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Sono passati sei anni dall’inizio della crisi pandemica e quattro dalla decisione europea di introdurre nelle economie degli stati membri una forte leva finanziaria per rispondere alle ripercussioni dell’emergenza sanitaria. Oggi è tempo di bilanci per il Pnrr, un piano che ha messo a disposizione per l’Italia quasi 200 miliardi di euro per sei missioni. In questo contesto, Tech4You è uno degli Ecosistemi dell’Innovazione più articolati e strategici realizzati in Italia nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Nasce all’interno della Missione 4 – Istruzione e Ricerca, Componente 2 – Dalla ricerca all’impresa, con l’obiettivo di trasformare la ricerca scientifica in uno strumento concreto di sviluppo economico, adattamento climatico e innovazione tecnologica. A sua volta, l’ecosistema Tech4You è strutturato secondo un modello organizzativo chiamato Hub & Spoke. Lo Spoke 3 è dedicato allo sviluppo di tecnologie intelligenti per rendere le filiere agroalimentari e forestali più sostenibili, resilienti, efficienti e sicure, un sfida raccolta dall’Università Mediterranea di Reggio Calabria. Ne parliamo con Giuseppe Araniti, Prof. Ordinario in Telecomunicazioni UniRC; Massimo Merenda, Prof. Associato di Elettronica UniRC; Maurizio Muzzupappa, Presidente Tech4You e Mariateresa Russo, Prorettrice Grandi Progetti- Spoke 3 Leader Tech4You.
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NovitàTrascrizione
00:10Sono passati ormai sei anni dall'inizio dell'emergenza pandemica del Covid-19, quattro anni dall'introduzione
00:17del PNRR che è il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che in qualche modo ha dato gli
00:23strumenti per uscire dall'emergenza sanitaria e per mettere in campo una serie di finanziamenti
00:30alla ricerca e all'industria. Oggi siamo nel 2026, è tempo di bilanci per capire cosa è stato messo a
00:38terra,
00:39che cosa ha funzionato, cosa non ha funzionato e per iniziare a parlare di questo noi siamo qui a questa
00:46puntata di L'Economia Talks per parlare del progetto Tech4U. Insieme a noi qui in studio il
00:55professor Massimo Merenda che è docente di elettronica all'Università di Reggio Calabria,
01:00buongiorno, buongiorno. La prorettrice ai grandi progetti dell'Università di Reggio Calabria,
01:05la professoressa Maria Teresa Russo, buongiorno, grazie di essere con noi. Giuseppe Raniti,
01:11docente ordinario di telecomunicazioni, sempre all'Università di Reggio Calabria, benvenuto,
01:17e in collegamento il professor Maurizio Muzzupappa che è il presidente appunto di Tech4U.
01:23Buonasera a tutti. Ecco professore, iniziamo da lei, ci spiega in maniera più semplice possibile
01:30che cosa è Tech4U, perché il PNRR, sappiamo, ha avuto tantissimi progetti in carico, mondi
01:38completamente diversi l'uno dall'altro, si parla di industria, si parla di agroalimentare,
01:42di ricerca pura, ricerca applicata, di scuola. Ce lo spiega lei?
01:48Guardi, i progetti PNRR che riguardano gli investimenti in ricerca si classificano in tre
01:54grandi categorie, i centri nazionali, i partenariati estesi e gli ecosistemi di innovazione. Il
01:59nostro Tech4U è un ecosistema dell'innovazione ed ha un carattere prettamente territoriale,
02:04tant'è vero che il nostro ecosistema calabro-lucano interessa le tre università calabresi,
02:10l'università della Basilicata, il CNR e una serie di aziende. Ha una forte valenza territoriale,
02:17così come una forte valenza di trasferimento tecnologico. Mentre i centri nazionali e
02:25partenariati estesi hanno un compito anche di ricerca di base, per quanto si può definire,
02:31gli ecosistemi dell'innovazione hanno invece proprio questa vocazione specifica al trasferimento
02:36tecnologico. Quindi noi sostanzialmente con Tech4U abbiamo cercato, cioè siamo posti proprio
02:41come obiettivo iniziale, quello di prendere le ricerche che avevamo nei nostri laboratori,
02:46le ricerche più mature, per provare a portarle, come si suol dire, a metterle a terra, cioè
02:52provare a innalzare il livello tecnologico delle nostre ricerche, che magari avevano ancora
02:58una valenza prettamente laboratoriale, per provare a validarle in contesti reali.
03:05E quindi sostanzialmente con Tech4U siamo riusciti a realizzare, come diceva prima, ormai
03:11siamo alla fine del progetto, il 30 aprile questi progetti PNRR sostanzialmente finiscono,
03:19quindi siamo in una fase ormai conclusiva di raccolta anche di questi dati, di raccolta
03:23anche dei frutti, dei risultati che noi abbiamo avuto. Possiamo dire di essere riusciti a raggiungere
03:29gli obiettivi che ci eravamo posti. Noi abbiamo realizzato 138 prototipi come output
03:35della ricerca di questi tre anni e mezzo che ormai sono trascorsi.
03:42Ecco, però di tutti questi progetti oggi parliamo di un ambito molto particolare, lo facciamo
03:51con la prolettrice Maria Teresa Russo. Le chiedo, professoressa, noi stiamo parlando di un ambito
04:00molto interessante anche perché arriva direttamente sulle tavole di tutti noi italiani, cioè quello
04:06dell'agroalimentare. Sì, diciamo lo SPOC 3, questi ecosistemi sono suddivisi in un cuore
04:13che si chiama hub, poi tutta una serie di filiere secondarie di ricerca, tra queste c'è quella
04:18dell'agricoltura, dell'alimentare e delle foreste. Noi abbiamo lavorato in linea con i vincoli
04:25del PNRR che ci imponevano di lavorare sulla transizione digitale applicata a diversi ambiti
04:30e la transizione ecologica. Quindi noi nell'ambito di questo SPOC, così come viene definito
04:35nella progettualità PNRR, abbiamo lavorato per trasferire innovazione e digitalizzazione
04:42all'interno del sistema agricolo, nell'ambito del food e poi anche la gestione delle foreste.
04:46La Calabria, anche la Basilicata, sono delle regioni che hanno una superficie di boscata
04:51abbastanza ampia e quindi gestire la transizione anche come gestire una foresta con il digitale,
04:58quindi con le nuove tecnologie, è stato sfidante. Noi in particolare poi abbiamo focalizzato
05:03la nostra attenzione sul food perché Tech4U lavora sulla mitigazione e l'adattamento
05:09ai cambiamenti climatici. L'agricoltura e i sistemi alimentari sono parte del problema
05:14perché sono parte del problema nell'innesco del cambiamento climatico ma nella nostra visione
05:19sono diventati parte della soluzione e quindi abbiamo lavorato su un progetto di transizione
05:25digitale nell'ambito delle aziende agroalimentari con un focus sul food per rendere questi temi
05:32più sostenibili e quindi diminuire lo spreco e controllare la qualità e la sicurezza
05:37dei prodotti alimentari perché uno dei più grossi problemi del cambiamento climatico
05:42nel settore del food è da una parte la sicurezza intesa come disponibilità di cibo per via
05:48chiaramente dell'impatto negativo, il ciclone R è un esempio eclatante, dall'altra parte
05:55abbatte e diminuire gli sprechi che sono un forte catico inquinante o ancora controllare
06:01la sicurezza perché il cambiamento climatico con proprio il cambio di temperature e i livelli
06:07di umidità incidono fortemente sulla sicurezza dei prodotti.
06:11Professore adesso possiamo dire in una battuta che la tecnologia dovrebbe aiutare l'impresa
06:16a fare di più con meno e a controllare questo di più?
06:20Assolutamente sì, uno degli obiettivi della transizione digitale applicata al food della
06:25nostra smart food factory è proprio quello di controllare meglio i processi in maniera
06:30tale a ottimizzare per esempio i consumi energetici, da abbattere lo spreco perché lo
06:35spreco nella filiera alimentare probabilmente è quello che incide enormemente rispetto ad altri
06:41settori quindi la transizione digitale ci aiuta a controllare meglio tutti i singoli processi
06:45e quindi a ottimizzarli nel migliore dei modi.
06:49Professore Merenda, la professoressa diceva appunto che la tecnologia ci sta dando una
06:54grossa mano per cercare di raggiungere degli obiettivi che sono estremamente sfidanti.
06:59Possiamo dire che state mutuando in università e durante questa esperienza le indicazioni che
07:08sono state date dieci anni fa nel 2016 dal piano di industria 4.0 le state cercando di
07:15trasferire anche nell'industria della trasformazione alimentare che forse è quella insieme alla
07:20logistica che meno si è evoluta negli anni.
07:23Assolutamente, è un ambito questo appunto della transizione digitale in cui finalmente arriva
07:30anche l'ambito agri-food e quindi riusciamo a portare dei processi, dei processi finalmente
07:35innovati, finalmente dei processi che sono in grado di garantire la qualità non solo nella
07:43maniera in cui riuscivamo a farlo fino a ieri ma in una modalità nuova, in una modalità
07:48trasparente. Per fare questo siamo partiti da indicatori, da marker che abbiamo trovato
07:55all'interno dei prodotti. Questi marker sono stati raccolti, sono stati inseriti in delle
08:01piattaforme e questi sono già alcuni dei principali prodotti di questo progetto Tech4U.
08:07Ma non ci siamo firmati qui perché questi marker, che sono delle sorte di impronte digitali,
08:14hanno la capacità di dare al food il cambiamento che nel Forense ha fatto la vera e propria
08:22impronta digitale. Quindi noi siamo ora in grado di capire la provenienza, di capirne la qualità.
08:28Finalmente abbiamo una filiera trasparente.
08:32Una filiera che può essere trasparente. Può essere trasparente perché i marker sono
08:36il primo tassello. I sensori funzionalizzati per leggere questi marker sono poi il secondo tassello
08:44che ci permette a livello sensoristico e a livello quindi elettronico, vediamo il mio dominio
08:50di ricerca, di riuscire a leggerli e trasferirli in maniera molto efficiente e molto sicura.
08:56Non solo software, abbiamo un ospite.
08:59Assolutamente, assolutamente. Abbiamo un robot quadrupede che aiuta, non sostituisce.
09:07Adesso lo vediamo, abbiamo fatto delle registrazioni poco fa proprio qua in studio.
09:12Lo vediamo mentre si muove nel nostro studio e dà bella mostra della sua capacità di muoversi
09:19anche in autonomia. Lui si muove nei terreni agricoli ma si muove anche nelle fabbriche.
09:26Il suo compito è raccogliere pezzi di informazioni. Questi pezzi di informazioni vengono cristallizzati
09:32in una blockchain. Cos'è una blockchain? Pensiamo a quando andiamo dal notaio. Il suo sigillo
09:38è la garanzia di quell'atto di immutabilità. Noi rendiamo immutabili le trasformazioni che
09:45il cibo ha dalla sua raccolta al suo processo di trasformazione fino a quando arriva nelle
09:51nostre tavole. Questa tecnologia che noi abbiamo messo a terra grazie al progetto Tech4u
09:58è una tecnologia che permetterà quel salto di qualità anche alle piccole aziende che
10:04poi da Tech4u useranno il trasferimento.
10:06Se lo avete già testato in campo? Abbiamo già effettuato varietà est. Il nostro robot
10:11è autonomo ed è in grado di collezionare questi dati sia in campo che nelle fabbriche. Abbiamo
10:18anche realizzato questa collezione di dati certificati di qualità. L'abbiamo fatto sulle
10:24filiere su cui siamo stati coinvolti, in particolare sulla filiera della liquirizia Calabria.
10:31Ecco poi magari professoressa di liquirizia ne parliamo perché so che il progetto è abbastanza
10:37interessante ma prima volevo dare la parola al professor Araniti perché non solo di quadrupedi
10:44robot stiamo parlando perché abbiamo anche un altro ospite.
10:48Sì abbiamo un robot bipede che è un umanoide. L'idea è che noi lo chiamiamo cobot, non lo
10:58robot perché è un robot collaborativo, deve collaborare all'interno della fabbrica, della
11:04fabbrica intelligente appunto nella sfida dell'industria 4.0-5.0 dove praticamente il
11:11robot assiste l'uomo durante i processi magari svolgendo attività che possono essere pericolose
11:18per l'uomo. Quindi noi abbiamo immaginato una fabbrica del futuro dove abbiamo la presenza
11:24di persone, la presenza di robot ma anche una fabbrica che è tutta digitalizzata. Quindi
11:31è ricca di sensori, sensori iperconnessi. Io mi occupo di telecomunicazioni quindi avremo
11:36diverse tecnologie che dovranno collaborare tra di loro per raccogliere il dato e in modo
11:42tale che ci sia un monitoraggio completo del processo produttivo. Abbiamo preso le nostre
11:47competenze nell'ambito delle telecomunicazioni così come nell'ambito dell'elettronica e così
11:52abbiamo cercato di ripiegarle su un caso realistico, in questo caso una filiera
11:58produttiva, per esempio la liquirizia come diceva il collega. E quindi di questa fabbrica
12:05non ci siamo solo limitati a riempirla di sensori per il monitoraggio ma ne abbiamo
12:09creato un gemello digitale. Quindi abbiamo un gemello digitale della fabbrica, quindi vuol
12:16dire un'immagine digitale della fabbrica stessa e questo ci consente non solo di verificare
12:26diciamo lo stato dell'azienda, dei vari macchinari ma anche lavorare sul processo. Il processo
12:33produttivo utilizzando dati che abbiamo raccolti li diamo in pasto a modelli predittivi di intelligenza
12:39artificiale per predire quello che potrebbe succedere e magari ottimizzare consumo energetico,
12:45avere un prodotto di qualità ed eliminare gli sprechi. Tutto questo diciamo assistito
12:50da questi robot umanoidi che collaborano con l'uomo e che come abbiamo visto diciamo
12:59l'abbiamo visto muoversi, fanno tanti movimenti, ovviamente è tutto un qualcosa sul quale noi
13:04stiamo lavorando, un lavoro embrionale che ovviamente avrà nel futuro tanti sviluppi.
13:09Sappiamo perfettamente che l'industria italiana è fatta di piccole e medie imprese
13:13se non di piccolissime e piccole imprese. La scalabilità di questi tipi di progetti
13:18sul nostro tessuto imprenditoriale?
13:21Allora abbiamo proprio fatto un lavoro all'interno del progetto Tech4U con un braccio robotico
13:28per esempio nel caso in cui questo braccio aiutava un'azienda di piccole dimensioni a
13:36scatolare il mango. Questo l'abbiamo proprio sperimentato in un'azienda di
13:40diciamo di Reggio Calabria dove magari questo robot può essere affittato, non per forza acquistato
13:46proprio per...
13:47Come le fotocopiatrici.
13:48Benissimo. E in quel caso il robot può supportare la fabbrica e lavorare magari anche 24 ore su 24
13:57per magari scatolare secondo alcuni aspetti che erano il calibro, la colorazione, la maturazione.
14:04Questo sicuramente può aiutare anche le piccole aziende magari a rimanere sul mercato per abbattere
14:11un po' i costi.
14:12Professoressa, abbiamo parlato di mango, abbiamo parlato di uva, però è la liquirizia, credo
14:17che sia uno dei prodotti tipici della Calabria e lì voi vi siete concentrati. Ci spiega perché?
14:22Sì, allora noi abbiamo deciso di utilizzare questo caso studio per due motivi. Primo perché
14:26non è una fiera molto lunga, quindi nel tempo che avevamo potevamo effettivamente sviluppare
14:31un caso studio completo che poi potrebbe essere trasferibile anche ad altri contesti, ad altri
14:36casi studio. E poi perché la liquirizia è la liquirizia di Calabria DOP, quindi è un
14:41prodotto a denominazione di origine protetta e di questo prodotto noi come chimici, perché
14:47in realtà il nostro è un team multidisciplinare, io sono l'anima chimica, la
14:51loro sono insomma gli ingegneri elettronici delle comunicazioni. Io mi occupo del fingerprinting,
14:58mi occupo del recupero, della ricerca di questi marker molecolari, trovati questi marker mi
15:04danno un'indicazione specifica della qualità, dell'autenticità di un prodotto, ma anche
15:08della presenza di contaminazioni. A questo punto con il gruppo dello sviluppo dei sensori
15:13si mettono appunto i sensori necessari da porre sul nostro impianto per poter fare tutti
15:19i controlli che fanno i quadrupedi o comunque bipedi, dipende dal tipo di dato, comunque
15:25diciamo da questa piattaforma ICT per la gestione dell'azienda. E niente, quindi abbiamo scelto
15:32la liquirizia di Calabria, abbiamo effettivamente tutte le informazioni che nel tempo, ecco,
15:39c'è il prossimo Zupapp, noi abbiamo preso le ricerche che già avevamo fatto per metterle
15:43a disposizione di uno sviluppo utilizzando le nuove tecnologie. Noi sappiamo che la liquirizia
15:47di Calabria è diversa da quella siciliana, come è diversa da quella prodotta in altre
15:52regioni d'Italia, ancora diversa da quella che proviene da altri paesi come la Cina,
15:56l'Iran, cioè paesi che comunque mettono sul mercato i stratti di liquirizia. Questa
16:01della Calabria, giusto per dare un elemento, per esempio è una liquirizia a bassissimo
16:05contenuto di principio attivo che è poi l'acido glicerizzico, quindi della liquirizia di Calabria
16:10ne possiamo mangiare un po' di più perché non ha l'impatto negativo di altre liquirizie
16:14che invece hanno le percentuali molto più alte e quindi inducono l'ipertensione, per
16:18esempio, ma questa liquirizia ha dei marker molecolari specifici che noi abbiamo individuato
16:23attraverso delle piattaforme analitiche e che poi abbiamo messo a disposizione per lo
16:27sviluppo di sensori che sono stati utilizzati per monitorare il processo. La qualità ha delle
16:33regole chimiche? Eh beh sì, assolutamente sì, la qualità è codificata attraverso la
16:38chimica. E questo può diventare, da quello che ho capito, anche uno strumento, diciamo,
16:43di marketing o comunque di evoluzione, internazionalizzazione di un prodotto che già è conosciuto ma potrebbe
16:47avere... Diciamo, il risultato finale che il consumatore può vedere è qual è. Digitalizzando
16:53il sistema noi riusciamo ad ottenere una certificazione digitale del prodotto. Questa
16:58certificazione cammina con il cibo e quindi qualsiasi consumatore può davvero controllare
17:04la qualità del prodotto, controllare ciò che mangia. Professore Muzzupappa, torno da lei
17:09per ritornare dallo specifico, dal particolare, un po' al piano un po' più generale diciamo
17:14di Tech4U. Già lo anticipava, siamo arrivati ai titoli di coda dell'esperienza PNRR. Come
17:24dare continuità a quello che ci hanno appena raccontato i nostri ospiti e più in generale
17:29a tutto il progetto Tech4U? Ma questo è il problema un po' che tutti questi progetti
17:34in questo momento hanno, perché uno dei tanti risultati insomma ottenuti da questo finanziamento
17:42è anche aver formato tantissimi giovani ricercatori. Soltanto in Tech4U sono 433 i collaboratori
17:51di ricerca che sono stati reclutati per il progetto, ma in Italia sono stati davvero
17:56tanti. Il problema è che noi adesso abbiamo formato una classe di giovani ricercatori,
18:03quindi immaginate tutti i neolaureati che hanno fatto o ricercatori o collaboratori di
18:07ricerca a varia forma, assegni di ricerca, dottorati di ricerca. Il vero problema e il
18:13futuro di questi progetti sono sostanzialmente due. Uno, non lasciare questi prototipi chiusi
18:20nei nostri laboratori. Noi dobbiamo provare adesso, l'obiettivo che noi abbiamo, ma è
18:24chiaro che da sole le università non possono fare questo passo se non sono supportate dalle
18:30aziende, se non sono supportate anche dagli enti pubblici, perché noi adesso dobbiamo
18:36essere capaci di avere degli impatti reali dei risultati della ricerca, risultati che devono
18:46essere di tipo economico, ma anche di tipo sociale, di tipo culturale. E poi l'altro
18:50aspetto fondamentale è non abbandonare tutto questo capitale umano che noi abbiamo formato,
18:56che è una formazione sicuramente superiore rispetto anche alla stessa laurea magistrale
19:01che noi abbiamo nelle nostre università, perché queste sono adesso persone che sono formate
19:06all'innovazione, sono formate su tematiche estremamente importanti ed è un patrimonio
19:13che non possiamo lasciarci sfuggire, ma dobbiamo fare di tutto per poterlo valorizzare.
19:20Professoressa Russo, il professor Muzupappa raccontava di questa esperienza come di una scatola,
19:32una scuola di talento, una scatola da cui sono emersi tante idee che oggi rischiano però
19:39di rimanere lettera morta. C'è un grande tema in Italia della ricerca che fa fatica a diventare
19:47impresa, tecnicamente il TRL, il trasferimento tecnologico. Tornando al vostro progetto, qual è il futuro?
19:56Allora, il nostro progetto adesso si completa in questo primo percorso. Abbiamo pensato
20:04di mettere insieme, questo nell'ambito di un bando che ha messo appunto il Ministero,
20:10di coordinare le competenze che sono state sviluppate a livello paese in questo caso,
20:14quindi mettere insieme gli ecosistemi che lavorano sugli stessi nostri temi, tra cui
20:18l'ecosistema della Lombardia, l'ecosistema dell'Emilia Romagna e abbiamo dato vita ad una
20:23nuova progettualità che punta a creare un polo nazionale sul cambiamento climatico
20:28che ha come core quello di mettere insieme tutte le conoscenze che abbiamo sviluppato
20:32per dare delle soluzioni reali al mondo reale, al sistema paese, affinché si possano trovare
20:40soluzioni per mitigare o per adattarsi al cambiamento climatico. Questo nuovo progetto
20:44si chiama Zephyrus, il nostro vento dell'innovazione, un po' evocativo e speriamo che sicuramente
20:52all'interno di questo progetto saranno valorizzate parte delle competenze di cui parlava il professor
20:56Muzupappa che sono state formate nell'ambito di questo percorso del PNRR, veramente un percorso
21:00sfidante, ma d'altra parte speriamo di poter mettere giù anche delle proposte, insomma
21:08verso le istituzioni in particolare, perché tutti questi talenti, tutti questi giovani che
21:13sono stati formati sono in realtà i pilastri del trasferimento dell'innovazione nell'impresa,
21:19quindi se ci fosse una programmazione specifica sui giovani che abbiamo formato il PNRR, magari
21:26le aziende potrebbero capire che questo vivaio di talenti è per loro un fattore importante
21:32per mantenere la loro competitività, quindi potrebbe, si dovrebbe fare un lavoro, diciamo
21:37un lavoro tra tutte le istituzioni, ministeri, regioni, università, per creare le condizioni
21:44finché le imprese possano utilizzare al meglio queste professionalità che abbiamo formato.
21:49Una grande risorsa di conoscenza da valorizzare.
21:51Assolutamente sì.
21:52Dunque in bocca al lupo per il vostro progetto, in bocca al lupo veramente perché mi sembra
21:57molto interessante, grazie a Tech4U, grazie all'Università Mediterranea di Reggio Calabria
22:03e alla prossima puntata di L'Economia Talks.
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