00:05Le nette sconfitte di Bologna e Fiorentina nelle partite di giovedì sera segnano la più
00:11che probabile eliminazione delle ultime due squadre italiane dalle coppe europee e con
00:16questa il definitivo addio, peraltro ormai scontato, alla possibilità di iscrivere una
00:22quinta squadra alla prossima cena. E' dal 2019 che non succede di non avere
00:27nostri rappresentanti nelle semifinali dei tornei continentali. A meno di miracoli accadrà in questo
00:342026 che passerà la storia come l'anno peggiore nella storia del calcio italiano, perché a un
00:42rendimento nelle coppe deficitario come soltanto sei volte negli ultimi vent'anni si è aggiunta un'altra
00:49mancata qualificazione, la terza consecutiva, della nazionale al mondiale. Naturalmente c'è anche una
00:55quota di casualità in questa debacle così totale. Soltanto un anno fa, quando l'Italia subiva in
01:02Norvegia la sconfitta che l'avrebbe destinata ai play-off, l'Inter si guadagnava la finale di
01:07Champions e la Fiorentina la semifinale di Conference. Mentre due anni fa la nazionale
01:13fece pena all'europeo, poche settimane dopo la vittoria della Taranti in Europa League e la
01:18finale della Fiorentina in Conference. Nel 2026 invece siamo a questa specie di grande
01:25slam al contrario, un fallimento dopo l'altro dovunque ti giri. Il dibattito generato da questi
01:32risultati è destinato a durare un po' più delle altre volte per un motivo sostanziale. Le dimissioni
01:38di Gabriele Gravina dalla presidenza della Federcalcio hanno avviato un processo elettorale
01:43nel quale i candidati alla successione dovranno presentare un programma e siccome in questi giorni
01:49se ne sono sentite di tutti i colori c'è un'ampia base di provvedimenti tra i quali scegliere e
01:56poi
01:56da disciplinare per avviare le necessarie riforme. Credo che la strada maestra sarebbe convocare una
02:04sorta di stati generali del calcio per discutere apertamente, per litigare anche, ma finalmente
02:10confrontarsi fuori dal chiuso delle stanze istituzionali, nelle quali i veti possono più
02:18dei buoni argomenti. Il confronto è indispensabile perché la totalità del fallimento dovrebbe
02:23aver chiarito che nessuno si salva da solo e dunque una politica dei club a scapito delle
02:29nazionali, come fin qui sostanzialmente è stato, equivale a tirarsi la zappa sui piedi. La Lega
02:36di A ha ragione quando dice che il suo 18% di peso elettorale non rispecchia l'importanza
02:43del suo contributo economico e di immagine alle sorti del calcio italiano. E in una logica
02:49di mediazione troverei sensato che le venisse data la responsabilità di indicare il candidato
02:56forte, quello su cui convergere per un'elezione, non dico bulgara come l'ultima che ha promosso
03:02gravina col 98,7% dei consensi, ma solida. Però quel candidato dovrebbe presentarsi con
03:09un programma nel quale la Lega di A compie i passi indietro necessari per valorizzare
03:14nuovamente le nazionali. Dalla riduzione del torneo a 18 squadre, alle semifinali di Coppa
03:21Italia in gara unica, come gli altri turni, al ritorno alla finale singola di Supercoppa,
03:26magari come primo atto della stagione come in Inghilterra, ovviamente quando sarà concluso
03:32l'accordo con i Sauditi. Non credo che il crack di immagine e di contratti spalmato sui
03:38quattro anni valga meno di due partite in più in arato.
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