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  • 25 minuti fa
La vita e la morte di Pelé – Il Re del Calcio

Il video racconta l'epopea straordinaria di Edson Arantes do Nascimento, conosciuto in tutto il mondo come Pelé, l'unico calciatore ad aver vinto tre Coppe del Mondo (1958, 1962, 1970) e universalmente riconosciuto come il più grande di tutti i tempi. Dalle umili origini nella città di Três Corações, nello stato brasiliano di Minas Gerais, fino al trono di "Re del Calcio", la sua storia è quella di un fenomeno che ha trasceso lo sport per diventare un'icona globale.

La narrazione segue la sua ascesa fulminante: il debutto a soli 15 anni al Santos, il primo Mondiale del 1958 in Svezia, dove a soli 17 anni incantò il mondo con giocate che sembravano magia, segnando due gol in finale contro la padrona di casa. Il video ripercorre i momenti indimenticabili della sua carriera: il gol del millennio contro la Juventus allo stadio Maracanã, la leggendaria partita del 19 novembre 1969 in cui segnò il suo millesimo gol (un rigore, ma che rigore), e i Mondiali del 1970 in Messico, considerati l'apice del calcio totale brasiliano, con Pelé al centro di una squadra che giocava come nessuna aveva mai fatto prima.

Ma il documentario non si limita alle imprese sportive. Esplora anche l'uomo dietro il mito: il suo impegno come ambasciatore dell'UNESCO, la sua battaglia per i diritti dei più deboli, il suo ruolo di ministro dello Sport in Brasile (1995-1998), e la sua vita privata segnata da matrimoni, figli e anche da polemiche, come quelle legate alla figlia Sandra Regina (riconosciuta solo dopo una battaglia legale) e le critiche per il suo silenzio sulle ingiustizie sociali brasiliane.

La narrazione raggiunge il suo momento più toccante con gli ultimi anni di Pelé, segnati da crescenti problemi di salute: l'osteoporosi che lo costrinse sulla sedia a rotelle, i ripetuti ricoveri, e infine il cancro al colon diagnosticato nel 2021. Il video segue i suoi ultimi mesi, trascorsi tra cure, omaggi da tutto il mondo e la sua ultima apparizione pubblica durante il Mondiale del Qatar del 2022, ormai troppo debole per alzarsi dalla sedia. Pelé morì il 29 dicembre 2022, all'età di 82 anni, circondato dalla famiglia. Il suo funerale allo stadio Urbano Caldeira, sede del Santos, e la successiva sepoltura al Memorial Necrópole Ecumênica di Santos divennero un evento mondiale, con milioni di persone in lutto.

Attraverso immagini d'archivio rare, interviste a compagni di squadra, avversari, giornalisti, familiari e amici, il video celebra la vita di un uomo che ha dato al calcio la sua anima, e che anche dopo la morte rimane l'unico, ineguagliabile Re. Un racconto che non è solo la biografia di un campione, ma la storia di come un ragazzo povero del Brasile abbia insegnato al mondo cosa significa essere leggendari.

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Trascrizione
00:00La vita e la morte di Pelé, il re del calcio, nacque il 23 ottobre 1940 a Trescorassoins,
00:08un piccolo comune del Minas Gerai. Si chiamava Edson Arantes do Nascimento, ma il mondo lo
00:14avrebbe conosciuto come Pelé. Figlio di un ex calciatore povero, dondigno, e di celeste,
00:21donna forte e devota, crebbe tra i vicoli polverosi di Bauru, giocando a pallone con
00:27calzini arrotolati o palline di stracci. Non immaginava che quei primi calci, dati per
00:33gioco, avrebbero cambiato per sempre la storia dello sport. A soli 15 anni entrò nelle giovanili
00:41del Santos Futebol Clube e già a 16 esordì in prima squadra, segnando il primo gol tra
00:48i professionisti. Il suo talento era qualcosa di mai visto, velocità, tecnica, visione di
00:54gioco, ma soprattutto quella leggerezza con cui trasformava ogni pallone in arte. Nel
01:011958, ancora diciassettenne, partì per la Coppa del Mondo in Svezia. Il mondo si fermò.
01:09In semifinale segnò una tripletta alla Francia, in finale contro la Svezia padrona di casa, due
01:16gol. Il Brasile vinse il suo primo titolo mondiale e il ragazzo, dagli occhi sognanti,
01:22divenne il re del calcio. Negli anni 60, Pelé trasformò il Santos in una leggenda vivente.
01:31Portò il club brasiliano a vincere due coppe Libertadores e due coppe intercontinentali,
01:37affrontando e battendo squadre europee blasonate come Benfica e Milan. Ovunque andasse, la gente
01:45gridava il suo nome. Le folle si accalcavano solo per vederlo toccare il pallone. Era un
01:51ambasciatore non solo del calcio, ma della gioia di vivere del popolo brasiliano. Pelé
01:58non era solo un atleta straordinario, era un simbolo di unità in un paese diviso. In tempi
02:05di dittatura, di povertà e disuguaglianze, lui rappresentava il sogno che tutti potevano
02:11toccare. Nel 1970, in Messico, guidò il Brasile alla terza Coppa del mondo, la più
02:18iconica della storia. Quella squadra con Jairzinho, Tostão, Rivelino e Carlos Alberto incantò
02:25il pianeta. Il suo gol di testa nella finale contro l'Italia e il sorriso che lo accompagnò
02:31rimasero impressi nella memoria collettiva come simbolo di perfezione sportiva.
02:37Nel 1977, Pelé giocò la sua ultima partita ufficiale, in un match simbolico tra il Santos
02:45e il New York Cosmos, la squadra americana dove aveva chiuso la carriera. Quel giorno,
02:52sotto una pioggia leggera, prese il microfono e disse «l'amore è più importante di tutto,
02:57dite sempre amo e non odio». Quel momento segnò la fine di un'era. Ma il mito non si spense.
03:06Dopo il ritiro, Pelé divenne ambasciatore dell'ONU e dell'UNICEF, promotore della pace
03:12e dell'educazione attraverso lo sport. Viaggiò per il mondo, portando un messaggio di speranza
03:20e disciplina, mostrando che la grandezza non sta solo nei gol, ma nella capacità di ispirare
03:27generazioni. Negli ultimi anni, però, la salute lo mise alla prova. Problemi all'anca, difficoltà
03:34a camminare e, infine, un tumore al colon diagnosticato nel 2021. Anche di fronte alla
03:41malattia, Pelé mantenne la sua dignità e il suo sorriso. «Ogni giorno è un dono»,
03:47diceva i fan, continuando a ringraziare per l'amore che riceveva. Il 29 dicembre 2022,
03:54a 82 anni, il mondo pianse la sua scomparsa. Il Brasile si fermò. Migliaia di persone si
04:01recarono allo stadio di Santos per l'ultimo saluto. I fiori coprirono il campo dove il re
04:07aveva costruito la sua leggenda. Pelé non fu solo il più grande calciatore della storia.
04:14Fu un simbolo universale di umanità, un uomo che mostrò al mondo che il talento, unito
04:21all'umiltà, può cambiare la storia. Il suo sorriso resta inciso nella memoria collettiva,
04:27così come le sue parole. «Io sono Pelé, ma voi siete il mio regno. Senza di voi non
04:34esisterei». E così, anche dopo la morte, Pelé continua a vivere in ogni bambino che sogna
04:40davanti a un pallone, in ogni partita giocata con passione, in ogni grido di gol che risuona
04:46negli stadi del mondo. Perché il re del calcio non muore mai, vive per sempre nel cuore del
04:52suo popolo.
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