccellenze parmigiane, che sono diverse, dovrebbero fare più squadra,
22:02cioè mettersi insieme un po' di più il prosciutto, il parmigiano,
22:06insomma tante altre cose.
22:07È vero che manca un po' di questo coordinamento?
22:11Sì, prima ho sentito proprio da lei, mentre intervistava il signor Janssen,
22:19che a volte l'orgoglio può anche essere un pochino un limite.
22:25Esatto.
22:25Ecco, può darsi che questo sia il nostro limite.
22:28Ci sono degli orgogli particolari per cui io...
22:31Sono molto individuali, un po' l'avete superato per la città creativa
22:35della gastronomia unesca, li avete fatto davvero tutti squadra assieme.
22:39Speriamo, speriamo di continuare questo progetto e di portarlo avanti
22:43e di fare sempre maggiore squadra, perché abbiamo dei prodotti eccezionali,
22:48siamo ambassiatori nel mondo di questi prodotti, dobbiamo cercare sempre di più
22:54di farli conoscere, di far conoscere la nostra storia, la nostra storia che è molto semplice,
23:00come sono semplici prodotti, ma è una storia vera di famiglie, di laboriosità e di passione.
23:10E poi è un mestiere che si tramanda, è vero?
23:13Esatto, esatto.
23:14Quando uno da bambino va a vedere come si sala il prosciutto, come...
23:18Anche io come produttore, mi scusi, è la terza generazione, quindi noi siamo legati
23:24molto a questo prodotto.
23:26E quindi una cosa che si fa col cuore la si fa meglio, è vero?
23:29Certo, molta passione.
23:31Più che interessi economici diciamo che c'è molta passione in questo prodotto.
23:36Senta, quanti sono gli associati al vostro consorzio?
23:39Nel nostro consorzio sono 150, tutte piccole e medie aziende, anche medie aziende.
23:44E c'è un'area oltre la quale rigorosamente non si va, è vero?
23:48Il prosciutto deve essere, la resta di Parma deve essere prodotto...
23:52Va dalla via Emilia alle nostre colline.
23:55Non si può andare oltre la via Emilia verso la bassa Parmese.
23:59Cioè non arriva il marino.
24:00Esatto, non arriva il marino.
24:01Non arriva il marino.
24:02A proposito di gastronomia, prima abbiamo accettato a Parma città creativa della gastronomia
24:08Unesco.
24:09Siamo entrati in questo super circuito e entriamo a far parte di un mega pranzo, una mega cena
24:15composto da prodotti della cucina cinese, della cucina giapponese.
24:20Ed è divertente perché siamo entrati ad avere un gioco molto importante, quello dicevamo
24:24a livello internazionale.
24:26Sì, è un gioco importante dove noi chiaramente cercheremo sempre maggiormente di fare la nostra
24:33parte, non abbiamo timore degli altri prodotti perché riteniamo che il nostro sia unico,
24:41sia il prosciutto il migliore, diciamo è il re della salumeria italiana.
24:48Assolutamente.
24:49Quindi facciamo sempre un pochino da apripista, poi qualcun altro ci segue.
24:55Ecco, resti qui con noi, ma intanto vediamo la scheda che ci ha preparato Giulia Viviani
24:59proprio su questo tema di Parma, capitale dell'UNESCO e le altre città concorrenti.
25:19Il giro di Parma si può fare in molto meno di 80 giorni, basta sedersi a tavola, è lì
25:24che il territorio dà il meglio di sé, dall'antipasto al dolce, naturalmente pensando al gusto e non
25:28alle calorie.
25:29E allora facciamoci venire un po' di accolina in bocca con un ideale menù a più portate
25:33da suddividere magari in diverse occasioni alternando un po' di moto.
25:37Si parte dagli antipasti, piatto forte più che stuzzichino perché a farla da padroni
25:41qui sono il parmigiano reggiano e i salumi, culatello di zibello, prosciutto di Parma,
25:46fiocchetto, spalla cotta di San Secondo, spalla cruda di palasone, salame di felino, pancetta,
25:51strolghino, coppa di Parma, cicciolata e culaccia, accompagnati da un bel cestino di torta fritta.
26:00E dopo questo si potrebbe anche dichiarare la resa, ma come dire di no ai tortelli di
26:04erbetto, di zucca, agli anolini di carne o morbini in brodo, agli gnocchi, magari con
26:09un sugo di funghi di Borgotaro o a un tagliolino col tartufo nero di Fragno?
26:16Tra i secondi spiccano i bolliti misti, lo stracotto di asinina, magari con polenta,
26:21la punta ripiena, la rosa di Parma, la trippa, la parmigiana e il cavalpisto e la vecchia
26:25di cavallo.
26:26Spazio anche al merluzzo fritto, così come a pesce gatto e alle coscette di rana.
26:34Va da sé che tutto questo ben di Dio non possa andare giù da solo, tra i vini dei
26:37colli di Parma non c'è che l'imbarazzo della scelta, si può andare dalla malvasia di
26:41Candia Aromatica, al Fortana, all'Ambrusco, dal Sauvignon, ai Rossi Mossi che nascono
26:46da vitigni di Barbera, Bonarda e Croatina, fino ai pluri premiati spumanti da uve l'Ambrusco
26:50e Sangiovese.
26:52Tra doppia IGP è difficile sbagliare bottiglia.
26:58Ma una buffata, anche se virtuale, non può terminare senza il dolce.
27:02All'amatissima Maria Luigia è dedicata la torta duchessa, con i dischi fatti di pasta
27:06di nocciole, la crema pasticcera, lo zabaione e la ganache di cioccolato.
27:09Ma c'è anche la torta Maria Luigia, fatta di pan di spagna, arricchito di polvere di
27:13cacao e mandorle, farcita con crema, cioccolato e fragoline di bosco.
27:17Si può scegliere anche un bel semifreddo allo zabaione, un tortello dolce o un dessert
27:21che a Parma sembra dovere i suoi Natali e si è poi arricchito di influenze toscane fino
27:26a diventare uno dei più amati in tutta Italia, la zuppa inglese che si sa, a fine pasto, pulisce.
27:42Presidente, possiamo dire che il prosciutto è la cosa più leggera che abbiamo visto?
27:48Certamente, certamente.
27:50Ligeribile e leggera.
27:51Ma come fate a mangiare così tanto qua?
27:53Questo non ho ancora capito.
27:55Avete un DNA modificato perché...
27:58Fa parte dell'orgoglio di Patti.
28:00La cosa bella di questo servizio è che Giulia ha riassunto tutto quello che mangiamo e stavo
28:06pensando, allora questa è una DOP, questa è una DOP, questa è una DOP, questa è una
28:09EGP.
28:09Ne abbiamo troppe.
28:10Ne abbiamo troppe.
28:11Tanto petrante.
28:12C'è qualche professore universitario anche del nostro Ateneo che dice assolutamente noi
28:17dobbiamo ogni sei mesi inventarci una nuova perché la creatività di Parma è anche
28:21questo, dai prodotti della terra riuscire a creare nuovi prodotti.
28:25Questa è stata la nostra storia ed è stata la nostra capacità.
28:29è la nostra anche volontà di arrivare a creare dei prodotti eccezionali.
28:34Sicuramente abbiamo avuto anche la fortuna di avere un territorio che ci ha dato la possibilità
28:38di farlo.
28:40Senta Presidente, lei vede segni di una ripartenza della città in questo periodo perché fino
28:48a qualche mese fa, lo sa meglio di me, molti parlavano di un declino inarrestabile, si ricordavano
28:53le sventure degli ultimi anni.
28:55C'è qualche cosa che si sta muovendo in positivo?
28:57Secondo me sì, ci sono dei progetti anche in corso che ritengo che possano portare ad
29:05un rilancio della città.
29:07Ecco, io adesso, lei resti qua con noi che poi le facciamo ancora qualche domanda.
29:11Se è possibile, se la regia è pronta, vorrei far vedere un altro spot di questi giorni che
29:17è di un'azienda internazionale che è un colosso nel campo del lusso, della moda, dello
29:24stile che è Acqua di Parma, che festeggia i suoi cento anni adesso e li ha voluti festeggiare
29:31a Parma, parmigianizzando moltissimo la sua comunicazione.
29:36Sono giorni di eventi, come sapete ieri uno spettacolo alfarnese, questa sera è romani
29:41nel reggio con bolle, si è parlato di verdi, la cucina, insomma è come se davvero sempre
29:52più gente capisse che questo è un marchio che vale non oro di più.
29:58Possiamo vedere questo spot?
30:17E allora ho passeggiato ragionando per le vie di Parma e le sue piazze e ho lasciato
30:24che la sua unicità, la sua diversità mi entrasse nel cuore e nell'anima.
30:34Allora via alla scoperta dei segni di similitudine tra la Parma storica e la Parma attuale in
30:40una ricerca che è gioia e stupore nel capire che niente si genera senza un passato.
30:48Bisognava raccontare Parma come è adesso, capace di creare il futuro e anche capace di
30:55portarsi sulle spalle con un'eleganza straordinaria il suo eccezionale passato e per farlo ho
31:00scelto un modo insolito, ho scritto un romanzo.
31:22Scendi dalla macchina e nella penombra del cretesto e chiaroscuri di pietra rosa e statue, statue,
31:29nome folte di platano, parco, vetro, ferro, giallo Parma.
31:53Com'è bella questa città, come riluce, non è un luogo, è una carezza.
32:05Presidente, lei si sarà accorto sicuramente che in questo spot ci sono anche alcune cose
32:11che non sono di Parma città, ma sono della provincia, c'è il Berzieri, c'è il labirinto,
32:15così via.
32:16Anche questo è un valore da recuperare, cioè quello di considerare Parma un territorio
32:21più ampio, non solo la città.
32:23Penso proprio di sì, anche perché poi se ci riferiamo a noi, al nostro prodotto, riguarda
32:30le vallate, le vallate delle nostre campagne, delle nostre fiumi, del nostro territorio completo.
32:42Si chiama Pasciuto di Parma, ma si fa Lungherano.
32:45Lungherano, si va a Sala Baganza, a Filino, a Collechi, che sono poi le tre vallate, i tre
32:50fiumi dove l'aria, partendo la storia, si dice che l'aria parte dal mare, viene un attimino
32:58filtrata dalle nostre colline e montagne, arriva e noi la, fantastico è il nostro prodotto.
33:06È un po' mancato questa sensazione, questa convinzione di fare squadra col territorio,
33:11vero?
33:11Certo, però speriamo di creare un nuovo stile, stile Parma, da poter esportare.
33:17Essere Parma, stile Parma, sei di Parma, sei di Parma, sei di Parma, sei di Parma, sei.
33:23Parma fortunatamente nessuno può mettere il copyright su questa parola e quindi la possiamo
33:26usare tutti noi.
33:27Quindi dobbiamo essere orgogliosi di essere di Parma.
33:30Bene, grazie Presidente, adesso ci fermiamo per un altro giro di pubblicità.
33:35Grazie a voi.
33:50Eccoci, siamo tornati in studio con la dottoressa Francesca Sandrini.
33:55Buonasera, dottoressa, la direttrice del Museo Glauco Lombardi, i Parmigiani sanno benissimo
34:00che cos'è, il museo che ospita i cimeli di Maria Luigia e di Napoleone e siamo oltretutto
34:07nel bicentenario dell'ingresso di Maria Luigia a Parma.
34:12La dottoressa Sandrini è tra l'altro la curatrice e autrice.
34:16Lo faccio vedere subito di questo volume, i gioielli di Maria Luigia, che sarà in vendita
34:23da domani con la Gazzetta di Parma a 12 euro.
34:27È un volume illustrato pieno di tutti i cimeli di questa duchessa amatissima dai parmigiani,
34:35è inutile che vi ricordo io, lo sapete anche questo meglio di me, amatissima a 200 anni
34:41del suo ingresso.
34:43Dottoressa, ci racconta un po' questo libro, che cosa vuole comunicare ai parmigiani,
34:50che cosa non sappiano già?
34:51Sì, ma abbiamo colto l'occasione del bicentenario dell'ingresso di Maria Luigia a Parma, che
34:59ufficialmente entrò nei nostri stati il 20 aprile del 1816, quindi da allora in poi
35:05prese avvio questo lungo ducato che tanto segno ha ancora lasciato nella nostra città.
35:11Collegandoci a questa iniziativa abbiamo voluto riproporre questo titolo che in realtà
35:17nasce da un'iniziativa di alcuni anni fa, ma che da allora ad oggi si è considerovolmente
35:22arricchita.
35:23Quindi il volume che presentiamo da sabato in edicolo è un volume ampliato, aggiornato
35:28e arricchito, che ha voluto ricostruire la storia di Maria Luigia attraverso questa sfaccettatura
35:35a mio avviso molto bella, molto gradevole, come sono belli e affascinanti.
35:42I gioielli raccontano la storia del gioiello, ma la storia della persona che li ha indossati.
35:48Quindi è una rilettura della biografia di Maria Luigia attraverso i suoi gioielli e dai
35:52suoi gioielli noi ripercorriamo davvero le fasi della sua esistenza, dalla giovinezza
35:57viennese al fasto, allo splendore, all'opulenza parigina in cui prima donna dell'impero poteva
36:04avere a sua disposizione parure strepitose, straordinarie, fino ad arrivare a Parma in cui tutto
36:10cambia perché nonostante l'orgoglio parmigiano il salto dalle Tuileries a Parigi o da Sciombra
36:18una Vienna al nostro povero palazzino ducale era forte e quindi anche i gioielli si adeguano
36:24a questa nuova condizione, non più diamanti, non più perle, ma gioielli diversi, gioielli
36:30più umili, gioielli però con un fortissimo valore sentimentale e affettivo.
36:34Quindi se vogliamo dai diamanti di un periodo impero ai monili densi di tanto amore, di affetto
36:43con significati privati molto forti del nostro periodo ducale.
36:47Penso sia una rilettura abbastanza gradevole accompagnata dalle immagini di questi splendidi
36:53pezzi che purtroppo in moltissimi casi non ci sono pervenuti.
36:56Ecco, si chiama i gioielli di Maria Luigia, lo ricordo. Dottoressa, questi gioielli sono
37:02in parte conservati nel vostro museo?
37:06Sì, noi abbiamo avuto la fortuna tramite le modalità di formazione del nostro stesso
37:10museo che deriva la maggior parte dei cimili legati a Maria Luigia dai suoi discendenti,
37:15quindi il nostro fondatore Lombardi li acquistò nel Novecento dall'ultimo discendente di Maria
37:20Luigia tramite la figlia, il conte San Vitale. Da questo ramo sono entrati in museo vari gioielli
37:28appartenuti a Maria Luigia, gioielli proprio contraddistinti da questo valore intimo che non
37:32a caso lei aveva lasciato alla figlia e ai nipoti. E accanto a questo poi c'è anche
37:37una implementazione che si è avuta in anni recenti di donazioni fortunate che sono giunte
37:44al museo di persone che in vario modo per parentela erano legate ai discendenti di Maria Luigia
37:50e ci hanno voluto lasciare alcuni pezzi, altri sono entrati incomodati. Qualcosina ancora
37:56resta a Parma e ci auguriamo che non prendano strade di mercato antiquario o puramente commerciale
38:05ma insomma i proprietari a volte pensino anche al futuro di questi gioielli.
38:09Ma assolutamente, è il discorso che viene fatto anche...
38:12È l'identità.
38:13È l'identità, sto pensando, mi è venuto in mente il caso della regia di Colorno che adesso
38:16si sta cercando a fatica di riarredare con gli arredi originali. È importante che gli
38:21oggetti che hanno caratterizzato la storia restino nei luoghi dove sono vissuti con i
38:26protagonisti di allora.
38:27Un gioiello di Maria Luigia ha portato altrove a un valore infinitesimente minore rispetto
38:33a quello che ha Parma in un museo che è dedicato a lei ma anche in altro luogo, non è
38:37per essere
38:38campanilista sul nostro museo ma Parma è la sua città e tutta un significato maggiore
38:44si arresta nel luogo che l'ha prodotto legato al personaggio al quale appartenne e questo
38:50è un discorso che poi possiamo estendere un pochino a tanti settori.
38:54Anche perché giustamente dopo aver visto un gioiello uno apre la porta del museo e di
38:57fronte si vede il Teatro Reggio capisce già subito che cosa successe in quegli anni
39:01a Parma assolutamente.
39:02Di solito i governanti non sono molto amati dal popolo, invece lei che si occupa di questa
39:09persona da tanto tempo, che idea si è fatta? Come mai c'è questa affezione, questa quasi
39:18nostalgia di Maria Luigia ancora a tanti anni di distanza? È una governante amatissima
39:23dai suoi governati, non so se tu sei mai andato a Vienna a portare le violette.
39:28No, però ho notato, io per ragioni sentimentali ho visitato Vienna spesso e puntualmente nella
39:34cittura dei cappuccini c'è la violetta freschissima.
39:39Ecco, che idea si è fatto? Cosa aveva questa donna di straordinario per farsi amare così
39:43dal suo popolo?
39:44Ma è vero, Parma, chiediamo a Parmigiano qual è il sovrano più amato, la risposta è
39:50quasi banale Maria Luigia, allora viene naturale chiedersi ma perché, cosa ha fatto, perché
39:55è lei e non perché i duchi Borboni, i duchi Farnese, che pur hanno fatto tantissimo per
39:59la nostra città, non dobbiamo ora riferire a Maria Luigia tutto quello che è oggi la
40:04nostra Parma, però è altrettanto vero che è stata una duchessa che ha saputo creare
40:10questo, credo un canale di comunicazione con i suoi parmigiani, questo attraverso una
40:15politica, lo dobbiamo dire, assistenziale, benefica, umanitaria, che forse non ha risolto
40:21alla radice i problemi che la città all'epoca aveva, però sicuramente ha alleggerito il
40:26peso della miseria, della povertà, ha dato occasione di lavoro, ha dotato la città di
40:31tutta una serie di infrastrutture di cui ancora oggi godiamo i benefici, dai ponti alle strade,
40:37il nostro Ponte Sultaro, strada Acisa, il Teatro Reggio ovviamente e questo sicuramente
40:44ha creato l'immagine tutt'oggi esistente.
40:47Era una persona che veniva da fuori ma che ha voluto bene al territorio.
40:50Ha voluto bene al territorio, una sovrana straniera, perché a tutti gli effetti è una
40:56viennese e ci teneva anche a questa sua identità, che però ha cercato di fare il possibile intanto
41:03per farsi andare bene una sistemazione che forse non era poi inizialmente così, forse
41:09non era il massimo al quale potesse ambire, cercando di rendere gradito questo lungo periodo
41:15di dominazione, peraltro asburgica, quindi era una dominazione straniera, non dimentichiamolo,
41:21che non a tutti era gradita, di rendere al più ben accetta possibile, ebbe la fortuna
41:27e la capacità di farsi affiancare da abili governanti.
41:32L'umiltà di scegliere le persone capaci, perché lei sa che spesso chi comanda ama tornarsi
41:37di personaggi mediocri per non sfigurare, invece è peggio poi alla fine.
41:42E invece per farsi amare Maria Luisa lo insegna, bisogna scegliere dei collaboratori
41:48molto validi.
41:49Lei pur non potendo, non possiamo definire una grande politica, no, questo no, però
41:54ebbe l'umiltà, la capacità, la consapevolezza di appoggiarsi alle persone giuste, che se
41:59è per interpretare le necessità della nostra città.
42:03Poi non pensiamo che fosse tutto rose e fiori, i problemi c'erano anche lì, però se guardiamo
42:08il segno che tutt'oggi ha lasciato, in fondo il suo scopo è stato raggiunto.
42:14E la risposta anche corale, mi piace sottolinearla, che la città e tutto il territorio, nell'occasione
42:22del bicentenario adatto, penso sia il segno più bello e più tangibile della forte identità
42:29che questa sovranea è riuscita a dare alla nostra città.
42:32I segni ci sono evidenti?
42:33I segni ci sono, ma sì, è stata una bella occasione questa del bicentenario perché
42:38in questi mesi ci si è accorti che tutti in qualche modo, dagli associazioni di più svariata
42:45natura, pubblico o privato che fosse, ognuno ha voluto dire, beh anch'io voglio dare un
42:52segno, anch'io mi ricordo di Maria Luigia, facciamo qualcosa, cose spesso piccole, ma non
42:58è questo l'importante, l'importante è comunque dare un ricordo, non vuole essere
43:04solo celebrazione, ma vuole essere ricordare e anche io dico cerchiamo di studiare, approfondiamo
43:09la ricerca, prendiamo l'occasione.
43:12C'è ancora bisogno di studiare.
43:13Di studiare non si finisce mai.
43:15Siamo per scontato, ma non so quante donne fossero governanti effettive all'epoca, no?
43:20No, ma lei ha ragione, proprio questa è la novità, il caso strano perché non è frequente
43:26che uno Stato...
43:26C'erano delle regine ma erano mogli di regna.
43:28Esatto, è proprio questo, lei alla fine non era nata, diciamo così, per essere regnante
43:34la stessa, doveva essere la moglie di un regnante, di un imperatore, ma non era stata
43:39neanche allevata per essere lei stessa regnante di uno Stato, quindi ci troviamo a Parmi
43:44in un caso quasi unico, di un piccolo Stato, interamente retto da una sovrana donna, senza
43:51marito al fianco, che pure esisteva, e senza un figlio al fianco, che continuava a essere
43:56In un'epoca in cui le donne non erano così emancipate.
43:59Assolutamente, è un esempio anche di grande modernità, anticonformismo e coraggio nello
44:06sfidabile.
44:06Insomma, le premesse non erano incoraggiate e poi alla fine ci è andata buona.
44:09È proprio vero che parliamo un laboratorio politico da sempre.
44:12Da sempre, hai visto?
44:13Da Maria Luigia al primo sindaco 5 Stelle c'è sempre una novità da Parma.
44:19Io in chiusura vorrei farvi vedere adesso una scheda che ci ha preparato sempre la nostra
44:24bravissima Giulia Viviani, su che cosa dicono sui giornali stranieri a riguardo di Parma.
44:53Non sono solo i parmigiani ad essere orgogliosi della propria città.
44:56Anche chi ci guarda da fuori trova motivi di interesse notevoli e variegati, che spingono
45:01ad inserire tutto il nostro territorio nella wishlist dei posti da visitare.
45:05Se ne accorge la stampa, anche internazionale, lo sanno i siti di viaggio e naturalmente non
45:09mancano le guide turistiche.
45:11Prosciutto di Parma e parmigiano, inutile dirlo, sono ancora i tag più ricercati in rete,
45:15prodotti conosciuti in tutto il mondo che fanno da traino per il turismo.
45:19Golosi di tutto il mondo si incontrano per le vie di Parma, davanti a un piatto di salume
45:23e una selezione di formaggio, per poi rimanere impressionati anche da tutto il resto.
45:28Dove il magazine di viaggio del Corriere della Sera inserisce Parma nella lista di città
45:32di tutto il mondo da visitare nel 2016, accanto a Salt Lake City, Lavana e Taipei, spunta il
45:37nome del capoluogo ducale, segnalato per il riconoscimento UNESCO a città creativa per
45:41la gastronomia.
45:43Oltre alla tappa tra botteghe e trattorie storiche, viene ricordata la presenza dell'EFSA,
45:47dell'Accademia Barilla, di Alma e dei Musei del Cibo.
45:50Altra classifica, altra nomination, stavolta il sito Skyscanner, motore di ricerca internazionale
45:55di voli, a inserire Parma tra i 30 luoghi poco conosciuti da visitare assolutamente in
46:00Europa, sottolineando nel carattere di città universitaria tra le più incantevoli d'Italia.
46:05Dolce e accogliente sono gli aggettivi utilizzati per descriverla.
46:08In uno dei numerosi articoli che il New York Times ha riservato alla nostra città, viene
46:13magnificata l'elegante architettura medievale del Battistero, la calma placida della
46:17provincia, la possibilità di visitare la città senza l'assedio di venditori di souvenir.
46:21Il giornalista si spinge poi a definire Parma come a tutti gli effetti titolata ad essere
46:26riconosciuta come capitale italiana della tradizione gastronomica.
46:29Tutti i pregi che avranno potuto testare anche i giornalisti del Regno Unito, recentemente
46:34approdati in città per un tour tra bellezze artistiche, caseifici e prosciuttifici, e che
46:38diranno la loro dalle colonne del Daily Star Sunday e del mensile di turismo Sunday Times
46:43Travel Magazine.
46:44Del resto l'interesse degli inglesi è dimostrato anche da momondo.it, sito internazionale di
46:49ricerca sui viaggi, che testimonia con le cifre come cresca l'attenzione del pubblico
46:54per i voli verso Parma.
46:55Più 40% di visite al sito da tutto il mondo, lo studio riguarda 160 paesi e in particolare
47:01in testa alla classifica c'è la Gran Bretagna.
47:03Le ricerche di viaggi verso Parma da parte di utenti britannici fra novembre 2015 e gennaio
47:082016 sono aumentate del 257% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
47:15Alla lista si aggiungono anche i danesi.
47:17Il quotidiano Gillands Postend indica infatti Parma tra le cinque città del nord Italia
47:22da visitare assolutamente.
47:23Infine anche Venetifer ha recentemente pubblicato una galleria con i suggerimenti per un weekend
47:28a Parma denso di scoperte.
47:30Palazzo della Pilotta, Galleria Nazionale, Teatro Farnese, Duomo, Battistero San Giovanni,
47:34ma anche la fondazione Magnani Rocca, l'abbazia di Val Serena, i castelli e ovviamente i prodotti tipici
47:40sono le attrazioni principali a cui si aggiunge una new entry che dal giorno dell'apertura
47:44sta conquistando spazi sulla stampa di tutto il mondo, il labirinto di Franco Maria Ricci,
47:49nuovo luogo di culto per il viaggiatore biosigente.
48:01Speriamo che questo sia almeno una sveglia a quelli che continuano a dire che la città
48:06è sprofondata nel degrado, in preda alle cose più deprecabili che si possono immaginare.
48:15Sembra che Parma a volte venne dipinta come il Bronx, ma poi vedete che chi la vede da
48:22fuori, i giornali stranieri, hanno un'altra opinione.
48:26Giuseppe, a proposito di orgoglio parmigiano, noi abbiamo anche qualcosina di personale da
48:30dire.
48:31Eh sì, lo dico io.
48:33È uscito adesso un libro, lo cura Paolo Nori, giornalista, alcune volte su questa città,
48:38è un parmigiano, ma vive a Bologna, ma su questa città è stato anche alcune volte molto
48:42critiche. Ha fatto un libro che nasce dal laboratorio di scrittura, al repertorio dei
48:46matti della città di Parma. Facciamo un po' gli orgogliosi noi. In questo libro è citata
48:51dieci volte la gazzetta di Parma e come genere letterario utilizzata proprio la lettera al
48:56direttore. Quindi questo per dire che nella Parma siamo orgogliosi un po' noi della gazzetta
49:00che vedi anche uno che solitamente è anche critico con la gazzetta di Parma, dice insomma
49:05la gazzetta è un genere letterario. Attenzione ovviamente anche a questo tema.
49:09Io credo che un giornale che ha 281 anni di storia, pensate il doppio del Corriere della
49:16Sera, io ho lavorato 18 anni al Corriere della Sera, per cui immaginate quanto voglia bene
49:21a quel giornale, ma la gazzetta di Parma ha il doppio della storia del Corriere della
49:25Sera. Penso che Parma abbia anche questo orgoglio di avere un giornale che ha raccontato
49:33la storia dell'Europa da 1735 giorni nostri. Un'ultima domanda in chiusura alla direttrice.
49:39Quanti stranieri vengono a vedere adesso un museo?
49:43Abbastanza. Non riesco a dargli un numero, varie migliaia, è un numero in crescita. Sono
49:51stati sia quest'anno che lo scorso anno anni buoni, nonostante quella che noi tutti chiamiamo
49:56crisi. Il nostro piccolo museo, ma in generale anche altri musei della città, hanno avuto
50:04risultati positivi e è un trend assolutamente in crescita. E soprattutto quello che registriamo
50:10è l'indice di gradimento all'uscita. Quindi alla fine è un visitatore che esce soddisfatto,
50:16esce contento, desideroso di propagandare la notizia e di tornare. Ci piace vedere i musei
50:23come luoghi anche in cui non si vengono una volta, ma devono essere luoghi aperti, luoghi
50:28dell'accoglienza, della condivisione, della crescita e quindi puntiamo molto sul visitatore,
50:34non solo locale, ma anche straniero che venga ma che soprattutto torni al museo.
50:39Bene, grazie dottoressa, grazie Giuseppe Milani. Speriamo che questa puntata di Lettera del
50:44Rettore sia servita a riaccorgersi della fortuna che abbiamo di vivere a Parma. Buonasera,
50:51ci vediamo giovedì prossimo alle 21.10.
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