**Grandi Giochi: il cortometraggio che ti farà riflettere sull'infanzia rubata e la speranza ritrovata**
Andrea Gris, ci presenta in anteprima a Cortinametraggio "Grandi Giochi", un corto che trae ispirazione dalle Olimpiadi di Cortina per raccontare storie di riscatto e coraggio. Un'opera toccante che va oltre il cinema, abbracciando il sociale e portando sul grande schermo la realtà dei ragazzi di strada di Addis Abeba.
Scopri il mondo di Emma's Children, l'associazione nata per dare voce e speranza ai bambini meno fortunati. Attraverso il cinema, si vuole sensibilizzare i giovani sui valori dell'altruismo e della solidarietà, mostrandoci come anche nelle situazioni più difficili possa fiorire un nuovo senso alla vita.
"Grandi Giochi" è un viaggio emozionante nella solitudine e nel riscatto, un film che ti accompagnerà nei "riti di passaggio" verso la crescita. Un'opera che ti farà riflettere sull'importanza di credere nel futuro e di non arrendersi mai, anche quando la strada sembra l'unica compagna.
#Cortinametraggio #GrandiGiochi #Emma'sChildren #CinemaSociale
Andrea Gris, ci presenta in anteprima a Cortinametraggio "Grandi Giochi", un corto che trae ispirazione dalle Olimpiadi di Cortina per raccontare storie di riscatto e coraggio. Un'opera toccante che va oltre il cinema, abbracciando il sociale e portando sul grande schermo la realtà dei ragazzi di strada di Addis Abeba.
Scopri il mondo di Emma's Children, l'associazione nata per dare voce e speranza ai bambini meno fortunati. Attraverso il cinema, si vuole sensibilizzare i giovani sui valori dell'altruismo e della solidarietà, mostrandoci come anche nelle situazioni più difficili possa fiorire un nuovo senso alla vita.
"Grandi Giochi" è un viaggio emozionante nella solitudine e nel riscatto, un film che ti accompagnerà nei "riti di passaggio" verso la crescita. Un'opera che ti farà riflettere sull'importanza di credere nel futuro e di non arrendersi mai, anche quando la strada sembra l'unica compagna.
#Cortinametraggio #GrandiGiochi #Emma'sChildren #CinemaSociale
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CortometraggiTrascrizione
00:19Allora Andrea, un'altra edizione di cortinametraggio e quando c'è Andrea vuol dire che non solo
00:25parliamo di cinema ma parliamo anche di solidarietà, ma c'è un ospite che ci ha portato, innanzitutto
00:30chi è? Allora lo presento ufficialmente al pubblico di Canale Europa perché anzi faccio
00:37due presentazioni, nome e cognome Daniele Gobin, regista ma non solo, anche uno dei nuovi
00:46adepti, usiamo questo termine, di Emma's Children e regista del cortometraggio che presenteremo
00:52questa sera in anteprima, venerdì per chi ci seguirà magari in un'altra replica, venerdì
01:0027 marzo a cortinametraggio, ventunesima edizione, guarda neanche un cappello bianco in 21 anni,
01:08titolo del cortometraggio Grandi Giochi, una storia che naturalmente ci è stata ispirata
01:18dai grandi giochi olimpici che si sono tenuti a Cortina d'Ampezzo. Qual è l'emozione di
01:25essere qua? Perché ti ha fatto una presentazione non da poco, hai visto eh?
01:29Gravissimo, allora sicuramente grande emozione, tanti registi, si parla di cinema, c'è una
01:36bella aria, bella giornata a Cortina.
01:39Allora, tra poco tornerò da te per sapere insomma in che cosa consiste questo cortometraggio,
01:46ma adesso facciamo una piccola parentesi importante legata anche alla tua declinazione sul mondo
01:53del sociale, giusto?
01:55Beh, ormai sono 13 anni, come credo molte persone del tuo pubblico sanno che ci dedichiamo
02:04ad un fenomeno che nei miei viaggi passati, in tanti anni di diciamo viaggi per lavoro,
02:14documentaristici eccetera, avevo sempre notato il fenomeno dei ragazzi di strada, quindi da
02:2113 anni ci siamo fermati nei nostri viaggi e abbiamo cominciato a dedicare il nostro amore
02:27ai ragazzi di strada di Addis Abeba. Siamo in Etiopia, nel corno d'Africa, siamo in uno
02:33dei paesi più poveri del mondo. Emma's Children nasce come Olus, adesso diventerà
02:40giorni ODV, quindi organizzazione di volontariato con le nuove leggi, ETS, Ento, Terzo Settore
02:48ed è un'associazione che è dedicata a mia madre che si chiamava Emma, ma è dedicata
02:54a tutte le mamme del mondo, tutte le mamme che magari per la povertà o per altri motivi
03:02che più o meno sono sempre gli stessi, hanno dei figli sulle strade o hanno perso un figlio,
03:09perché per molte mamme in Etiopia quando un ragazzo se ne va e naturalmente vive, sopravvive
03:17sulle strade è come fosse scomparso, è come fosse morto. Quindi è un'associazione che vuole
03:26ricordare un po' la figura della mamma soprattutto che ama i suoi figli e a volte però questo
03:35amore diventa anche una tragedia perché ci sono mamme in Etiopia che sono costrette ad
03:41abbandonare il loro figlio in città perché sanno che in città riuscirà a continuare a
03:47vivere, a sopravvivere. Poi dopo a volte incontra un angelo come il nostro mitico don
03:55angelo regazzo veneto di Vigonza, padre spirituale di madre Teresa di Calcutta che lo raccoglie,
04:02possiamo proprio dire così, come si raccoglie un fiore, raccoglie questo bambino, questi
04:07bambini, ormai sono migliaia i bambini che sono passati a Bosco Children, questo è il nome
04:13della comunità ad Addis Abeba e gli fa capire che può dare un nuovo senso alla sua vita, può
04:21credere anche negli altri perché ci sono tante persone a questo mondo che sono altruiste e
04:27che dedicano le loro ore, il loro tempo agli altri con amore. Noi lavoriamo soprattutto con
04:35amore e con l'aiuto di tanti benefattori e istituzioni che credono nei nostri progetti
04:42e ci affidano progetti anche che sono progetti di comunicazione, come in questo caso, perché
04:48questo è un progetto cinematografico sociale che poi girerà le scuole e cercherà di mandare un
04:55messaggio veramente importante ai nostri giovani che ormai sono canalizzati, credo, con pochi
05:03valori ad una vita che si fa sempre più dura per loro. Vedere come vivono questi bambini in un altro
05:10paese come quello che abbiamo avuto l'opportunità di descrivere grazie a dei giovani, tutti non
05:18attori, attori per gioco, per dei giochi grandi, grandi giochi il titolo, sono ragazzi di strada,
05:28quindi è stato anche qualcosa di particolare, credo che anche per Daniele Gobini che già aveva
05:35girato in Africa, avevamo già lavorato insieme e per quello ho proposto a lui questo progetto,
05:42possa raccontare meglio perché per lui forse è stato un impatto ancora più violento del mio,
05:48visto che io ormai sono 13 anni che vado lì.
05:52La strada diventa un po' una mamma, è vero?
05:56Andrea lo sa meglio di chiunque altro dato che lui la sua storia ha cominciato inseguendo
06:01veramente un ragazzino andandolo a cercare per strada, quindi diventa un'attrazione,
06:06diventa una mamma, diventa un rifugio e diventa però anche il luogo dove questi bambini si perdono.
06:12Noi non abbiamo parlato di bambini di strada, noi abbiamo usato dei ragazzini, dei ragazzi di strada
06:19che vorremmo che diventassero un po' un simbolo universale di tanti ragazzi che devono credere nel futuro
06:27e che stanno guardando avanti, quindi c'è questa città tentacolare, quindi questa modernità,
06:34la città di Sabeba significa la modernità dalla quale questi ragazzi sono investiti e i ragazzi sono i nostri ragazzi.
06:41Senti, proviamo a fare un po' un parallelismo al mondo dei cineforum, no?
06:46Quante volte magari vi sarà capitato di andare a vedere un film nell'ambito di una rassegna di un cineforum
06:53e prima del film c'è una sorta di introduzione, di spiegazione.
06:57Ecco, che cosa potresti dire a coloro che avranno l'opportunità di vedere questo cortometraggio prima di vederlo?
07:06È una sorpresa naturalmente, quindi non riusciamo a definirlo in tante maniere,
07:11e noi l'abbiamo chiamato riti di passaggio, nel senso che abbiamo voluto mettere in scena,
07:17assieme ai nostri ragazzi, la responsabilità di crescere e quindi anche il coraggio di crescere.
07:25Ecco, questo è un po' il significato del nostro cortometraggio che parla di solitudine e di riscatto.
07:32Ti verrò a chiedere tra qualche istante, visto che le pellicole e i film sono fatte di frame, di fotografia,
07:38una fotografia che ti è rimasta in testa della tua esperienza di girare da regista a questo cortometraggio.
07:45Senti, ma da quando si è andato la prima volta in Etiopia? È cambiato qualcosa o no?
07:51Ma naturalmente è cambiato il mondo tutto attorno all'Etiopia e anche l'Etiopia ha subito questa invasione,
08:01questo sviluppo economico incredibile.
08:04Naturalmente anche politicamente sono cambiati i governi e di conseguenza l'ultimo governo ha capito bene
08:11che Addis Abeba era una città che poteva diventare la capitale dell'Africa.
08:16E così infatti è stato, perché negli ultimi tre anni c'è stato uno sviluppo incredibile nella città,
08:23la modernizzazione, un po' anche prendendo spunto da città come Dubai.
08:30Quindi il fenomeno anche dei ragazzi di strada è aumentato notevolmente.
08:36È cambiata l'Africa?
08:37Sì, è cambiata l'Africa, è cambiata Addis Abeba, ma basta allontanarsi dalle città
08:43di qualsiasi stato africano e trovi naturalmente tutto quello che per ognuno di noi è il primo riferimento all'Africa.
08:54La povertà, comunque la malattia, il bisogno comunque di mangiare e quello di sopravvivere,
09:03perché quella è una vita che purtroppo credo sia difficile a cambiare per molti paesi dell'Africa.
09:13C'è una bella frase che dice, non è l'uomo che fa i viaggi, ma i viaggi che fanno
09:19l'uomo.
09:20Sei d'accordo?
09:21Assolutamente, ma io ho ancora un'altra cosa che dice appunto che il viaggiatore sa quando parte,
09:26non sa mai quando torna e probabilmente non torna mai, rimani sempre.
09:43È vero.
09:45Sia io che Andrea siamo abbastanza abituati a viaggiare.
09:48Però questa cosa particolare è diversa, giusto?
09:51Allora, diciamo che il viaggio non è spostarsi da un luogo all'altro, ma è entrare in una dimensione diversa
10:01e rimanere in contatto con questi ragazzi, con tutto quello che loro stanno facendo,
10:07la squadra di basket, tutta una serie di iniziative che Emma's Children sta portando avanti
10:12in una maniera, come posso dire, non convenzionale, questa è una cosa molto importante.
10:18È sicuramente un grande viaggio ed è un viaggio che continua, quindi per noi il viaggio non è finito,
10:23per noi il viaggio è cominciato.
10:25E qual è la foto che ti rimane in testa pensando a questa esperienza?
10:30La foto di riferimento l'ha fatta a Giorgia Bellavia ed è una foto di questi tre ragazzi
10:37che mangiano insieme su una panchina nell'oscurità con tutta la città sullo sfondo.
10:42Bello, insomma, che cosa puoi dire in chiusura come consiglio alle persone che magari in qualche modo
10:50sono intrigate da voler cercare di fare qualcosa per il prossimo?
10:55Posso dire quattro parole, fare bene fa bene, il cuore ti si riapre, se per caso hai dei problemi,
11:10hai avuto delle delusioni, non pensare a te stesso e come puoi risolvere i tuoi problemi,
11:17cominci a risolvere o aiutare qualcuno a risolvere il suo problema e lì ti sentirai già meglio.
11:25Questa frase è una bellissima frase che dovete segnare, che era poi il concetto, pensate,
11:31che tanti anni fa aveva detto Don Carlo Gnocchi, che prima di morire aveva detto
11:36la carità e la solidarietà fanno meglio a chi la fa di chi li riceve, che è il tuo concetto,
11:41vedi, che sposa in pieno quello che è.
11:44Io vi ringrazio, c'è una ciliegina sulla torta che vuoi mettere di questa nostra chiacchierata?
11:51Sarebbero tantissime, dobbiamo credere nei giovani assolutamente, dobbiamo dare loro grandi opportunità
11:56e dobbiamo dare loro un'attenzione, una delicatezza nel guardarli e nell'accompagnarli
12:02o nel lasciarli andare che meritano.
12:07Siccome lui mi dice sempre chiudi con una frase, allora non posso prendere spunto da quello
12:13che avete detto, che poi è un po' il concetto, nella vita la partita è sempre aperta, giocando
12:19un parallelismo con i giochi, non è mai detta l'ultima parola e non bisogna pensare che la
12:25negatività sia la definizione, ma anzi come tu hai detto ci può essere un dopo.
12:30E non a caso Alfred Helmut, che è un filosofo americano, ha ribaltato una frase che spesso
12:38nella nostra vita abbiamo sentito dire tante volte, sei alla frutta.
12:42Quante volte abbiamo sentito dire sei alla frutta?
12:44E la persona che se ne sente dire si sente già un pochino presso, oppure che sente a qualcuno
12:50dire quello lì è alla frutta.
12:52perché invece Alfred Helmut diceva ogni volta che qualcuno dovesse dire sei alla frutta,
13:00ricordatevi che dopo c'è sempre il dolce.
13:03Grazie e in bocca al lupo.
13:05Grazie Roberto.
13:26Grazie a tutti.