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  • 8 minuti fa
Milano, 7 apr. (askanews) - Un'immersione duplice nel mondo di Samuel Beckett attraverso una delle sue opere più note, "L'ultimo nastro di Krapp" e una delle meno conosciute, "Quella volta", che vanno in scena insieme al Teatro Elfo Puccini a Milano con la regia di Francesco Frongia e l'interpretazione di Ferdinando Bruni. Due testi diversi, due imprese attoriali diverse, unite dalla figura di Beckett, probabilmente il più importante scrittore del secondo Novecento, e dalla sua capacità di diventare autore assoluto, ma anche regista assolutamente preciso."Senti che Beckett ti sta parlando - ha detto Frongia ad askanews - Beckett non smette mai di dare indicazioni e cerca sempre di guidare. Si sente che ha uno sguardo non solo da scrittore, ma anche da artista, vero e quello che succede è che tu sei sempre accompagnato in quello che stai facendo. Ed è molto interessante perché hai come qualcuno che sta con te, di solito il regista è da solo, questo caso senti la presenza dell'autore, la senti molto forte ma anche molto vicina, è una presenza molto sensibile, le cose che dice non sono mai scontate, non sono mai banali e ti aprono veramente delle possibilità". Se Krapp è un'opera classica, sempre sospesa sopra l'impossibilità di trovare un senso al mondo, "Quella volta" è un testo più d'avanguardia, un intreccio di voci dello stesso protagonista, messo in scena per la prima volta nel 1976, e prevede più ascolto che recitazione. "Il testo - ha aggiunto Bruni - è una specie di rappresentazione cubista di una vita, credo che allo spettatore arrivino una serie di immagini, di flash che piano piano costruiscono questa vita, ovviamente anche quella finita male, ma molto mosso in questo caso. L'ultimo nastro di Krapp è stato rinchiuso dentro una stanzetta, un cubo, qui invece è come se questo cubo esplodesse attraverso tutte queste immagini che raccontano una vita. E il mio compito, è un compito apparentemente semplice ma non è così fino in fondo, è stare per 18 minuti, che è il tempo in cui dura questo pezzo, di più non potrebbe durare penso, ad ascoltarlo sera dopo sera immobile con gli occhi chiusi".Entrambe le opere esplorano la sottrazione di Beckett, il suo togliere per ridurre sempre più all'osso l'idea stessa di teatro, sono drammatiche, ma sempre consapevoli del grottesco e dell'impossibilità di tirare le fila, soprattutto delle nostre stesse vite. I due spettacoli vanno in scena all'Elfo Puccini dal'8 aprile al 17 maggio, con una sospensione dal 27 aprile al 4 maggio.

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Trascrizione
00:01Appena ascoltato con lo stupido bastardo per cui mi prendevo 30 anni fa.
00:08Difficile credere di essere stato un simile imbecille.
00:12Un'immersione duplice nel mondo di Samuel Beckett attraverso una delle sue opere più note,
00:17L'ultimo nastro di Krap, e una delle meno conosciute, Quella Volta,
00:20che vanno in scena insieme al Teatro Alfopuccini a Milano con la regia di Francesco Frongia
00:25e l'interpretazione di Ferdinando Bruni.
00:27Due testi diversi, due imprese attoriali diverse, unite dalla figura di Beckett,
00:32probabilmente il più importante scrittore del secondo novecento,
00:35e dalla sua capacità di diventare autore assoluto, ma anche regista assolutamente preciso.
00:40Senti che Beckett ti sta parlando.
00:43Beckett non smette mai di dare indicazioni e cerca sempre di guidare.
00:49Si sente che ha uno sguardo non solo da scrittore, ma anche da artista, vero?
00:53E quello che succede è che tu sei sempre accompagnato in quello che stai facendo.
00:58Ed è molto interessante, perché hai come qualcuno che sta con te.
01:02Di solito il regista è da solo, in questo caso senti la presenza dell'autore,
01:07la senti molto forte, ma anche molto vicina.
01:10È una presenza molto sensibile.
01:12Le cose che dice non sono mai scontate, non sono mai banali,
01:16e ti aprono veramente delle possibilità.
01:19Se Cap è un'opera classica, sempre sospesa sopra l'impossibilità di trovare un senso al mondo,
01:24quella volta è un testo più d'avanguardia, un interccio di voci dello stesso protagonista,
01:29messo in scena per la prima volta nel 1976,
01:31e prevede più ascolto che recitazione.
01:33Il testo è una specie di rappresentazione cubista di una vita.
01:36Credo che lo spettatore arrivi in una serie di immagini, di flash,
01:39che piano piano costruiscono questa vita, ovviamente anche quella finita male,
01:44ma molto mosso in questo caso.
01:46L'ultimo lasso di Crap è stato rinchiuso dentro una stanzetta, un cubo.
01:50Qui invece è come se questo cubo esplodesse,
01:52attraverso tutte queste immagini che raccontano una vita.
01:55E il mio compito, che è un compito apparentemente semplice, ma non l'è così fino in fondo,
02:01è stare per 18 minuti, che è il tempo in cui dura questo pezzo,
02:04di più non potrebbe durare, penso,
02:06ad ascoltarlo sera dopo sera, immobile, con gli occhi chiusi.
02:11Una ragazza in uno sdruccito cappotto verde, sulla banchina di una stazione?
02:20No? Quando guardo...
02:22Entrambe le opere esplorano la sottrazione di Beckett,
02:25il suo togliere per ridurre sempre più all'osso l'idea stessa di teatro.
02:29Sono drammatiche, ma sempre consapevoli del grottesco
02:32e dell'impossibilità di tirare le fila, soprattutto delle nostre stesse vite.
02:48Dai tutto, prima di imbarcarmi in una nuova retrospettiva.
02:54I due spettacoli vanno in scena dell'Elfo Puccini dall'8 aprile al 17 maggio,
02:58con una sospensione dal 27 aprile al 4 maggio.
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