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Con Venanzio Postiglione, vicedirettore Corriere della Sera

Monologo dal libro Le dieci parole tradite di Venanzio Postiglione (Solferino)

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Novità
Trascrizione
00:15Benvenute, benvenuti, viva Pavia, ma viva anche tutta l'Italia che ci sta seguendo,
00:21perché siamo in streaming, cioè in diretta, su Corriere.it, che è il nostro sito,
00:27è la nostra corazzata che ogni giorno accoglie, pensate, 4 milioni, 4 milioni e mezzo di italiane
00:34e di italiani che vengono a informarsi sul sito del Corriere, quindi noi ne siamo particolarmente
00:40felici e orgogliosi. Ed è anche un modo, secondo noi splendido, di portare Pavia, i temi di Pavia,
00:47l'idea di innovazione di Pavia all'attenzione dell'opinione pubblica nazionale, che è una
00:52cosa fondamentale per le città, piccole, medie e grandi, che vogliono affacciarsi e specchiarsi
00:59nel nostro paese. Quello che vi leggerò è un brano con modifiche e ripocchi, tratto dal
01:06mio libro, dal mio saggio, che è stato appena pubblicato per Solferino, Le Dieci Parole Tradite,
01:12perché mi sono chiesto che fine abbiano fatto le parole che hanno costruito la nostra vita,
01:19la nostra coscienza, la nostra civiltà. Le abbiamo forse smarrite, alcune ci stanno passando
01:26tra le dita come se fosse sabbia del mare. Palento, da riconoscere e restituire. Madre e padre,
01:38padre e madre, diventi grande e ti accorgi che si dice così più o meno le stesse parole in tutte
01:47le lingue del nostro continente. Una vocale in più, poi in meno, ma il suono è quello. Immagini
01:54qualcosa di ancestrale, anche le lingue hanno un inconscio. Pensi ai neonati, ti fa tenerezza. E qui
02:01viene il bello. L'ho scoperto qualche anno fa, una folgorazione. C'è un'altra parola che ricorre in
02:10tutte le lingue europee, anche quelle di origine e ceppi diversi, anche quelle che non c'entrano nulla
02:17tra loro. Il termine è talento, che si dice e scrive esattamente così, talento, in italiano,
02:25spagnolo, portoghese, greco moderno. Cade solo una O e si scrive talent, con pronunce appena appena
02:34diverse, in inglese, francese, tedesco, romeno, olandese, cieco, sloveno, danese, polacco. Lo
02:41svedese usa talang, in russo è talant e in ucraino, anche in ucraino è talant. L'umanità si divide su
02:50tutto,
02:50non su questa parola. Deve essere veramente importante. Tradirla, come stiamo facendo,
02:58è un affronto al presente e soprattutto al futuro. Nella notte dei tempi, la radice indoeuropea
03:04tal suggerisce il significato di portare, sopportare. Ci fa subito pensare al peso, magari
03:12alla responsabilità. Nel greco antico, talenton è la bilancia con le sue inclinazioni, ma è anche
03:21la moneta, come nel latino talentum. Una moneta di consistenza reale, non simbolica, e quindi di
03:29grande impatto, una valuta prestigiosa e desiderata. L'etimologia ci dice subito che il talento ha un
03:36peso, bisogna saperlo portare, e ha un valore, è la nostra ricchezza. E poi, poi c'è la parabola
03:47che ha plasmato una fetta di storia dell'Occidente e delle teorie economiche. Credenti o laici, atei o
03:56agnostici, prendiamo atto che il racconto dei talenti nel Vangelo di Matteo è nell'immaginario
04:03collettivo da duemila anni. Lo ricordiamo tutti. Un signore, prima di partire, convoca i tre servi e
04:10consegna rispettivamente cinque talenti, due talenti e un talento. Quando torna, i primi due lo fanno
04:17felice, perché hanno investito quelle monete e gli restituiscono il doppio. Il doppio. Oggi i corsi di
04:25economia delle nostre università assegnerebbero subito una laurea ad honorem. L'ultimo, invece, molto
04:32preoccupato, corre a seppellire l'unico talento che ha ricevuto e così com'era, unico e solo,
04:38lo ridà al padrone che la prende malissimo. Lo rimprovera. C'è chi vede nella parabola l'origine
04:46o, se vogliamo, la copertura ideologica del capitalismo. Io mi limito a dire che il delitto
04:52dell'ultimo servitore è più semplice e allo stesso tempo più devastante. Aveva un talento,
04:58il suo talento, e l'ha sotterrato. Un peccato contro se stesso. E allora il percorso è complicato,
05:08con due passaggi fondamentali. Il primo è interiore e il secondo esteriore. Io so capire
05:14qual è la mia inclinazione? Ho ricevuto un'educazione al talento dalla famiglia, dalla scuola,
05:20dall'università, dalla società. Sul frontone del tempio di Apollo a Delfia, le origini della
05:27nostra civiltà, c'era scritto Gnotis Auton, conosci te stesso. È un punto chiave. Interrogarsi,
05:38capirsi. Il secondo passo ci riguarda in ogni istante. Noi sappiamo riconoscere un talento? Ho
05:46detto riconoscere, non scoprire. Nel verbo scoprire è il protagonista e lo scopritore,
05:51è Cristoforo Colombo, non la persona o la cosa che viene scoperta. Non va neppure bene cacciatori,
05:57perché non c'è una selvaggina e neppure un colpo da sparare. Noi avremo bisogno invece di
06:05riconoscitori. Io lo so che è un termine bizzarro e anche desueto. Forse non lo usiamo perché ce ne sono
06:10pochi o pochissimi, le parole rispecchiano la realtà. Ecco, i riconoscitori di talenti. Questo sì
06:18che è un mestiere che sarebbe essenziale per i tempi che viviamo e per quelli che arriveranno.
06:24Quando Leonardo da Vinci, un tipo con un certo ingegno, viene spedito in campagna perché è un
06:31figlio illegittimo, si appassiona ai fenomeni naturali, si innamora dei fiumi e delle rocce,
06:36comincia a disegnare. È in una famiglia di riconoscitori, fortuna sua e nostra, che lo spedisce
06:44a bottega dal Verrocchio. Tornando un po' indietro nell'antica Roma, un ragazzo della provincia
06:49mantovana arrivò nella città eterna perché voleva scrivere. Si chiamava Virgilio, fu compreso da un
06:57signor riconoscitore che si chiamava Mecenate e che diede il nome per l'eternità a una benemerita
07:04categoria di benefattori. Grazie ai papi esiste la Cappella Sistina, grazie a Ludovico il Moro
07:11fu dipinto il Cenacolo. Senza fretta. Esistono talenti esplosivi e talenti che hanno bisogno di
07:19tranquillità. Il fisico Carlo Rovelli, nel suo famoso saggio Sette brevi lezioni di fisica 2014 a
07:26Delphi, la vede così. Da ragazzo Albert Einstein ha trascorso un anno a bighellonare oziosamente.
07:35Se non si perde tempo non si arriva da nessuna parte. Albert leggeva Kant e seguiva senza impegno
07:42le lezioni all'università di... va via. Per divertimento, senza essere iscritto né fare
07:49esami, è così che si diventa scienziati sul serio. A Rovelli piace provocare per carità in molti
07:56campi, però c'è un però. Mi chiedo come farà mai la scuola italiana in prima fila per il nostro
08:04obiettivo a riconoscere chi merita davvero, a coltivare le singole inclinazioni perché ognuno
08:10ha le sue, a suonare l'allarme. L'abbiamo trovata, l'abbiamo trovato, accorrete. Nella fabbrica delle
08:19verifiche, dei giudizi, dei crediti che sono diventati i nostri licei, i nostri istituti,
08:24dove sono finiti i riconoscitori. Il tradimento della parola e del suo valore è un disastro per
08:33la società intera, che resta impantanata nelle posizioni acquisite, nelle eredità familiari,
08:39nelle categorie sociali. Si fa fatica. Siamo cresciuti con l'idea del talento come realizzazione
08:45di noi stessi. Coltiviamo il nostro giardino, diceva Voltaire. E ci ritroviamo nell'epoca
08:52dei talent, dei talent show. Amici, Masterchef, Ballando con le stelle, X Factor, tutto è
08:58spettacolo, tutto è giudizio rapido, tutto è fonte di lacrime e ho successo. Lo dedico
09:02alla nonna, saluto i compagni del bar, Michelina ti voglio bene. Nulla di male. Alcuni sono piacevoli,
09:09ogni tanto salta fuori pure un fenomeno e questo va benissimo, siamo un po' più felici. Per il resto,
09:15se tutto è talento, niente è talento. Avanti il prossimo, the show must go on. Ma il riconoscitore
09:23e il riconosciuto hanno bisogno di tempo. Non sempre possiamo fidarci alle esigenze legittime
09:31di una scaletta televisiva o di una raffica di posti. Anche le città sono esseri viventi
09:37e quindi hanno un talento quando ce l'hanno. Milano, per esempio, ha l'ingegno dell'innovazione.
09:44Pensate al periodo che va dagli anni 60 agli anni 80 dell'Ottocento. Nel 1863 viene alla
09:50luce il Politecnico. Nel 1865 Ferdinando e Luigi Bocconi, forse il nome Bocconi ci dice
09:56qualcosa, aprono il primo negozio che vende abiti già confezionati. Nel 1876, 5 marzo,
10:03sono 150 anni, nasce il Corriere della Sera. Lo stesso anno si inaugura la Trambia a Cavalli
10:08Milano-Monza con le rotaie di scorrimento. Sempre nel 1876, l'ingegnere Giuseppe Colombo
10:15apre la prima centrale elettrica d'Europa in via Santa Radegonda. Nel 1877 Enrico Forlanini
10:21ai giardini di Porto a Venezia fa volare una strana macchina con due eliche e a San Silvestro,
10:26per gli auguri, il sindaco di Milano parla con il sindaco di Barese, la prima telefonata
10:32d'Italia. Tutto è pronto per l'evento che segna l'inizio dell'epoca industriale. Per Milano,
10:37per la Lombardia e per il nostro paese, l'Expo del 1881, con 7.000 espositori da tutta Italia,
10:44un milione di visitatori. Il talento dell'innovazione. Che Milano è il dovere e la responsabilità
10:52di preservare. Milano, come tutte le città che sono diventate troppo care. E non è una
10:59procurazione generica, accademica. È il bivio che ci interroga tutti i giorni. Diventare
11:05la fortezza, come città e cittadine, dei benestanti di una certa età o restare le città che attraggono
11:13e seducono le ragazze e i ragazzi del nostro paese? Il posto del merito o il posto del declino?
11:20Il luogo delle opportunità o il luogo della chiusura? Non c'è una terza possibilità. Pensate
11:24a Milano l'inchiesta sull'urbanistica del 2025 che ha messo a dura prova il modello Milano,
11:31anche con un po' di confusione. Il problema non è aver costruito i grattacieli, ma aver
11:38dimenticato gli ascensori. Non è aver attratto i capitali, ma aver trascurato o addirittura
11:44tradito i talenti. L'anima migliore della metropoli, l'apertura, la generosità, la fiducia, è un pezzo
11:50importante dell'Italia, della Lombardia, ci riguarda, definisce e ridefinisce il nostro
11:55posto nel mondo. Vale per Milano, come per Roma, come per tutte le grandi e medie città
12:02del paese. Anche Pavia ha grandi talenti, una storia meravigliosa, un patrimonio artistico
12:09inestimabile, una università che attraversa i secoli e le generazioni, una lunga tradizione
12:15di creatività e innovazione. Quindi al nostro festival, oggi, qui con voi, nella
12:22Galleria dei Giganti potete trovarci il Longobardo Lotario, Primare d'Italia, l'Imperatore Carlo
12:29Magno, gli Asburgo, i Visconti, Leonardo, Goldoni, Foscolo, Vincenzo Monti, Cesare Beccaria,
12:34il Beato Ferrini, Papa Pio V, San Carlo Borromeo, i logaritmi di Lorenzo Mascheroni, la psicologia
12:40di Agostino Gemelli, lo Spallanzani, che già nel Settecento studiava la fecondazione
12:44in vitro, i premi Nobel di Camillo Golgi, Giulio Natta, Carlo Rubbia. Quanti liberi pensatori.
12:51A Pavia, Alessandro Volta, si inventò la pila elettrica. Antonio Scarpa iniziò la chirurgia
12:57moderna. Fullanini curò la tubercolosi. Solo mosso compose l'inno nazionale greco. Albert
13:02Einstein, abbiamo capito e abbiamo visto, ha capito tanto e anche come vivere bene. Carlo
13:10Maria Cipolla, la borola è fondamentale legge della stupidità umana, dovremmo tutti
13:14rileggerle. E quanta libertà di pensiero. A Pavia sono diventati dottori, honoris causa,
13:22personalità distante e perfino opposte, come Vittorio Emanuele II e Artiro Spinelli, Giorgio
13:27Streller e il Cardenal Casarole. Jacques Legoff e Samantha Cristoforetti, Moni Ovadia e Paolo
13:33Conte. Dalla cattedra di Pavia sono passati il patologo bizzozzero, che scoprì le piastrine
13:38nel sangue e il genetista Cavalli Sforza, che usava i gruppi sanguigni per studiare le
13:44emigrazioni dei popoli e per dimostrare che i popoli sono tutti uguali. Il filosofo Ludovico
13:50Gemonat, il filologo Gianfranco Contini, gli scritti di Maria Corti e di Dante Isella.
13:57La Oxford d'Italia l'ha definita il Corriere della Sera. Quanto talento in un solo luogo.
14:03E allora torniamo al nostro merito. Il merito senza le opportunità diventa un alibi collettivo.
14:14La cristallizzazione della società come è adesso. Francesco Billari, rettore dell'Università Bocconi
14:20di Milano, alle spalle una brillante storia personale di sacrifici e di chance, con il papà
14:27arrivato dalla Calabria, la mamma della Sicilia, ha appena firmato un accordo con la Fondazione
14:31del Vecchio per 20 milioni in borsi di studio per le ragazze e i ragazzi che altrimenti non
14:37potrebbero studiare in Lombardia. Del resto, la storia di Leonardo del Vecchio è conosciuta
14:43in tutto il pianeta. Cresce all'orfanatrofio di Martinid di Milano durante la guerra, come
14:50in una sceneggiatura di Cesare Zavattini. Comincia da Garzone, da operaio e poi finalmente
14:57trova qualcuno che lo fa studiare. Primo ufficio? Un garage. Proprio come anni e anni dopo avrebbero
15:06fatto i geni della Silicon Valley, che si ritrovavano nei box auto. E mio figlio ha deciso di lasciare
15:14un garage e non una casa, perché ho capito che porta bene. Ma è anche la storia di talento e
15:20appunto
15:20di opportunità di Giorgio Armani, che nel 1957 inizia a lavorare alla Rinascente arrivando da
15:28Piacenza. Comincia dalle vetrine. Qualche anno dopo Nino Cerruti, passando da Corso Vittorio
15:35Emanuele, si accorge che gli allestimenti hanno qualcosa in più. Per la cura, l'eleganza,
15:42l'originalità. Un che di unico e sofisticato. Cerruti dà un senso alla nostra parola, è il
15:51riconoscitore del talento. Sembra l'esempio perfetto. Affida una linea di abbigliamento a
15:59questo giovanotto Giorgio Armani, che non si fermerà più. Fino a 91 anni, fino a quella
16:06bellissima fila di cittadini comuni, nei giorni della Camera Ardente, settembre 2025, che è
16:13diventato un inchino affettuoso, emozionante, interminabile. Ci sarebbe ancora spazio per
16:21Del Vecchio e Armani? Ci accorgeremmo di loro? E dopo quanti anni? Il talento oggi è finito
16:32nella terra di nessuno dell'incomprensione, personale, lavorativa, anche generazionale.
16:38Le aziende lamentano di non trovare giovani eccezionali. I giovani eccezionali lamentano
16:44di non essere capiti e valorizzati. La cosiddetta fuga dei cervelli è un dato di fatto. Sempre
16:51facile prendersela con i ragazzi, ma la verità è che tra i nostri manager, i nostri dirigenti,
17:00i nostri leader, la cultura del talento, non è al primo posto. Le skills sono al centro
17:08dei discorsi, non al centro delle attenzioni. Che ognuno abbia il suo falò da accendere,
17:15che ognuno possa mostrare la sua fioritura, sono concetti retoricamente ripetuti e clamorosamente
17:21traditi. Il riconoscitore di talenti non ha tempo e forse non ci crede abbastanza.
17:29E il portatore di talenti perde spesso di vista l'essenziale. Coltivare la propria scintilla
17:37significa metterci passione, dedizione, impegno, a volte sacrificio. Vale per un pittore come per un
17:44calciatore, per un astrofisico come per uno studente. Siamo noi stessi, spesso, l'ostacolo
17:53alla nostra crescita. Perché teniamo imprigionate le capacità innate o acquisite. La ricerca del
18:00traguardo istantaneo, ora e subito, è l'esatto opposto della cura di sé e degli altri. C'è una
18:09poesia di Dante, che ho sempre amato, la dedicò al suo amico Guido Cavalcanti. Guido, io vorrei che
18:18tu e l'apo e Dio fossimo presi per incantamento e messi in un vasel che ad ogni vento per
18:27mare
18:28andasse al voler vostro e mio. Sì, che fortuna o d'altro tempo Rio non ci potesse dare impedimento,
18:37anzi, vivendo sempre in un talento di stare insieme, crescesse il disio. Qui talento ha un
18:52significato strepitoso, diventa il desiderio comune, l'intento condiviso. E forse il poeta ha ragione,
19:03come sempre. Da laico, torno volentieri sulla parabola di Matteo, perché ci ho pensato meglio.
19:15Sì, certo, non doveva sotterrare il talento, ma il significato è ancora più alto e nobile. Il
19:24Signore, prima di partire, non regala le monete, le dà in prestito. Il punto chiave è che quel valore,
19:36quel valore inestimabile, va restituito alla società, alla comunità, come il desiderio comune
19:47di Dante e Guido. Non te lo puoi tenere per te. Il talento è ricchezza sociale o non è nulla.
19:58Rimuoverlo, tradirlo, è una ferita per l'idea stessa di comunità e di futuro. Una parola che è uguale
20:09in tutte le lingue d'Europa non merita l'estinzione. Ma, al contrario, ci sta chiedendo una vita nuova.
20:21Grazie mille, viva Pavia!
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