Gli scienziati hanno osservato quella che definiscono la prima “guerra civile” tra scimpanzé all’interno del gruppo più numeroso mai studiato, quello di Ngogo.Per decenni, circa 200 grandi scimmie hanno vissuto in relativa armonia nel Parco nazionale di Kibale, in Uganda. Poi, a partire dal 2015, i loro legami sociali hanno iniziato a incrinarsi.
Nel giugno di quell’anno, una parte degli scimpanzé di Ngogo ha scacciato alcuni membri della comunità, determinando una scissione in due gruppi distinti: il Gruppo Centrale e il Gruppo Occidentale. In una prima fase, tuttavia, i due gruppi rivali hanno continuato a mantenere rapporti intermittenti — condividendo in parte territorio e risorse, come riporta uno studio pubblicato sulla rivista Science.
Ma nel 2018 anche questi fragili legami si sono spezzati. Gli scimpanzé hanno iniziato a pattugliare sistematicamente i rispettivi territori, spingendosi fino a compiere incursioni in quello avversario. Nei quattro anni successivi, i maschi del Gruppo Occidentale hanno ucciso sette maschi e 17 cuccioli del Gruppo Centrale. Altri 14 individui adolescenti, apparentemente in buona salute, sono scomparsi senza lasciare traccia; i loro corpi non sono mai stati ritrovati. L’autore principale dello studio, Aaron Sandel, primatologo dell’Università del Texas, ha spiegato che ulteriori attacchi mortali sono stati osservati anche dopo la conclusione della ricerca, nel 2024.
«Non si era mai osservato nulla di simile», ha dichiarato Sandel. «Ngogo rappresenta il primo caso in cui si può affermare con certezza che si sia verificata una vera e propria guerra civile». Le cause della frattura restano in parte oscure. Secondo i ricercatori, però, l’aumento della popolazione potrebbe aver messo sotto pressione l’ordine sociale del gruppo. Anche la competizione per il cibo, insieme alla morte e alla successione dei maschi alfa, potrebbero aver contribuito alla disgregazione.
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