Vai al lettorePassa al contenuto principale
  • 4 ore fa

Categoria

📺
TV
Trascrizione
00:14Diamo il buongiorno da questo momento agli amici di Teletutto che sono connessi con Radio Brescia 7 per il nostro
00:19incontro quotidiano nel magazine.
00:22Oggi sono molto contenta anche perché è la prima volta che viene a trovarci di dare il benvenuto al professor
00:27Paolo Corsini.
00:28Buongiorno, grazie per aver accolto il mio invito.
00:30Buongiorno a lei, buongiorno a quanti ci stanno ascoltando o vedendo.
00:34Tutte e due le cose e questo è molto bello perché diamo a più pubblico possibile la possibilità di conoscere
00:43anche un po' di dietro le quinte di un libro che è uscito qualche giorno fa.
00:50Si chiama Una bomba fascista, nuova lettura della strage di Brescia che lei ha detto è la strage più politica
00:59di tutte.
01:01È un tema che mi piacerebbe chiarire fin da subito.
01:04Come mai questa affermazione?
01:05Sì, perché se noi leggiamo le stragi che sono state consumate in Italia tra il 1969 e il 1974, vediamo
01:19che Piazza della Loggia è estremamente emblematica.
01:23In quanto in questo caso non si intende colpire un pubblico anonimo di cittadini che si trovano alla banca dell
01:33'agricoltura o che partecipano alla cerimonia, alla questura di Milano e così via.
01:38Ma si intende colpire esplicitamente una manifestazione sindacale, peraltro promossa anche dal Comitato Permanente Antifascista e delle Formazioni Politiche Democratiche,
01:51una manifestazione sindacale che si prefiggeva di denunciare la catena di aggressioni, di attentati che erano stati promossi a Brescia
02:00e nel paese dalle organizzazioni neofasciste.
02:03Quindi esplicitamente una strage anti-antifascista, a altissimo tasso ideologico e politico.
02:10Le faccio un'altra domanda. Lei ha sicuramente uno sguardo molto aperto su quanto è accaduto, anche perché ha occhi
02:20diversi rispetto al fatto che è stato testimone, forse non tutti questa cosa se la ricordano,
02:25Lei era in piazza quella mattina e è scampato a questa bruttura per pochissimo. Sono quegli episodi nella vita che
02:35determinano dei cambiamenti per tutta la vita e poi ne parleremo.
02:39Poi chiaramente per più di un decennio è stato sindaco di Brescia, ha fatto parte della commissione parlamentare che si
02:48occupa delle stragi, senatore.
02:52Credo che abbia una visione a 360 gradi da poter mettere a disposizione di questo libro.
02:59Sì, io devo dire che sono stato in colome per puro caso, perché stavo parlando con Alberto Trebeschi, che poi
03:09sarebbe caduto insieme alla moglie Clementina Calzari,
03:13che era stato il mio insegnante di matematica e fisica all'Arnaldo, quando un'amica, Giovanna Gitti, la sorella di
03:23Ciso Gitti, che allora era presidenza della provincia
03:25e poi sarebbe diventato vicepresidente della Camera dei Deputati, Giovanna mi ha visto, mi ha chiamato, io l'ho raggiunta
03:33sotto il lampione che è proprio di fronte al monumento della bella Italia
03:37e nel momento in cui l'ho raggiunta è esplosa la bomba.
03:40Avete mai avuto modo di tornare sul tema, proprio per raccontarvi quanto questa cosa ha determinato?
03:46Guardi, io ho subito, ho vissuto anche l'esperienza di qualche incubo notturno, perché ho visto uno spettacolo veramente atroce,
03:56ho visto corpi dilaniati, sanguinanti, ho sentito persone che chiedevano aiuto,
04:04ho visto i parenti, gli amici, i compagni delle vittime piegati con gli occhi sbarrati su di loro nella speranza
04:12che fossero ancora vive.
04:14Sono tornato su questo tema da studioso di storia, perché anni fa con Roberto Chiarini abbiamo pubblicato un grosso volume
04:23sullo sviluppo del blocco d'ordine del radicalismo di destra e del neofascismo a Brescia,
04:28dalla Repubblica Sociale Italiana fino alla strage di Piazza della Loggia.
04:33Sono stato membro della Commissione parlamentare di inchiesta sul terrorismo e sulla mancata individuazione di responsabili
04:40e quindi ho condotto anche audizioni ai maggiori esponenti della vita pubblica del nostro paese,
04:47a Tabiani, a Cossiga, ad Andreotti, ho ascoltato magistrati, giornalisti, pistaroli, storici, esponenti neofascisti e così via.
04:57E infine da sindaco ho dovuto naturalmente impegnarmi per alimentare la memoria comunitaria,
05:05questa postura etica della nostra comunità.
05:09In modo particolare ricordo quella straordinaria conferenza che un grande filosofo Norberto Bobbio
05:15tenne nel 1994 in occasione del ventennale della strage nel Salone Van Vitelliano
05:23dove esaminò gli aspetti del cosiddetto potere invisibile,
05:27gli arcana sedizionis, cioè i misteri che stanno dietro i tentativi di aversione
05:34e gli arcana imperi, cioè le responsabilità di taluni organi dello Stato nel non prevenire
05:41e addirittura in taluni casi nel sostenere le politiche stragiste.
05:45Professore, io devo interrompere per 30 secondi ma poi torniamo
05:51e le anticipo la domanda, le anticipo lei al pubblico, la domanda che le farò.
05:56Lei ha scritto tantissimo ma come mai è arrivato ora per lei il momento di raccontare questa storia?
06:03Glielo chiedo tra 30 secondi esatti.
06:0528 maggio 1974, la strage di piazza della loggia, è una settimana dove ricordarlo è molto importante,
06:17sarebbe importante ricordarlo e soprattutto raccontarlo ai giovani con una costante
06:22che consente una lucidità di sguardo anche sul nostro mondo contemporaneo.
06:26Morirono 8 persone, più di 100 rimasero ferite.
06:30Esce questo libro di Paolo Corsini, una bomba fascista, ne stiamo parlando
06:35e la domanda fatta qualche secondo fa ci consente anche di aprire altri ragionamenti.
06:44Come mai proprio adesso ha pensato che era il momento di raccontare la strage di piazza loggia
06:50dal suo punto di vista e anche con notati molto oggettivi?
06:56Le motivazioni sono molteplici, direi che la prima motivazione va ricondotta al fatto
07:03che le indagini giudiziarie sono approdate all'acquisizione non di tutta la verità
07:09ma di importantissimi squarci della verità, con sentenze passate a ingiudicare.
07:14Esatto, infatti un'altra domanda è, secondo lei c'è un reale punto?
07:18La seconda motivazione, poi vengo alla seconda domanda, è che mi sentivo come dire maturo
07:25per affrontare un cimento, un impegno come questo, che si prefigge perché è nuova lettura
07:31perché è una lettura che cerca di tenere insieme la mia esperienza personale,
07:37tiene insieme la riflessione elaborata in sede di storia politica,
07:42tiene insieme gli esiti della vicenda giudiziaria
07:45e tiene insieme anche quelle letture da un punto di vista filosofico
07:49che sono state fatte dalla strage, da grandi pensatori come Norberto Bobbio,
07:53come Menullè Severino, come Mario Cassa.
07:57E infine la terza motivazione, il disegno editoriale della Morcelliana,
08:03perché Ilario Bertoletti che è il direttore appunto della Morcelliana,
08:06ha pensato in modo molto originale e credo lungimirante di chiedere a tre esponenti della filosofia
08:18e a uno storico come me di misurarsi con questa vicenda.
08:25Queste sono le tre motivazioni.
08:28Il punto fermo.
08:30Lei sa che dopo le sentenze che hanno condannato in via definitiva
08:36la fonte Tritone, cioè Tramonte, e Carlo Maria Maggi,
08:41che hanno organizzato, tramato per promuovere la strage,
08:46tra l'altro Tramonte è anche un agente del SID, dei servizi segreti,
08:50Carlo Maria Maggi è l'esponente veneto di punta del movimento di ordine nero.
08:57Ancora oggi è aperta una tranche di inchiesta giudiziaria.
09:02Marco Toffaloni, che allora era giovanissimo,
09:06è stato poi condannato a 30 anni con una sentenza definitiva.
09:09È aperto un processo nei confronti di Roberto Zorzi,
09:13ma Gian Paolo Stimamiglio, che è l'esponente neofascista
09:17che ha portato gli inquirenti sulle tracce di Toffaloni e di Roberto Zorzi,
09:23ha reso un'ulteriore testimonianza segnalando altre quattro personaggi,
09:30di cui tre ha fatto i nomi e uno invece non è uscito allo scoperto.
09:34Per cui siamo ancora in attesa degli sviluppi delle indagini giudiziarie
09:40che sono in corso.
09:42Grazie per l'efficacia della risposta e i dettagli, perché ci significano bene.
09:46Mi piacerebbe, a proposito di questo, anche tornare indietro al 1974
09:51e raccontare il clima.
09:54E come mai, secondo lei, fu scelta proprio Brescia per questa strage?
10:00Durante, l'ha ricordato molto bene, questa manifestazione promossa dalla CGL.
10:07Allora, perché proprio Brescia il clima?
10:09Beh, innanzitutto è un clima di forti tensioni, perché le forze politiche si sono misurate
10:16con il referendum relativo alle norme sul divorzio.
10:21E quindi c'è stata, diciamo così, una mobilitazione politica e una conflittualità
10:27persino esasperata in certi momenti.
10:30in secondo luogo perché a partire dal marzo del 1973, quando viene fatto esplodere un ordigno
10:38presso la sede della Federazione Provinciale del Partito Socialista, fino all'arresto dei
10:44due corrieri del Tritolo in Valtellina, cioè Kimbo, Romeo e Spedini, poi è stato tutto
10:50un susseguirsi di agguati, di attentati, di aggressioni, ma una sequela decisamente impressionante
10:56che io nel libro ricostruisco, con attentati che sono falliti per puro caso, ma che avrebbero
11:03potuto produrre una strage, come nel caso dell'attentato alla sede provinciale della CISL.
11:11Quindi c'è questo crescendo, insomma.
11:15C'è poi la morte di Silvio Ferrari, il 19 maggio.
11:20Anche su questo le inchieste, le indagini giudiziarie e le ricerche hanno portato alla
11:26luce, diciamo così, elementi in precedenza sconosciuti e cioè Ferrari ha confidato ad
11:34un esponente di primo piano dei servizi segreti che dispone di fotografie compromettenti e
11:39allora stando a dichiarazioni che risalgono a uomini dell'Ag Interpress, che è un'agenzia
11:45internazionale, diciamo così, neofascista e volta a promuovere iniziative di destibilizzazione
11:51antidemocratica, Ferrari è considerato come sulla soglia di volere staccarsi dall'organizzazione
11:59e quindi la bomba viene fatta esplodere nel portabagagli della sua Vespa.
12:05Poi ci sono i due volantini che annunciano la volontà di vendicare quella morte che viene
12:11attribuita ai rossi, perché la strategia neofascista da un lato procede per incolpazione,
12:19si incolpano gli avversari politici degli attentati e dall'altro invece per rivendicazione.
12:25La strage di Brescia e quella dell'Italicus appartengono a questa seconda tipologia.
12:31C'è un ulteriore dato, sul palco prende la parola, e quindi gli organizzatori della strage
12:36sanno di questo programma, prende la parola Franco Castrezzati, che è un uomo di punta
12:42della FIM, cioè del sindacato metalmeccanico bresciano, che ha conosciuto una vicenda
12:49sua personale straordinaria, perché è l'uomo che ha promosso l'unità sindacale all'OM,
12:57che ha promosso Scioprie. È sostanzialmente un cattolico di sinistra e quindi si vuole
13:03colpire anche questa identità politica sindacale e poi naturalmente la volontà di un confronto
13:13e un attacco diretto a una manifestazione esplicitamente convocata su parole d'ordine
13:19antifasciste. Quindi una strage politica e anti-antifascista.
13:24Allora, veniamo a un ricordo più personale suo. Se lei dovesse mettere in una diapositiva
13:35quella tragica, tragicissima giornata e quello che accade dopo, che cosa si ricorda in particolare?
13:43Che sensazione ha in particolare?
13:45Guardi, le immagini sono due che mi sono rimaste impresse e che spesse volte mi ritornano.
13:51e la scrittura ha voluto essere anche un'istanza di liberazione, mantenere il senso di quelle
13:59immagini ma in qualche misura confinare nell'oblio i fotogrammi. Sono le immagini di Arnaldo Trebeschi
14:08piegato sul corpo del fratello e di Maglio Milani sul corpo di Livia. Sono due immagini
14:14dalle quali, insomma, non riuscirò mai, di cui non potrò mai liberarmi.
14:20E questo mi è tornato e mi torna.
14:24Diceva poi l'altra domanda?
14:26L'altra domanda è che cosa la compagna da allora ad ora? Perché, come giustamente diceva
14:34poco fa, ci sono dei ricordi che segnano fortemente tutta un'esistenza.
14:39Guardi, di me stesso l'insaziabile bisogno di verità. O meglio, la verità storico-politica
14:47mi pare fosse stata acclarata da tempo, fin da subito probabilmente. Adesso essa si accompagna
14:54alla certezza giudiziaria, cioè a una sanzione giudiziaria nei confronti dei colpevoli.
15:00e questo non è certamente un risarcimento, ma può in qualche misura costituire una sorta
15:08di consolazione, perché i morti, le vittime, sono restituite alla loro vita. Sono al di
15:15là, diciamo così, dei cospiratori del silenzio o di quanti fanno commercio dalla memoria.
15:21Quindi un insaziabile bisogno di verità. Questo mi ha accompagnato. E quel che mi ha accompagnato
15:29ancora è la risposta di questa città offesa, che con la casa della memoria, con le formazioni
15:36politiche democratiche, con il sindacato, con l'attività degli insegnanti, degli studiosi,
15:42dei ricercatori, con la testimonianza di uomini di chiesa. Penso in modo particolare a una
15:48ricetta e conferenza fatta straordinaria da Monsignor Giacomo Canobbio. Anche con la mobilizzazione
15:54nei movimenti di base, ha sempre alimentato questo bisogno di verità e ha, come dire,
16:00suffragato il rafforzamento della memoria con una presenza che non è mai venuta meno.
16:06Non abbiamo ancora parlato del suo ruolo di professore, che evidentemente può molto nel
16:13sensibilizzare l'animo dei più giovani, che non sempre sono così connessi a una storia
16:20anche vicina a loro. E mi piacerebbe aprire una parentesi su quello, anche perché oggi
16:24lo dico di spalla, sul giornale di Brescia c'è un pezzo proprio firmato da lei e che
16:30racconta bene quello che è il senso del fare memoria.
16:35Sì, vede, bisogna distinguere la categoria del ricordo dalla categoria della memoria.
16:40Il ricordo è un fatto personale, lo dice l'etimologia della parola latina, ricordare,
16:47richiamare al cuore. Ognuno ha i suoi ricordi personali. La memoria è una dimensione diversa
16:53e, per dirla peraltro con le parole di un salmo, è, come dire, una sentinella della notte,
17:01è la custodia pubblica di ciò che va mantenuto vivo, di ciò che dice della riconoscibilità
17:08identitaria di una città. Perché, veda, c'è sicuramente una Brescia prima della strage
17:15e una Brescia dopo la strage. Perché la strage è anche periodizzante della storia
17:21bresciana. Per esempio, il passaggio dalla sindacatura di un grande sindaco come Bruno
17:27Boni alla sindacatura di Cesare Trebeschi. E Cesare Trebeschi, peraltro, è erede di una
17:35famiglia e figlio di quell'Andrea Trebeschi che muore a Gusen, il sottocampo di Mauthausen,
17:44incarcerato e deportato per la sua attività antifascista. Cesare Trebeschi poi diventerà
17:50nel tempo, io credo, la maggiore autorità morale nel discorso pubblico di questa città.
17:57Peraltro ha scritto anche testi molto provocatori, chiamando in causa le responsabilità della città
18:03che ha lasciato crescere nel suo seno il mostro che ha prodotto la strage.
18:10Quindi, la memoria è sostanzialmente questo. Non è archeologia del cuore, non è nostalgia
18:19del passato, ma è un giudizio sulla democrazia di oggi e sugli impegni per il futuro.
18:25Siamo in dirittura d'arrivo e prima che mi sfugga il tempo volevo ricordare di un appuntamento,
18:31quello di domani alle 18 all'auditorium San Barnaba di Corso Magenta, dove, dopo il saluto
18:37della sindaca Laura Castelletti e della presidente di edettivice morcelliana Francesca Bazzoli,
18:43lei dialogherà con il professore Gotor, ordinario di storia contemporanea presso l'Università
18:50degli Studi di Roma, Tor Vergate, a moderare il caporedattore del giornale di Brescia, Carlo
18:55Muzzi, così ho ricordato quello che accade.
18:56Peraltro, Miguel Gotor è il maggior studioso italiano degli anni 70. Il suo libro, anni
19:0370, storia del decennio più lungo del secolo breve, è un libro straordinario, con fonti.
19:11Io ho lavorato con lui agli archivi dei servizi segreti quando tutti e due eravamo senatori,
19:17perché dovevamo respingere la tesi di chi sosteneva che la strage di Bologna era dovuta
19:23ai palestinesi e insieme abbiamo fatto ricerca negli archivi e in modo particolare le relazioni
19:31dell'allora colonnello Giovannone che venivano spedite dal Libano per dimostrare che i palestinesi
19:38con Bologna non c'entrano nulla. Gotor invece ha dimostrato che uno degli artefici di colui
19:44che ha promosso la strage di Bologna è il colonnello Gheddafi che ha utilizzato naturalmente
19:50la manovalanza neofascista che ha subito poi il giudizio di condanna.
19:55L'ultima domanda che le voglio fare è che cosa le piacerebbe che questo libro lasciasse
20:00a chi lo leggerà e spero che lo lega con la grande attenzione che questo libro merita.
20:07La mia speranza, sono sempre stato un uomo di scuola, prima insegnando dalle scuole superiori
20:13e poi all'università, io spero che questo libro possa essere letto dagli studenti, dai
20:19giovani e possa in qualche misura interpellare la coscienza. Io non intendo trasferire ai giovani
20:27le mie convinzioni né tantomeno le certezze poche o tante di cui dispongo. Mi interessa molto
20:35che loro possano interrogarsi, possano farsi delle domande, possano promuovere il carattere
20:42critico della loro coscienza. Ecco, questa è la mia speranza.
20:46Grazie mille professore, è stato un piacere averla con noi. Prima di salutarci mi preme
20:52ringraziare Fulvio Marini che oggi si è occupato della regia audio e video. Grazie
20:56Fulvio. Grazie anche a voi, è stata una puntata molto interessante.
21:00All'UE è stata assolutamente, concordo con te. Grazie a voi che ci avete ascoltati
21:04alla radio, a voi che ci avete guardati in tv, ma soprattutto grazie di cuore per essere
21:08stato con noi al professor Paolo Corsini. Spero a presto. Grazie a lei e buon lavoro.
21:21Grazie a tutti.
Commenti

Consigliato