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NovitàTrascrizione
00:00:15Grazie a tutti
00:00:48Grazie a tutti
00:01:00Il mio viaggio termina in pochi secondi
00:01:02Un viaggio lungo, entusiasmante
00:01:07Termina bene, nella quiete della notte
00:01:11Dopo aver trascorso una giornata come tante in ufficio
00:01:15Tra la mia gente
00:01:16A parlare di prodotti, programmi
00:01:20A guardare il futuro come se fosse ancora un tema
00:01:23Al quale avrei potuto dare un lungo contributo
00:01:28Ho avuto il tempo di salutare tutti
00:01:30E di vedere che ogni cosa che lasciavo
00:01:34Aveva già preso il suo giusto corso
00:01:36La famiglia era unita
00:01:39E tutti e quattro i ragazzi avevano maturato esperienze
00:01:43E conoscenze più che sufficienti per proseguire senza di me
00:01:47Ero sereno
00:01:50Sapevo di aver compiuto la mia opera
00:01:53Di aver calcato questa scena con dignità
00:01:56Nel rispetto di tutti
00:02:14Una dedica
00:02:15A Pietro che amava la musica
00:02:21E' inutile parlare ancora di tutte queste cose
00:02:27Tutte queste cose
00:02:29Ma la nostra situazione non ha da via uscita
00:02:33Non c'è che un altro argomento
00:02:35Cerca un altro argomento
00:02:38Per sanzione
00:02:39E' inutile parlare ancora
00:02:42Non c'è la soluzione
00:02:45Ma quante volte hai già tentato
00:02:49Hai rinunciato
00:02:50E dopo hai ricevuto a voi
00:02:53Cerca un altro argomento
00:02:55Per sanzione
00:02:56E a te sembra tanto facile
00:02:59Di cambiare il mondo
00:03:01Come vuoi di cambiare
00:03:04Come fare a te
00:03:05I pensieri della gente
00:03:08Ma per me non è così
00:03:13E di come pensiamoci
00:03:15Ma cosa puoi pensare
00:03:18Ormai vogliono lasciare
00:03:20Ormai vogliono lasciare
00:03:21Le cose come stanno
00:03:24Cerca un altro argomento
00:03:27Di conversazione
00:03:29E' inutile parlare ancora di tutte queste cose
00:03:34Se proprio si dovrà parlare
00:03:38Facciamo come
00:03:40Dico io
00:03:41Cerca un altro argomento
00:03:44Di conversazione
00:03:46Cerca un altro argomento
00:03:49Di conversazione
00:03:56C'è una gran cuoca in voi
00:03:58E Barilla la rivela
00:04:03Andiamo avanti
00:04:04Andate avanti con coraggio
00:04:06Lo ha detto
00:04:06Lo ha fatto
00:04:07Nell'arco
00:04:08Nella sua vita
00:04:09Pietro Barilla
00:04:09Buonasera
00:04:10Io sono Giovanni Minoli
00:04:12E sono qui per raccontare
00:04:13Per raccontare un uomo
00:04:15Non la sua storia
00:04:16Non la cronologia
00:04:17Nella sua impresa
00:04:19Non il rapporto
00:04:21Tra un uomo geniale
00:04:22E la cronaca
00:04:23Di un secolo
00:04:24Non solo
00:04:25Sono qui
00:04:25Per raccontare il film
00:04:27Di un sogno possibile
00:04:47Grazie a tutti
00:05:24Grazie a tutti
00:05:53Grazie a tutti
00:06:00E quel sogno possibile ha costruito l'immaginario collettivo di più di una generazione
00:06:05L'amore per la terra, per il prodotto, per la tradizione, per le origini
00:06:09Una parola per il mondo di Barilla, il mondo di Pietro Barilla
00:06:13Un imprenditore coraggioso, caparbio, per qualcuno anche profetico, con qualità rare
00:06:22Senta, ma c'è una cosa che non vorrebbe mai sentirvi di lei?
00:06:27Sono disonesto, non so
00:06:28Il suo peggior difetto qual è?
00:06:32L'ignoranza che devo dire, non sono coltivato
00:06:38I limiti che ho, che mi riconosco, c'ho dei limiti
00:06:41Difetto, difetto
00:06:44Difetto, difetto, non so, qui ci sono tutti
00:06:47No, no
00:06:49Loro li conoscono, loro li conoscono tutti i difetti
00:06:53Non so se sono troppo duro o se sono ingiusto
00:06:57Non so se mi riconoscono ingiusto
00:06:59Ognuno di noi
00:07:01Io so
00:07:02Non faccio fatica a trovarsi un difetto
00:07:03No, non faccio fatica
00:07:05No, no, non faccio fatica
00:07:06Però non mi lo dice
00:07:07Ma no, perché ne ho tanti
00:07:08A me ne basta uno
00:07:11Beh, di avere dei limiti
00:07:13Mi riconosco dei limiti
00:07:17Un imprenditore comunque
00:07:18Un imprenditore determinato nelle sue scelte
00:07:21Spesso in anticipo sui tempi
00:07:23Un esempio è il suo modo di concepire le macchine
00:07:27Lui era convinto che le linee di produzione
00:07:29Non dovessero avere delle interruzioni
00:07:32Il flusso non doveva tornare indietro
00:07:34Non ci dovevano essere angoli
00:07:37Perché questo comportava rotture e diseguaglianze nel prodotto
00:07:42La produzione ininterrotta
00:07:45Il grano viene selezionato, setacciato, ripulito, macinato
00:07:50Acqua e semola formano l'impasto
00:07:52L'impasto è lavorato, amalgamato, pressato, compattato
00:07:56Estruso nella trafilatrice
00:07:58La trafilatrice imprime la forma
00:08:00La forma è segmentata, essiccata, raffreddata, riposata
00:08:04Ed ora la pasta è pronta per essere confezionata
00:08:11Ma chi è stato veramente Pietro Barilla?
00:08:14Per entrare nella sua personalità complessa
00:08:18Abbiamo scelto una strada diversa da quella cronologica
00:08:22Una strada emotiva in avanti e indietro nel tempo
00:08:25Come era un po' lui
00:08:27Discontinuo nella creatività
00:08:29Appassionato nella memoria
00:08:31Generoso negli affetti
00:08:33Per entrare nel mondo di Pietro Barilla è necessario usare
00:08:37Un grimaldello magico, inattuale, allora come ora
00:08:41Un grimaldello che si chiama arte, letteratura, musica, bellezza estetica, ricerca intellettuale
00:08:48In una parola, cultura
00:08:51Se tornasse indietro
00:08:54Ecco
00:08:55E dovesse scegliere un'altra strada, un altro mestiere
00:08:59Che cosa le piacerebbe fare?
00:09:04Ma l'ideale è
00:09:06Se avessi il dono un uomo di cultura
00:09:09Cioè
00:09:11Verso l'artista, insomma
00:09:13Se dovessi proprio idealizzare
00:09:21Dalla sua collezione d'arte
00:09:23Chagall
00:09:26Morlotti
00:09:27Guttuso
00:09:29Ernst
00:09:30Morandi
00:09:32Picasso
00:09:33Burri
00:09:35Maccari
00:09:36De Chirico
00:09:38Boccioni
00:09:39Mattioli
00:09:40Magritte
00:09:42Becon
00:09:46Pietro Baril
00:09:47Ha dato all'Italia
00:09:48Di un'immagine di grande severità e serietà nel suo campo
00:09:53Però
00:09:54La cosa straordinaria che forse non si conosce abbastanza
00:09:58È stata la grande ammirazione
00:10:02Che Pietro Baril ha avuto per gli uomini e le donne di cultura
00:10:09Per un uomo che era legato molto alla sua industria
00:10:13Avere questa apertura verso il mondo della cultura
00:10:17Ne faceva uno dei soggetti che oggi vorremmo avere tanto nel nostro paese
00:10:25E che mancano
00:10:27E infatti una delle sofferenze del mondo della cultura in Italia
00:10:32Dipende proprio dalla mancanza di questi uomini illuminati
00:10:36Che hanno visto quanto l'arte e la cultura in genere fosse importante
00:10:42Sì la cultura
00:10:43La cosa più trascurata dagli imprenditori e spesso anche dai politici
00:10:47Non le danno valore
00:10:49Perché sembra lontana dalla realtà
00:10:51Dall'impresa
00:10:52Dai soldi
00:10:53Invece la cultura è una risorsa decisiva se la sai utilizzare
00:10:58Se la sai mettere a frutto
00:10:59Con la cultura bisogna saper costruire un'alleanza
00:11:03Parma è sempre stata una città colta
00:11:06Nel dopoguerra con la democrazia e l'apertura sull'Europa
00:11:09Alcuni giovani di qui hanno potuto esprimere le loro capacità
00:11:15Ci si incontrava nei caffè per discutere
00:11:18Scambiarci idee
00:11:19Fare progetti
00:11:20In un caffè magari incontravi il direttore dell'archivio di Stato
00:11:24Che conosceva a memoria tutta la storia di Parma
00:11:27In un altro c'era Erberto Carboni
00:11:30Grafico, bravissimo
00:11:32Che lavorava a Milano
00:11:33E il sabato e la domenica tornava sempre a Parma
00:11:35Come facevano anche Pietrino Bianchi
00:11:38Uno dei più raffinati critici cinematografici italiani
00:11:43Orio Vergani, Ugo Betti
00:11:45Organizzavano festival, convegni
00:11:48In un clima di grande amicizia
00:11:52Io avevo bisogno di affermare il nostro marchio
00:11:56Trovare un'immagine ai nostri prodotti
00:11:58Ci ha pensato Carboni
00:12:01Pietro mi ha raccontato il suo progetto
00:12:04Io gli ho proposto delle nuove confezioni per la pasta
00:12:06E alcune immagini pubblicitarie
00:12:08Cercavamo qualcosa di rigoroso, di essenziale
00:12:11Ho disegnato un cucchiaio e una forchetta
00:12:14Bianchi su sfondo azzurro
00:12:15In mezzo solo due spaghetti e una farfalla
00:12:19Un rigatone, due penne
00:12:20Nient'altro, bellissimi
00:12:22E per un catalogo ho messo in copertina tre zuppiere
00:12:25Stilizzate
00:12:26E un cucchiaio da cucina
00:12:28Queste immagini comunicavano la realtà di una ditta moderna, all'avanguardia
00:12:33Rigore, igiene e gusto
00:12:35E non era il gusto di un'aristocrazia
00:12:37Era qualcosa che potevano apprezzare sia il borghese che l'operaio
00:12:40Ora mancava solo uno slogan
00:12:42Che fosse nuovo, forte, innovativo
00:12:45La soluzione è arrivata al tavolino del caffè Otello in piazza
00:12:50Ero con Bianchi, Carboni e Vergani
00:12:52Uno slogan
00:12:53Uno slogan
00:12:54Sì, uno slogan incisivo
00:12:56Facile da ricordare
00:12:57Ma che abbia senso per tutti
00:12:59Sì, uno slogan così popolare da diventare un modo di dire, giusto?
00:13:02Sì, uno slogan che nobiliti la nostra pasta
00:13:05La voglia di mangiare pasta, ma di qualità
00:13:08Tieni
00:13:09Leggi un po' questo
00:13:10Pietrino Bianchi mi passa un tovagliolo di carta dove aveva scritto
00:13:14Con pasta barilla è sempre domenica
00:13:18No, con il punto esclamativo
00:13:19Con pasta barilla è sempre domenica
00:13:22Ovvero ogni giorno con barilla si può mangiare così bene che è come una festa
00:13:26O se preferite, per fare festa basta un buon piatto di pasta barilla
00:13:30Allora, perché mi guardate così?
00:13:33Ma tu sei un genio
00:13:44Era il 1952
00:13:47L'Italia faceva ancora fatica a rialzarsi dalle tragedie e dalle sofferenze della guerra
00:13:53Allora la gente lavorava duro e faceva un vero pranzo solo la domenica
00:13:59Ecco perché con la pasta barilla era sempre domenica
00:14:02Un progetto di riscossa basato sulle reali esigenze della gente
00:14:06Un marchio di fabbrica che rimane nel tempo
00:14:09E dà l'impronta di sé anche a scelte molto diverse
00:14:13Fatte da artisti molto lontani fra loro
00:14:20Signori il tempo
00:14:21Cedo la parola
00:14:24A barilla
00:14:26Ecco, immaginate un mondo sofisticato
00:14:29Fatto di lusso, di specchi, di donne bellissime
00:14:32Come si addice da sempre all'alta società
00:14:35L'ultimo film che hai visto, ve l'è piaciuto?
00:14:38Sono andato a vedere un film, aspetti, ho visto
00:14:41Con mia moglie
00:14:42Fellini
00:14:43Eh?
00:14:44Fellini
00:14:45Fellini, beh sì
00:14:46Le è piaciuto?
00:14:47A me sì, ma perché voglio bene a Fellini
00:14:49E noi stiamo per entrare nel meraviglioso e magico mondo di Fellini
00:15:06Buonasera signora
00:15:09Dottore
00:15:11Vorrei permettermi di suggerire
00:15:14Consommet d'Orléans
00:15:16Potage su Assonese
00:15:18Ocret de Berri
00:15:19Boucher alla Goluense
00:15:21D'Arto alla Rai
00:15:23Marmite Lyonnaise
00:15:25Soup Colbert
00:15:27Gelè de Bouillon
00:15:29Bouillon Royale
00:15:31Crepe Valesca
00:15:33Alla Sosupreme
00:15:35Rigatoni
00:15:36E noi come un eco rispondiamo
00:15:41Barilla
00:15:42Barilla
00:15:43Barilla
00:15:44Barilla
00:15:50Barilla
00:15:51Mi fa sentire sempre al dente
00:15:55La parola
00:15:57La parola esplode con tutta la sua carica popolare e sensuale
00:16:05Annienta di colpo il mondo sofisticato
00:16:07Trasforma la bellissima donna eterea in una donna concreta dai gusti carnali e plebei
00:16:14Rigatoni appunto
00:16:15Nell'interpretazione di Federico Fellini
00:16:17Ma torniamo a Pietro Barilla
00:16:19Alla sua follia creativa
00:16:20Alla sua capacità di anticipare i tempi
00:16:24Siamo a Stoccarda nel 1953
00:16:29Nel 53 parto per Stoccarda con il nostro ingegnere
00:16:33L'ingegnere Manfredi
00:16:34Per comprare delle macchine
00:16:35Era arrivato il momento di abbandonare la pasta sfusa
00:16:38Quella che nei negozi tiravano fuori dalle maglie
00:16:41Pesavano e incartavano a mano
00:16:42A Stoccarda costruivano macchine per il confezionamento
00:16:46Quando siamo arrivati non potevamo credere ai nostri occhi
00:16:50La città era deserta
00:16:52Gli abitanti durante la guerra erano sfollati in campagna
00:16:55E lì erano rimasti
00:16:57Dopo la pace il governo aveva deciso che per prima cosa
00:17:00Andavano costruite le fabbriche
00:17:03Le case erano ancora distrutte dai bombardamenti
00:17:06L'unica cosa che brillava in mezzo alle macerie
00:17:08Era la scritta della Mercedes
00:17:11Ecco in quell'insegna luminosa ho letto la volontà della Germania
00:17:15Di riprendere a vivere
00:17:16Ricostruendo imprese che avrebbero dato lavoro a milioni di persone
00:17:20Ed è stato allora che mi sono convinto che i nuovi macchinari li dovevamo sicuramente
00:17:25Comperare lì in Germania
00:17:27E invece di comperarne tre come mi ero prefissato in partenza di macchine ne ho comperate sette
00:17:34L'ingegner Manfredi mi guardava spaventato
00:17:37Ma signor Pietro mi voleva dire
00:17:39E i soldi dove li troviamo
00:17:41Era spaventato ma l'ho convinto
00:17:44Dovevamo stare al passo con il resto dell'Europa
00:17:48Dovevamo avere la capacità di immaginare il futuro
00:17:51Senza averne paura
00:17:57A voi la cantone vincitrice del secondo festival di Sanremo
00:18:01Vola Colombia
00:18:05Vola Colombia
00:18:07Bianca
00:18:08Vola Colombia
00:18:11Vola Colombia
00:18:12E dirò tu
00:18:14Che torna
00:18:18Dille che non sarò più sola
00:18:23e che mai più la lascerò.
00:18:31Vola colomba bianca, vola,
00:18:35mi dirò tu che tornerà.
00:18:59Vola colomba bianca, vola.
00:19:17La vera intuizione di Pietro Barilla fu che la pasta
00:19:21doveva accompagnare il cammino della nostra società.
00:19:24È un'avventura che diventa un progetto industriale,
00:19:27anche un progetto sociale.
00:19:29Mentre il comune sentire era che la pasta fosse un prodotto vecchio,
00:19:34senza più posto nella società,
00:19:36Pietro Barilla insisteva a dire che la pasta
00:19:38avrebbe mantenuto il suo posto
00:19:40e bisognava darle una veste nuova.
00:19:49Leopardi, in un suo verso nel 1835,
00:19:54aveva denigrato le abitudini alimentari degli italiani
00:19:56che prediligevano il consumo quotidiano di pasta.
00:20:00Gennaro Quaranta dopo qualche tempo gli risponde così,
00:20:03con un'altra poesia, titolo
00:20:05La Maccheronata.
00:20:07E tu fosti infelice e malaticcio,
00:20:10o sublime cantor di Recanati,
00:20:13che bestemmiando la natura e i fati,
00:20:16frugavi dentro te col raccapriccio.
00:20:18O mai non rise quel tuo labbro arsiccio,
00:20:21negli occhi tuoi lucenti ed incavati,
00:20:23perché non adoravi i maltagliati,
00:20:26le frittatine all'uovo ed il pasticcio.
00:20:28Ma se tu avessi amato i Maccheroni,
00:20:32più dei libri che fanno l'umor negro,
00:20:35non avresti subito aspri malanni,
00:20:37e vivendo fra pingui bontemponi,
00:20:39giunto saresti rubicondo e allegro,
00:20:42forse fino ai novanta o dai cent'anni.
00:20:53Senta, ma ereditare un'azienda
00:20:55e poi esserne oltre che il padrone,
00:20:58anche il capo,
00:20:59che problemi hai tu?
00:21:03Le dirò che noi siamo cresciuti
00:21:06con la mentalità imprenditoriale.
00:21:09Il nostro padre apparteneva
00:21:12al ciclo del pionierismo,
00:21:17quindi era un'imprenditorialità elementare,
00:21:21però faticosa,
00:21:23la grande fatica, il sudore, le notti in treno.
00:21:26Quindi noi siamo cresciuti a quella scuola,
00:21:30scuola di sacrificio,
00:21:31cioè che facevano loro.
00:21:33Noi grazie a loro ne abbiamo fatto meno
00:21:36di questa... abbiamo sofferto meno,
00:21:38però veniamo da quella scuola lì.
00:21:40Noi siamo stati grati,
00:21:41quindi imprenditori fortunati
00:21:43ci siamo sentiti.
00:21:45Parlo perché eravamo due fratelli.
00:21:46Senta, dottor Barriola,
00:21:47lei ha sviluppato molto la sua azienda,
00:21:49ma poi in un momento difficile
00:21:52l'ha abbandonata.
00:21:53Sì.
00:21:53Perché?
00:21:55Eh beh, lì c'è stata una storia
00:21:58di due fratelli
00:22:00che hanno collaborato intensamente
00:22:03dal 45,
00:22:06perché al 47 morì il nostro padre,
00:22:08ma era già malato,
00:22:10quindi dal 45.
00:22:11Mio fratello aveva quattro anni di meno,
00:22:13quindi subì, subì,
00:22:14dovete subire la mia...
00:22:17la mia leadership,
00:22:18perché anche io venivo da esperienze,
00:22:19ero più forte,
00:22:20avevo fatto le vendite,
00:22:22quindi avevo un certo mestieraccio.
00:22:24Ma abbandonata perché poi?
00:22:25Dunque, dopo 25 anni,
00:22:28quindi dal 47 al 70,
00:22:30nella crescita è venuto anche un logoramento,
00:22:33anche caratterologico,
00:22:35un po' ci siamo anche un po' logorati.
00:22:36aggiungasi che nel 79 ci fu...
00:22:40furono...
00:22:41iniziare...
00:22:42iniziò il periodo politico
00:22:45degli anni...
00:22:46che si chiamano...
00:22:47gli anni di piombo,
00:22:49quindi questo creò ancora più incertezza,
00:22:51più sicurezza.
00:22:52Qualcuno dice
00:22:53Barilla è fuggito quando andavano male le cose
00:22:56e tornato adesso che vanno bene.
00:22:58Lei cosa risponde?
00:23:01Accetto...
00:23:02accetto questo perché io ho una mia spiegazione interna
00:23:06e questo ritorno nell'azienda
00:23:07lo considero un punto importante della mia vita.
00:23:24Parma, 31 ottobre 1979.
00:23:28Come già sapete,
00:23:29sono rientrato da alcune settimane nella società
00:23:32e questo tempo mi è servito
00:23:34per conoscere nuovamente da vicino
00:23:37le varie produzioni,
00:23:39gli stabilimenti,
00:23:40i mercati in cui siamo presenti,
00:23:42ma soprattutto gli uomini
00:23:43che operano nella società,
00:23:45poiché sono proprio gli uomini
00:23:47con il loro lavoro
00:23:48a determinarne il successo.
00:23:51L'unico mio rammarico
00:23:52è di non aver potuto stringere la mano a tutti.
00:23:55Ecco il motivo di queste mie righe
00:23:57con le quali voglio innanzitutto
00:23:59complimentarmi con voi
00:24:00per i risultati davvero brillanti
00:24:03raggiunti in ogni campo,
00:24:05col concorso di chi lavora negli stabilimenti,
00:24:07di chi cura l'organizzazione,
00:24:09di chi porta i nostri prodotti
00:24:11a tutta la clientela.
00:24:12Ho trovato un'azienda viva,
00:24:15aggiornata, efficiente
00:24:17e questo è merito vostro, di tutti,
00:24:19e mi conforta per la decisione presa,
00:24:22doppiamente felice di tornare tra voi
00:24:24al mio posto di lavoro
00:24:26e di responsabilità.
00:24:34Finalmente venne data la notizia.
00:24:36Il signor Pietro ha ricomprato la barilla.
00:24:40In tutti noi ci fu grande emozione.
00:24:44La cosa che ci colpì fu il modo
00:24:46in cui il signor Pietro si presentò.
00:24:49non fece un'assemblea plenaria,
00:24:52ma a piccoli gruppi ci invitò
00:24:56negli uffici di presidenza
00:24:58perché ci voleva conoscere personalmente.
00:25:02Ci spiegò le ragioni del suo rientro
00:25:06in modo semplice,
00:25:09quasi a volersi scusare
00:25:10per averci lasciato tutto quel tempo.
00:25:13Poi ci disse del suo desiderio
00:25:16di voler rilanciare la barilla
00:25:18e chiese a noi
00:25:20di mettere tutta l'energia
00:25:22e la passione di cui eravamo capaci,
00:25:26perché lui ci stava mettendo tutto quello che aveva.
00:25:30Ci disse parole di grande incoraggiamento
00:25:33e ottimismo.
00:25:35Parole che da tempo non sentivamo.
00:25:50Il Leone è tornato,
00:25:51è tornato alla guida della sua azienda
00:25:53e parte nuovamente da dove era partito un tempo,
00:25:56dalle sue convinzioni profonde,
00:25:58una in particolare,
00:25:59un'impresa ha bisogno di un pilastro centrale morale,
00:26:03un pilastro che unisce tutto ciò che ogni uomo ha intimamente di meglio,
00:26:09rettitudine, responsabilità, gratitudine.
00:26:12Ma anche gioia.
00:26:13Gioia, voglia di divertirsi,
00:26:16voglia di ridere,
00:26:17di ridere insieme.
00:26:18Un esempio di questa voglia di ridere
00:26:21è stato quello che ha fatto Barilla con Renzo Arbore,
00:26:26la Barilla Boogie Band.
00:26:27La Barilla Boogie Band.
00:26:29Io cerco il vano di dimenticare,
00:26:35ma il primo amore non si può scordare.
00:26:40La Barilla Boogie Band.
00:26:56Se potessi avere,
00:26:57se potessi avere,
00:26:59mille lire al mese,
00:27:01mille lire al mese,
00:27:02senza esagerare sarei certo di trovare tutta la tranquillità.
00:27:06Bongo, bongo, bongo, sa che bene sono,
00:27:08il bongo non mi muovo, no, no.
00:27:12Datemi la maestro.
00:27:14Datemi la.
00:27:20Olè allora eh.
00:27:22Di Spagna sono la bella.
00:27:25Olè.
00:27:26Reggina son dell'amor.
00:27:29Olè.
00:27:30La Spagnola lascia male così.
00:27:34Bocca a bocca alla notte il vino.
00:27:37Meno pausa maestro.
00:27:44Ecco qua.
00:27:46Soddisfatto?
00:27:47Aspetta.
00:27:59Ci söff 45 preprogrammu mangia pokerxes.
00:28:00Come jeans e che terribile...
00:28:01Se tv espagnolo,
00:28:01bello anche i dirampuche.
00:28:03Aspetta Being,
00:28:03O oh oh oh,
00:28:05Dio che è bella Napoli,
00:28:07mai più ti rivendrò.
00:28:08Oh oh oh,
00:28:10Pedra.
00:28:12Ehi.
00:28:17Letta görüşe c'è
00:28:19una sorpresa autentica
00:28:48di che lei non è un artiste
00:28:50non la musica non trova
00:28:52l'unile è tutto
00:28:54il carino è tutto
00:28:57si punta un po'
00:29:00è vero, è vero
00:29:04ma la città ciò piacere
00:29:09perché noi si muovono
00:29:14su
00:29:18noi si muovono
00:29:20su
00:29:22su
00:29:26you can live your house
00:29:32you can live your house
00:29:35you can live your house
00:29:39la barilla boogie band
00:29:46ed eccolo
00:29:50buonasera
00:29:51buonasera a tutti
00:29:53eccolo
00:29:54ecco Lorenzo Arbore
00:29:55grazie tante
00:29:56grazie
00:29:58grazie
00:30:00grazie
00:30:01il regio
00:30:02il regio fa sempre impressione
00:30:06impressione
00:30:07ho fatto delle varie malefatte qui
00:30:09volevo salutare
00:30:10Marilena Barilla veramente perché
00:30:12sono contento che mi abbia invitato attraverso di te
00:30:15e niente
00:30:16la grande nostalgia
00:30:17questa è la barilla boogie band
00:30:20ma come vi è venuta questa idea
00:30:21dunque perché
00:30:22Pietro Barilla
00:30:24mi contattò a un certo punto
00:30:27c'erano delle cose strane
00:30:28mi invitava al grand hotel
00:30:30e
00:30:32chiacchierava
00:30:32non
00:30:33non si capiva di cosa
00:30:34non si capiva di che
00:30:35chiacchierava con me
00:30:36secondo me mi stava facendo degli esami
00:30:39perché
00:30:39voleva
00:30:40non si sa mai voi come siete
00:30:42non si sa mai
00:30:42voleva esaminare
00:30:44chi si metteva vicino
00:30:45o chi poteva eccetera
00:30:47voleva che non fossi uno dei
00:30:48insomma di quelli che cercavano eccetera
00:30:51allora
00:30:52la conversazione
00:30:53era molto brillante
00:30:54perché un uomo di cultura come lui
00:30:56straordinaria
00:30:57quindi si parlava di tutto
00:30:58anche di musica eccetera
00:31:00ci incontravamo
00:31:01per la verità
00:31:02sul grano
00:31:03perché
00:31:03io sono figlio del tavoliere delle Puglie
00:31:05e Foggia
00:31:06anche se mamma napoletana eccetera
00:31:09e quindi
00:31:09sul grano
00:31:10anche mi illuminava
00:31:12perché malgrado io conoscessi il grano
00:31:14perché è famiglia di agricoltori
00:31:16quindi anche un po' quella roba lì
00:31:18però lui mi diceva
00:31:19ma voi dovete far riposare di più il terreno
00:31:21io dicevo ma adesso sta riposando
00:31:23no
00:31:24poi ho capito che significava riposare il terreno
00:31:27che non bisognava piantare ogni anno il grano
00:31:30bisognava ogni tanto far riposare il grano
00:31:32e poi
00:31:32e poi improvvisamente
00:31:34insomma mi ha chiesto questa collaborazione
00:31:36con la cosa
00:31:37allora io siccome avevo un po' di complessi
00:31:40nei riguardi della pubblicità
00:31:42allora c'erano alcuni artisti che non la facevano
00:31:44vabbè
00:31:45io venivo da alcune pubblicità anche curiose
00:31:48anche commina
00:31:49no
00:31:50questa è una cosa antichissima
00:31:52antichissima
00:31:52proprio commina
00:31:53regia di valerio giurlini
00:31:55io ho fatto per la barilla
00:31:56facevo il musicista fuori scena
00:32:00non mi si riconosce neanche
00:32:01giovanissimo
00:32:02la prima cosa che
00:32:03la prima volta che ho fatto
00:32:04ho visto una macchina da presa
00:32:06e invece qui ti ha proposto
00:32:08no no
00:32:08invece mi ha proposto la cosa
00:32:09allora io ho detto
00:32:10guardi facciamo così
00:32:14io metto il nome direttamente in ditta
00:32:17facciamo invece di fare di sponsorizzato
00:32:20testimonia
00:32:21barilla
00:32:21barilla buggy band
00:32:22bbb
00:32:233b
00:32:24più di bb
00:32:27bbb
00:32:28e facciamola
00:32:28barilla buggy band
00:32:29vabbè
00:32:30e poi cominciamo con questa cosa
00:32:32le giacche che avete visto erano di Guido Pellegrini
00:32:34parmigiano
00:32:34bellissimo
00:32:35erano
00:32:37bellissime di raso
00:32:37ce l'ho ancora per ricordo
00:32:39c'ho degli
00:32:39c'ho dei riperti
00:32:41per la verità
00:32:41no quello fu una cosa mi venne in mente a me
00:32:44il mio coso dice facciamo
00:32:46e volevamo colpire
00:32:48Pietro
00:32:49barilla
00:32:50con un omaggio particolare
00:32:52ci facemmo confezionare 16 camicie con i rigatoni
00:32:56bianche con dei bei rigatoni grandi eccetera
00:33:00lui ci disse questo è un po' troppo
00:33:03comunque di quella
00:33:04di quella
00:33:05eh no
00:33:06sono rimaste lì le camicie dei rigatoni
00:33:08di quella band
00:33:10sì
00:33:11c'è un Reduce
00:33:12c'è un Reduce
00:33:13eh
00:33:14che faceva il batterista
00:33:15perché così intanto poi devi cantare no?
00:33:18Botta
00:33:19guardalo qua
00:33:20e là
00:33:20Alberto Botta
00:33:22per bacco
00:33:23lui è proprio il batterista della britta
00:33:26non c'è di quelli della notte
00:33:29bravo
00:33:30ammazza Alberto Botta
00:33:31e allora adesso vi tocca
00:33:32allora adesso vi tocca
00:33:34vabbè io ero retour
00:33:37da
00:33:38dal successo Sanremese
00:33:39avevo
00:33:40non so proditoriamente
00:33:41preso il secondo posto con una canzone che si chiamava il clarinetto
00:33:45eh certo
00:33:45ne posso fare un pezzettino
00:33:47vai
00:33:47vai
00:33:49vediamo un po' vai
00:33:52metti che ti presenti a una ragazza e dici se suono bene il clarinetto
00:34:02metti che lei capisce tutta un'altra cosa ti fa subito l'occhietto
00:34:11metti che sei un artista puro
00:34:15metti che sei un artista puro
00:34:16questa cosa non fa certo un bel effetto
00:34:21il clarinetto to
00:34:25quello che fa
00:34:27filo filo filo fila
00:34:29metti che lei non è un artista
00:34:33con la musica non prova alcun diletto
00:34:39il clarinetto to
00:34:43si butta un po' giù
00:34:47e non c'è emozioni
00:34:50né soddisfazioni
00:34:52a suonar da soli il clarinetto
00:34:56è uno strumento un po' particolare
00:35:01che ha bisogno di accompagnamento
00:35:04ma dove sta una chitarina
00:35:10per suonare insieme con il clarinetto
00:35:14jazz
00:35:15per fare qualche pezzo
00:35:19per fare un po'
00:35:22filo filo filo fila
00:35:25la cerco come la titina
00:35:28questa bella chitarina
00:35:30questa bella chitarina
00:35:31per fare qualche swing
00:35:33questa bella chitarina
00:35:34mentre il clarinetto
00:35:36così nasce un bel blues
00:35:44la cerco come la cerco come la titina
00:35:51questa bella chitarina
00:35:53questa bella chitarina
00:35:54per fare qualche swing
00:35:58mentre il clarinetto
00:36:04così nasce un bel blues
00:36:08così nasce un bel blues
00:36:32ma la notte
00:36:34va beh
00:36:34che era anche merito suo
00:36:35perché mi fece fare questa trasmissione
00:36:37quella della notte
00:36:38partorita
00:36:39da giovanni minoli
00:36:40sì però
00:36:41mi ricordo
00:36:43devo dire la verità
00:36:44qualcuno se lo ricorderà
00:36:45la signora
00:36:45che quando arrivò
00:36:47la barilla pochi bende
00:36:48dopo essere andata in giro
00:36:49per tutta l'italia
00:36:51comprese le feste dell'unità
00:36:54quando venne a Parma
00:36:57Pietro Barilla pianse
00:37:00forse perché
00:37:01si commosse
00:37:02si commosse
00:37:03mi disse
00:37:03mi arrivò questa notizia
00:37:04sai si è commosso
00:37:05perché sei venuto nella sua città
00:37:08evidentemente
00:37:08con questa cosa eccetera
00:37:11e aveva avuto pure un certo successo
00:37:13per la verità un bel successo
00:37:14e quindi pianse
00:37:15però
00:37:16vediamo se se la ricorda
00:37:17ma la notte devi fare
00:37:19dum dum dum
00:37:20poi si capisce
00:37:21si bemol
00:37:24qua ci vorrebbe il coro però eh
00:37:27sì sì
00:37:28guarda qua
00:37:30ogni giorno la vita
00:37:32è una grande corrida
00:37:34alla notte no
00:37:36ogni giorno una lotta
00:37:40chi sta sopra e chi sotta
00:37:42ma la notte no
00:37:44il mattino è un po' grigio
00:37:47non c'è più dentro il figlio
00:37:49ma la notte no
00:37:51io mi guardo allo specchio
00:37:54e mi sputo in un echio
00:37:56ma la notte no
00:37:59poi comincia il lavoro
00:38:01e dimentichi il cuore
00:38:03ma la notte no
00:38:06pensi sempre soltanto
00:38:09alle cose importante
00:38:11ma la notte no
00:38:13e ti perdi la stima
00:38:16se non trovi la rima
00:38:18ma la notte no
00:38:20ti distrugge lo stress
00:38:23e dimentichi il sesso
00:38:25ma la notte no
00:38:28che stress
00:38:28che stress
00:38:30che stress
00:38:31che stress di giorno
00:38:33ma la notte no
00:38:35che stress
00:38:37che stress
00:38:38che stress
00:38:39che stress di giorno
00:38:40ma la notte no
00:38:42ma la notte no
00:38:44giorno mi tormenti così
00:38:52giorno mi fai dir sempre sì
00:38:58ma la notte no
00:39:12lo diceva Neruda che di giorno si suda
00:39:16ma la notte no
00:39:20Rispondeva Picasso, io di giorno mi scasso
00:39:24Ma la notte no
00:39:26E per questa sciagura no, non si trova la cura
00:39:31Ma la notte no
00:39:34Ti distrugge lo stress e dimentico il sesso
00:39:38Ma la notte no
00:39:41Che stress, che stress, che stress di giorno
00:39:46Ma la notte no
00:39:48Sto pezzi, sto pezzi, sto pezzi ogni giorno
00:39:53Ma la notte no
00:39:57Giorno mi distruggi così
00:40:05Giorno mi fai dire sempre sì
00:40:11Ma la notte, ma la notte, ma la notte
00:40:17Ma la notte, ma la notte, ma la notte
00:40:22Continuate voi di cantare meglio di me
00:40:26Ma la notte, ma la notte, ma la notte, ma la notte, ma la notte, ma la notte, ma la
00:40:38notte, ma la notte, ma la notte, ma la notte, ma la notte, ma la notte, ma la notte, ma
00:40:41la notte, ma la notte, ma la notte, ma la notte, ma la notte, ma la notte, ma la notte,
00:40:41ma la notte, ma la notte, ma la notte, ma la notte, ma la notte, ma la notte, ma la
00:40:41notte, ma la notte, ma la notte, ma la notte, ma la notte, ma la notte, ma la notte, ma
00:40:43la notte, ma la notte, ma la notte, ma la notte, ma la notte, ma la notte, ma la notte,
00:40:46ma la notte, ma la notte, ma la notte, ma la notte, ma la not
00:40:55Grazie Renzo, grazie, grazie, grazie Renzo, grazie.
00:41:13Un applauso anche a tua famiglia, grazie tanto.
00:41:40L'azienda per papà era una cosa di famiglia, la nonna abitava in fabbrica e noi da bambini
00:41:47andavamo sempre a trovarla.
00:41:48Di fianco alla cucina c'era la porta del reparto confezioni, così noi passavamo direttamente
00:41:54dalla casa alla fabbrica e dalla fabbrica alla casa.
00:41:57Avevamo così la percezione fisica che non ci fosse discontinuità tra la famiglia e l'azienda.
00:42:05L'imprenditore abita in fabbrica e la gestisce come un prolungamento della famiglia e il rapporto
00:42:12che ha con le persone che lavorano in fabbrica non è un semplice contratto, è un rapporto
00:42:19umano.
00:42:20Un giorno alla fine di una riunione per la promozione ho preso sotto braccio Gavino
00:42:24Sanna, l'ho portato nel mio ufficio e mostrandogli il nostro marchio gli ho detto
00:42:29«Vede, questo non è il marchio della Barilla, questo è il nome della mia famiglia».
00:42:53E' tutto vero, successe proprio così, ma in quella frase così apparentemente semplice
00:42:59io avevo letto un grandissimo orgoglio, una grandissima passione ed un grande rispetto
00:43:07per tutti quelli che avrebbero lavorato con lui e per lui.
00:43:11Ed io ne feci il tesoro e ho portato tutto questo con me per tutti gli anni che ho potuto
00:43:19lavorare per lui. E questo mi ha permesso alla fine di scrivere un capitolo assolutamente
00:43:28straordinario della pubblicità italiana, dove c'è Barilla c'è casa. Poi alla fine, dopo i successi,
00:43:39i complimenti, i sorrisi, a me oggi è rimasto un piccolo desiderio, piccolo come piccola
00:43:48apparentemente era la frase d'inizio della storia. E vorrei dire una cosa, apparentemente piccola
00:43:59ma grande come un cuore grande, in questo momento. Grazie, signor Pietro.
00:44:15Lei non si è mai sentito di un po' un traditore?
00:44:18Sì. Quando?
00:44:20Eh, quando l'ho lasciato.
00:44:21Lei stesso ha detto, gli anni fuori furono non felici.
00:44:26Sì. Cioè, non felici perché?
00:44:29Io ero tormentato, ero triste, ero infelice. Perché ero vivo, mi sentivo vivo e sapevo di morire
00:44:36in quel modo lì, intimamente. Cioè, non facendo nulla, io so fare un mestiere solo, questo.
00:44:44Non avevo altre alternative, non ci ho mai pensato, anche possibilità finanziarie di entrare qui,
00:44:50di entrare là.
00:44:51Imprenditore, si sentiva imprenditore?
00:44:52Imprenditore di questa imprenditore, perché la conoscevo bene.
00:44:55Quindi si rimprovera, se si rimprovera una cosa di quel periodo è di non essere stato fedele
00:45:00della sua verità.
00:45:01Sì, avrei dovuto resistere, però per resistere non avevo i denari per liquidare mio fratello,
00:45:07che aveva il 50%, quindi eravamo 50-50. Avevo i figli piccoli e in più ero anche separato
00:45:14dalla moglie, quindi ero un uomo solo.
00:45:16E con la stabilità?
00:45:17E in più avevo avuto, devo aggiungere, avevo avuto anche un infarto, quindi ero anche
00:45:21insicuro del mio fisico. Quindi avevo quattro componenti.
00:45:24Quattro varianti?
00:45:25Quattro varianti che non mi diedero la forza di resistere.
00:45:29Ecco, ma qual è la cosa più brutta che ha scoperto di sé in quegli anni?
00:45:34È quello di aver abbandonato il campo.
00:45:37E' una qualità intervista invece che ha scoperto di avere?
00:45:41Il ritorno, il desiderio di ritornare e la forza faticosissima di ritornare perché
00:45:47io ho ricevuto almeno da cinque banche un no.
00:45:52Tristezza, paura, nostalgia.
00:46:01Ecco, sono questi i sentimenti di Pietro Barilla in quel periodo in cui è stato lontano dalla
00:46:07sua azienda. Nella sua mente forse sono tornati i ricordi di un tempo lontano, di quello della
00:46:13sua infanzia.
00:46:16sono nato a Parma il 16 aprile del 1913. Sono nato in un secondo piano, sopra la bottega
00:46:24dei miei nonni, pane e pasta. Avevano cominciato nel 1877. Mio padre ha smesso gli studi in quarta
00:46:32elementare e a 13 anni già aiutava il padre, andando a prendere con un carretto i sacchi
00:46:38di farina al mulino a credito. Li riportava a casa e lì nel forno di mattoni facevano
00:46:43il pane. L'acqua per l'impasto andavano a prenderla alla fontana di fronte alla chiesa.
00:46:48I maschi lavoravano al forno anche 18 ore al giorno. Mia nonna e le figlie stavano al
00:46:54banco. Dopo qualche anno sono riusciti a comprare un torchietto di legno che faceva 50 kg di pasta
00:47:01al giorno. Abbiamo cominciato ad avere dei lavoranti. Poi dal torchietto siamo passati
00:47:07al torchio moderno di ghisa che di pasta al giorno ne produceva due quintali. Il lavoro
00:47:13però era ancora poco e la miseria era tanta a Parma come in tutta Italia. Mia madre che
00:47:19faceva le assunzioni stava attenta a far lavorare le donne a rotazione in maniera che ci fosse
00:47:24sempre almeno uno in ogni famiglia che portasse un guadagno a casa. Nel 1907 fecero un gran
00:47:31debito per acquistare un fabbricato per mettere nuovi impianti. Nel 1910 inizia la fase industriale
00:47:39di quella che ormai è diventata una vera e propria azienda. Mio padre alla mattina alla 6 era in
00:47:44fabbrica e ci restava fino alla sera tardi. Mia madre dopo aver fatto i lavori di casa scendeva a
00:47:51lavorare anche lei. Era una donna abituata alla fatica fin da bambina. Suo padre e mio nonno vendeva
00:47:58il latte per strada porta a porta con il carrettino e lei gli dava una mano. Al sabato
00:48:04era mia madre che pagava gli stipendi ma durante la settimana lavorava con le altre nella squadra
00:48:09delle confezionatrici tutto a mano dieci ore al giorno. Quando sono nato io cominciavamo a vivere
00:48:16bene. Io giravo con la bicicletta nella fabbrica e le operaie mi chiamavano oh Pietro stai attento
00:48:22sai. Gli affari andavano ma i nostri rappresentanti avevano ancora avvitatura. Partivano con la moto
00:48:30visitavano un cliente alla volta. Uno a Colorno, uno a Mantova, due a Villafranca, tre a Verona,
00:48:37Firenze era un viaggio sulla luna, Roma un sogno, Napoli con i suoi cento pastifici un paradiso
00:48:45proibito. A 19 anni io mi metto dietro sulla moto di uno dei nostri rappresentanti e imparo come
00:48:52si fa a vendere. Imparavo come trattava con familiarità i bottegai, come apriva la valigetta
00:48:58con il campionario ravvolturato nella carta azzurra. Le raccomando questo signora, va a ruba sa, la
00:49:06conchiglia. A Milano ormai non si mangia altro. Registrava l'ordinazione, tanti saluti e via in moto
00:49:15da un'altra parte. Beh anche quando sono arrivato a guidare un'impresa con 8.000 dipendenti io mi sono
00:49:23sempre fermato a parlare con chi comperava i nostri prodotti. Volevo sentire cosa ne pensava. Ho
00:49:30cominciato così, parlando con la gente. È stata la mia scuola.
00:49:50Ma questo suo attaccamento alle origini, alle tradizioni non impedisce a Barilla di essere
00:49:55un imprenditore moderno, local e global, radicato nella sua Parma ma aperto alle influenze
00:50:01del mondo, alle suggestioni della diversità e ancora una volta al fascino dell'arte. Se un
00:50:08giorno due sposi si ritrovano sperduti e innamorati nel fascino gelido e accattivante della città
00:50:17di Mosca.
00:50:57Dove c'è Barilla c'è casa.
00:51:09Lo spot è stato realizzato nel 1989, l'anno della caduta del muro di Berlino ed è certamente
00:51:16un punto d'arrivo nella storia della Barilla. Ma non si può capire la forza di questo spot
00:51:21o anche il ritmo febbrile di quei momenti se non si guarda al passato. Al recente passato
00:51:27non tanto dell'azienda Barilla quanto dell'uomo Barilla. Nel 71 Pietro Barilla, lo abbiamo
00:51:33detto, e suo fratello Gianni cedono l'azienda agli americani. È una scelta difficile che
00:51:40provoca la frattura fra i due fratelli. Una decisione che lascia per sempre l'amaro
00:51:46in bocca a Pietro che praticamente da quel momento inizia a sognare la riconquista della
00:51:53sua azienda. Gli americani volevano essere pagati subito cash. Sono andato a parlare
00:52:00personalmente con Enrico Cuccia, il presidente di Mediobanca, per chiedergli un intervento
00:52:05finanziario che mi aiutasse a riprendere l'azienda. E lui mi ha detto, ma Cavalier Barilla, ho visto
00:52:11i conti, i numeri, non ne vale la pena. Ho cercato di convincerlo, chiedendogli di venire
00:52:17a Parma, a vedere di persona il nuovo stabilimento. Guardi che è una cosa straordinaria, unica
00:52:23al mondo. Io ragionavo da imprenditore, da produttore che sa valutare un'impresa guardando
00:52:28negli impianti. Pensavo che se lui avesse visto fisicamente lo stabilimento avrebbe capito
00:52:34quali erano le potenzialità della nostra impresa. Ma lui mi ha risposto di no. No,
00:52:41Cavalier Barilla, non vengo con lei, non li vedo gli stabilimenti, non mi interessa, non
00:52:45lo capisco. Ho un altro punto di vista, vedo solo le cifre. La sua è una partita persa.
00:52:55Spaghetti, pollo, insalatina, una tazzina di caffè. A malapena riesco a mandar giù,
00:53:09giù, giù, giù. Invece ti ricordi che appetito insieme a te.
00:53:23Aditro, guardavi solo a me. Mentre cantavo in China Town, l'orchestra ripeteva.
00:53:34Shubidu, shubidu, shubidu, shubidu. Mi resta solo un disco per tornare giù da te, giù da te,
00:53:43e giù da te, abitro.
00:53:50La vita da-èi.
00:54:24La pasta unisce tutti, dal profondo sud al nostro nord.
00:54:30Davanti a un buon piatto di pasta ci si riconcilia con la vita.
00:54:33Allora, attenzione, noi azzarderemo un esperimento mai tentato prima.
00:54:38Con una traduzione simultanea di una poesia di Aldo Fabrizi,
00:54:43proveremo a coniugare il romanesco con il parmigiano.
00:54:48Titolo, pasta alla capricciosella.
00:54:52Provate a fasto sugo, che è un poema.
00:54:55Picelli freschi oppure surgerati, calamaretti, funghi cortivati così magnate senza peppa tema.
00:55:03Adesso facciamo in su, che nemmo ciò.
00:55:06Togli di raviotti freschi, ma anche dal frigo,
00:55:09tre calamari di fons tirare su in qua, anche se c'è per la mia amica di Tremblò.
00:55:13Per fare i calamari c'è un sistema.
00:55:15Se mettono a pezzetti martagliati, nell'aglio e olio,
00:55:18e bene rosolati, sotteneri che pare in una crema.
00:55:22Per fare i calamari che è un sistema,
00:55:24togli di tocchino e tagliare bene i fai,
00:55:26inti l'olio, un po' di l'olio, un po' rosolano bene,
00:55:28fin tanto che non ve la mia amica come una crema.
00:55:30A presto svaporate un po' di vino,
00:55:33poi pompi d'oro, funghi e pisellini,
00:55:36insaporiti col peperoncino.
00:55:38Poi dopo facciamo svaporare il vè,
00:55:40tol'è ma due tomachi, i fonsi, i raviotti,
00:55:43e un po' di piccante, parmi del pevron se.
00:55:46Formaggio niente, alla maniera antica.
00:55:48Fateci bavettine o spaghettini.
00:55:51Buon appetito e Dio ve benedica.
00:55:53Ma ma niente a formare che mi spieva prima.
00:55:56Buttisome schile e tagliadeli,
00:55:57zemene ve maria e poi partima.
00:56:11La pasta per me è sempre stata l'anima della cucina italiana,
00:56:16che le correnti più modernizzanti,
00:56:18come i futuristi, disprezzavano,
00:56:20che le correnti più esterofile,
00:56:22consideravano un cibo povero per un popolo povero,
00:56:26auspicando una cucina più ricca di proteine, di grassi.
00:56:29Ecco, abbiamo vinto una battaglia che con mio padre
00:56:32avevamo sostenuto negli anni 30.
00:56:37Correva l'anno 1947.
00:56:39L'anno in cui De Gasperi parte per gli Stati Uniti.
00:56:42Col cappotto liso e il cappello in mano.
00:56:44Al Quirinale c'è De Nicola.
00:56:46Alla costituente Terracini.
00:56:47L'Italia aderisce agli accordi di Bretton Woods.
00:56:50Il prezzo del pane viene aumentato per decreto governativo.
00:56:53De Gasperi parla alla nazione via radio
00:56:55e chiede fiducia nella ripresa dell'economia nazionale.
00:56:57Si succedono i suoi governi.
00:56:59Il periodo è di grande incertezza.
00:57:01Il sangue scorre a portella della ginestra.
00:57:04Tempo di uccidere, scrive Flaiano.
00:57:06E vince lo strega.
00:57:07Il vialeggio lo vince Gramsci con lettere dal carcere.
00:57:10La DC va a congresso a Napoli e sceglie il centro.
00:57:13Approvata la Costituzione Repubblicana.
00:57:16Muore Vittorio Emanuele.
00:57:17Anni difficili, secondo il regista Luigi Zampa.
00:57:21Muore Riccardo Barilla.
00:57:25Senta, ma nella sua formazione è stato più importante suo padre o sua madre?
00:57:31Mio padre.
00:57:33Perché?
00:57:34Perché mi ha dato, ero uomo di pochi studi, veniva...
00:57:40Mi ha insegnato alcuni principi fondamentali che mi hanno guidato e mi guidano tuttora nella vita.
00:57:47Quali sono?
00:57:48Una certa addirittura, una addirittura, un modo di vivere onesto.
00:57:55Era un uomo generoso.
00:57:57Io cerco di ricordarlo a questa qualità.
00:58:04E questi principi fondamentali, elementari, addirittura elementari, ma fondamentali.
00:58:11Ecco, ma altrettanto importante.
00:58:13Pietro Barilla è stata la figura della madre.
00:58:15L'abbiamo già vista in azione, in fabbrica.
00:58:18L'abbiamo vista sporcarsi le mani, condividere sogni e speranze con le sue operaie.
00:58:23Ma non si capirebbe il ruolo della madre di Pietro Barilla senza ricordare un episodio, un episodio molto importante.
00:58:31È il 1945, Parma è stata liberata.
00:58:35A un certo punto arriva in città Nilda Iotti e chiede di visitare l'azienda.
00:58:40Accompagnarla è lo stesso Pietro.
00:58:42In occasione di quella visita che si svolge un dialogo particolare per brevità e intensità.
00:58:48Un dialogo che racconta molto di quel periodo e delle tensioni di allora.
00:58:54I protagonisti?
00:58:55I protagonisti sono il magistrato Ardenti Morini e la madre di Pietro Barilla.
00:59:01Signora Barilla, mi ascolti.
00:59:03È molto probabile che ora le aziende verranno nazionalizzate, statalizzate.
00:59:08Ma lei non si preoccupi per i suoi figli.
00:59:11Vedrà che troveremo loro una sistemazione.
00:59:14Che è il guardo, dottore, che se i miei figli gano il mio sangue, il mio,
00:59:18e saranno loro, loro che saranno a sito per voi.
00:59:22Ecco, per chi non capisce,
00:59:25lei dice, se i miei figli, dottore, hanno il mio stesso sangue nelle vene,
00:59:32ci penseranno loro a trovare un posto per voi.
00:59:37Ecco, non soltanto...
00:59:47Non soltanto queste parole naturalmente sono rimaste impresse nella memoria della famiglia Barilla,
00:59:53quanto il gesto fatto dalla signora,
00:59:55una mano che sembra graffiare il braccio nell'indicare lo scorre del sangue nelle vene.
01:00:01Anche questo è Barilla, emozione, tradizione, concretezza e fascino.
01:00:06Non so fingere, non voglio fingere, non so fare per me le tue lacrime.
01:00:35Non so credere, non so credere, non so credere, nel tuo amore.
01:00:45Non so unwilling se chiamare il nostro sangue.
01:00:50Niente, eh sì?
01:00:53È tutto un attimo, che sei l'estasi.
01:01:00In qualche attimo non ti voglio ingannare per non farti soffrire, non illuderti di più.
01:01:24Non ti voglio ingannare per non farti soffrire, non illuderti di più.
01:01:52Il fascino dell'arte e la concretezza della pasta alle due anime di Pietro Barilla potrebbe bastare, ma a lui
01:02:00non è bastato.
01:02:01Oltre all'attaccamento alla sua azienda, alla sua famiglia, oltre all'amore viscerale per l'arte, per gli artisti, per
01:02:08il loro sguardo lungo,
01:02:10Pietro Barilla aveva riservato a se stesso un altro compito su questa terra, un'altra missione.
01:02:16Di questo impegno abbiamo una testimonianza diretta, quella di Padre Quattrocchie.
01:02:31Con Pietro Barilla ci conoscevamo già alcuni anni prima della guerra.
01:02:37Insieme con la sua mamma, la signora Virginia, e con un gruppo di amici, lo vedevo spesso la domenica in
01:02:43San Giovanni, sotto il mio pulpito, alla messa del mezzogiorno.
01:02:47Qualche volta ebbe anche l'occasione di confessarlo con altri suoi amici, in occasione delle grandi solennità.
01:02:55Sì, ma si trattava semplicemente di conoscenza.
01:02:58Lui sapeva che io ero padre Paolino e io sapevo che lui era Pietro Barilla.
01:03:05Ma la conoscenza cominciò a convertirsi in amicizia, che andò crescendo con gli anni, verso la fine della guerra e
01:03:13soprattutto nell'immediato dopoguerra.
01:03:16Ricordo con precisione tra l'agosto e settembre del 44.
01:03:21Riccardo Barilla, suo padre, venne preso in ostaggio dai partigiani.
01:03:26Io, coinvolto da tempo negli alti vertici delle resistenze a diretto contatto con il generale Cadorna,
01:03:35in quei giorni ero ricoverato all'ospedale maggiore di Parma.
01:03:39Pietro, che era al corrente delle mie amicizie pericolose, venne subito da me per chiedermi che mi interessassi per il
01:03:47riscatto di suo padre.
01:03:49Da allora cominciammo a frequentarci, benché con cautela, mentre io ottenni di essere nominato cappellano delle carceri.
01:03:59E fu così che, nelle tragiche giornate delle rappresaglie e delle purazioni,
01:04:05un mattino mi imbattei in uno dei corridoi del carcere di San Francesco con un gruppetto di detenuti eccellenti,
01:04:15arrestati in attesa di accertamenti su di un presunto collaborozionismo.
01:04:22Mi feci io pure garante per loro che ottennero la liberazione di lì a qualche giorno.
01:04:29Da questi eventi nacque un rapporto di amicizia vera, che con Pietro assunse un carattere, sempre molto riservato, di fraterna
01:04:38stima e solidarietà.
01:04:41Per un patto sottinteso, anche se non scritto né formulato, ciascuno dava o chiedeva all'altro senza riserva.
01:04:50E così avvenne che fu lui che mi volle a benedire le sue nozze,
01:04:55lui che mi chiamò a battezzare i suoi figlioli.
01:05:00Nel frattempo, già nel mese successivo alla liberazione,
01:05:04aveva avuto inizio la mia attività assistenziale post bellica,
01:05:07e fu proprio questo il terreno sul quale, con la più discreta, e anzi vorrei dire pudica riservatezza,
01:05:16Pietro fu al mio fianco, dietro le quinte, per anni ed anni,
01:05:20ma non solo come il prudente consiglio della sua ormai navigata esperienza manageriale,
01:05:25ma più ancora sostenendo con inusitata munificenza pressoché tutte le mie iniziative.
01:05:37Un giorno ci eravamo casualmente incontrati per strada e lui tornava dall'orfanatrofio,
01:05:42che gli era caro, caro come una pupilla,
01:05:45e mi intratteneva commosso sulle ultime emozioni che lo avevano afferrato al contatto con quei bambini.
01:05:54E ad un certo punto si interruppe, seguendo evidentemente un suo filo interiore e senza darmi spiegazioni.
01:06:05Mise mano, come di consueto, al blocchetto degli assegni e me ne consegnò uno,
01:06:11dopo averlo debitamente riempito per una cifra, come sempre, a 6-0.
01:06:17Ti ringrazio, Pietro.
01:06:19No, Paulino, non ringraziarmi.
01:06:22In fondo sono io che devo ringraziare te,
01:06:24perché mi offri la possibilità di andare a colpo sicuro,
01:06:27nel sostenere i bisogni reali che non potrei conoscere.
01:06:30Per me questo è uno dei più grandi motivi di gioia.
01:06:33Vedi, a me non manca nulla.
01:06:35Io mi prendo il gusto di aggiungere anche questa rara soddisfazione che non apprezzo,
01:06:41quella di dare dove so che c'è bisogno,
01:06:43senza aspettare né un ricambio né un grazie.
01:06:45E me ne avanza ancora tanto.
01:07:07Cortina, anni 50, la capitale della mondanità.
01:07:11E' qui che si è creato uno dei sodalizi più importanti nella vita della Barilla,
01:07:16quello tra Pietro e Marilena.
01:07:19Tra un ricco scapolone quarantenne e una dolce, timida fanciulla di soli 20 anni.
01:07:42Pietro andava in vacanza sempre a Cortina.
01:07:45Io quell'anno c'ero venuta con la mia famiglia.
01:07:48A Cortina non frequentavo e non conoscevo quell'ambiente di belle donne, mondanità.
01:07:55Avevo solo 20 anni ed ero timida.
01:07:57E in effetti a Cortina è vero, io ero circondato dalle più belle donne d'Italia.
01:08:02Erano donne ricche, famose, importanti.
01:08:05Io mi sentivo insignificante di fronte a loro.
01:08:08Ma sbagliava e sbagliava di grosso.
01:08:11Lui diceva che gli piaceva la mia freschezza.
01:08:14Il fascino della freschezza.
01:08:16Io ero ancora una ragazzina ingenua quando ci siamo conosciuti.
01:08:21Lui era un uomo di 43 anni.
01:08:24L'ingenuità.
01:08:25E con lei non capiva che il suo fascino stava proprio nella sua ingenuità.
01:08:29Io lo guardavo con gli occhi incantati, ma avevo paura di non essere all'altezza.
01:08:35Non poteva capire che cosa prova un uomo ad amare ed essere amato da una donna così giovane, candida.
01:08:41Il piacere di poterle insegnare tante cose.
01:08:43Di poter essere in qualche modo anche il suo maestro.
01:08:46Per me il piacere più grande era di poter restare sola con te, noi due da soli, a parlarci, a
01:08:54raccontarci i nostri pensieri più intimi.
01:08:57Forse non sono riuscita neanche a fartelo capire.
01:09:01Forse per colpa della mia timidezza.
01:09:04Forse perché sono così chiusa di carattere, introversa.
01:09:09Ed ero anche un po' intimidita da te perché avevi una personalità forte, prorompente.
01:09:15Tu eri estroverso.
01:09:17Tu ami la gente.
01:09:18Parli con tutti.
01:09:20Sei curioso.
01:09:21Sei interessato a tutto.
01:09:23Sei capace di entusiasmarti assaggiando prelibatezze nel più raffinato ristorante del mondo.
01:09:29Ma sei altrettanto felice se mangi pane e formaggio seduto sui gradini di casa.
01:09:35Tu sei attratto.
01:09:37Sei incredibilmente attratto dalla vita.
01:09:40Dal bello della vita e dagli esseri umani.
01:09:43Li capisci.
01:09:44Comunichi con loro.
01:09:46Ma ti ricordi quella volta a New York?
01:09:49Nei grattacieli c'è sempre un inserviente dentro gli ascensori che ti accompagna.
01:09:54E quando salivamo, scendevamo da un grattacielo, passavamo sempre almeno un paio di minuti con l'uomo dell'ascensore.
01:10:01Beh, tu che facevi?
01:10:02Eh, naturalmente ti mettevi a parlare con lui.
01:10:05E una volta ti sei messo a parlare così fitto, con un atteggiamento così interessato, ed eri sincero, eh,
01:10:12che l'uomo dell'ascensore si è aperto, si è confidato.
01:10:15Ti ha detto come si chiamava, come si chiamava sua moglie, suo figlio, sua nonna, sua zia.
01:10:21Ah, e quella volta che dovevamo andare a Parigi con un aereo che poi all'ultimo momento non è partito
01:10:27e così siamo andati in treno?
01:10:28Beh, io ero felice perché pensavo, ora finalmente, in treno da Milano a Parigi, siamo tranquilli,
01:10:37noi due, soli, senza nessuno che ci disturba.
01:10:41Che bellezza.
01:10:42Finalmente chiacchieriamo, parliamo, leggiamo i giornali, solo noi due, noi due da soli.
01:10:50saliamo sul treno, eh, e chi c'era?
01:10:53Un tuo amico.
01:10:55Un imprenditore, ora non mi ricordo bene neanche chi, ma comunque ha fatto tutto il viaggio
01:11:00seduto vicino a te.
01:11:02Tutto il viaggio, eh, Milano a Parigi.
01:11:04E avete parlato fitto tutto il tempo.
01:11:07Beh, non siamo rimasti soli neanche un minuto.
01:11:22In questo libro Francesco Alberoni ha cercato di scrivere una biografia storica e emotiva di Pietro Barilla,
01:11:30un po' quello che abbiamo cercato di fare noi questa sera.
01:11:33Anche noi, come Alberoni, siamo andati alla ricerca degli elementi, degli elementi portanti
01:11:39della personalità di Pietro Barilla.
01:11:41Abbiamo cercato le sue parole chiave.
01:11:43E per smentire un po' la convinzione comune del giornalismo contemporaneo,
01:11:49secondo la quale le inchieste non portano a nulla,
01:11:53noi queste parole le abbiamo trovate.
01:11:56famiglia, e si chiamano Marilena, Guido, Paolo e Emanuela.
01:12:02Rispetto, e si chiamano operai, dipendenti e colleghi.
01:12:06Armonia sociale, ovvero lavoro e benessere.
01:12:09E soprattutto la provvidenza.
01:12:13E per noi sarebbe finita qui.
01:12:16No, no, per me no.
01:12:21Non ancora.
01:12:24Prima di finire, io veramente vorrei dirvi ancora una cosa.
01:12:29Una cosa che riguarda l'oggi.
01:12:32Il vostro, oggi.
01:12:36Io ho vissuto il dopoguerra,
01:12:40quello della fame, della devastazione.
01:12:44E fino a poco tempo fa pensavo che quei tempi fossero finiti,
01:12:48per sempre.
01:12:52Devo dirvi però che il dopoguerra è tornato.
01:12:55Ed è oggi.
01:12:58Allora, 60 anni fa, bisognava ricostruire tutto,
01:13:01ma era più facile, perché nessuno aveva nulla.
01:13:05Oggi, i ricchi sono sempre più ricchi,
01:13:08e i poveri aumentano, e diventano sempre più poveri.
01:13:12Perché non c'è lavoro.
01:13:14Non c'è coesione, non c'è amicizia,
01:13:17non c'è stima reciproca.
01:13:20Non c'è la politica,
01:13:21che crea le condizioni del fare.
01:13:25Le persone si guardano, ma non si vedono.
01:13:28Si parlano, ma non si capiscono.
01:13:30Nel nostro paese non c'è più gioia,
01:13:34perché non c'è più vita.
01:13:37Non c'è ricchezza, perché non c'è giustizia sociale.
01:13:42Bisogna invertire la tendenza,
01:13:43che ci sta portando verso il nulla.
01:13:46Innanzitutto bisogna dichiarare morta la politica delle parole,
01:13:51per far nascere la politica dei fatti,
01:13:54la politica del fare,
01:13:56per creare giustizia,
01:13:58e per arrivare ad una nuova, equa, moderna,
01:14:01redistribuzione del reddito,
01:14:03che ridia la speranza,
01:14:07soprattutto ai giovani.
01:14:09Bisogna abbattere la finanza di carta,
01:14:12che è fine a se stessa e uccide,
01:14:15le persone e le imprese.
01:14:19Dobbiamo essere liberi,
01:14:22liberi di fare.
01:14:26E voi che cosa state facendo?
01:14:30State facendo qualcosa per chi ha fame?
01:14:33Per chi ha sete?
01:14:36State facendo qualcosa per creare lavoro?
01:14:40Bene.
01:14:42Questo è il vostro compito in questo nuovo dopoguerra.
01:14:47Fatelo, figli miei.
01:14:50Impegnatevi per questo,
01:14:52e la vostra vita sarà ben spesa.
01:14:55Andiamo avanti.
01:14:58Andate avanti.
01:14:59Con coraggio.
01:15:01Grazie.
01:15:07Grazie.
01:15:12Grazie.
01:15:19Grazie.
01:15:22Grazie.
01:15:27Grazie.
01:15:27Grazie.
01:15:41Grazie.
01:15:46Grazie.
01:15:55Grazie.
01:16:00Grazie.
01:16:02Grazie.
01:16:06Grazie.
01:16:33Grazie a tutti
01:17:17Grazie a tutti
01:17:51Grazie a tutti
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