Concedersi un momento di relax a metà giornata è uno dei piccoli lussi della vita. Eppure, se quel bisogno di chiudere gli occhi diventa una necessità quotidiana e costante, potrebbe non trattarsi di semplice stanchezza. Un recente studio sul sonno condotto dagli scienziati del Mass General Brigham di Boston ha acceso i riflettori sulle abitudini notturne e diurne di un campione di adulti, scoprendo che la frequenza e, soprattutto, il momento della giornata in cui ci si assopisce fanno un’enorme differenza per la salute cardiovascolare e cerebrale.
[idgallery id="2669786" title="Consigli per dormire bene"] Sonno, i pisolini mattutini possono essere un campanello d’allarme I dati emersi parlano chiaro: un aumento delle ore di sonno diurne e la tendenza a fare pisolini durante le ore mattutine sono risultati correlati a un rischio più elevato di problematiche cardiovascolari.
La dottoressa Chenlu Gao, coordinatrice dello studio, ha però invitato alla calma parlando ai media statunitensi: «È importante sottolineare che si tratta di una correlazione, non di un rapporto di causa-effetto». In altre parole: non è il sonnellino in sé a fare male, ma il fatto di cercarlo continuamente potrebbe essere il campanello d'allarme di un disturbo sottostante (come l'apnea notturna o l'insonnia) o di una notte trascorsa a girarsi e rigirarsi nel letto.
[idarticle id="2630182,2430553,2260303" title="Il sonno, alleato di bellezza: perché dormire bene è la prima chiave per stare meglio,Il sonno, che palestra straordinaria. Le ultime ricerche sul dormiveglia,Dormire bene: la regola 10-3-2-1-0 per non soffrire più d’insonnia"] Il vero segreto per dormire bene? La regolarità, non la quantità Se fino a oggi il mantra del benessere è stato «bisogna dormire almeno otto ore a notte», la cronobiologia sta cambiando rotta. Oggi sappiamo che l'indicatore più affidabile di longevità e salute è la regolarità.
«Per decenni ci siamo concentrati sulla quantità del sonno», ha spiegato il dottor Neil Stanley, noto consulente del sonno ed ex direttore della ricerca sul sonno presso l'Università del Surrey, in un'intervista alla stampa britannica. «Tuttavia, il messaggio oggi è diverso: andare a letto e svegliarsi quasi sempre alla stessa ora, anche nel weekend, è il fattore più importante».
[idgallery id="2288605" title="Insonnia da ansia? Le strategie per tornare a dormire bene"]
Andare a dormire a orari costanti stabilizza il nostro ritmo circadiano, una sorta di orologio biologico interno che coordina la rigenerazione delle cellule, la produzione degli ormoni e il metabolismo dell'insulina. Al contrario, concedersi una notte brava e poi "recuperare" restando a letto fino a tardi la domenica mattina crea il cosiddetto social jet lag, uno shock per l'organismo che, a lungo andare, può appesantire il lavoro delle arterie.
[idarticle id="2144297,1810239" title="Dormire bene: le posizioni migliori e consigli del fisioterapista,Relax in vacanza: le strategie beauty e wellness per riposarsi davvero"] I 4 errori che spezzano il ritmo del sonno (e come rimediare) Per rimettersi in carreggiata e svegliarsi davvero riposati, gli esperti suggeriscono di correggere alcuni piccoli comportamenti quotidiani:
Abusare del tasto "Snooze": rimandare la sveglia di cinque o dieci minuti non regala vero riposo. Al contrario, frammenta il risveglio e prolunga quella sensazione di intorpidimento che ci portiamo dietro per ore. Quando la routine è regolare, il corpo inizia a rilasciare cortisolo (l'ormone che ci dona energia e prontezza) già 90 minuti prima della sveglia naturale. Cenare troppo a ridosso del sonno: se l'apparato digerente è impegnato a lavorare su un pasto pesante, la temperatura corporea non riesce ad abbassarsi. Questo impedisce all'organismo di scivolare nelle fasi di sonno profondo. Una ricerca della Northwestern University ha dimostrato che consumare l'ultimo pasto almeno tre ore prima di coricarsi migliora la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca, senza bisogno di stringere la cinghia sulle calorie.
[idarticle id="2731220,2742448" title="Dormire bene per avere più energia: le strategie che funzionano davvero,Giornata Mondiale del Sonno: perché dopo i 50 anni si dorme peggio? I consigli dell’esperta Laura Palagini"]
Il bicchiere della staffa: L'alcol può dare un'iniziale sonnolenza, ma rovina la seconda parte della notte. Esattamente come il cibo, mantiene alta la temperatura del corpo e altera il metabolismo degli zuccheri, oltre a costringerci a frequenti risvegli notturni. I sonnellini "fai da te": Un power nap occasionale di 15-20 minuti fa benissimo alla memoria e all'umore. «Ma se si dorme ogni giorno per più di un'ora, si rischia di compromettere il riposo della notte successiva, en...
Commenti