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Novità Trascrizione
00:26Buonasera, ben ritrovati con Lettera al Direttore.
00:28L'approfondimento del giovedì di TV Parma, siamo orfani questa sera del nostro direttore Michele Brambilla, tornerà giovedì prossimo per
00:35raccontarvi un altro spaccato di Parma, attualità e cronaca del nostro territorio.
00:40È una puntata però speciale, quella che vi proponiamo, vi chiediamo di restare con noi perché parleremo di un tema
00:46che forse negli ultimi settimane abbiamo curato colpevolmente di meno.
00:52Abbiamo parlato dei grandi successi che Parma sta raggiungendo, abbiamo parlato del titolo di Parma città creativa della gastronomia, del
01:00grande successo fortunatamente di Cibus con i dati importanti per l'export del nostro territorio.
01:06Ma attenzione perché a Parma la crisi rimane una crisi concreta che ha un nome e un cognome, ovvero le
01:14tante famiglie, le centinaia di famiglie che purtroppo non riescono ad arrivare a fine del mese,
01:18che stanno vivendo il dramma della disoccupazione, di problemi legati non solo al mondo del lavoro ma anche appunto alla
01:26presenza di nuclei monogenitoriali
01:27che hanno difficoltà anche a permettere ai propri figli di avere un pasto tutti i giorni. Di questo parleremo di
01:34questa sera, di una Parma povera ma di una Parma anche molto solidale
01:38perché a fronte di queste difficoltà ci sono tante associazioni che stanno lavorando, che continuano a lavorare estremamente per dare
01:47un aiuto.
01:47Tutto questo come al solito parte da una lettera, una lettera che è arrivata alla Gazzetta di Parma e che
01:52racconta, dove un parmigiano racconta un fatto accaduto in un supermercato di Parma
01:58ed è purtroppo un caso che è andato sulla Gazzetta di Parma, ma purtroppo di casi come questi forse tutti
02:05noi li abbiamo vissuti sulla nostra pelle.
02:10Egregio direttore, nella mia ormai lunga vita, anche se la speranza che continua è sempre viva, ho visto e sentito
02:15tanti racconti di crisi e povertà di tutti i generi.
02:18Oggi però mi sono veramente vergognato di appartenere al genere umano visto come, nonostante i vari discorsi di chi è
02:24in difficoltà , si trova abbandonato a se stesso.
02:27Vedere una signora anziana che è arrivata alla cassa del supermercato con il carrello praticamente vuoto, un po' di pane
02:33e qualche verdura
02:34sta chiedendo gentilmente alla Cassiera spiegazioni per un paio di calze. Dopo i consigli la Cassiera batte il conto e
02:40qui comincia il vero dramma.
02:42Sono 9 euro e 72 centesimi, signora bene rovescia al borsellino, rosso sulla cassa ma ci sono solo 5 euro
02:50e qualche centesimo.
02:51Mi dispiace ma è tutto quello che mi è rimasto, sono appena stata in farmacia, attimo di silenzio e poi
02:56con un filo di voce tolga allora le calze.
02:59Non basta, ribadisce la Cassiera, tolgo anche il pane e la domanda successiva.
03:03No, quello mi serve. A quel punto, vedendo l'imbarazzo della signora, qualcuno guarda la Cassiera con un piccolo cenno
03:09e le comunica di farla passare che il debito lo avrebbe saldato lui, 72 centesimi.
03:15Ecco, egregio direttore, mentre sotto gli occhi si stava consumando questo fatto, pensavo che essendo al 27 di aprile
03:21mancano almeno 4-5 giorni alla prossima pensione e anche se ci sono tante persone buone, enti, associazioni
03:27che riescono a limitare in modo meraviglioso le tragedie che giornalmente ci vengono messe sotto gli occhi.
03:33Quello che è difficile da accettare è vedere e soprattutto sentire discorsi, prediche o comizi di personaggi
03:39diversamente colorati che con la pancia e il portafoglio pieno fanno continuamente la morale
03:45indicando le strade non con l'esempio ma con quell'antico detto
03:48armiamoci e partite o il più parmigiano va avanti ti che mi scappa da Ridor.
03:54Paolo Boschi.
04:02E questa è la lettera da cui parte questa puntata di Lettera al Direttore, ne parliamo
04:06prima di tutto con i nostri primi due ospiti, Cecilia Scaffardi della Caritas di Parma,
04:10buonasera.
04:11Buonasera a tutti.
04:12E buonasera a Giacomino Vezzani di Emporio di Parma, buonasera.
04:15Buonasera.
04:16Allora Cecilia Scaffardi, il caso di una pensionata, voi purtroppo di casi come questi li conoscete,
04:23li dovete confrontare con questi casi tutti i giorni.
04:28Certo, intanto devo dire che fa piacere anche se con rammarico perché sarebbe bello che
04:36queste lettere non ci fossero perché vorrebbe dire che non esiste il problema, ma diciamo
04:41è bello una segnalazione che viene non dagli addetti ai lavori perché a volte si rischia
04:46un po' che della povertà , della crisi se ne parli solo appunto tra Caritas, Emporio,
04:52in realtà di volontariato, quasi come se fosse un nostro pallino, quasi come se avessimo
04:57bisogno che ci fossero questi problemi.
05:00Ecco, invece purtroppo non è così e il fatto che un cittadino comune se ne sia accorto
05:05forse è un segnale bello per dire che si sta aprendo gli occhi su questa realtà .
05:11La vicenda mi richiama un'altra situazione proprio che abbiamo un po' accompagnato anche
05:18noi come Caritas di una coppia anziana tutta parmigiana perché tante volte un pregiudizio
05:25che abbiamo è che la povertà sia legata in modo particolare alle persone che vengono
05:30da altri paesi ed è vero che sono colpiti anche loro e c'è una grossa precarietà ma
05:39non è solo geograficamente solo parmigiana.
05:44Il componente parmigiana a me sta aumentando.
05:47E lì appunto ricordo questa situazione di questa coppia anziana dove la signora è malata
05:53anche di diabete per cui sappiamo che è una malattia che va gestita anche con l'alimentazione
06:00oltre che con le medicine e appunto raccontava che quando non riusciva ad avere i soldi per
06:07rimangiare saltava il pasto perché altrimenti non poteva poi prendere le medicine, si curava
06:14così, teneva bassa la glicemia, forse troppo, magari saltando il pasto o mangiando un uovo
06:20sodo.
06:21Sono situazioni molto spesso nascoste che difficilmente vanno agli onori della cronaca, però sono situazioni
06:29nei nostri condomini che magari apparentemente non fanno emergere niente di particolare, nessun
06:37segnale per cui far allarmare il vicinato, farlo diciamo o vigilare in modo diverso, però
06:44ci sono e molto spesso sono anche quelle situazioni che fanno fatica a venire a chiedere aiuto
06:49perché lo percepiscono quasi come una sorta di vergogna.
06:53È il pudore di chi per tutta una vita ha lavorato, una situazione da classico ceto medio
06:58e che di colpo per la chiusura della propria azienda, per la perdita del lavoro, per la riduzione
07:04o un imprevisto di malattia magari del marito o del figlio che magari hanno dovuto sostenere
07:14ma senza un esito positivo, ecco porta a questi esiti.
07:20Con un dato che si sta registrando a livello nazionale ma direi anche un po' locale per
07:28tenere la fascia della popolazione anziana ma non è l'unica che è capita da povertà ,
07:33questo può portare come nel caso che ho citato anche proprio ad una mancanza di cure adeguate
07:41sempre per un problema anche di tipo economico per cui ad un aumento della mortalità che adesso
07:47lo stanno registrando che non è dovuto all'insorgere di nuove malattie incurabili ma proprio a quel
07:54senso di abbandono un po' dovuto al fattore economico, un po' alla sfiducia, così al senso
08:01proprio di abbandono nel senso di rassegnazione di direi tanto non ce la posso fare e quindi
08:07c'è un aumento anche di mortalità diciamo legato proprio al tema della povertà .
08:13Sul discorso cibo abbiamo Giacomino Vizzari di Emporio Parma quindi insomma parliamo proprio
08:18di un tema che lei conosce molto da vicino, 900 famiglie seguite ma ahimè questo numero
08:26non si ferma, ci sono nuovi ingressi tutte le settimane, so che c'è una lista d'attese,
08:31insomma il vostro è un lavoro come la Caritas decisamente in prima linea.
08:36Sicuramente l'osservatorio nostro sulla città ci conferma che la povertà continua, continua
08:44a persistere, la povertà cresce, portiamo anche dei dati che secondo me sono significativi,
08:50i primi tre mesi di questo anno sono presentate a noi 365 nuove famiglie a chiedere un aiuto,
08:58di solito la media nel 2015 era sull'80-90 al mese, anzi forse verso la fine del 2015 sembrava
09:05che ci fosse un leggero rallentamento, nel 2016 l'inverno, poi tante circostanze che forse
09:11peggiorano le possibilità di poter in qualche modo recuperare qualche risorsa aumentano e tra l'altro
09:18con famiglie che si presentano a chiedere un aiuto per la prima volta, quindi ci sono degli ingressi
09:24nuovi nel mondo della povertà .
09:26Fotografiamo questo tipo, so che generalizzare è difficilissimo però fotografiamo le famiglie
09:31che sono arrivate da noi, possiamo fare anche la media di quello che abbiamo oggi in carico
09:38su 900 famiglie, sono 450 che sono di primo aiuto, la prima volta sono andate a chiedere
09:45la testa, altre invece che sono tornate una volta, due volte, tre volte, cercando di mettere
09:50lo sguardo in particolare su questa seconda parte, famiglie che a cui diamo un aiuto reiterato,
09:56chi sono, il perché, come mai e allora emergono delle fasce particolarmente deboli, le famiglie
10:03monogenitoriali, specialmente al femminile con due o tre figli a carico, famiglie che sono
10:12diventate spesso monogenitoriali perché l'altra componente, il padre spesso non riesce a reggere
10:18queste situazioni per cui vanno, scompaiono e si ritrovano queste mamme sole con pochi
10:26strumenti, forse mai entrate nel mondo del lavoro, per cui per loro è ancora più difficile
10:30diventare autonome e sono famiglie che hanno un bisogno estremo anche sul piano alimentare
10:39per allontanare la fame, per cercare di avere un minimo di sussistenza dignitosa e è su queste
10:47famiglie in particolare che anche il nostro progetto mette un'attenzione, addirittura,
10:54e questo è un problema che vorremmo, forse cercheremo anche di condividere meglio con
10:57tutti quelli che con noi sono a questo fronte della povertà , diventa quasi un po' un aiuto
11:03continuativo con il rischio di cadere in qualche modo in un'assistenza e a monte il problema
11:11come possiamo aiutare e dare strumenti perché riescono a riemergere, a ritornare all'autonomia.
11:18Questo è un punto interrogativo, se riusciamo anche in seguito per riparlare, però è un
11:23po' la sofferenza che abbiamo nel nostro cuore, anche perché dal punto di vista del
11:28mettere a disposizione il cibo, a Parma non manca il cibo, tra l'altro noi utilizziamo...
11:33Leggo nel 2015 un milione e trecentomila euro di merce, sappiamo il contributo anche di
11:39alcune fondazioni Cari Parma, poi Barilla, chiesi farmaceutici che vi hanno aiutato su questo
11:43progetto e che continuano ad aiutarmi. Anzi, all'interno di quella cifra lì, la parte
11:48di beni comperati sono pochissimi, 35-40 mila euro, il resto è tutto frutto della lotta
11:56allo spreco e di donazioni, anche di grandi aziende, donazioni che entrano anche nella gestione
12:01di un grande patrimonio di una grande azienda, per cui a volte hanno forniture eccedenti, ha
12:06anche scelte solidali che le aziende fanno, che su Parma ci sono, ma la lotta allo spreco
12:11sicuramente è uno dei campi su cui intervenire e che ci metta a disposizione il cibo. Il cibo
12:18in qualche modo c'è, invece gli strumenti per permettere alle persone di riuscire con
12:26i pochi ferri che hanno in mano a rifarsi, riprendere un percorso di autonomia sono sempre
12:31pochi. L'Emporio mette in atto alcuni interventi, da una parte scoprire quelle che sono le professionalitÃ
12:38più valide che noi incontriamo, anche per fare in modo che non si vadano a spiaggiare
12:42lì, perché a volte hanno fatto un tentativo, due, tre, quattro di chiedere aiuto, nessuno
12:47ha risposto, non cercano più niente. Quando riusciamo a tenere viva la competenza, per fare
12:54in modo che non escano nel mondo loro, anche oltre che dal punto di vista di licenziamento,
12:58con la testa, psicologico, con la testa, non sei una persona finita, non sei una persona
13:02inutile. Quando sono le statistiche quella riga di persone che non cercano più il lavoro
13:06è la più dolorosa. Quindi tieni conto che puoi, tra l'altro, quando accennava alla Cecilia
13:14la malattia, la morte, che è una delle conseguenze della povertà , la povertà distrugge tante volte
13:22persone forti, grande capacità , grande personalità , che in qualche modo è un logorio, logorio
13:28che compare anche poi ai fior di pelle, nel senso che noi incontriamo tante volte anche
13:33l'insorgere di malattie gravi che avremmo mai immaginato, insorgetti sanissimi, che abbiamo
13:38conosciuto tre anni fa, tre anni fa, due anni fa, quindi è un dato di fatto.
13:44La cronicizzazione del fenomeno è forse l'elemento nuovo e più difficile da interpretare.
13:53Certo, io sì, assolutamente, mi allacciavo un attimo al tema del cibo, perché anche
13:59questo fa riflettere, ci sono in alcune realtà sia della città e anche della provincia, delle
14:07parrocchie che stanno sostenendo il buono pasto e la mensa scolastica, perché in quel
14:13modo garantiscono un pasto caldo al bambino, questa è nella nostra realtà , quindi diciamo
14:20oltre al tema del pacco alimentare che è senz'altro, anche noi abbiamo un aumento della distribuzione
14:28sia a livello diocesano che a livello di parrocchie, c'è l'altro tema che se la mancanza di lavoro
14:36porta a non avere redditi, porta anche a volte a non poter pagare le utenze, quindi
14:43allo stacco eventualmente del gas o della luce, a volte anche dell'acqua, siamo arrivati
14:49anche a questo e quindi a non poter cucinare in casa propria, quindi diciamo o a non poter
14:55fare la doccia, quindi noi abbiamo registrato un aumento anche di persone che accedono o
15:01alla mensa o al servizio docce proprio perché pur avendo un'abitazione però sono impossibilitati
15:09poi a poter avere questi servizi.
15:12Noi dobbiamo fare per chi può vederci da casa anche un messaggio, per chi non ha ancora
15:18avuto, lo dico così, il coraggio di avvicinarsi a voi, le associazioni, insomma la rete della
15:23caritas, l'emporio, penso al mondo delle parrocchie che forse è quella più vicina a noi ed è
15:28forse anche un dialogo con una persona che abbiamo visto tutti, assolutamente invitiamo
15:33le persone che hanno difficoltà ad avvicinarsi il più possibile a voi.
15:36Anche mantenendo proprio quel pudore, quel riservo che ognuno di noi vuole avere, nel senso
15:42che intanto nella consapevolezza che la povertà non è un male, è un male ma non è frutto
15:50di una, come dire, non è uno stigma che dobbiamo temere e che poi in ogni caso se si avvicinano
15:59ed è successo anche persone che magari sono cadute in una situazione di bisogno e che non
16:06volevano far sapere che questo è possibile e c'è una privacy professionale in chi ascolta,
16:13in chi accoglie queste persone e anche proprio di tutela quindi della storia, dei nomi, della
16:21vicenda proprio per agevolare al massimo l'aiuto, questo lo facciamo, lo garantiamo e quindi
16:28assolutamente è un invito anche a superare eventualmente qualsiasi.
16:33Noi diamo sempre dei numeri, poi noi diamo sempre dei numeri, poi per voi che siete scampo
16:42sul terreno ogni numero ha un volto, una storia, un caso che a Giacomino Vezzani è rimasto
16:50più nel cuore di altri, so che è difficile fare una classifica.
16:53Da una parte bisogna tenere presente che le famiglie che vengono a noi sono famiglie che
17:01fino a due anni fa, tre anni fa, quattro anni fa avevano un lavoro, cinque anni fa avevano
17:06una vita normale, abbiamo incontrato famiglie che avevano cominciato già a comprarsi la casa,
17:11quindi il loro sogno di essere inseriti sul territorio, di aver dinanzi un progetto di
17:17vita gradevole con mezzi strumenti per una vita dignitosa, incolpevolmente, perché qui
17:25i poveri nostri, questi nuovi, incolpevolmente, improvvisamente l'agenda chiude, non c'è più
17:31lavoro e si interrompe un percorso di vita.
17:36A volte ci dà l'impressione che queste famiglie sono come dei naufraghi di terra, il naufragho
17:43perde tutto in mare, i nostri erano qui, ma radicati a un certo punto perché poi perdono
17:50stipendio, non pagano più le bollette, perdono la casa, famiglie qui, dando il particolare,
17:57famiglie che arrivano e ci dicono che dovrebbero fare una spesa speciale perché non scappi a
18:03cucinare, perché io sono in dormitorio, io e i miei figli da una parte, il marito dall'altra,
18:11si sono in dormitorio e hanno la mensa.
18:12Sì, ecco bene, ma è che?
18:14Quindi hanno...
18:17La vita distruggono, naufraghi.
18:21E queste situazioni di storie, diciamo, che erano belle, positive, che invece si interrompono
18:28sono molto, molto frequenti.
18:31Di fianco c'è poi, dopo la perdita della speranza, infatti quando si chiedono spesso,
18:37ascolta Daniele, non sto caporello, ascolta Daniele, ascolta Giacomo, ma c'è ancora un
18:42futuro per noi in Italia?
18:45E la risposta che noi diamo è un po' questa, non abbiamo nessuna certezza, l'Emporio, la
18:51Caritas, chi ti affianca, noi cerchiamo di traghettare queste famiglie, tenere viva la
18:58speranza, viva la dignità , una mensa dignitosa, in cerca, in attesa e dove si disse anche,
19:07cercare di dare qualche strumento in più per poter riprendere un sogno, riprendere
19:12un futuro.
19:13Speranza da aggiungere sempre al palco che hai dato, questo è molto importante.
19:16Ci fermiamo per un po' di pubblicità , poi torniamo con l'Ettra al Direttore.
19:35Siete di nuovo con l'Ettra al Direttore, Cecilia Scaffari, le ho fatto prima una domanda,
19:39poi dopo ci siamo dilungati su altri argomenti, dobbiamo rispondere su questa cronicizzazione
19:45del fenomeno.
19:46Sì, è una parola che di solito spaventa, come quando una malattia si cronicizza perché
19:51dà l'idea di un tempo molto lungo e di una mancanza di prospettiva di guarigione o di
20:00soluzione e questo a volte avviene anche nelle situazioni di povertà e devo dire che a volte
20:06c'è anche un pregiudizio anche in chi si occupa un po' del sociale, nel senso che c'è
20:10sempre un po' il timore che siano i soggetti stessi in un qualche modo ad adagiarsi in questa
20:18situazione e quindi se la situazione si cronicizza è un po' colpa anche dell'interessato.
20:24In realtà la crisi che stiamo vivendo e da cui appunto non siamo ancora fuori, avendo
20:30colpito proprio il discorso del mondo del lavoro, come è stato detto, praticamente priva
20:36dello strumento indispensabile per poter uscire da questa situazione, quindi è inevitabile
20:42che senza la possibilità di un reddito all'interno di una famiglia la situazione non solo può
20:50migliorare ma addirittura si aggrava e comunque si stabilizza nel gradino peggiore.
20:58Questo è un dato di fatto che noi riscontriamo proprio in una permanenza molto lunga nei nostri
21:05servizi, a cui inizialmente avevamo dato una temporalità ma proprio perché fossero
21:12la tappa di un progetto di uscita, di autonomia e questo lo vediamo soprattutto nei dormitori
21:18che poi hanno perso un po' anche la natura di dormitori per essere più strutture di accoglienza
21:25proprio con i nuclei che sono stati sfrattati, per cui doveva essere una situazione d'emergenza
21:33per evitare la strada, di fatto abbiamo avuto dei nuclei di mamme con bambini nell'accoglienza
21:39femminile per dei mesi.
21:41L'emergenza, ahimè, drammaticamente continua. Torniamo a parlare della lettera con cui abbiamo
21:46aperto la trasmissione.
21:47La lettera ha tirato attenzione su due soggetti, c'è questa signora anziana, povera e c'è
21:54un signore anonimo che interviene, questa solidarietà ed è un dato che si ripete, si rinnova, è uno
22:03degli aspetti della speranza nel cammino che stiamo facendo.
22:06Abbiamo titolato proprio Parma povera e solidale, fortunatamente.
22:09Mi fermo sui solidali, una solidà anche interna. La nostra tessera dura un anno per la prima
22:15volta e una signora che dopo un anno finisce, cara mia signora, la sua tessera è finita e
22:21loro che ringraziano, fra tre mesi ritorno e che rivediamo la sua posizione. Settimana
22:26dopo rivede la stessa signora al market, di fianco a un carrello con la sua borsa sul braccio
22:33e allora avvicino, scusi signora come vaga, però lei sa che non può più fare spesa.
22:39No, no, ma sono qui che accompagno la mia amica. Ma bene, fa il suo giro, arriva nella
22:44cassa, la signora amica che ha la tessera, prende fuori la tessera, fanno passare i cibi
22:51che hanno preso, escono dalla vetrata che conduce verso l'uscita, si fermano un attimo,
22:56compaiono due borse, la prima era già visiva, c'era l'altra che tira fuori dal carrello
23:01e spartiscono la spesa. Solidarietà tra soggetti che si sono trovati insieme, prima in condizioni
23:11che un soggetto ancora più debole trova dall'altra parte chi ha il coraggio, la generosità di
23:17spartire e di vivere. Questo all'interno di questa comunità dell'emporio. Se poi allarghiamo
23:24lo sguardo d'attorno, noi incontriamo tantissima solidarietà , un po' in tutte le fasi. Abbiamo
23:32da tempo incontrato una coppia di pensionati, ogni mese prendono la pensione, prese la pensione
23:40e vanno con la loro macchinina all'esse lunga, caricano 150 litri di latte, blu perché loro
23:45interessa gli gradi, vengono all'emporio, scaricano, non hanno mai detto chi sono, come si chiamano,
23:51dove abitano. Entrano dentro, danno un occhiato, sorridenti, entrano nel marchio. Quanta gente
23:56ancora, anche oggi, dice questo signore, più impressionato. Noi finché possiamo riusciamo.
24:04Anonimi, sostenitori, segno di una città solidale. In qualche modo la speranza di quel cammino
24:11di cui parlavamo, passa anche da questa realtà . Tutti potremmo diventare la vicina di casa
24:18o l'amica che fa spesa con te, che ti dà una mano, tutti possiamo, sono passionato
24:24anch'io, mi ci metto in mezzo, tutti possiamo diventare in qualche modo soggetti che possono
24:28condividere, dona un po' della tua spesa.
24:32Grazie Giacomino Vezzani di Emporio Parma, grazie Cecilia Scaffardi della Caritas. Allora,
24:37vi mostriamo adesso, poi avremo altri due ospiti, un'altra associazione che sta lavorando.
24:41Emporio Parma aiuta le tavole di chi purtroppo in questo momento non ha, ma c'è un'altra
24:46associazione di mano in mano che invece aiuta in altro modo, con abiti e con mobilio, proprio
24:51coloro che purtroppo non hanno la possibilità di acquistare questi prodotti. Vediamo la scheda
24:55di Giulia Viviani, poi torniamo con altri due ospiti.
25:11Che cos'è Di Mano in Mano? Come funziona? Di Mano in Mano è un insieme di un'associazione
25:18di volontariato e una cooperativa sociale. È nata nel lontano 2005 e poi si è sviluppata
25:24nei vari settori. Il nostro operare è tre capitoli, il lavoro, l'animazione missionaria
25:31e l'accoglienza. Il lavoro, qui siete in uno dei luoghi di lavoro, siamo nel negozio
25:37di vestito usato a Parma in via Valenti e poi per quanto riguarda gli indumenti, mentre
25:43per quanto riguarda il mobilio, gli oggetti e tanto altro siamo in via Cremonese 21, sempre
25:48a Parma. È cominciato questo lavoro con l'idea del riutilizzo, minori sprechi, provare
25:55a vedere la salvaguardia dell'ambiente, provare a dare qualche risposta, qualche piccola risposta,
25:59in pratica siamo un tassello insieme a tanti altri nel mondo della solidarietà . Crediamo
26:06molto nell'attività no profit, che come tutti sanno non significa che non ci sia il profitto,
26:12ma che il profitto viene condiviso. Nel nostro caso abbiamo progetti di solidarietà in Italia
26:19e anche nel mondo. Da tanti anni il capitolo dell'accoglienza per noi è altrettanto fondamentale.
26:28Abbiamo alcuni luoghi di accoglienza a Parma, uno è nella canonica di Roncopascolo, dove
26:33anche noi abitiamo, poi abbiamo un altro punto di accoglienza a Via Rolo e qualcun altro
26:38ancora, dove per ormai abitano famiglie stabilmente da alcuni anni.
26:41Quindi qua nel negozio di Via Valenti si trovano prevalentemente vestiti che voi immagino recuperiate
26:47da chi ve li dona e che vengono rimessi in vendita a prezzi bassissimi, diciamo accessibili
26:54a tutti.
26:55Certo. Allora, il negozio del vestito usato di questo tipo credo che sia l'unico. L'abbiamo
27:01proprio così strutturato come un vero negozio, tra l'altro è recentemente strutturato per dare
27:08ancora più dignità al vestito usato. Considerate che a Parma si raccolgono 600.000 kg all'anno,
27:15c'è solo la cooperativa di mano in mano e ci sono anche altre realtà che raccolgono.
27:19Ecco, una piccolissima parte, che poi è quella che la gente consegna qua direttamente, ci permette
27:25di allestire questo negozio e di offrire questi vestiti ad un costo bassissimo e anche di fare
27:32determinate donazioni a seconda poi delle richieste che ci provengono.
27:45L'utenza, il target, ha avuto dei mutamenti nell'arco di questi anni di crisi?
27:50Ci sono diversi giovani che vengono a scegliere il capo particolare e anche per spendere poco,
27:56c'è chi si veste unicamente d'usato, che sono tanti, e poi c'è un'utenza che non può
28:03permettersi e quindi qui trova delle cose dignitose che nessuno poi può giudicare usate
28:10e quindi, come vi dicevo, l'utenza è varia. È un luogo anche che si differenzia un pochino
28:16dagli altri negozi perché qui, insomma, si può anche sostare un po'. Abbiamo dei clienti
28:20abituali, alcune situazioni, alcuni amici, eccetera, e il negozio diventa anche un punto
28:25d'incontro, è un punto d'incontro anche tra le varie nazionalità . C'è gli italiani
28:30che si incontrano con gli altri e quindi c'è questa mescolanza, che io credo che sia
28:34virtuosa, che fa sì che tutto quello che noi chiamiamo integrazione qui ci sia, diciamo,
28:40un piccolo semi di integrazione, se possiamo dire.
28:49Meno sprechi, più solidarietà , questo è il motto dell'associazione di mano in mano. Prima
28:53Giacomino Vezzani ci ha lanciato un assist parlando di solidarietà . Tutti possiamo partecipare
28:58ad aiutare la città e anche le singole famiglie, le singole persone a cercare di uscire da questa
29:04situazione difficile. Ne parliamo anche con Margherita Campanini dell'associazione Famiglia
29:11Più, che si occupa in particolare delle famiglie. Buonasera. E poi Giorgio Curti dell'associazione
29:16Ricrediti. Abbiamo più volte detto prima, buonasera, abbiamo detto più volte bisogna dare
29:21gli strumenti per ripartire del ruolo fondamentale dell'associazione Ricrediti. Prima parto ovviamente
29:27per doveri di cavalleria dalla signora Campanini. Allora, famiglie in primo piano, poi vedremo
29:32anche un servizio sul centro d'aiuto alla vita. Le famiglie, nucleo fondamentale della
29:38nostra società , nucleo che entra in sofferenze in modo davvero molto difficile quando c'è
29:44la crisi. Abbiamo sentito prima di famiglie che si spezzano proprio perché non riescono
29:48a sopportare neanche assieme, dopo essere vissuti assieme una vita, il momento della crisi
29:52e della mancanza del sostegno economico. Le famiglie soffrono di grandi fragilità e sicuramente
29:59il lavoro è una di queste. Perdere il lavoro, come a volte invece affrontare una disabilitÃ
30:06in famiglia piuttosto che un lutto, piuttosto che un altro tipo di fragilità che porta insieme
30:13sia l'economia che la solitudine, rischia spesso di spezzare le famiglie e di non farle
30:19reggere. Il nostro compito quando le intercettiamo, quando le famiglie vengono a chiedere aiuto
30:25è quella di accompagnarle, accompagnarle a sostenere dignitosamente quello che sta succedendo
30:31e a capire che paradossalmente a volte anche la crisi può aiutare a trovare un modo diverso
30:37di stare insieme. Non è facile. L'altra grande fragilità che affrontano oggi le famiglie
30:43è quella della separazione e del divorzio che porta poi, ahimè, anche a livello economico
30:48grandi fatiche perché finisce che magari una persona con un reddito medio-basso si trova
30:55a mantenere due famiglie, si trova a mantenere magari un nucleo familiare o una casa che non
31:00è più sua, non è di proprietà . I giornali ogni tanto parlano, no? I padri che dormono in macchina
31:06piuttosto che le madri che si trovano senza gli alimenti. È chiaro che quando ce n'è tanto,
31:11ce n'è tanto per tutti. Quando ce n'è poco, tutto diventa più difficile. E quindi anche in questo
31:17caso
31:17aiutare le persone a non farsi prendere dalla disperazione, dalla rabbia, dalla violenza,
31:22perché questi sono meccanismi che la povertà , la fatica e la crisi generano, diventa un compito
31:29molto importante a livello sociale. Vi ho messo assieme in questa seconda parte di trasmissione
31:34perché l'associazione Famiglia Più organizza anche dei corsi di formazione per gli insegnanti,
31:40laboratorio per le famiglie, quindi proprio quel discorso che dicevamo, dobbiamo ripartire tutti,
31:45voi date gli strumenti, non solo per contrastare la crisi, ma anche per cercare di riformulare
31:50un progetto di vita, che poi è quello con cui parleremo in particolare con Curti.
31:56Riformulare un progetto di vita e non lasciare le persone da sole, perché, come dire, giÃ
32:01prima si diceva che la povertà viene vissuta come uno stigma, a volte come una colpa e con
32:07grande vergogna. Quindi riuscire a chiedere aiuto, trovare le persone che ti aiutino, entrare
32:14in un circolo virtuoso per cui io posso rimparare un mestiere, posso non trovarmi da solo, posso
32:20avere a fianco altre famiglie che mi aiutano e che mi fanno capire che da quella porta si
32:24può passare. Perché anche non chiedere aiuto per molte persone finisce, vuol dire lasciarle
32:31ancora di più da sole. Ci sono anche a volte dei casi, delle cose molto piccole che ti fanno
32:37capire come il non chiedere aiuto e la solitudine possono essere molto pesanti. Per esempio
32:43un paio di anni fa, in seguito all'alluvione, c'era una signora di una famiglia straniera
32:49che veniva sempre a trovarci al laboratorio famiglia e imparare la lingua. Non l'abbiamo
32:53più vista, abbiamo chiamata, abbiamo intercettata, abbiamo scoperto che la signora aveva perso
32:57il passeggino gemellare con l'alluvione e quindi non riusciva più a uscire di casa da sola
33:03con due bambini piccoli. È partito il tantam, come dire, dagli aiuto solidale, si è trovato
33:09un passeggino per la signora, la signora è tornata con i bambini, lei però non aveva
33:13osato chiedere niente, anche perché diceva c'è tanta gente che ha perso peggio di me,
33:17sta peggio, però nel suo caso voleva dire rimanere da sola e rompere quella rete comunque
33:23di aiuto, di apprendimento della lingua, di progetto di vita che lei stava, di integrazione
33:28che si stava sostenendo insomma.
33:30Allora abbiamo parlato di ripartire, la ripartenza, il microcredito diventa fondamentale in questo
33:36caso e l'associazione Ricrediti a Parma ha questo ruolo, un ruolo di fare ripartire
33:41l'artigiano, il piccolo imprenditore, far ripartire la famiglia.
33:46Come diceva giustamente Margherita, per noi è molto importante valorizzare le persone e
33:53attraverso questa modalità che viene proprio definita, come diceva lei, microcredito,
33:58noi diamo questa possibilità a famiglie ma soprattutto anche a imprenditori e artigiani
34:04che per vari motivi hanno avuto dei percorsi passati un po' diciamo difficoltosi.
34:14La nostra associazione si è costituita 6 o 7 anni fa proprio per questo motivo e ultimamente
34:22si è parlato molto di Ricrediti perché abbiamo fatto parte della campagna Parma Facciamo Squadra
34:26e che la fondazione insieme a Forno Sororità ha deciso di dedicare alla nostra associazione
34:32e come dico oltre al fatto di poter dare una possibilità finanziaria, quindi poter regare
34:43dei finanziamenti dopo che abbiamo seguito un'istruttoria e abbiamo verificato che veramente
34:48la persona o le persone che si rivolgono a noi hanno bisogno di un finanziamento, noi proprio
34:56cerchiamo di dare questo aiuto psicologico che per noi è molto fondamentale.
34:59Mi piace l'idea del tavolo, sediamoci e progettiamo assieme il tuo futuro, che è quello che serve
35:05anche alle persone che hanno perso tutto e che hanno perso anche la speranza, perché
35:09c'è qualcuno che ti aiuta a fare il passo giusto per poi poter camminare da solo.
35:14Esatto, infatti ha centrato bene l'argomento, ma noi vengono persone che chiaramente hanno bisogno
35:20di risorse finanziarie e noi siamo qui per istruire una pratica e presentarle alla banca
35:26competente, all'istituto di credito competente per poter erogare questo finanziamento, però
35:31quello che abbiamo notato in questi anni di percorso con tutte queste persone è che non
35:35solo, sicuramente è importante il finanziamento che verrà erogato, ma è molto molto importante
35:42l'accompagnamento che noi facciamo con questi amici, che noi definiamo amici perché poi
35:46è un percorso che si sviluppa nel tempo e di conoscenza, proprio di una conoscenza
35:52reciproca, tant'è che anche la nostra associazione non sempre riesce a dare ascolto a tutte le
36:02richieste che gli vengono proposte, proprio perché anche noi vediamo che ci sono certe
36:06situazioni di marginalità economica che difficilmente riusciamo a dare.
36:10Però c'è un dato, ne abbiamo già parlato a TV Parva, c'è un dato interessante di ricrediti,
36:14le sofferenze sono molto basse, vuol dire che il progetto quando parte, parte con basi
36:20solide e quindi si riesce davvero a rilanciare, cioè nessuno poi alla fine si trova che non
36:25riesce a restituire i soldi, lo banalizzo per chi ci ascolta a casa.
36:30È tutto vero, nel senso che prima di concedere un finanziamento noi facciamo una lunga
36:36chiacchierata nel nostro ufficio con i futuri beneficiari. A loro chiediamo anche di partecipare
36:42a corsi che teniamo noi internamente, proprio per cercare di far capire a loro che questo
36:48momento per loro è fondamentale anche per il riscatto sociale, proprio cerchiamo di
36:52proiettare verso il futuro e questo permette a noi di conoscerli meglio e di approfondire
36:59magari certi argomenti che in un primo incontro non possono emergere. E sconsente anche a
37:06loro di capire che hanno di fronte una grossa opportunità che è proprio quella di riscattarsi
37:13e di, faccio l'esempio dell'artigiano che ha avuto problemi di relazioni inizialmente
37:20che li ha portato poi a non pari i propri debiti, ha tutto chiudere l'attività , si è ripresentato
37:25da noi, con il nostro aiuto, anche perché oltre ai dipendenti che abbiamo assunto un
37:32anno fa, collaboriamo anche con professionisti che ci danno la possibilità di poter tuttora
37:38proprio seguire i vari beneficiari che si presentano per le nostre situazioni.
37:42E tutto questo ovviamente è un aiuto di solidarietà che sarebbe fondamentale che spesso appunto
37:47il singolo imprenditore non può avere oppure deve pagare, non si possono permettere nessuno
37:51in quelle situazioni. Ci dobbiamo fermare per un po' di pubblicità , poi torniamo con gli
37:54ospiti di Lettera al Direttore.
37:56Non trovate di nuovo con Lettera al Direttore, stasera abbiamo dato diversi numeri, allora
38:15cerchiamo anche di capire quante famiglie si stanno rivolgendo a voi come vostra associazione.
38:19Nel 2015 le famiglie che hanno intrapreso un percorso di consulenza psicologica sono state
38:25circa un centinaio e diciamo fra le 30 e le 40 famiglie hanno seguito percorsi di autoaiuto,
38:34gruppi per genitori di adolescenti, un gruppo per persone vedove, abbiamo anche dei momenti
38:40proprio per le persone che si separano, quindi non come un percorso singolo ma come un percorso
38:45di condivisione di difficoltà ma anche di risorse, perché il gruppo permette di condividere
38:51le difficoltà ma anche le strade positive, i momenti positivi che qualcun altro sta superando
38:57insomma e quindi mette in circolo delle buone pratiche oltre che le difficoltà che tutti
39:03ci portiamo avanti.
39:04A proposito di famiglie c'è un'altra associazione che opera sul nostro territorio da tanto tempo
39:08il centro di aiuto alla vita, lo ha visitato, stanno avendo un momento di passaggio, stanno
39:14cambiando sede ma insomma ci hanno comunque accolto, hanno accolto Giulia Viviani, vediamo
39:18i miei servizi.
39:3240 anni di storia a fianco delle donne in difficoltà è un progetto per il futuro che è già in
39:37atto, il centro di aiuto alla vita è uno di quei luoghi dove le storie si intrecciano,
39:40dove la solidarietà e la sorellanza vanno di pari passo, un osservatorio privilegiato
39:45sul mondo che cambia, sulla povertà che è sempre la stessa ma a facce diverse.
39:49Nei giorni scorsi l'associazione ha traslocato dalle stanze di via Bixio alla grande casa
39:54di via Cima Palone dove si trasferiscono la maggior parte delle attività e dove di nuove
39:58ne nasceranno.
39:59Allora il centro di aiuto alla vita di Parma da ormai più di 40 anni accoglie, sostiene,
40:06accompagna tante donne che con i loro bambini vivono un momento di difficoltà , le accogliamo
40:13e le sosteniamo nel modo più svariato, cercando di andare incontro a quelle che sono le loro
40:18esigenze e cercando di accompagnarle verso l'autonomia e anche proprio per questo che
40:26stiamo aprendo grazie alla collaborazione delle suore e piccole figlie che ci hanno dato
40:33incomodato d'uso, questa bellissima casa che come amo dire è uno stupendo contenitore
40:41che ci dà l'opportunità di ampliare quelli che sono i nostri servizi.
40:46Noi vogliamo dare formazione a queste mamme, vogliamo accompagnarle, vogliamo proprio che
40:53ognuna di loro abbia il suo progetto per poter crescere e per poter riprendersi in mano
41:00la propria vita. La povertà è un filo conduttore in questo senso?
41:05Allora, la povertà è sicuramente un filo conduttore, non è l'unico, direi che forse
41:11è la solitudine, la mancanza a volte di valori, la mancanza di rete, aggravata da una povertà ,
41:20una povertà che è importante, tanto più in questo momento come per noi tutti, di crisi.
41:29Il povero è ancora più povero, siamo poveri tutti ma sicuramente il povero è più povero
41:34di noi. I casi sono centinaia.
41:40La componente straniera è maggioritaria tra le persone che si rivolgono a voi, che percentuali
41:47ci sono?
41:48Sono sempre altissime, sono sempre più dell'80%, dico più dell'80% tenendo però molto presente
41:56che fino a pochi anni fa erano forse più del 90%, quindi che questi ultimi due anni
42:02sono aumentate in maniera importante le italiane.
42:07Noi diamo gli alimenti, quindi possono venire a prendere gli alimenti, diamo precedenza sicuramente
42:15al discorso che sono mamme con bambini generalmente piccoli, quindi anche quando facciamo la colletta
42:21alimentare noi richiediamo molto omogenizzati prodotti per la primissima infanzia, però
42:26dito ogni bambino c'è anche una mamma e a volte anche una famiglia, quindi è giusto
42:29aiutare anche questa.
42:32Noi diamo anche latte pannolini, poi diamo indumenti, indumenti, corredino, anzi prima ancora,
42:39cioè quindi un pochino, io amo dire come la Svezia, nel senso che tutte le mamme che si
42:44rivolgono a noi che sono in stato di gravidanza, gli viene consegnato un corredino per andare
42:50in sala parte, per non essere quindi diverse dalle altre mamme che magari a cui arrivano
42:55parenti, amici a portare un dono.
42:58Cosa può fare la città per chi aiuta altri concittadini?
43:03Allora, noi siamo sempre molto disponibili ad aprirci agli altri e ad avere nuovi volontari,
43:12noi avremo l'inaugurazione il 10 giugno, questa sarà una casa che ci darà l'opportunitÃ
43:21di ampliare, incrementare corsi, formazione, aiutare queste donne concretamente.
43:38Allora, segniamola sul calendario, il 10 giugno, inaugurazione della nuova sede del
43:41Centro di Aiuto alla Vita, un gioiellino per la nostra città che affianca anche l'attivitÃ
43:45di Famiglia Più.
43:47Ci siamo dimenticati di fare anche un riferimento così per chi vuole avere i vostri servizi,
43:54come fare per rivolgersi a Famiglia Più?
43:56Basta telefonare al nostro numero che è 23 4396 o rivolgersi al consultorio in via Bixio
44:0371 e come diceva l'amico di Ricrediti accogliamo tutti e cerchiamo di aiutare tutti, a volte
44:10non è possibile, arrivano dei casi molto gravi che allora noi invitiamo a rivolgere e mettiamo
44:15in contatto con altri tipi di situazioni, ma l'accoglienza e l'ascolto viene dato a tutti.
44:22Giorgio Curti, per invece rivolgersi a Ricrediti come si può fare?
44:26Noi abbiamo attivo il nostro sito internet che è www.ricrediti.it, li trovate la mail,
44:32abbiamo l'ufficio in via Scarbelli Zunte il numero 3 e riceviamo il pubblico, gli amici
44:38che hanno bisogno di essere ascoltati ma chiaramente anche di avere più notizie tecniche sulla
44:43loro posizione finanziaria il lunedì mattina dalle 9 e mezza alle 12 e mezza e il giovedì
44:49pomeriggio. Disponibilità assoluta, speriamo di riuscire ad aiutare famiglie e nuovi imprenditori
45:05proprio nelle loro attività iniziali.
45:06Faccio una battuta, speriamo che possiate chiudere definitivamente le vostre attività ,
45:11vuol dire che non ce ne sarebbe più bisogno ma questo purtroppo non capiterà mai, anche
45:15se ovviamente Parma e lo abbiamo scoperto questa sera, continua ad essere solidale,
45:19l'attività delle vostre associazioni è sempre importante ma soprattutto l'abbiamo
45:23sentito prima da Giacomino Vezzani, ci sono tante persone che si stanno avvicinando anche
45:27per aiutare le altre persone. Buon lavoro di tutto cuore davvero, grazie di essere stati
45:32con noi, si chiude questa puntata di Lettera al Direttore, grazie di averci seguito, vi ricordo
45:38ovviamente giovedì prossimo una nuova puntata e qui ci sarà il Direttore Michele Brambilla,
45:42buonasera.
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