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  • 13 ore fa
Lo speciale è dedicato alla mostra '“Il Cenacolo di Leonardo da Vinci. Tra le pieghe dell'anima" promossa dall'Associazione Rivela al Silos di Levante del complesso universitario di Santa Marta di Verona. Tre studentesse, Elena, Anna Chiara e Maristella, ci illustrano la profondità dell'animo dell'artista in un'esposizione che, attraverso pannelli illustrativi, si presta a una lettura divulgativa delle sue opere.

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Trascrizione
00:16L'Associazione Rivela APS propone a Verona, nei silos di Levante, del complesso universitario
00:24di Santa Marta, la mostra multimediale Leonardo da Vinci, le pieghe dell'anima, Cenacolo,
00:32dedicata all'artista in occasione del 500esimo anniversario della morte. Attraverso le didascalie
00:41e le opere riprodotte su pannelli che si prestano a un approccio divulgativo e guidato, il focus
00:48dell'attenzione si pone sull'animo profondo del genio italiano.
01:01La mostra Cenacolo è proposta dall'Associazione Rivela. Rivela è un'associazione che è nata
01:10nel 2002 con l'intento di diffondere le mostre presenti al meeting di Rimini e quindi di
01:21proporre a Sagre, Feste della Comunità, negli ambienti più diversi, la ricchezza di queste
01:30mostre. L'esperienza poi si è dilatata non solo a Verona ma anche al Veneto e altre città.
01:38Tra le attività fondamentali di Rivela legate alle mostre è la collaborazione con le scuole
01:44per il cosiddetto PCTO, ma attualmente poi ha assunto un altro nome, cioè la cosiddetta
01:52alternanza scuola-lavoro, la formazione dei ragazzi. Una collaborazione intensa è già
02:00iniziata anni fa e si è soprattutto allargata e ampliata attraverso l'esperienza delle mostre
02:11relative a Inferno, Purgatorio e Paradiso. Anche quest'anno è stata proposta alle scuole
02:17veronesi e 12 scuole hanno aderito con 70 ragazzi questa esperienza formativa.
02:25Tra gli spazi allestiti dei silos ci guidano tre studentesse del liceo Don Bosco, Elena,
02:33Anna Chiara e Maristella, coinvolte come guide nella formazione scuola-lavoro.
02:53In questo piano vediamo quella che è la vita di Leonardo, quindi vediamo i suoi primi passi
02:59da pittore, i suoi primi passi in generale, quindi la sua nascita e la sua crescita, la
03:06sua educazione e poi alcuni dei suoi quadri più importanti.
03:32Leonardo nasce nel 1452 a Vinci e i suoi genitori sono Pier da Vinci e la madre è probabilmente
03:42una schiava, infatti Leonardo è figlio illegittimo. Nonostante questo il padre lo riconosce come
03:47figlio e gli reala una buonissima educazione che poi gli permetterà insomma di fare tutti gli studi
03:54e di essere preparato per tutte le cose che lo prepareranno ai quadri che farà.
04:02Lo riconosce come figlio ma viene comunque cresciuto dal nonno in campagna, in mezzo alla
04:08natura, dove quindi imparerà tantissime cose sulla natura, sugli elementi. Quello che preferisce
04:16è l'acqua, infatti vediamo che in tantissimi dei suoi quadri si vede questo elemento e si
04:21lo studio che lui ha fatto per arrivare a riprodurlo così perfettamente e poi una cosa
04:27che capisce è quella invece del peso dell'area, della densità dell'aria e quindi una cosa che
04:33mette nei suoi quadri è quella dello sfumato dello sfondo. Leonardo come prima opera che fa
04:40è quella del Battesimo di Cristo che fa invece insieme al Verrocchio prima di diventare
04:46pittore indipendente. Il Verrocchio che era appunto il suo maestro quando riconosce il suo talento
04:52dopo questo quadro appunto lo manda a Firenze per intraprendere la sua carriera. Lavora a Firenze,
05:01società che però non gli permette di esprimersi al massimo perché la corte a quei tempi era
05:07incentrata su un'arte più letteraria, più filosofica, mentre lui era un uomo molto pratico,
05:14molto scientifico e quindi si sposta a Milano dove invece ha più possibilità di esprimersi. Lì
05:21lavora per Ludovico il Moro che è molto importante appunto perché gli consente di produrre moltissimi
05:29dei quadri che poi diventano famosi, per prima ovviamente la Gioconda e poi una serie di favorite.
05:44Curatrice della Mostra che è visitabile fino al 24 maggio, Suor Maria Gloria Riva,
05:51storica dell'arte e badessa delle adoratrici perpetue del Santissimo Sacramento.
05:57La Mostra si propone di entrare nelle pieghe dell'anima del grande artista vinciano. Conosciamo
06:04Leonardo per la sua genialità, lo conosciamo per la sua laicità, lo conosciamo per la sua arte che
06:11spesso indulge un po' all'aspetto scientifico, ma poco conosciamo dell'uomo, della sua fede,
06:18della sua profondità. La mostra si focalizza soprattutto nel periodo lombardo e in particolare
06:24per quanto riguarda il capolavoro vinciano, il cenacolo. I rapporti che ha intessuti a Milano,
06:31non solo con Luca Pacioli ma in particolare con i fratelli De Predis, questa famiglia di artisti,
06:37il cui protagonista possiamo dire era sordo muto, affascinò tantissimo Leonardo proprio per il
06:46dialogo che i fratelli intessevano con questo loro fratello e guardare ai gesti, alla gestualità
06:54dell'alfabeto muto suggerì proprio a Leonardo di realizzare nel cenacolo un dialogo muto tra gli
07:03apostoli e il grande annuncio di Gesù, uno di voi mi tradirà.
07:18Un altro studio che fa e che mette nel cenacolo è quello della fisiognomica che è appunto lo studio
07:24di trasmettere attraverso le espressioni, attraverso lo sguardo soprattutto, le emozioni
07:32che un individuo prova. Questo lo troviamo appunto nel cenacolo ma anche nelle favorite che poi
07:38vedremo più avanti. Molto importante appunto sono gli elementi naturali nei suoi quadri,
07:44vediamo che lui è uno dei pochi artisti a quei tempi che si concentra moltissimo sullo sfondo e
07:51sulla natura, quindi non ci sono soltanto sfondi scuri come vediamo nelle favorite ma ci sono anche
07:59sfondi che sono presi proprio dalla realtà. Vediamo ad esempio nella Vergine delle rocce che lo sfondo
08:05è probabilmente ispirato a delle rocce, degli scorci che si trovano lungo il fiume Hadda.
08:20Da Milano si sposta a Roma attraverso un viaggio insieme a Michelangelo e a Roma appunto avrà molte
08:28possibilità proprio perché è una città molto più grande, è una città importantissima dal punto di
08:34vista artistico e quindi è una città che gli consentirà di imparare e soprattutto di conoscere
08:40il re di Francia. Il re di Francia poi lo affascinerà moltissimo e lo porterà con sé appunto in Francia
08:48dove appunto morirà.
09:07Il primo corridoio si focalizza sullo studio dell'anima che Leonardo svolgeva per realizzare
09:13le sue opere. Infatti nel suo trattato della pittura sostiene come il vero artista non sia
09:19colui che rappresenta il soggetto ma colui che è in grado di rappresentare il concetto della mente
09:23del soggetto. In questo caso in primo luogo troviamo i ritratti delle favorite di Ludovico
09:30il Moro e in loro si può notare come Leonardo introduca una vera e propria rivoluzione per
09:36quanto riguarda il ritratto nella storia dell'arte. Infatti se inizialmente si considerava il ritratto
09:41come un modo per poi evidenziare l'importanza del soggetto appunto in questo caso identifichiamo
09:49un vero e proprio studio dell'anima che ritroviamo in questi volti. Infatti il ritratto della dama
09:55con l'ermellino ci porta a comprendere specialmente attraverso gli occhi dove sia l'attenzione del
10:03soggetto e specialmente quali siano le emozioni che lo caratterizzano. Inoltre la presenza
10:09dell'ermellino simboleggia non solo la purezza d'animo di Cecilia Gallerani appunto amante di
10:15Ludovico il Moro ma ci permette di osservare la capacità di Leonardo nel rappresentare l'anatomia
10:22dei suoi personaggi appunto nella muscolatura della creatura. Inoltre in questo piano si può
10:29osservare anche la gioconda forse il ritratto più famoso di Leonardo. All'interno della gioconda
10:34ritroviamo questa grandissima volontà di perfezione che caratterizza il pittore appunto.
10:40Infatti nella realizzazione della gioconda Leonardo abbia dovuto perfezionare la bocca e le mani
10:45addirittura 17 volte.
10:50Concludiamo con il ritratto di Ginevra de Benci nel quale appunto appartenente alla sua prima età
10:57fiorentina e in questo identifichiamo subito le differenze rispetto alla Mona Lisa proprio per
11:04vedere come la sua permanenza a Milano e quindi l'influenza della società milanese e dello
11:11studio della luce che lui ha potuto verificare in quel periodo si pongono in contrasto con la
11:17tradizione del disegno fiorentina. Infine attraverso i ritratti di queste dame è possibile riconoscere
11:25non solo il loro bell'aspetto ma anche la delicatezza d'animo.
11:38Nel secondo corridoio proseguiamo con il Giovanni Battista, ultima opera realizzata da Leonardo appunto
11:44nel suo periodo romano sotto la protezione di Giuliano de' Medici e anche in questo dipinto
11:48è possibile riconoscere questo sguardo emblematico ritrovato anche nella Mona Lisa e un ulteriore
11:55perfezionamento della tecnica dello sfumato riconoscibile specialmente nei suoi vestiti e
12:01appunto nella quasi riconoscibilità del bastone. Poi il piano si focalizza sull'amore per la realtà
12:09di Leonardo. La Vergine delle Rocce viene commissionata a Leonardo per celebrare l'Immacolata
12:15Concezione e all'interno del dipinto è possibile riconoscere San Giovannino, Gesù, la Madonna e un
12:22angelo. Tuttavia la realizzazione dell'opera non corrisponde a quella che era stata commissionata e per
12:29questo motivo la prima versione viene rifiutata dalla congregazione dell'Immacolata Concezione. Per
12:36questo motivo Leonardo ne realizza una seconda versione appunto dove sono più riconoscibili
12:43dei personaggi grazie all'ausilio di espedienti come le aureole o il bastone per San Giovannino e
12:52anche viene risolta una questione riguardo l'espressione dell'angelo che nel primo era stata
12:57giudicata come ambigua. Inoltre la Vergine delle Rocce attraverso i suoi sguardi e i suoi gesti
13:03rappresenta un grandissimo esempio di poetica degli affetti. Infatti possiamo vedere come le
13:10espressioni di questi personaggi e le mani, specialmente quella dell'angelo nella prima
13:15versione, leghino tutti i personaggi appunto attraverso questo sguardo d'amore. Il Corredoio
13:23si conclude con un ritorno al passato attraverso il Battesimo del Cristo, appunto prima opera in cui
13:28è possibile riconoscere la mano di Leonardo. In particolare lui realizza l'angelo a sinistra e i
13:35giochi d'acqua, giochi d'acqua che fin da bambino erano di suo particolare interesse. È inoltre
13:41interessante notare come l'acqua non sia più uno specchio e quindi un ampliamento delle dimensioni
13:49ma vera e proprietà transparente come la vediamo nella realtà. In questi cerchi concentrici formati
13:55alla fine del corpo di Gesù riconosciamo una struttura che poi ritornerà anche nell'ultima cena.
14:21Adesso ci troviamo appunto all'interno del fulcro della mostra. È stata riprodotta la vera sala
14:28in cui si trova originariamente il Cenacolo. Ci troviamo all'interno appunto della chiesa di
14:33Santa Maria delle Grazie e questo luogo perché Ludovico il Moro aveva commissionato appunto
14:40nel refettorio dei monaci perché voleva fare di questa chiesa il mausoleo della famiglia e appunto
14:46nel momento in cui Leonardo arriva per dipingere appunto per vedere la parete dove avrebbe poi
14:51rappresentato il Cenacolo è già presente nell'altra parete la crucifissione nel Montorfano che appunto è
14:58stata realizzata in circa otto mesi. Leonardo realizza il Cenacolo in circa quattro anni, questo perché
15:06aveva una tecnica e una pittura estremamente lenta e che guardava molto ai dettagli alla perfezione.
15:14Infatti anche la tecnica da lui utilizzata non è di sicuro quella dell'affresco perché richiedeva
15:20una velocità che lui non sapeva dare nelle sue opere e appunto sperimenta un'altra tecnica anche
15:27fallimentare da un certo punto di vista che è appunto composta da una tempera grassa e da degli
15:35oli essiccativi chiamati eleganti proteici. Questa tempera non ha una buona conservazione ed è per questo
15:42che già pochi decenni dopo rispetto alla rappresentazione appunto Gian Pietrino un altro
15:48artista si prende l'incarico di farne una copia in maniera dettagliata appunto per poter trasmettere
15:56i particolari ai posteri. Questa copia del Gian Pietrino ci testimonia molti dettagli come per esempio
16:02il movimento delle mani di Giuda oppure i fiori presenti sugli arazzi e questa quest'opera rappresenta
16:10anche una grande numerologia infatti si possono vedere tre aperture sul fondo per richiamare
16:17appunto al numero della Trinità. La numerologia si trova anche nei cassettoni in alto che sono 36
16:22cassettoni e questo perché è 12 per 3 infatti 12 come gli apostoli rappresentano la totalità in questo
16:31caso la totalità dell'uomo e quindi anche tutta l'umanità nella sua interezza e appunto anche l'aiuto
16:38della sua Maria Gloria Riva la curatrice di questa mostra aiuta ad interpretare questo segno di 36
16:44cassettoni ovvero appunto che l'uomo il 12 se non è moltiplicato per tre e quindi se non ha una
16:51relazione diretta con Dio non potrà mai arrivare in alto appunto dove si trovano i 36 cassettoni.
16:57Per ultimo la numerologia prende anche parte all'interno dei gruppi degli apostoli infatti si trovano
17:02quattro gruppi di apostoli e contenenti tre apostoli ciascuno e appunto adesso li andremo ad
17:08analizzare insieme per vedere anche il richiamo che Leonardo fa alle loro espressioni.
17:18Nei gruppi degli apostoli possiamo vedere le reazioni appunto dei discepoli, dei compagni di Gesù
17:24alle sue parole. Infatti Leonardo sceglie volutamente di rappresentare il momento di massima tensione
17:30all'interno dell'ultima cena invece i suoi predecessori appunto gli artisti che prima avevano
17:35anche rappresentato le altre ultime cene avevano rappresentato l'istituzione dell'eucaristia. Lui
17:41sceglie il momento in cui Gesù pronuncia le parole uno di voi mi tradirà e da qui innesca una serie
17:47di reazioni anche all'interno degli apostoli. Si può vedere il primo gruppo in cui si trova Tommaso
17:52con il dito alzato proprio chiedere se è effettivamente il destino dell'umanità quello che il sacrificio
17:59che Gesù sta per affrontare. C'è Giacomo Maggiore e Filippo che è descritto invece come il discepolo
18:05buono, l'apostolo buono che appunto lascia che le parole di Gesù entrino nel suo cuore e si interroga
18:12appunto anche rappresentato da queste mani al cuore. Nel secondo gruppo di apostoli si può trovare
18:19Matteo e Giuda Taddeo e Simone Lozelota. È rappresentata qua una reazione condivisa, una reazione
18:26di gruppo. Infatti Giuda e Simone hanno un confronto sulle parole che Gesù ha appena pronunciato
18:33mentre Matteo è un po' la rappresentazione del conflitto interiore. Infatti da una parte è pronto
18:38con i gesti e con le mani a seguire Gesù ma nella sua testa con la sua razionalità è convinto
18:45di non
18:45bastarsi da solo e per questo gli serve appunto anche il confronto con gli altri due apostoli.
18:56Leonardo attraverso le mani di Matteo fa svolgere lo sguardo dello spettatore all'altra parte della
19:02tavola dove si trova il terzo gruppo di apostoli. In questo caso, in questo gruppo di apostoli appunto
19:08si vede Bartolomeo, Giacomo il minore e Andrea. Bartolomeo reagisce alle parole di Gesù con l'ira
19:14e quindi appunto impone le mani sul tavolo come insegno di affermazione di sé e dall'altra parte
19:21c'è Andrea che anche con la gestualità cerca di calmare anche i suoi amici apostoli e Giacomo il minore
19:28che è come se percepisse la spaccatura che le parole di Gesù innescano appunto negli apostoli e con
19:34una mano tiene la spalla di Andrea e con l'altra invece tiene la spalla di Pietro che fa parte
19:39del quarto gruppo e Pietro è colui che reagisce con la rabbia, infatti nella mano tiene il coltello
19:48e tenendo il coltello però deve prima sapere chi ha traduito Gesù e per questo si confronta con
19:53Giovanni. Giovanni che è convinto che sappia chi tradisce Gesù proprio perché è l'apostolo più vicino
19:59a lui e quindi si confronta anche con Giovanni che invece è descritto con una femminilità rara
20:07proprio perché innanzitutto è l'apostolo più giovane e poi anche ad indicare il fatto che lui può ancora
20:12essere plasmato dalla salvezza di Dio e si trova poi come protagonista degli apostoli Giuda, Giuda che
20:19appunto ha un volto più scuro rispetto agli altri proprio come ad indicare la rabbia e questo è un chiaro
20:24riferimento al Vangelo, infatti come Giovanni scrive di Giuda che nel momento in cui uscì era notte, è notte
20:30anche nel cuore di Giuda nel momento in cui Leonardo rappresenta la scena e appunto questa rabbia è
20:38espressa attraverso il volto di Giuda ma anche dall'impugnatura del sacchetto di denari con cui
20:45appunto per cui ha scambiato Gesù. Gesù viene lasciato da solo dagli apostoli, questo anche
20:57perché effettivamente sarà da solo nel momento in cui dovrà essere crucifisso e le mani sono aperte
21:04come all'accettazione di quello che sarà poi sul sacrificio, infatti nell'altra parete, nella
21:09crocifissione del Montorfano, la figura di Gesù coincide con appunto la figura della croce proprio
21:15per conoscere quello che sarà poi il suo dolore e la salvezza dell'umanità e proprio la struttura
21:21del Cenacolo è come un sasso gettato nell'acqua, infatti le parole di Gesù turbano gli apostoli ed
21:29entrando nel loro cuore reagiscono anche in modo diverso ed è per questo anche che questo dipinto,
21:35quest'opera è all'interno del refettorio dei monaci proprio perché i monaci potessero
21:40interrogarsi in quale degli apostoli si riconoscessero davanti a un evento straordinario. Per quanto
21:46riguarda la struttura prospettica nell'ultimo restauro è stato trovato un chiodo nell'occhio
21:51destro di Gesù proprio perché erano il punto in cui convergono le linee prospettiche segnate
21:57principalmente appunto dalla scansione a cassettoni del soffitto ma anche dalla griglia
22:02del pavimento e si può notare innanzitutto la struttura piramidale leonardesca ma anche appunto
22:09come Giuda sia l'unico apostolo che non rientra nello sguardo nella linea d'amore di Gesù. Questo
22:15non perché l'ha tradito ma perché ha pensato che il suo male fosse più grande rispetto al perdono.
22:21Infatti anche Pietro che ha rinnegato Gesù tre volte viene compreso in questo sguardo perché
22:28è scritto nel Vangelo pianza amaramente mentre Giuda si è sentito così in colpa da suicidarsi e
22:34quindi non ha avuto la fiducia in Gesù e nella sua salvezza ma appunto pensava fosse già tutto
22:41compiuto ed è per questo anche che Giuda rappresenta il libero arbitrio, rappresenta il fatto che l'uomo
22:49è consapevole della sua scelta ed è in grado di decidere per sé. Infatti appunto nel suo levarsi
22:57dallo sguardo d'amore di Gesù è proprio la sua volontà a comandare questa sua scelta e questa sua azione.
23:43È un'esperienza corale nel senso che i ragazzi sono invitati a partecipare insieme a momenti formativi
23:52e anche a lavorare insieme, a studiare insieme per questo, a farsi soprattutto delle domande
24:00su quanto imparano e spiegheranno e spesso non lo fanno da soli, lo fanno in collaborazione con i loro professori
24:08e anche con, diciamo, altri compagni. In particolare questa mostra è già stata presentata a Veroma
24:18e poiché però purtroppo è iniziato il periodo del Covid si è pensato di riproporla, di riproporla ampliata
24:28infatti ci sono pannelli che allora non erano stati esposti e in particolare si concentra e approfondisce
24:38l'aspetto biografico di questo grandissimo artista mostrando tutta l'inquietudine e la profondità umana
24:48di ricerca di Leonardo.
25:05È stata una scoperta sia dal punto di vista della conoscenza, proprio per imparare qualcosa di nuovo
25:11su un artista così importante, sia dal punto di vista di crescita e di formazione personale,
25:16proprio perché mi ha insegnato a rapportarmi con gli altri e a essere più anche magari coraggiosa
25:24e parlare davanti a tante persone.
25:26È sicuramente un'esperienza in primo luogo per approfondire anche la conoscenza di Leonardo.
25:32Di solito si pensa a Leonardo come scienziato, come grande perfezionista, invece la mostra si focalizza moltissimo
25:39su lui come uomo e su appunto la sua ricerca, questa sua ricerca, questa sua sentita mancanza,
25:46una crepa appunto, che poi da molti viene riconosciuta anche nell'assenza della figura materna.
25:52E poi è sicuramente anche un'occasione per mettersi in gioco e anche per conoscere tantissime persone nuove.
26:00Questa mostra mi ha dato l'opportunità di conoscere l'uomo di fede che effettivamente era Leonardo,
26:05le scelte e l'infanzia, le situazioni che lo hanno portato anche a dipingere le opere
26:12che appunto anche adesso possiamo rivedere, ma soprattutto mi ha colpito il fatto di come lui non completasse le opere
26:20non tanto per appunto poca professionalità, ma proprio perché in quelle opere non aveva più niente da ricercare
26:26e quindi non potevano essere utili anche alla sua umanità.
26:29E penso che il testamento sia ecco il punto massimo in cui si può vedere anche questo aspetto umano di
26:36Leonardo
26:36che di sicuro anche nel lasciare parte della soridità ai fratelli che invece lo avevano estromesso da quello del padre
26:42ha dimostrato una grande generosità e anche una grande interiorità.
26:46Grazie a tutti.
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