C’è qualcosa di profondamente magnetico negli scatti e nel video del fotografo naturialista belluense Mario De Marco: non è solo fotografia naturalistica, ma un invito autentico a fermarsi e osservare. Come racconta lui stesso «in questo periodo si possono osservare questi piccoli abitanti delle nostre valli», e basta un attimo per capire quanto siano speciali. I protagonisti sono i cardellini, descritti con passione: «Colorano la primavera con la loro livrea sgargiante che va dal giallo sulle ali alla mascherina rossa sulla testa». Una definizione precisa, ma anche emotiva, che trova piena conferma nelle immagini: ogni movimento accende il giallo, ogni posa esalta quel rosso inconfondibile. Il video colpisce per naturalezza. Non c’è nulla di costruito, nulla di forzato. Anzi, come sottolinea De Marco, «il video è stato eseguito in appostamento, in modo da non disturbare assolutamente i cardellini». Ed è proprio questa attenzione a fare la differenza: gli uccelli si muovono sereni, si alimentano senza timore, regalando una scena autentica. La tranquillità dei soggetti è la prova più evidente della qualità del lavoro. «Si vede anche dalla loro tranquillità nel cibarsi», osserva il fotografo, e lo spettatore lo percepisce chiaramente: è uno sguardo discreto, rispettoso, quasi invisibile. Dal punto di vista tecnico, la scelta dell’attrezzatura è funzionale a questa filosofia. «Il video - spiega - è stato eseguito con Nikon Z8 e zoom 400-600 millimetri»: distanza e precisione diventano strumenti per raccontare senza invadere. E non manca l’entusiasmo personale, che traspare con forza: «Credo di aver postato un video a mio avviso eccezionale». Un’affermazione che non suona come esagerazione, ma come la naturale soddisfazione di chi sa di aver catturato un momento raro. È un frammento di vita collettiva che spiazza nella sua semplicità e nella sua bellezza. (Dimitri Canello)
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