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Trascrizione
00:15Ben trovati agli amici di TeleTutto, connessi con Radio Brescia 7 da questo momento per il nostro incontro quotidiano che
00:21ci consente oggi di matchare due temi che potrebbero sembrare apparentemente diversi ma in realtà non lo sono.
00:29E capirete perché fra poco, perché è tornata a trovarci Cristina Facchini, grazie per essere qui nuovamente, buongiorno, ma soprattutto
00:37do il bentrovato a chi viene a trovarmi per la prima volta, danzatore classico, docente, coreografo, Matteo Corbetta, buongiorno Matteo.
00:47Allora Cristina, te lo dico subito, oggi mi devi consentire di parlare molto con Matteo perché vogliamo raccontare la storia
00:55di chi, Bresciano, conquista il mondo attraverso la danza.
00:59E poi parleremo della connessione con te, ma prima cosa la chiedo a te, come vanno le cose alla casa
01:07degli orfanelli? Perché lo ricordiamo, tu sei fortemente legata a tuo fratello, che è un don, e che ha scelto
01:15di fare una vita lontano da Brescia per supportare chi è più in fatica.
01:20Allora, raccontiamo in sintesi la storia di tuo fratello e la tua, come si connettono questi due mondi che sono
01:27apparentemente lontani?
01:28Allora, ecco mio fratello, padre Alessandro Facchini, che è un padre ormai da vent'anni là in Peru, e ecco
01:36tutto questo lavoro che è stato fatto da mio fratello in Peru si è legato un po' alla mia vita,
01:43in quanto sono sua sorella,
01:44e mi sono sentita a un certo punto chiamata a dover preoccuparmi di aiutare un pochino.
01:52Di sostenerlo economicamente attraverso delle azioni Bresciane, ma soprattutto attraverso quella che è la tua attività principale.
01:58La tua scuola di danza molto ha fatto e fa proprio per supportare tuo fratello.
02:03Esatto, ho pensato proprio di poter riuscire a donare la mia arte per aiutare chi era in difficoltà.
02:10Per cui mi sono molto appassionata a questo progetto, che è la casa dei bambini abbandonati, e quando una delle
02:19mie ballerine è partita, che poi è rimasta là da 16 anni, la casa non aveva nessun bambino.
02:26Il primo bambino che è arrivato è questa bambina piccolissima.
02:32Che adesso è diventata grande.
02:35Da allora io non ho più lasciato questo progetto, e adesso i bambini sono circa 60.
02:42Quindi un progetto ambizioso, anche economicamente dispendioso per garantire a loro una sussistenza, la cultura, eccetera.
02:50E quindi entrano in gioco le tante attività che non solo tu, ma tu con la tua scuola di danza
02:56fai per padre Alessandro.
03:00Allora, come conosci Matteo?
03:02Allora, lo conosco da tanto tempo, tantissimo.
03:08Poi dopo per un certo periodo non ci siamo più rivisti, perché abbiamo...
03:12Perché lui è in giro per il mondo, dalla scala di Milano agli Stati Uniti.
03:16Esatto.
03:17Poi lui è veramente molto molto bravo.
03:20E così il mio percorso poi è continuato nella mia scuola di danza.
03:25A un certo punto però ho pensato di poter dare così una maggior formazione anche alle mie allieve.
03:34Quindi ho cominciato, l'ho chiamato per farmi aiutare nell'insegnamento.
03:41Perché credo che sia molto importante poter offrire anche alle allieve qualcosa di più professionale.
03:48Certo.
03:49E io stessa mi sono messa un po' in gioco, perché anche io insegno, ma se insegno e non imparo...
03:55Ah, questa è una grande verità.
03:56Sì.
03:57Il mondo della danza poi lo insegna costantemente.
04:01Devi restare sempre al top della forma fisica, mentale e performativa.
04:07E quindi si studia sempre.
04:08Poi questo ce lo facciamo raccontare da Matteo.
04:10Io mi sono resa conto di aver bisogno, per cui vado a lezione dal maestro.
04:15Fantastico.
04:16Allora, caro Matteo, qualche volta si va via per poter ritornare ancora più contenti.
04:21Qui tu torni a Brescia per fare questa cosa ed evidentemente perché le radici non si dimenticano,
04:27ma vorrei fare un passo indietro con te e raccontare la tua storia.
04:32Come incontri la danza nella tua vita?
04:36Dunque, è una storia molto lunga, nel senso che io ho ormai 52 anni, per cui se devo ricordare...
04:45Tu come il maestro bolle, cioè chi danza si mantiene giovane.
04:49Ecco, speriamo.
04:52Però ci sono e si sentono.
04:54Però ho iniziato, a quel che mi ricordo, a dire che volevo far danza ancora quando ero alla scuola materna.
05:02Ah, mannaggia, quando si parla veramente di vocazione.
05:05Sì, quando si parla proprio di passione.
05:07È una cosa che non si sa da dove viene, ma uno ha dentro.
05:11Per cui, poi per un po', appunto, torniamo indietro.
05:15Anche anni fa non era così facile.
05:18I miei genitori all'inizio non è che mi hanno proprio spinto a...
05:21Diciamo che non ti hanno preso da subito sul serio.
05:24Sì, vedevano che avevano questa grande passione.
05:26Poi allora c'erano questi grandi spettacoli televisivi.
05:29C'era La Carrà, Eter Paesi, chi se le dimentica.
05:32Lorella Cuccarini e Eter Paesi, La Carrà hanno fatto un po' davvero la storia.
05:37Perché comunque, poi magari ti chiederò anche di format come amici.
05:43Hanno un grande vantaggio?
05:44Quello di avere sdoganato la danza in termini di popolarità.
05:49Poi ti possono piacere o meno, però questo è sicuramente un merito che hanno.
05:53E c'era anche dietro una grande professionalità allora.
05:55Da questo punto di vista una grande preparazione.
05:57Questo sicuramente ha fatto scaturire, come in tanti bambini e in tante bambine, il sogno.
06:03Dopodiché io però, alle medie, ho proprio espresso, alla fine delle medie, ho proprio espresso questo senso di serio.
06:09Ho detto proprio ai miei genitori, forse non avete capito, cioè ma io voglio proprio fare danza.
06:14Ma già studiavi danza?
06:16No, no, no, no.
06:16Quindi tra virgolette sei arrivato abbastanza tardi.
06:19Sì, esatto, sono arrivato anche abbastanza tardi.
06:21Però, come si sa, appunto, per fare danza anche a livello professionale ci vogliono determinate anche a volte doti fisiche.
06:28Il famoso collo del piede che abbiamo imparato a conoscere.
06:31Bravissima, che ci vogliono e che grazie a Dio avevano.
06:36La vedi.
06:39Da docente, aspetta un attimo perché adesso ti chiamo dentro anche facendo un po' delle divagazioni.
06:45Da docente, quando vedi che magari c'è la passione, che magari si può essere anche portati, ma mancano le
06:53doti fisiche, cosa dici?
06:55Allora, che sicuramente uno deve continuare perché tu i tuoi limiti non li conosci.
07:02Per cui continua.
07:04Quando tu sei arrivato in fondo sai i tuoi limiti, ma quando sei arrivato conosci bene il tuo corpo puoi
07:10anche gestirli questi limiti.
07:11Per cui possono anche a volte diventare dei punti di forza.
07:15Anche perché ci sono molti modi di danzare e forse la danza classica è più rigorosa.
07:21C'è un genere magari più contemporaneo dove alcune cose possono mancare e si sono supportate invece da altre.
07:29E magari manca la danza contemporanea e chiede magari di essere più fluido, più elastico, eccetera, eccetera.
07:35Per cui a volte non vuole proprio dire.
07:38Però io ho visto gente con pochissime doti che ha fatto il ballerino e gente con grandissime doti che non
07:45l'ha fatto.
07:45Che si è applicata a meno e non l'ha fatto.
07:46Perché ci vuole tantissima testa.
07:48Rigore.
07:48Si vuole tanto, io dico sempre, rigore si disciplina, ci vuole.
07:52Ci vuole tanto sacrificio.
07:54Che è diverso perché è un'arte molto faticosa.
07:59Si dice che tra le due discipline al mondo più difficili, più faticose fisicamente, sono il pugilato e la danza
08:07classica.
08:08Tu pensa che sembrano mondi distantissimi ma in questo invece sono uniti.
08:11Almeno fisico, di stress fisico, sì.
08:13Allora, Matteo, aspetta un attimo perché faccio una pausa di 30 secondi e poi non ci interrompiamo più fra poco.
08:21Ritorniamo alla chiacchierata con i nostri ospiti.
08:23È tornata a trovarci Cristina Facchini.
08:25Ci stiamo molto concentrando sulla storia che ci porta Matteo Corbetta qui.
08:30Quindi tu cominci alle media a dire ma io papà e mamma faccio sul serio.
08:34E quindi?
08:35E quindi ho avuto la grande fortuna di avere due genitori che mi hanno secondato in questo.
08:39perché non è proprio così scontato.
08:42Ecco.
08:43Per cui mi hanno iscritto a uno scuola di danza qui a Brescia per cui io da ospitaletto, perché vengo
08:49da ospitaletto,
08:49prendevo la mia bici, arrivavo in stazione, il treno arrivavo in stazione qua, a piedi fino a Piazzetta Santa Alessandro.
08:55Mi vengo da fare la battuta, arrivavi che ti eri già scaldato.
08:58Eh sì.
08:59Infatti quando vedo oggi qualche allievo che mi dice ma non fai una lezione perché mia mamma non mi porta.
09:03Va bene, diciamo che l'arrangiarsi è una grande arte.
09:10Aiuto, su quello c'è la passione.
09:12Certo, certo.
09:13E quindi ho iniziato qui, dopo ho fatto un'audizione per una scuola a Reggio Emilia,
09:18inizialmente l'Accademia di Danza Cose Stefanesco, ho fatto tre anni lì, ho concluso e poi sono andato alla Scala
09:26a fare il versionamento
09:27e da lì poi ho iniziato un pochino.
09:28Com'è andata l'esperienza alla Scala? Perché quello che si racconta del mondo della danza è, io ti racconto
09:36questa cosa personale,
09:37ho avuto la fortuna di entrare all'Opera di Parigi e di vedere una combinazione, credo rarissima,
09:43i ballerini di Bejar e Petit che provavano prima una compagnia e poi l'altra.
09:51E sono rimasta impressionata dall'approccio molto rigoroso ma anche di poco scambio, quando arrivavano in teatro cominciavano a scaldarsi.
10:01Si dice che sia un ambiente molto tosto e molto competitivo.
10:05L'approccio alla Scala credo che possa essere una di quelle cose abbastanza provanti.
10:09Cioè la grande capacità di esserci fisicamente che hai detto tu, secondo me deve unirsi anche con il grande equilibrio
10:18mentale o sbaglio?
10:20Non sbagli perché come dicevamo prima ci vuole sia il fisico ma ci vuole anche tanta testa,
10:25perché questa cosa ti deve portare a superare una serie di difficoltà che ti troverai sicuramente di fronte.
10:32E la disciplina della danza è una grande maestra, la danza è una grande maestra,
10:37perché ti insegna a non mollare, a lavorare su di te, sui tuoi limiti, sulle tue capacità,
10:44che non è scontato perché spesso noi cerchiamo di abbassare, soprattutto adesso anche nell'insegnamento,
10:50tanta gente cerca di guardare solo i difetti.
10:53Invece bisogna anche saper guardare le cose buone che hai e quindi sicuramente ti chiede rigore,
11:00però ti insegna anche la disciplina.
11:02La disciplina è quella attitudine a non mollare, è un percorso in cui tu ti devi mettere.
11:09Però è anche questa cosa che ti insegna ad andare oltre, ad andare avanti.
11:14Da quel momento in poi, dalla scala in poi, che cosa accade nella tua vita professionale?
11:19Accade che io inizio a ballare in varie compagnie, in varie compagnie italiane,
11:25nel senso che ho fatto un paio di stagioni anche all'Arena di Verona,
11:28che è un teatro per me il più bello del mondo.
11:31Posso dirti che sono d'accordo? Io ho cominciato a apprezzare l'opera che prima non apprezzavo,
11:37nonostante mio nonno, mio padre fossero dei melomani, non riuscivo a farmi piacere,
11:42finché ho assistito alla prima opera all'Arena.
11:45Quindi il primo dal vivo è stato esplosivo, proprio perché il contesto amplifica tutto.
11:52Certo, e quando mi chiedono qual è il teatro più bello in cui hai ballato nel mondo,
11:57io dico sempre l'Arena, perché salire su quel palco e vederti queste migliaia di persone,
12:01tra l'altro con le lucine, perché guardano il libretto, e anche io ho imparato a apprezzare l'opera anche
12:06lì,
12:06perché sei dentro, ascolti tante volte le canzelle.
12:10Che cosa ti è piaciuto più danzare come opera?
12:13Io ho ballato il Macbeth, di Verdi che secondo me era un'opera bellissima,
12:17poi avevamo fatto anche l'Aida, quella storica di Susan Hig, bellissima anche quella,
12:23perché era proprio un impatto quando c'era il trionfo meraviglioso.
12:28Addirittura ha una struttura talmente gigante che lasciano dei pezzi di scenografia,
12:32cambiando nel cartellone, fuori dall'Arena. Tu passi e c'è un pezzo di scenografia
12:38dell'Aida fuori dal teatro.
12:41E quindi poi ho continuato, ho fatto l'audizione in scala, mi hanno preso in scala,
12:45per cui ho fatto qualche anno lì, girando un po' il mondo, anche con la scala in America,
12:49in Giappone, eccetera, eccetera. E poi ad un certo punto ho sentito un po' l'esigenza
12:55di cambiare, veramente, per cui sono stato uno dei pochi casi, forse, alla scala in cui
13:00ho rinunciato al contratto.
13:02Ah, mannaggia!
13:03Sì, infatti il direttore ogni tanto mi richiedeva sempre, ma sei sicuro?
13:06Sei sicuro bene?
13:07Perché c'è gente che baderà. Sì, però avevo voglia di andare avanti.
13:11Mai pentito della tua scelta?
13:13Mai pentito della mia scelta.
13:14E questa è una grande cosa.
13:15Mai pentito della mia scelta, perché mi rendevo conto che sono bellissimi ambienti,
13:19ho ballato veramente con Carla Fracci, Silvio Ghiem, Roberto Bolle, tutti.
13:23Alessandra Ferri, però mi rendevo conto che per quello che volevo fare io ero un po'...
13:28Avevi voglia più di esprimerti.
13:30Esatto, e tante volte in queste grandi compagnie, in questi grandi teatri, che sono bellissimi,
13:35meravigliosi a livello artistico, però diventano un pochino un po' delle fabbriche.
13:39Certo.
13:40Per cui c'è una produzione in questo modo.
13:44E invece a volte nelle compagnie un po' più piccole c'è più, trovi ancora un pochino
13:48la passione e la voglia di andare a ricevere l'applauso.
13:52E' qui che entra in campo il fatto di diventare anche coreografo?
13:56Sicuramente, perché io ho sempre avuto appunto questa passione e tra l'altro quando ho iniziato
14:02a girare altre compagnie, io comunque di base sono sempre stata a Brescia e con alcuni amici,
14:08tra cui una mia carissima amica collega Lara Parzani, avevamo fondato questo gruppo,
14:12tra l'altro qui a Brescia, in cui facevamo spettacoli in alcuni eventi, ci chiamavano,
14:18facevano pezzi di opera, pezzi di operetta, piuttosto che spettacoli proprio di Capodanno
14:24a Bergamo, al Sociale di Bergamo.
14:26Abbiamo fatto tanti pezzi in questo modo, raccruppando anche alcuni dei ballerini che
14:31circuitavano qui intorno alla provincia di Brescia, che magari erano molto bravi e quindi
14:36legati anche un pochino dall'amicizia, perché grazie a Dio è vero, come tu dicevi, che
14:41nell'ambiente a volte ci sono questi rapporti un po' strani, io grazie a Dio questa cosa
14:47sei stato fortunato, quindi hai costruito anche belle amicizie nell'ambito della balza.
14:52Bellissime amicizie, io sono veramente fortunata, però penso anche che sia un pochino il tuo
14:55approccio.
14:56Su questo non c'è un bravo dubbio.
14:58Sì, un pochino il mio approccio, io non ho mai avuto questo approccio magari invidioso
15:03nei confronti degli altri, cosa che magari in queste grandi compagnie ogni tanto senti e a livello
15:09artistico, insomma, non fa benissimo, però per carità c'è.
15:13Quando arrivi all'American Ballet Theatre?
15:16Allora arrivo all'American Ballet Theatre perché ho conosciuto questa insegnante a New York che
15:23si chiama Kat Wildish, che è stata un'ex prima ballerina dell'American Ballet e del New York City
15:28Ballet e lì attraverso di lei ho saputo che c'era questa certificazione come insegnante e siccome
15:36le certificazioni e il diploma che c'erano in Italia insomma li sentivo un pochino strettini
15:41e l'American Ballet appunto un po' questa apertura anche un po' mentale e allora ho iniziato
15:48a fare il percorso come, che dura appunto tre anni, per essere certificato come insegnante
15:54all'American Ballet.
15:56Sono stili diversi nel senso che qui alla Scala noi in Italia noi studiamo il metodo
16:02Vaganova, che è un metodo russo. Pensate che in America…
16:04Voi due l'avete capito bene, io no e quindi me lo faccio spiegare anche a beneficio di
16:09chi sta guardando e ascoltando e come me non lo sa.
16:13Sono vari metodi per lo studio della danza. Noi in Italia abbiamo questo approccio, anche
16:18la Scala, che è questo approccio russo.
16:21Che è un… cos'è? Più classico? Spiegami per capire.
16:25Tutti classici, sono tutti classici, sono solo percorsi tecnici. Ok, quindi è un tecnicismo
16:30diverso. Più che altro quasi anche una nomenclatura diversa, ecco più che proprio un tecnicismo.
16:36Per cui in America invece fanno, studiano cecchetti che in realtà è italiano, cioè sono
16:42tutte queste mix di cose. Per cui anche mixare gli stili anche ti dà un pochino di apertura
16:48anche mentale, anche per quanto riguarda l'insegnamento è molto importante.
16:51Chi è stato un grande ballerino, chi è un grande ballerino, non è detto che sia
16:55un grande insegnante. Forse questo ragionamento, Cristina, l'avevamo fatto anche io e te.
16:59Bravissima.
17:00Cosa rende un docente, un insegnante di danza, un bravo insegnante di danza rispetto al fatto
17:06che magari non ha avuto una carriera forgorante o magari sì, ma poi devi sapere anche trasferire?
17:11Assolutamente. Soprattutto è quello, la comunicazione, la tua capacità di guardare l'allievo
17:19e soprattutto metterlo a suo agio. Cosa che ai nostri tempi forse non c'era tanto, perché
17:25a volte si vedono questi insegnanti che sono molto rigidissimi, con questo autoritarismo
17:30che essere autorevole ci vuole perché...
17:32Anche perché se tu trovi qualcuno che per carattere si chiude di fronte a un'aggressività
17:36non si esprime più.
17:37Anche perché tu devi renderti conto che sei davanti a uno specchio, non è facilissimo,
17:42soprattutto a quelle tali dell'adolescenza è difficile.
17:45Già i tuoi problemi di tuo, tu pensa se hai qualcuno che mina il tuo equilibrio, diciamo
17:52così.
17:52Bravissima, per cui già metterti allo specchio è dura. Tu devi metterli all'allievo a proprio
17:59agio, in maniera che quello possa apprendere e in questo modo tu riesci a portarlo magari
18:03dove lui non sa e non conosce. Anche perché ricordo che noi siamo maestri, non siamo insegnanti,
18:13è un pochino diverso.
18:14Vabbè, spiegami il distinguo.
18:16Il distinguo nel senso che la danza ti insegna a vivere, cioè perché l'approccio, io dico
18:23sempre, l'approccio che tu hai alla danza è lo stesso che tu hai alla vita. Devi metterti
18:27in gioco, non sai dove vai, devi fidarti di qualcuno e cambi, ti trasformi, ti trasformi.
18:35Quello che sei oggi, come dicevamo prima anche con Cristina, è che ci sono degli insegnanti
18:39che ancora si mettono in gioco. Non è detto che il mio fisico di oggi sia il fisico che
18:44avrò fra dieci anni o quello che avevo fra dieci anni fa.
18:46Quindi cambia il fisico, cambia la testa, cambia l'approccio.
18:50E quindi anche tu devi essere in grado di non essere così.
18:53Certo.
18:53Quando tu sei più elastico sai anche stare in alto, come si diceva.
18:57Non vi dubbio, non vi dubbio. Chi sono stati i tuoi maestri? Chi guardi come riferimento?
19:03Allora, il mio maestro, sicuramente uno dei miei maestri preferiti è stato Paolo Podini
19:09alla Scala, nel senso che lui era un maestro proprio da questo punto di vista, nel senso
19:14che lo vedevi insegnare, aveva questa passione, sudava come un pazzo insegnando.
19:21Era proprio coinvolto in tutto anche nell'insegnamento.
19:24Ed è questo, è stato uno dei grandi maestri.
19:28Poi c'è da dire che ho anche avuto la fortuna di studiare con tante persone.
19:33Lì poi dipende un pochino da te, da te allievo, la capacità di guardare.
19:37Quanto entri in connessione e lo guardi, quanto rubi il mestiere.
19:40Bravissima, bravissima.
19:41E a volte ci sono maestri che ti dicono una cosa, ma devi guardare, guardare come fa.
19:46Ed è per questo che è importante, anche quando insegni, continuare a stare allenato,
19:51perché è giusto che tu mostri.
19:53Quante ore studi tu al giorno o quante ore danzi tu al giorno?
19:56Adesso poco, nel senso che io non...
19:59Però la sbarra, la sbarra lezione la faccio almeno tre volte a settimana, comunque farla.
20:03Perché devo continuare a stare allenato?
20:05Perché comunque devo mostrare.
20:07Perché come dico sempre ci sono maestri che dicono quello che fanno e a volte o fanno quello che dicono.
20:14È chiaro, è chiaro quello che dici.
20:16Dicono quello che insegnano o insegnano quello che sanno.
20:19È un pochino... devi anche continuare a sentirla su di te, perché questa cosa ti continua a stare in aggiornamento.
20:27Anche siccome il tuo fisico cambia e imparando a gestire il tuo fisico sempre diverso,
20:34imparerai anche a gestire tanti fisici diversi.
20:37Certo.
20:37Già gestendo il tuo, capisci?
20:38Non c'è dubbio.
20:40C'è il tuo danzatore preferito in assoluto nella storia della danza?
20:44Quello che guardi con occhi sognanti e dici quello è il migliore di tutti.
20:48Dicevo che rimane sempre per me Sylvie Guillem, nel senso che Sylvie Guillem è stata una grandissima etuale dell'Opera
20:55di Parigi e del mondo.
20:57E per me lei rimane a livello tecnico-artistico ancora la perfezione.
21:03E nei danzatori maschi?
21:05Nel danzatore maschi adesso...
21:06Non ce li ha.
21:07Lui, basta.
21:09Sì, magari.
21:10C'è questo Daniel Simking che adesso ancora è in attività che secondo me rimane bravissimo, nel senso che ha
21:17una pulizia tecnica e una perfezione e una bellezza.
21:21Perché poi dobbiamo sempre ricordarci che non stiamo sempre parlando di perfezione tecnica.
21:27Stiamo nella danza, adesso purtroppo c'è questo misunderstanding e stiamo sempre parlando di bellezza.
21:32Adesso c'è pieno anche di concorsi in cui si guarda solo la performance, ma noi dobbiamo ricordarci che non
21:36stiamo facendo ginnastica.
21:37Posso dirti una cosa?
21:39Lo stesso discorso l'ho fatto in tempi recenti con il maestro Piercarlo Orizio, che mi diceva a proposito della
21:47musica, pensiamo ai grandi pianisti,
21:49che spesso si cerca la perfezione tecnica, ma magari manca il cuore.
21:55E quindi tu, coinvolto in una performance di qualcuno, scusi un errore tecnico, ma se c'è freddezza arriva poco.
22:02E credo valga la stessa cosa per quest'altra forma d'arte che è la danza.
22:06La stessa cosa, perché ci sono alcuni movimenti anche, a volte tu fai un movimento stupido, detto stupido, ma magari
22:13muovi la mano in questo modo,
22:15e tu rimani a bocca aperta, poi fai otto pirouette e dici, vabbè, bravo, bravo, tecnica.
22:21Siamo arrivati al termine, mi spiace dirvelo, ma siamo arrivati al termine.
22:24Cristina, ti abbiamo sopraffatto di parole questa volta.
22:26È stato bellissimo così, è stato bellissimo anche per me.
22:30Rimandiamo una bella chiacchierata alla prossima volta.
22:32Grazie a Ruggero Tavelli che ha curato la regia di un video, grazie a Cristina Facchini che è venuta a
22:36trovarci insieme, a Matteo Corbetta.
22:39L'abbiamo, come dire, depredato di tutto quello che è un po' in sintesi la sua vita.
22:44Ci sarebbe anche molto da raccontare, ma troveremo un'altra occasione per incontrarci di nuovo.
22:48Grazie a voi che ci avete ascoltati alla radio, a voi che ci avete guardati in tv e alla prossima.
22:53Ciao!
23:02Grazie a tutti!
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