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Brescia, 12 mag. (askanews) - Un'esperienza di navigazione che diventa parte della cura. Sono i progetti Sail Camp, Progetto Itaca e Sognando Itaca, rivolti ai pazienti onco-ematologici di tutta Italia, promosso dalla sezione di Brescia dell'Ail, l'associazione italiana contro le leucemie, i linfomi e il mieloma. Giornate in barca a vela, sui laghi del Nord ma anche in mare, per ritrovare fiducia, socialità e qualità della vita anche durante il percorso di riabilitazione dopo la malattia."I pazienti possono beneficiare di rapporti sia con i loro medici, che tradizionalmente vivono e vedono in ospedale quindi in un altro contesto, sia con i familiari, sia con persone completamente esterne alla loro routine, come per esempio può essere l'equipaggio di una barca a vela in questo caso quindi è un'esperienza estremamente totalizzante, nuova per i pazienti, e il feedback che noi abbiamo è veramente di grande soddisfazione, di grande umanità" ha detto Michele Malagola, responsabile centro trapianti midollo per adulti Spedali Civili Brescia.Si tratta soprattutto, ha osservato Giuseppe Navoni, presidente Ail Brescia, di superare gli enormi sconvolgimenti che questo tipo di malattie provocano in chi si ammala: "Abbiamo imparato e colto l'esigenza dei malati di poter ritrovare la normalità, anzi una straordinarietà che li porta alla normalità, e la barca a vela cambia le sensazioni, l'umore delle persone, diventano degli appassionati, navigando in mezzo alla natura con il vento, il sole. Poter ritrovare questa libertà, questa possibilità di prendere il timone nella propria vita, guardare avanti, guardare al futuro, cercare una rotta, trovare la strada per continuare a vivere e realizzare i propri sogni che non devono essere interrotti dalla malattia ematologica, questo è un approccio straordinario, lo abbiamo studiato e verificato anche grazie alle nostre psicologhe che seguono l'andamento di quelle persone che hanno più occasioni di uscite".Partite da Brescia le iniziative di vela-terapia si stanno estendendo in tutta Italia e a persone con altre patologie, il tutto grazie alla collaborazione tra ospedali, associazioni di pazienti e circoli velici. Un modello di medicina integrata che mette al centro non solo la cura clinica, ma anche il benessere psicologico e relazionale della persona."Il rapporto con le associazioni - ha sottolineato Luigi Cajazzo, dg Asst Spedali Civili Brescia - è fondamentale. Sono un ponte straordinario tra l'eccellenza dei nostri clinici e la vita e l'equilibrio dei nostri pazienti. In questo caso Ail, con la collaborazione di Aob, ha ideato e realizzato questo progetto per i pazienti dell'ematologia, pazienti che dopo la fase acuta hanno la possibilità di intraprendere un viaggio in barca a vela nei nostri laghi. Un viaggio che è anche simbolico verso la ricerca del proprio equilibrio, della propria vita, della propria serenità". Quanto ai cosiddetti caregiver Sail Camp si rivolge anche a loro con un'uscita dedicata in programma sul lago di Garda il 23 e 24 maggio.

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00:00Un'esperienza di navigazione che diventa parte della cura. Sono i progetti Sail Camp, progetto Itaca e Sognando Itaca, rivolti
00:09ai pazienti oncoematologici di tutta Italia, promossi dalla sezione di Brescia dell'AIL, l'associazione italiana contro le leucemie, i
00:16linfomi e il mieloma.
00:18Giornata in barcavela sui laghi del nord ma anche in mare per ritrovare fiducia a socialità e qualità della vita
00:24anche durante il percorso di riabilitazione dopo la malattia.
00:28I pazienti possono beneficiare di rapporti sia con i loro medici che tradizionalmente vedono in ospedale, quindi in un altro
00:37contesto, sia con i familiari, sia con persone completamente esterne alla loro routine, come per esempio può essere un equipaggio
00:46di una barca a vela in questo caso.
00:48Quindi è un'esperienza estremamente totalizzante, nuova per i pazienti e il feedback che noi abbiamo è veramente di grande
00:56soddisfazione, di grande umanità.
00:59Si tratta soprattutto di superare gli enormi sconvolgimenti che questo tipo di malattie provocano in chi si ammala.
01:05Abbiamo imparato che questo bisogno, questa esigenza che abbiamo colto degli ammalati di poter ritrovare la normalità, anzi ancora di
01:15più della normalità, una straordinarietà che li riporta alla normalità.
01:19E la barca a vela cambia veramente le sensazioni, l'umore delle persone, diventano degli appassionati poi veramente navigando in
01:32mezzo alla natura, con il vento, con il sole,
01:36poter ritrovare questa libertà, questa possibilità di prendere in mano il timone della propria vita e quindi guardare in avanti,
01:45guardare il futuro, cercare una rotta, trovare la strada per continuare a vivere,
01:50continuare a realizzare i propri sogni che non devono essere interrotte da malattie e malattie.
01:55Questa è una cosa straordinaria, un approccio straordinario, l'abbiamo verificato, studiato, grazie anche alle nostre psicologhe che seguono l
02:02'andamento di queste persone che hanno più occasioni di uscite.
02:05Partite da Brescia le iniziative di velaterapia si stanno estendendo in tutta Italia e a persone con altre patologie,
02:11il tutto grazie alla collaborazione tra ospedali, associazioni di pazienti e circoli velici, un modello di medicina integrata che mette
02:19al centro non solo la cura clinica,
02:21ma anche il benessere psicologico e relazionale della persona.
02:25Il rapporto con le associazioni è fondamentale, sono un ponte straordinario tra l'eccellenza dei nostri clinici e la vita
02:32e l'equilibrio dei nostri pazienti.
02:35In questo caso AIL, con la collaborazione di AOB, ha ideato e realizzato questo progetto per i pazienti dell'ematologia,
02:43pazienti che dopo la fase acuta hanno la possibilità di intraprendere un viaggio in barca a vela nei nostri laghi,
02:51un viaggio che è anche simbolico, un viaggio verso la ricerca del proprio equilibrio, della propria vita, della propria serenità.
02:59Quanto ai cosiddetti caregivers, il camp si rivolge anche a loro con un'uscita dedicata in programma sul lago di
03:06Garda il 23 e 24 maggio.
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