Vai al lettorePassa al contenuto principale
  • 13 ore fa
Roma, 6 mag. (askanews) - Indossando le maschere bianche degli "invisibili", e con megafono alla mano, i lavoratori e le lavoratrici del cinema, le maestranze tutte e le professionalità del comparto, hanno partecipato numerosi alla mobilitazione di protesta intitolata "Contro David", o "Festa degli Invisibili", davanti agli Studios di Cinecittà, in via Tuscolana a Roma, dove è in programma la cerimonia di premiazione della 71esima edizione dei premi David di Donatello, in diretta su Rai 1. Su un grande striscione, che porta la firma del comitato Siamo ai titoli di coda, la scritta "Premiate l'apparenza, al buio la maestranza - le scelte di oggi sono il vuoto di domani".Vincenzo Lauricella, rappresentante USB, ha preso la parola e ha spiegato: "Noi oggi siamo qui davanti agli Studios perché speriamo, e ad oggi ancora non è arrivata la solidarietà che speravamo, speriamo che qualcuno lì dentro qualcuno alzi la voce, alzi la testa, e dia voce alle istanze di questi lavoratori, che da 27 anni lavorano, in maniera peggiore delle campagne foggiane, dove c'è la malavita che sfrutta i lavoratori, qui ci sono le grandi produzioni. Oggi qui premiamo questi lavoratori, che hanno avuto il coraggio, anche con le maschere, di essere qui, e rompere questo sistema basato sulla flessibilità, paghe basse e sfruttamento. Proclameremo lo sciopero nazionale, fermeremo i set se necessario, non faremo un passo indietro, vogliamo il salario, i diritti e la dignità per questi lavoratori", ha dichiarato Lauricella.Gigi Piepoli, assistente operatore alla macchina da presa e delegato USB-Cinema: "I Contro David perché portiamo alla luce, all'attenzione, i lavoratori invisibili, che sono le maestranze fondamentalmente, che da 27 anni si vedono negato il rinnovo contrattuale. Oggi vogliamo dare importanza anche alla filiera del cinema che vive da tre anni ormai una crisi fortissima e dare lustro e importanza alle vertenze dei lavoratori e delle lavoratrici", ha spiegato. "Centinaia di lavoratori hanno inviato delle denunce alla nostra mail, ricordandoci che lavorano 11-12 ore al giorno, senza pause. La risposta che ricevono dalle produzioni è 'ce lo chiede l'industria del cinema, ce lo chiedono le produzioni internazionali'. O lavori e stai zitto o perdi il lavoro. Ci sono lavoratori, anche qui tra chi indossa la maschera, che non ha fatto nemmeno un giorno di lavoro nel 2026", ha aggiunto Lauricella. "È giunto il tempo di riprenderci il nostro lavoro e di ricostruire il nostro cinema. Le troupe fanno il cinema, senza le troupe la macchina dei sogni non funziona e per noi questa macchina dei sogni è diventata un incubo reale", ha dichiarato uno dei partecipanti. La protesta è promossa da USB Cinema e sostenuta da Siamo ai titoli di Coda, movimento indipendente dei lavoratori e delle lavoratrici del settore cine-audiovisivo, "per difendere" il settore in difficoltà e "chi lo rende possibile ogni giorno", per chi, specialmente in queste grandi occasioni, è "invisibile", e "per dare voce a chi da 27 anni aspetta il rinnovo del contratto".

Categoria

🗞
Novità
Trascrizione
00:00Noi oggi siamo qui davanti agli studios perché speriamo, e ad oggi ancora non è arrivata questa solidarietà che speravamo,
00:09speriamo che qualcuno lì dentro alzi la voce, alzi la testa e dia voce alle istanze di questi lavoratori
00:18che da 27 anni lavorano in maniera peggiore delle campagne foggiane dove c'è la malavita che sfrutta i lavoratori.
00:26E qui poi parliamo di grandi produzioni, premiamo l'eccellenza del cinema italiano, del cinema che ci ha resi noti
00:33in tutto il mondo.
00:34Ecco, oggi qui premiamo invece questi lavoratori che hanno avuto il coraggio anche con le maschere di essere qui e
00:42di rompere questo sistema,
00:44un sistema che è ormai fondato sull'abuso, la flessibilità, paga e basse e sfruttamento.
00:50Ricontro David perché portiamo alla luce e all'attenzione i lavoratori invisibili, che sono i lavoratori e le mestranze fondamentalmente,
00:58che da 27 anni si vedono legati al rinnovo contrattuale.
01:03Quindi semplicemente oggi vogliamo dare importanza anche alla filiera del cinema, che vive da tre anni ormai in una crisi
01:10fortissima,
01:11e dare lustro e importanza alle vertenze dei lavoratori e delle lavoratrici.
01:18Ventinaia di lavoratori hanno inviato delle denunce alla nostra mail ricordandoci che lavorano 11-12 ore al giorno senza pause
01:29e la risposta che ricevono dalle produzioni è che ce lo chiede l'industria del cinema, ce lo chiedono le
01:36produzioni internazionali,
01:38perché lì si fa così. Quindi o lavori e stai zitto, oppure perdi il lavoro.
01:45Ci sono lavoratori, anche tra chi oggi indossa la maschera, che non ha fatto nemmeno un giorno di lavoro nel
01:522026.
01:54È giunto il tempo di prenderci, di riprenderci il nostro lavoro e di ricostruire il nostro cinema.
02:03Le troupe fanno il cinema. Senza le troupe la macchina dei sogni non funziona
02:09e per noi questa macchina dei sogni è diventata un incubo reale.
Commenti

Consigliato