00:08Le dieci parole tradite sono le parole della nostra vita e della nostra civiltà. Le impariamo
00:13sin da quando siamo bambini e poi cresciamo con queste parole e ci interroghiamo sul loro
00:20significato e adesso? Adesso abbiamo l'impressione che siano evaporate, che ci stiano scappando tra
00:27le dita. Dove sono queste parole che sono le nostre parole? Parliamo di democrazia, felicità,
00:33fraternità, libertà, misura, pace, pianeta, parità, talento, verità. Le sentite, le percepite? Sono
00:40parole che ci appartengono. E dove sono oggi nel 2026? Sono ancora nostre? Le dieci parole tradite
00:46sono la nostra coscienza. Da duemila anni, da duemila e cinquecento anni, da sempre. Pensiamo
00:52democrazia, che è il potere del popolo, ma non il popolo generico, il popolo delle viscere,
00:58il popolo opulista. Proprio il popolo che sa scegliere, che si dà un proprio ordinamento,
01:03che ha le proprie regole e le segue. Quindi è un popolo consapevole, è cittadinanza. Questa
01:08è la democrazia. E adesso? Adesso con un capo degli Stati Uniti d'America che si percepisce
01:14come comandante del mondo? E questa è la democrazia? No, perché la democrazia è un intreccio,
01:20sempre, tra potere del popolo e regole. Se si sorpassano le regole, non c'è più la democrazia.
01:26Questo libro nasce da un'esigenza. Perché, rileggendo, riguardando queste parole, non
01:31le ritrovavo più. Le percepivo perdute, smarrite. Cos'è diventata la libertà? Libertà
01:38di accusare, di ferire, di aggredire il prossimo? Ma noi abbiamo imparato che invece la libertà
01:43è il rispetto degli altri, la nostra libertà tenendo conto sempre della libertà delle altre
01:49persone. Non è libertà di insulto, non è libertà di urlare, è interdipendenza, è
01:57rapporto, è sintonia tra le varie libertà. La civiltà moderna, contemporanea, nasce anche
02:03dall'idea che la felicità non sia semplicemente individualismo, ricerca di una propria affermazione,
02:09ma sia un patrimonio condiviso, un bene di tutti. Anche nella nostra Costituzione non c'è
02:14il termine felicità, ma in realtà c'è, esiste, basta rintracciarlo nell'articolo
02:193,2, quando si dice che bisogna rimuovere tutti gli ostacoli per consentire il pieno sviluppo
02:25della persona umana e del presidente Mattarella, costituzionalista, che ci ha spiegato come sia
02:30proprio lì, anche nella nostra Costituzione, la ricerca della felicità.
02:35felicità di vita significa potersi esprimere sul piano dei sentimenti, degli affetti personali,
02:41privati e sul piano dell'attività pubblica. Come dicevano gli antichi greci, è un mix
02:47fra quello che noi possiamo inseguire come desideri personali e quello che possiamo coltivare
02:53come passioni pubbliche. Secondo Erodoto, il più felice degli Atenesi era veramente uno
03:00sconosciuto tale Tello Atenese che era riuscito ad avere una vita felice perché si era occupato
03:05dei suoi familiari, era circondato degli affetti e allo stesso tempo si era battuto per i valori
03:11della sua comunità. È un intreccio fra pubblico e privato. L'amore per gli altri è loro intracciato
03:17in questo termine, davvero tradito, davvero smarrito, forse quasi perduto, che è fraternità.
03:23Anche lì la fraternità attiene proprio alla nostra storia, alla nostra coscienza. Pensate
03:32che San Paolo comincia tutte le lettere, come sappiamo, dicendo fratelli e la rivoluzione
03:38francese, che era profondamente anticristiana, però recupera il concetto della fraternità,
03:44libertà, egalità e fraternità. È un anelito universale, non è la fratellanza che riguarda
03:49un gruppo di persone che si chiude e, insomma, porta avanti se stesso. Invece la fraternità
03:56ha una flauta universale, planetaria, riguarda tutto e tutti. Come dicevano Martin Luther King,
04:02Bob Kennedy, è una lezione che davvero stiamo smarrendo. La misura è un termine meraviglioso,
04:08è davvero la base di tutto. Sul frontone del Tempio di Apollo, a Delphi, quindi alle origini
04:14della nostra storia, c'era scritto in greco antico Medeinagan, nulla di troppo. C'era anche
04:20scritto Gnotis Auton, conosci te stesso e quindi conosci i tuoi limiti. Tutta la nostra civiltà
04:25è basata sul senso dell'equilibrio, sulla temperanza, per usare un altro termine davvero
04:30desueto e abbandonato. Il senso della misura è quello che consente a una comunità di rafforzarsi
04:37e di andare avanti in sintonia. Viviamo invece in un'epoca smisurata, perché c'è una fetta
04:43della politica che cerca di prevaricare sull'altra fetta e poi soprattutto c'è un'ampia
04:49prateria sui social che si diverte a massacrare il prostono. Questa è perdita del senso della
04:55misura e quindi diventa una perdita di una parte di noi stessi. L'uomo non ha inventato
05:00la guerra, ha inventato la pace. La guerra è dentro di noi, è dappertutto, è nella natura,
05:06negli animali che si mangiano l'un l'altro. Invece la cultura ha prodotto questa idea straordinaria
05:13e universale che ha a che fare con la pace, con la costruzione della pace. Ed è quello
05:18che ci diciamo da secoli, da millenni. Ma non ci riusciamo, perché l'amore per la guerra
05:23è irresistibile, ogni volta che proviamo a costruire un mondo diverso, la dichiarazione
05:28universale dei diritti dell'uomo, la stessa nascita delle Nazioni Unite, poi veniamo ricacciati
05:34all'indietro. Gli aggressori, come Putin, si percepiscono come aggrediti. I presidenti
05:40gli Stati Uniti, come Trump, si considerano dei comandanti militari del pianeta intero
05:46e quindi muovono guerre, accendono micce in giro per il pianeta e poi dicono anche di
05:51aspirare al Nobel per la pace. È un mondo davvero paradossale.
05:56Noi siamo qui al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano, è un posto magnifico.
06:02Attorno a me i Sette Savi, un'opera contemporanea di Fausto Melotti. Vedete che ha il fascino,
06:10delle antiche sculture, allo stesso tempo il sapore di De Chirico. I Sette Savi sono raccontati
06:17da Platone, dissero tra il 620 e il 550 a.C. ed erano i più sapienti del mondo. Ma qual
06:24è la
06:24cosa straordinaria? È che la gara, la disputa era chi fosse il più saggio tra loro. E vedete
06:29che si guardano? Perché si dicevano l'un l'altro sei tu, sei tu, sei tu. E si indicavano. Pensate
06:35se fosse
06:36così al giorno d'oggi. Questo museo è straordinario perché è anche il museo del divenire del mondo ed è
06:42il
06:42museo del talento. Pensate che c'è qui anche la sala del volo che ci ricorda come proprio a Milano
06:49Leonardo da Vinci immaginò il volo umano alla fine del Quattrocento. Altro che talento. Non abbiamo
06:56perduto i talenti. Abbiamo perduto forse i riconoscitori di talenti. Quelli che si chiamavano
07:01una volta talent scout. Quelli che li sapevano riconoscere, scovare e quindi portare su.
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