Skip to playerSkip to main content
  • 2 days ago
“Per la gestione del paziente” con glomerulopatia da C3 “tutto ciò che si utilizzava in passato aveva uno scarso rapporto tra i benefici e gli effetti collaterali, quindi era importante monitorarlo e tenerlo sotto controllo. Questo medicalizzare enormemente i pazienti, però, veniva sopportato poco, soprattutto dai più giovani. Questa terapia mirata e pratica, in quanto si può assumere per via orale, va notevolmente incontro anche a questi aspetti”. Così Luigi Biancone, professore di Nefrologia e direttore Sc Nefrologia dialisi trapianto U, Aou Città della salute e della scienza di Torino (presidio Molinette), all’incontro con la stampa promosso a Milano da Novartis in occasione del via libera alla rimborsabilità da parte dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) di iptacopan per il trattamento della glomerulopatia da C3 (C3G), una patologia renale rara.

Category

🗞
News
Transcript
00:03I pazienti venivano gestiti con delle terapie specifiche, nonostante fosse da tempo che si
00:09sapeva che il punto è questa attivazione di questo fattore del complemento di questa proteina C3 in
00:16modo disregolato, ma non si avevano assolutamente armi neanche lontanamente per potersi avvicinare
00:23a questo punto. Quindi le terapie erano fondamentalmente su due versanti, un versante
00:29generalmente sintomatologico che si fa su tutte in realtà le problematiche renali glomerulari che
00:37possono essere dal diabete piuttosto che l'ipertensione, che sono appunto il controllo
00:43dell'ipertensione, il controllo dei sintomi, il controllo della proteinuria. Dal punto di vista
00:49invece un po' più causale, l'unica cosa che si poteva fare era cercare di intervenire in quella
00:55parte di infiammazione, che poi è una conseguenza dell'attivazione del C3, che è un po' la parte
01:03da globuli bianchi, quindi si faceva tanto cortisone, si facevano anche terapie immunosoppressive
01:10con farmaci immunosoppressori, i quali però ovviamente con risultati variabili e con effetti
01:18collaterali sicuramente significativi che poi andavano a accumularsi nel tempo, perché
01:23questi farmaci hanno effetti collaterali che si accumulano nel tempo e si accumulano col
01:28dosaggio. I risultati sono quelli che sappiamo tutti, il 50% delle persone che sviluppavano
01:35questa malattia nel giro di 10 anni andavano in dialisi oltrapianto. Adesso siamo sul pezzo,
01:41siamo sul punto cruciale dello sviluppo della malattia e quindi con l'iptacopa abbiamo un'arma
01:48che finalmente riempie un vuoto, che è quello di andare a intervenire sulla partenza e sulla
01:55causa della partenza della patologia. E questo fa sì che non si trova sulla linea di porta a gestire
02:04le conseguenze, ma ci si trova a cercare di prevenire le conseguenze, a cercare di andare
02:12proprio sul problema di per sé e lo si fa in modo mirato. Modo mirato vuol dire che si interferisce
02:21con quello e non si interferisce magari con tantissime altre cose, dal metabolismo, ad altri
02:27aspetti del sistema immunitario che in realtà cerchiamo di tenere, diciamo, a più rispetto
02:32possibile. Da ultimo c'è anche un discorso tecnico di gestione del paziente. Tutto ciò che si utilizzava
02:46in passato aveva appunto un scarso rapporto tra gli effetti, diciamo così, benefici e gli effetti
02:54collaterali. Più scarso era questo rapporto, più era importante monitorare il paziente, tenere sotto
03:00controllo gli effetti collaterali e così via. Questo medicalizzava enormemente i pazienti.
03:06Soprattutto questa cosa era non tanto tollerata dai pazienti giovani, in età giovane piuttosto che adulta.
03:15E invece, diciamo, questa terapia mirata, che oltretutto ha la caratteristica di poter essere
03:22presa per bocca, quindi diciamo di una praticità notevole, va incontro tantissimo a questi aspetti
03:31che possono essere molto importanti.
Comments

Recommended