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  • 23 hours ago
Il divieto dell'urea nel bacino padano, previsto per il 2028 dal Ddl “Coltiva Italia”, rischia di abbattere del 45% il valore della cerealicoltura nazionale secondo uno studio Nomisma per Assofertilizzanti, presentato a Roma. Nonostante l'impatto emissivo ridotto, il settore ha già investito 100 milioni in tecnologie innovative capaci di abbattere le emissioni fino al 65%. Anche il governo sostiene la necessità di coniugare la tutela ambientale con la protezione delle colture strategiche.

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Transcript
00:04Mentre in discussione il DDL coltiva Italia per dare attuazione al divieto di utilizzo dell'Urea nel bacino padano in
00:11programma per il 2028,
00:13l'Asso Fertilizzanti ha commissionato a Nomisma uno studio specifico sulla valutazione d'impatto della fertilizzazione azotata dell'Urea nell
00:20'agricoltura italiana,
00:21presentando i risultati ad un evento con stakeholder istituzionali e organizzazioni agricole.
00:26L'industria dei fertilizzanti in questi ultimi anni ha investito più di 100 milioni di euro in attività di ricerca.
00:31Chiaramente io mi riferisco esclusivamente alle aziende associate che nel loro insieme rappresentano circa l'80% della produzione nazionale
00:38di fertilizzanti.
00:40Questi 100 milioni sono stati spesi prevalentemente per sviluppare prodotti efficaci, efficienti e a bassissimi dosaggi.
00:47I risultati migliori in genere si raggiungono combinando tra di loro i diversi mezzi tecnici, distribuendoli nel momento più adatto
00:57e cercando di ridurre al massimo l'apporto della risorsa acqua.
01:02Lo studio Nomisma evidenzia come tale divieto rischi di tagliare il valore della cerealicoltura italiana fino al 45%.
01:09Nonostante l'Urea incida solo per lo 0,1% sulle emissioni totali nazionali, le aziende associate ad asso fertilizzanti
01:16hanno già investito 100 milioni di euro in tecnologie innovative,
01:20tra cui l'Urea inibita e ricoperta, capaci di ridurre l'impatto ambientale dal 20 al 65%.
01:27Queste tecnologie, che sono tecnologie già effettivamente consolidate, però che poi bisogna portare in campo, quindi bisogna produrre,
01:34bisogna produrre tanta Urea inibiti, tanta Urea ricoperta, questo non è un elemento immediatamente disponibile, bisogna riconvertire gli impianti,
01:43bisogna strutturare delle catene logistiche di distribuzione che sono più complesse, quindi non è solo un tema di costi,
01:49ma anche poi di come questo prodotto possa essere disponibile per gli agricoltori italiani.
01:53Anche il governo ha presenziato all'evento, sottolineando l'importanza di investire per proteggere le culture italiane.
01:59Uno studio fondamentale, importante, sul quale ci si basa sempre, perché siamo abituati a basarci su quelli che sono i
02:05dati reali,
02:06e quindi in effetti, al di là di quello che facciamo noi in autonomia, naturalmente, ci accompagna in questo percorso.
02:11Io penso che sia importante lavorare insieme su quelli che sono degli obiettivi comuni,
02:16che riguardano le protezioni di quelle che sono le culture sul territorio italiano,
02:21e la competitività a livello internazionale per far sì che il nostro prodotto si esalti al di là della qualità,
02:27come sempre fa, ma anche da un punto di vista prettamente commerciale,
02:31quindi avere delle basi comuni da un punto di vista legislativo che possano proteggere il nostro comparto.
02:37Questo interesse particolare per questo settore che noi reputiamo di fondamentale importanza
02:42per la crescita anche da un punto di vista sociale di quella che è l'economia sul nostro territorio nazionale.
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