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  • 4 mesi fa
“Cristo patì per voi lasciandovi un esempio perché ne seguiate le orme” – ci esorta l’apostolo Pietro (cfr. 1Pt 2,22-25). Viviamo la Settimana Santa, centro di tutto l’anno liturgico, con questo desiderio di seguire il Signore crocefisso, morto e risorto, perseverando nella fede e incarnando il suo esempio nella quotidianità della vita. Morti con Gesù al peccato - che diffonde l’odio, l’inimicizia, la violenza e la guerra - saremo anche risorti per mezzo di Lui. È Cristo Gesù, infatti, immacolata vittima di pace che ci dona il suo Spirito per essere portatori di pace in un mondo lacerato e diviso. La Scala Santa, la Basilica di Santa Croce in Gerusalemme e la Sancta Sanctorum in Roma, con le loro reliquie della passione, ci aiutano a interiorizzare questo cammino di grazia.

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Trascrizione
00:00Grazie a tutti
00:33Iniziamo il nostro percorso in questo itinerario spirituale della Settimana Santa,
00:39proprio qui, in quello che oggi è conosciuto come il Santuario della Scala Santa,
00:45un edificio che in passato costituiva parte dell'antico Patriarchio,
00:51cioè la sede del Vescovo di Roma, del Papa, qui a San Giovanni.
00:56Infatti, fino alla cavittività avvignonese del 1309, i Papi residevano proprio qui,
01:03fino al 1305 abitavano nel Patriarchio, nella Basilica, nel palazzo che è attiguo a quella
01:11che oggi noi conosciamo come la Basilica del Santissimo Salvatore e dei Santi Giovanni Battista
01:16ed Evangelista in Laterano. Questo luogo è un luogo particolarmente santo nella cristianità
01:24e meta tutt'oggi di numerosi pellegrinaggi, sempre, durante tutto l'anno, ma specialmente
01:33nei giorni che precedono appunto il Triduo Pasquale. Perché? Perché qui è custodita quella che,
01:42secondo la tradizione, è la scala che costituiva il pretorio di Ponzio Pilato a Gerusalemme,
01:5128 gradini che Elena Augusta, la madre di Costantino, poi ne parleremo più diffusamente
01:57quando andremo in quello che era il suo palazzo, oggi la Basilica di Santa Croce in Gerusalemme,
02:04e Elena Augusta nel suo pellegrinaggio in Terra Santa, nel rinvenire le reliquie della Passione,
02:13volle anche traslare qui a Roma questi 28 gradini che in realtà fino ai primi del 1700 erano scoperti,
02:25erano di marmo così come costituivano la scalinata che Gesù avrebbe percorso appunto nel pretorio di Pilato
02:32il venerdì santo per andare in giudizio e poi anche per subire la flagellazione.
02:38E poi sono stati appunto ricoperti perché con l'usura del tempo dei tanti pellegrini che ancora oggi
02:46la salgono esclusivamente in ginocchio come segno di venerazione, di rispetto per il nostro Signore
02:53che invece la salita in quel giorno così drammatico, umanamente parlando, ma salvifico nella logica
03:02della redenzione che lui è venuto ad attuare, ecco si erano consumati, usurati.
03:08In realtà poi ci sono anche tre piccoli oblò in tre diversi gratini di questi 28 che costituiscono la Scala
03:19Santa
03:19in cui c'è una piccola placca in ottone che secondo la tradizione vuole proteggere le macchie di sangue
03:28che furono lasciate lì proprio dal Signore Gesù dopo aver subito la flagellazione.
03:35Ci troviamo qui perché vogliamo anche noi iniziare questo percorso seguendo le orme del Signore.
03:45Pietro nella sua seconda lettera dice Cristo Gesù patì per voi lasciandovi un esempio perché ne seguiate le orme.
03:52Ecco quindi anche fisicamente in qualche modo noi vogliamo seguire le orme non tanto salendo questa scala in ginocchio
04:02come fanno tanti pellegrini ma vogliamo salire dentro le altezze del mistero dell'amore di Cristo Gesù
04:10che si è manifestato a noi con la sua morte e resurrezione, con la sua passione morte e resurrezione.
04:20Chiediamo anche noi la grazia di vivere questa settimana santa così, attingendo la forza per imitare il suo amore mite,
04:32mansueto
04:33come poi vedremo anche nelle statue che qui ce lo rappresentano in tre diversi momenti proprio della passione.
04:40Il momento in cui Giuda dà il bacio a Gesù nell'orto del Gezzemani quando guidando i suoi oppositori, le
04:52guardie che lo devono arrestare
04:54dà come segno di riconoscimento del maestro questo bacio.
05:00Poi la statua in cui Pilato mostra al popolo che si era radunato lì, Gesù dopo la flagellazione dicendo
05:09ecce omo, ecco l'uomo e la terza statua che invece rappresenta Gesù stesso nell'atto della flagellazione, Gesù ha
05:19la colonna.
05:20Un piccolo spunto spirituale che traiamo da queste tre sculture qui custodite.
05:29Il primo, la drammaticità del tradimento di Giuda ci richiama sempre a questo monito di essere invece noi discepoli fedeli
05:42che non tradiamo il Signore e magari possiamo giungere anche a rinnegarlo come Pietro ma che comunque sappiamo credere
05:50fino in fondo nella possibilità di essere perdonati come ha fatto Pietro e quindi attingere al suo perdono con il
05:59nostro pentimento
06:00e non essere vittime dei nostri sensi di colpa e lasciarci strozzare come invece ha fatto Giuda.
06:09Ma in qualsiasi modo, in qualsiasi circostanza ricordiamoci sempre che il Signore Gesù come a Giuda anche a noi continua
06:19a chiamarci amici.
06:21Il Vangelo ci consegna proprio questa espressione di Gesù che mentre Giuda lo bacia dice amico, con un bacio tradisce
06:32il figlio dell'uomo, amico.
06:34Noi possiamo anche rinnegare il Signore, possiamo anche tradirlo, ma l'amore di Dio in Cristo Gesù rimane fedele.
06:42E poi la statua in cui Pilato mostra Gesù flagellato, lecce uomo, ecco l'uomo.
06:50In quella immagine anche fisicamente, plasticamente mostrata ci viene consegnato ciò che noi diventiamo con il peccato.
07:02Il peccato ci sfigura e Gesù ha voluto, pur non avendo peccato, assumere questa immagine che ci consegna davvero
07:12come il peccato ci trasforma, ci umilia, ci flagella.
07:21Ecco l'uomo, quell'uomo che vediamo segnato dai colpi della flagellazione,
07:28che però ci invita, come vedremo poi dopo nella nostra riflessione a Santa Croce in Gerusalemme,
07:35a rivestire invece l'uomo celeste, l'uomo trasformato, l'uomo trasfigurato.
07:42Abbiamo iniziato il cammino della Quaresima proprio così, con la prima domenica,
07:46nel seguire le orme di Gesù nel deserto.
07:49Ma la seconda domenica di Quaresima ci è stata consegnata invece l'immagine della trasfigurazione
07:55come approdo definitivo del nostro cammino quaresimale, essere trasfigurati dall'amore di Dio,
08:02passare dalla condizione sfigurata e sfigurante del peccato, del male, alla condizione di grazia,
08:09che è l'essere appunto resi belli dall'amore di Dio, trasfigurati dall'amore di Dio,
08:16l'amore di Dio che sa trasformare anche le brutture del mondo.
08:22E ultima considerazione davanti alla statua del Cristo, silente alla colonna.
08:28Pietro nella sua lettera dice che Gesù, pur essendo oltraggiato, non rispondeva con oltraggi
08:37e soffrendo non minacciava vendetta, ma rimetteva la sua causa a colui che giudica con giustizia.
08:46Ecco, questo credo che sia anche per noi un grande insegnamento,
08:50imparare a portare anche il peso delle ingiustizie che tante volte la storia ci infligge,
08:58con le quali ci flagella, saper portare questo peso e rimettere la nostra causa nelle mani di Dio.
09:06cercare in Lui la salvezza e non salvarci con le nostre mani,
09:13consegnare la nostra vita come ha fatto Gesù,
09:16perché l'amore del Padre ci renda anche a noi, insieme con Cristo, suo Figlio,
09:23vincitori in tutte le nostre situazioni anche di sofferenza ingiusta,
09:28di cui portiamo il peso insieme con il Signore.
09:31Allora la nostra mansuetudine, la nostra amitezza, come frutto dello Spirito Santo,
09:37diventa anche annuncio profetico per questo mondo,
09:41dove l'amitezza, la bontà e il consegnarsi per amore fanno così fatica a trovare spazio.
09:50Chiediamolo al Signore salendo, ripercorrendo appunto questa scala,
09:57al cui vertice c'è la Sancta Sanctorum, la cappella che è stata la cappella dei Papi
10:06e nella quale entreremo alla fine del nostro percorso,
10:10alla fine di questa nostra meditazione sulla passione, morte e resurrezione di Gesù.
10:17E chiediamo la grazia di salire anche noi, di risalire anche noi,
10:23nelle nostre situazioni in cui ci sentiamo anche gravati del peso delle nostre croci,
10:29non perdendo mai di vista l'opportunità che abbiamo.
10:33Grazie all'amore di Dio di essere non solo gravati dal peso della vita,
10:37ma anche essere grati perché col dono dello Spirito Santo
10:42noi possiamo risollevare non solo la nostra storia ma anche la storia dell'umanità
10:47come ha fatto il Signore Gesù e completare anche noi, come dice Paolo nella sua lettera,
10:55nella nostra carne quello che manca ai suoi patimenti a favore di Cristo,
10:59a favore della sposa di Cristo che è la Chiesa.
11:03Chiediamo questo al Signore e iniziamo così questo nostro cammino sulle orme di Gesù.
11:42Prima di lasciare la Scala Santa ci soffermiamo ancora un istante su quest'altra scultura
11:47che rappresenta l'agonia di Gesù nell'orto del Gezzemani, prima appunto del bacio di Giuda,
11:53il momento nel quale Gesù stesso ha provato l'angoscia davanti alla sua passione,
11:58il momento nel quale si è affidato alla volontà del Padre,
12:05nel quale ha chiesto se questo rientrasse nella volontà del Padre di esserne liberato dalla croce,
12:13ma Gesù aderisce alla sua volontà, si è fatto ciò che vuole il Padre e non ciò che vuole Lui.
12:20Ecco questo ci suggerisce un altro tassello del nostro cammino.
12:24Chiediamo al Signore la grazia di sapere anche noi accogliere la volontà del Padre sulla nostra vita,
12:30anche qualora ci chiedesse di passare attraverso la porta stretta della croce.
12:37Chiediamo anche noi, come facciamo sempre nel Padre nostro, di saper fare la sua volontà,
12:42nella certezza che ciò che Dio vuole per noi è il meglio per noi,
12:47anche quando appunto ci chiede di abbracciare la croce.
12:51Talvolta, forse in maniera impropria, qualsiasi cosa che ci capita nella vita,
12:56noi diciamo, mi è capitata questa croce, ma la croce non capita.
13:00La croce è una libera adesione nostra alla volontà di Dio.
13:07Nella vita ci possono succedere delle disgrazie, delle malattie, delle sofferenze,
13:12ma che cos'è che trasforma quella sofferenza, quella malattia, quella disgrazia,
13:18in una grazia come opportunità di salvezza.
13:21La nostra libera adesione.
13:23Aderire a quanto ci viene donato, a quanto ci viene dato,
13:28come uno strumento attraverso il quale fare della nostra vita il compimento del disegno del Padre.
13:34poter dire anche noi al termine della nostra vita, come ha detto Gesù,
13:41non tutto è finito, ma come ha detto Lui, tutto è compiuto.
13:45E con questi sentimenti ci avviamo ora alla prossima tappa del nostro itinerario spirituale.
14:06Abbiamo appena lasciato la Scala Santa in Piazza San Giovanni in Laterano,
14:11non è molto distante da qui, sono circa 800 metri,
14:14e ci siamo spostati in questa zona tra appunto Piazza San Giovanni in Laterano
14:19e Piazza di Porta Maggiore, perché qui sorgeva il Palazzo Sessorium,
14:27dove già nel III secolo questa dimora imperiale ospitava l'imperatore Settimio Severo
14:37che iniziò i lavori che poi furono portati a termine da Elio Gabalon
14:42e successivamente fu scelta come residenza dall'imperatrice Elena Augusta,
14:49la madre dell'imperatore Costantino, oggi evidentemente Sant'Elena.
14:53Lei volle nel suo palazzo portare, dopo che ebbe modo di scoprire a Gerusalemme
15:01le reliquie della Passione, come vedremo dentro,
15:04volle portare non solo queste reliquie che sono la memoria della Passione di nostro Signore Gesù Cristo,
15:11ma anche portare della terra che secondo la tradizione lei avrebbe prelevato
15:16sull'altura del Monte Calvario, del Golgota,
15:19e portate qui e deposte alla base di una grande sala che lei adibì a Basilica
15:25e fu il primo nucleo di questa che oggi è la Basilica di Santa Croce in Gerusalemme,
15:31una delle basiliche in minore, una delle sette chiese che costituiscono
15:34il pellegrinaggio romano reso noto da San Filippo Neri.
15:38Quindi non ci soffermiamo molto e entriamo dentro
15:42per proseguire il nostro cammino spirituale sulle orme di Cristo Signore.
16:02Grazie a tutti.
16:22Ci siamo soffermati qui davanti all'altare,
16:26opera settecentesca sotto il quale, sotto questo ciborio,
16:31c'è appunto l'altare che custodisce le reliquie di due santi,
16:34San Cesario da Terracina e Sant'Anastasio,
16:37perché nel catino absidale quest'opera d'arte attribuita da Antonio Azzo Romano
16:43ci restituisce in maniera visiva quella che è la storia del rinvenimento della Santa Croce
16:51da parte di Elena Augusta, Sant'Elena, a Gerusalemme.
16:56Cosa accadde?
16:58Accadde che Elena, all'inizio del IV secolo,
17:03volle fare un pellegrinaggio in Terra Santa, a Gerusalemme,
17:08per ritrovare quelle che erano le memorie appunto della passione del Signore.
17:14Noi sappiamo dalle cronache storiche che Adriano,
17:18l'imperatore Adriano nel 135,
17:21distrusse in maniera definitiva Gerusalemme
17:23e la trasformò in Elia Capitolina.
17:26E in modo particolare, lì dove oggi c'è la Basilica del Santo Sepolcro
17:32che custodisce il Calvario e la tomba di Gesù,
17:36Adriano fece costruire un Tempio a Venere e un foro romano.
17:41Quindi Elena, quando andò lì,
17:43sapeva bene dove andare a scavare per cercare le memorie.
17:49In maniera miracolosa, in una cisterna,
17:53che ancora oggi è visitabile dentro la Basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme
17:58e dedicata appunto al ritrovamento della croce,
18:02Elena trovò tre croci.
18:06Ma come poter risalire a quale era la croce del Signore?
18:10Ecco, le cronache ci dicono che il Vescovo di Gerusalemme
18:13dell'epoca, Macario, fece passare queste croci
18:19accanto a una persona, secondo alcune tradizioni,
18:24una donna ammalata, alcune altre tradizioni ci dicono
18:27una donna defunta, finché accadesse un prodigio.
18:33Ecco, soltanto passando una delle tre croci
18:39accanto al corpo ammalato o defunto di questa donna
18:43avvenne il miracolo di guarigione o di resurrezione.
18:46A noi poco interessa, no?
18:48Quello che interessa è che ci fu un evento prodigioso
18:50che testimoniò che quella era la croce del Signore.
18:53E quindi Elena cosa fece?
18:56Lì diede il via alla costruzione
18:58della prima grande basilica del Martirion e dell'Anastasis
19:04che raccoglieva insieme, appunto, in prossimità del Calvario
19:10la memoria della passione del Signore, il Martirium
19:13e un'altra parte, no?
19:17Detta Anastasis, appunto, resurrezione
19:19che custodisse invece la tomba del Signore Risorto.
19:25in quel punto Elena volle anche innalzare
19:30una croce gemmata che custodisse come un reliquiario
19:35appunto parte della croce
19:38un'altra parte appunto la portò qui a Roma
19:40ma una parte fu lasciata lì a Gerusalemme
19:44ed è interessante anche ricordare che nella storia dell'arte
19:48la rappresentazione di Cristo crocifisso
19:51non è avvenuta nell'immediatezza
19:54inizialmente non si rappresentava proprio il Signore crocifisso
19:58anche perché in epoca ancora pagana, potremmo dire così
20:02veniva anche sbeffeggiato il cristianesimo
20:06rappresentando, ce n'è una rappresentazione proprio sul colle Palatino
20:09di un uomo con testa d'asino
20:13appeso ad una croce proprio a vilipendio
20:16del fondatore dei cristiani
20:18da parte di quelle appunto opposizioni frange di rifiuto
20:24che c'erano dentro ai gentili, no?
20:29potremmo dire così, al popolo anche romano
20:32e quindi i cristiani non rappresentarono da subito il Cristo crocifisso
20:37ma cominciarono a rappresentare anzitutto la croce gloriosa
20:42la croce gemmata
20:43quella croce che Elena per prima volle innalzare
20:49sull'altura del Calvario
20:52non più come strumento di morte
20:55ma come strumento di vittoria
20:57una croce ormai gloriosa
20:59piena di appunto di gemme, di pietre preziosi
21:02che poi ha dato il via in tante anche basiliche
21:05anche qui a Roma lo ricordiamo
21:07alla rappresentazione musiva della croce gemmata
21:11successivamente lo sappiamo bene
21:13si è passati anche a rappresentare il Cristo crocifisso
21:18dapprima nella versione del Cristo trionfante
21:22quindi non del Cristo sofferente
21:24ma del Cristo che dal legno della croce
21:26ha vinto la morte
21:28quindi ha sconfitto il male, il peccato
21:30e quindi il Cristo glorioso
21:31una delle rappresentazioni più antiche
21:33la troviamo nel portale della basilica di Santa Sabina
21:37sul colle Aventino
21:40e allora ci soffermiamo qui
21:43ma andiamo adesso proprio al cuore di questa basilica
21:48al cuore che potremmo definire un po' il santuario
21:51di questa basilica di Santa Croce in Gerusalemme
21:54per passare da questa nostra riflessione
21:58anche un po' storica sul rinvenimento della Santa Croce
22:02a una riflessione invece che ci accompagna più spiritualmente
22:06interiormente dentro la meditazione di questa settimana santa
22:11che è il cuore di tutta la nostra fede
22:13lo abbiamo sentito proclamare anche nell'annunzio di Pasqua
22:17il giorno dell'Epifania
22:19quando abbiamo detto che cuore e centro di tutto l'anno liturgico
22:24è il triduo di nostro Signore
22:25crocifisso, sepolto e risolto
22:27che culmina nella domenica di Pasqua
22:30e allora avendo in animo
22:34esattamente anche questa storia
22:37che è una storia che ci dimostra ancora una volta
22:40che la fede cristiana è una storia incarnata
22:43non è un'invenzione nel senso di un artificio
22:47di qualcosa che si è immaginato
22:50creato a tavolino
22:52ma è una storia che affonda le sue radici
22:56in un luogo, in un tempo, in uno spazio
22:58in una umanità
22:59che il figlio di Dio ha assunto
23:02nella incarnazione
23:04e ha redento con la sua passione morte e resurrezione
23:08e allora andiamo a contemplare
23:11e a meditare
23:12con le reliquie della passione
23:14questo mistero
23:29grazie a tutti
23:54prima di entrare nella cappella delle reliquie
23:56ci soffermiamo un istante qui
23:58in questo accompagnamento
24:00che vuole essere un accompagnamento spirituale
24:02all'incontro e alla venerazione
24:05delle reliquie della passione
24:06attraverso la rappresentazione
24:08di quella forma di preghiera
24:11di quel pio esercizio
24:12che ci ha accompagnato
24:13durante tutti i venerdì di quaresima
24:15e che è appunto la via Crucis
24:17le radici della via Crucis
24:19sono molto antiche
24:21già la pellegrina Egeria
24:23ci racconta
24:24alla fine del IV secolo
24:26in suo dettagliato appunto
24:29resoconto
24:30del suo pellegrinaggio
24:32in Terra Santa
24:33di una processione
24:34che veniva fatta
24:35tutti i giorni
24:36dentro i luoghi santi
24:38e quel primo nucleo
24:41di processione
24:43meditativa
24:44di preghiera
24:45sulla passione del Signore
24:47è stato poi ampliato successivamente
24:49in modo particolare dopo
24:51anche il Medioevo
24:53con la grande anche venerazione
24:55francescana
24:56della passione di Gesù
24:58e poi successivamente
24:59nella forma
25:00che oggi ne conosciamo
25:01delle quattordici stazioni
25:03perché meditiamo
25:06sulla via dolorosa
25:07non è semplicemente
25:09un soffermarci
25:11a guardare
25:13ad ascoltare
25:14quelli che sono stati
25:16i momenti dolorosi
25:17che hanno portato Gesù
25:18dalla condanna a morte
25:20fino alla sua sepoltura
25:22non è semplicemente questo
25:23vivere, pregare
25:26meditare
25:26sulla via dolorosa
25:27sulla via Crucis
25:28vuole essere anche per noi
25:29un ripercorrere
25:32le tappe del Signore
25:33per vedere quasi
25:35in filigrana
25:36attraverso
25:36la sua capacità
25:38di portare la croce
25:40la sua modalità
25:41di trasformare
25:43anche i dolori
25:43l'opportunità
25:44attraverso la quale
25:45anche noi
25:46possiamo
25:47nella sequela di Cristo
25:48portare le nostre croci
25:51e chiedere al Signore
25:52la grazia
25:53di saper trasformare
25:54anche noi
25:56i nostri dolori
25:57in una opportunità
25:59di salvezza
26:00non solo per noi
26:01ma anche per il mondo
26:02come ha fatto
26:03la croce di Gesù
26:04lo diciamo
26:05tutti soffriamo
26:07in questo mondo
26:07credenti
26:08non credenti
26:10ma
26:10la peculiarità
26:12del cristiano
26:13è quella
26:14che è sulle orme
26:15di Gesù
26:16percorrendo il suo
26:17modello
26:18il suo esempio
26:19di adesione
26:20alla volontà di Dio
26:21di donazione
26:22di sé
26:23ha fatto della sofferenza
26:25potremmo dire così
26:27usando un termine
26:28un pochino
26:29analogico
26:30una sua
26:31offerenza
26:32cioè una sua offerta
26:34tutti soffriamo
26:35Cristo ci insegna
26:36a offrire
26:37offrire i nostri dolori
26:40e saper trovare
26:41dentro questa offerta
26:42il senso
26:43a quello che
26:44umanamente
26:45senso
26:47talvolta
26:47non ce l'ha
26:48e allora
26:49con questo
26:50sguardo
26:52che
26:53attraversa
26:55la via crucis
26:57le tappe
26:58della via dolorosa
27:00di Gesù
27:00guardando
27:02alle nostre
27:03vie dolorose
27:05alle nostre
27:06via crucis
27:06a quelle di questa
27:08umanità
27:08ancora segnata
27:09dalla sofferenza
27:10del male
27:11dall'arroganza
27:12della prepotenza
27:14dell'odio
27:15ecco guardando
27:16tutto
27:17con uno sguardo
27:18trasfigurato
27:19che è quello
27:20che il Signore
27:20ci consegna
27:21e che ci concede
27:23di avere
27:23sulla nostra vita
27:24entriamo ora
27:26a contemplare
27:27le reliquie
27:28della passione
27:28e che c'è
28:16E siamo finalmente giunti qui, davanti alle reliquie della passione di nostro Signore Gesù Cristo.
28:24Condivido con voi sempre una grande emozione perché essere qui è un po' come essere a Gerusalemme
28:32per chi c'è stato sui luoghi santi, poggiare i piedi e essere davanti a queste reliquie
28:39e tornare col cuore, con l'anima in quei posti.
28:43Ed è anche un'opportunità per chi chiaramente non c'è mai stato a Gerusalemme
28:48di vivere la medesima forza spirituale che queste reliquie ci consegnano.
28:56Siamo davanti alla reliquia centrale, ai frammenti della reliquia del Signore,
29:05la reliquia della Santa Croce e poi altri segni importanti, altre reliquie importanti.
29:12Questo che vediamo accanto è il patibolo, secondo la tradizione, del buon ladrone
29:20e ancora sopra due spine della corona di Cristo il dito di Santo Maso,
29:26il famoso apostolo incredulo che voleva toccare con mano, toccare con il suo dito
29:33le piaghe del Signore risorto per poter credere e che ci consegna forse la più bella attestazione
29:41di fede davanti al Signore risorto che Lui ha fatto e che tutti noi dovremmo poter essere
29:47condotti dalla fede a fare pur non avendo visto il Signore crocefisso risorto e cioè
29:53mio Signore e mio Dio. Gesù è veramente nostro Signore e nostro Dio e lo ha dimostrato nell'averci
30:04amato con un amore che non ha limiti, lo ha dichiarato Lui stesso nella sera dell'ultima
30:10cena. Nessuno ha un amore più grande di questo, dare la vita per i propri amici e voi siete
30:16miei amici se farete ciò che io vi comando, cioè amatevi gli uni gli altri come io ho amato
30:22voi. E' ancora un chiodo della passione e un'altra reliquia importante, una porzione,
30:29un frammento del cosiddetto titolo Scrucis, cioè la tavoletta che sopra la testa del Signore
30:39diceva qual era il motivo della condanna Gesù Nazareno, re dei Giudei, quella scritta riportata
30:47in ebraico, in greco e in romano perché chiunque passasse lì davanti potesse capire
30:55chi era Gesù, re dei Giudei e anche gli insulti che gli venivano fatti, no? Se sei il re dei
31:02Giudei scendi dalla croce, salva te stesso e i ladroni stessi gli diranno te stesso e anche
31:09noi, ma Gesù dimostra di non essere il re dei Giudei, ma di essere il re dell'umanità redenta,
31:17proprio non scendendo dalla croce. Se fosse sceso dalla croce, se avesse salvato se stesso,
31:24sarebbe stato la stregua di tutti gli altri che pensano a sé, dei governanti anche di questo
31:28mondo, ma proprio per essere rimasto sulla croce ha dimostrato di essere nostro re. Certo,
31:36noi dobbiamo riconoscerlo come tale nel suo gesto di donazione di amore senza limiti. Questa
31:43tavoletta è stata ritrovata nel 1492 durante dei lavori di restauro proprio della Basilica
31:51di Santa Croce in Gerusalemme, murata dentro appunto la Basilica stessa. Ci sono diversi studi
32:01al riguardo su questa tavoletta, sulla autenticità o meno. Gli studiosi ci consegnano un dibattimento
32:11al riguardo se sia esattamente questa l'originale che fosse lì o una copia fedele perché dal punto
32:20di vista paleografico il modo con cui è stata scritta è compatibile ai caratteri usati appunto
32:26nel primo secolo, il secolo nel quale appunto Gesù ha subito la passione per noi. Ma quello
32:32che a noi interessa è quello che questa tavoletta rappresenta, la regalità di Cristo, la regalità
32:39di Cristo sulla nostra vita se noi lo riconosciamo come nostro re e se lo facciamo davvero regnare
32:46sul nostro cuore perché trasformati dall'amore di Dio possiamo anche noi trasformare la storia
32:53segnata appunto come dicevamo poc'anzi dal male, dal dolore, dalla sofferenza, dall'ingiustizia
33:00e Pietro lo ricordiamo ancora una volta ce lo ha detto nella sua prima lettera. Cristo
33:06patì per voi, lasciandomi un esempio perché ne seguiate le forme, ha sofferto ingiustamente
33:13e non ha minacciato vendetta e con la sua ammitezza, con la sua arrendevolezza ha edificato
33:21nel suo sangue quella pace che ancora oggi Papa Leone XIV ci ricorda è la via del cristiano,
33:29una pace disarmata e disarmante che anche noi dobbiamo fare nostra. E una riflessione
33:37vogliamo anche farla sul patibolo del buon ladrone. E' bellissima l'immagine che ci consegna
33:46l'Evangelista Luca nel raccontarci appunto questo frangente della passione di Gesù. Gesù si trova
33:53sulla croce e viene insultato da uno dei ladroni chiedendo che si salvi e che salvi anche loro che
34:04sono condannati insieme con Gesù. Ma il buon ladrone, cosiddetto buon ladrone, che secondo
34:12la tradizione il suo nome è Disba, rimprovera questo suo compagno della disavventura, della passione,
34:24del morire sulla croce, lo rimprovera. Ma poi si affida a Gesù. Si affida a Gesù dicendogli
34:31Signore ricordati di me quando sarai nel tuo regno. E Gesù risponde con una parola che è davvero
34:41di rimente anche sulle nostre croci, sulle nostre passioni, sui nostri dolori. Perché? Perché
34:48Gesù gli dice oggi con me sarai in paradiso. Sembra un dettaglio ma questo dire di Gesù con me
35:00sarai in paradiso ci aiuta a comprendere che è l'essere con Gesù che ci porta a essere in paradiso.
35:08Gesù non gli dice oggi sarai in paradiso con me. No, dice oggi con me sarai in paradiso.
35:16L'essere con Gesù è paradiso, non è un luogo, è una modalità del nostro essere. E quindi il Signore
35:25consegna al buon ladrone non solo questo sguardo di speranza sulla sua vicenda, ma anche sulla nostra.
35:31E anche una capacità di interpretare la nostra vicenda, le nostre vicende dolorose. Perché anche
35:37qualora fossimo appesi al legno della croce, alle nostre croci, se le viviamo, se la portiamo
35:47questa croce insieme con Gesù, è già paradiso. È Gesù presente nella nostra vita che fa sì che la
35:57nostra vita sia anticipo di paradiso. Allora possiamo concludere questo momento qui davanti
36:05alle reliquie consegnando proprio al buon ladrone questa preghiera per noi che ci aiuti a ripercorrere
36:16specialmente nella settimana santa, nei riti della settimana santa, con tutta la loro profondità e con
36:25la solennità dei gesti, ci aiuti a rivivere il grande mistero dell'amore di Dio che in Cristo Gesù
36:32ha portato sul legno della croce nel suo corpo, come ci dice Pietro stesso, i nostri peccati, che
36:43svuotò se stesso, come ci dice Paolo nella lettera ai filippesi, assumendo la condizione di servo e
36:51divenendo simile a noi, fuorché nel peccato, con una morte, una morte che all'epoca era una morte ignominiosa,
37:01la morte di croce, quella destinata dai romani agli schiavi, non ai cittadini romani che avevano il
37:09lusso di poter essere giustiziati con il taglio della testa, ma questa morte in croce così dolorosa,
37:18ecco il Signore l'ha vissuta e l'ha trasformata per amore nostro in adesione alla volontà del Padre che
37:28gli ha chiesto di bere questo calice amaro e lui ha fatto fino in fondo la sua volontà e per
37:34questo,
37:34ci dice Paolo, fu esaltato, ha vinto la morte stessa, è risorto e ha ricevuto un nome che è al
37:43di sopra
37:43di ogni altro nome, perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli sulla terra e
37:49sotto terra e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore. Allora qui davanti a questa
37:56memoria, a questa reliquia della sua passione, a queste reliquie della sua passione, inginocchiamoci
38:03anche noi, non tanto fisicamente, ma inginocchiamo il nostro cuore pieno di grande riconoscenza per
38:11l'amore che lui non solo ha avuto, ma continua ad avere per noi, perché tutte le volte che anche
38:19sbagliamo, che anche noi cadiamo nel peccato, che anche noi entriamo nelle tenebre, nell'ombra di
38:25morte, possiamo ad attingere dal suo cuore crocifisso e aperto per noi, appunto sulla croce, possiamo
38:35attingere la grazia di essere creature nuove, di essere risorti insieme con lui, morire al
38:43peccato per risorgere alla vita nuova dei figli di Dio. Chiediamo al Signore questa grazia prima di
38:51lasciare questo luogo così sacro per tutti i cristiani di ogni luogo e di ogni tempo.
39:30A compendio della nostra catechesi e del nostro itinerio, a compendio della nostra catechesi e del
39:35minerario spirituale che le reliquie della passione del Signore ci hanno consegnato, ci soffermiamo qui
39:41in questo vano attiguo alla Cappella delle Reliquie, dove è stata messa dal 2002 una riproduzione fedele
39:49del telo sindonico, la reliquia che è custodita nel Duomo di Torino da quattro secoli e che ci
39:59rappresenta, appunto quest'uomo i cui segni rimandano in maniera così fedele a quanto vissuto
40:09da Gesù nella sua passione, nella flagellazione, nella crocifissione e anche nella sepoltura.
40:17Non entriamo, ci vorrebbe un'intera trasmissione per parlare della sindone, quindi non entriamo
40:23nel dettaglio sulla spiegazione di questa riproduzione appunto della reliquia della sindone,
40:32ma vogliamo trarre solo qualche spunto anche qui spirituale. L'uomo della sindone viene
40:39rappresentato come vedete con i segni della flagellazione, della corona di spine, il sangue,
40:48la ferita del costato, quella ferita dalla quale ci dice l'evangelista Giovanni uscì una volta
40:57trafitta dalla lancia del centurione sangue ed acqua, che ci consegna anche una riflessione,
41:05ci dicono gli anatomopatologi sulla tipologia della morte dell'uomo della sindone, un infarto
41:14del mio cardio che provoca anche questo tipo di fuoriuscita del liquido dalla cassa toracica
41:22una volta perforato, ma quello che noi vogliamo sottolineare non è tanto questo, che appunto può
41:29essere oggetto di un'altra riflessione e meditazione esclusivamente sulla sindone, ma sul significato
41:36di questa fuoriuscita di sangue ed acqua. Da sempre la Chiesa ha interpretato questi come i segni
41:47dai quali è nata essa stessa. Nell'acqua e nel sangue c'è la simbologia dei due sacramenti che edificano
41:58il corpo mistico di Cristo che fanno nascere la sua Chiesa, la sua sposa, il sacramento del
42:06battesimo, l'acqua, il sacramento dell'eucharistia, il sangue. Anche nelle interpretazioni dei padri
42:16della Chiesa questo ci viene consegnato nella meditazione bellissima proprio riguardo al
42:24venerdì santo come dal costato di Adamo il Signore trasse Eva così dal costato del nuovo Adamo di
42:37Cristo Dio Padre trasse la sua sposa, la nuova Eva, la Chiesa stessa. E allora anche noi davanti a questa
42:50immagine che ci riproduce la passione del Signore in questa maniera così fedele. Poi vedremo anche la
42:58riproduzione in tridimensione dell'uomo sindonico che è qui custodita anche a Tigua a questa immagine
43:07appunto che riproduce il telo sindonico, un telo 4 metri e 37 per 111 centimetri ecco che riproduce
43:19appunto la passione del Signore. Torniamo a questa ferita, alla ferita del costato. Lì nasce la Chiesa,
43:29lì siamo nati anche tutti noi. Vivendo la settimana santa la liturgia ci invita a fare questo percorso
43:38anche noi, a morire al peccato e a rinascere alla vita nuova con la grazia del battesimo, a sentire
43:45la bellezza anche di nutrirci dell'eucarestia per poter essere anche noi, così come siamo inseriti
43:54nel battesimo, nel corpo mistico di Cristo che è la Chiesa, essere nutriti e continuare a far parte
44:00di questo corpo di Cristo e testimoniare questa nostra appartenenza nella madesima maniera in cui il
44:10Signore ci ha amato, dando seguito, adempiendo il comandamento nuovo che Lui ci ha lasciato, il
44:17comandamento dell'amore, amarci gli uni gli altri come Lui ci ha amati. Qui possiamo lasciare da questo
44:28punto in poi la basilica di Santa Croce in Gerusalemme e tornare alla scala santa per l'ultimo
44:35momento dove concludere la nostra riflessione spirituale su questi giorni della settimana santa.
45:10Ci ritroviamo qui di nuovo nel santuario della Scala Santa da cui siamo partiti per poi
45:17spostarci a Santa Croce in Gerusalemme e ora tornare qui, in quella cappella che è al vertice appunto
45:24della Scala Santa e che è dedicata a San Lorenzo in Palazio, più comunemente detta Sancta Sanctorum,
45:33perché? Perché era la cappella privata dei papi nell'antico patriarchio che appunto era la residenza
45:41dei papi fino al 1305. Questa era la cappella appunto privata dei pontefici e qui venivano custodite
45:51anche dentro questo altare le reliquie più sacre della cristianità. L'edificio che oggi noi conosciamo
46:00ha subito chiaramente una grande ristrutturazione ad opera di Papa Sisto V, ma già nel 1277 ad opera di
46:11Nicolò III, dopo il grande terremoto che colpì appunto Roma, fu posta a mano per dare questa nuova
46:21ristrutturazione, questa nuova veste a questa cappella così importante con gli affreschi che sono di opera
46:28romana. Ma abbiamo voluto concludere qui il nostro itinerario perché camminare sulle orme del Signore,
46:36ripercorrere la sua passione ha come obiettivo, l'abbiamo detto in ogni modo durante il nostro
46:42cammino spirituale che abbiamo compiuto, ha come obiettivo l'essere risorti con Cristo e quindi ci
46:50troviamo qui davanti a questa immagine del Santissimo Salvatore che poi dà il nome anche
46:56alla Basilica della Teranense, Basilica del Santissimo Salvatore dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista
47:02anche se poi oggi più popolarmente viene chiamata San Giovanni in Laterano. Una icona antichissima risale al
47:11V-VI secolo, la tradizione vuole che sia stata iniziata da San Luca e che si accingeva a dipingere,
47:22ma poi lui stesso la trova ultimata ad opera degli angeli, per questo si chiama Acheropita, cioè non
47:31dipinta da mano d'uomo. Perché abbiamo voluto concludere qui il nostro percorso? Perché davanti
47:37questa immagine i pontefici celebravano proprio la messa il mattino di Pasqua partecipando a quel
47:46rito che si chiamava proprio Anastasis, cioè Resurrezione, nel quale questo rito si assisteva
47:55all'apertura delle ante che chiudevano appunto l'immagine del Salvatore e in quel momento ufficialmente
48:04anche si poteva cantare la gioia della Resurrezione della vita nuova. Oggi lo vediamo spesso accanto
48:14proprio all'altare quando il Papa durante il giorno di Pasqua celebra la messa della Resurrezione il
48:23mattino di Pasqua. Allora siamo qui davanti a questa sacra immagine e concludiamo questo nostro augurio
48:33spirituale che questi giorni della Settimana Santa, del Triduo Pasquale, della Pasqua del Signore
48:40aiutino anche noi a contemplare non solo alla fine della nostra vita ma a contemplare fin da adesso
48:47la bellezza della vita nuova che comincia già con il Battesimo, che è stata seminata in noi con la
48:54grazia del Battesimo. Quando siamo stati inseriti in Cristo come creature nuove, morendo al peccato e
49:01risorgendo alla vita nuova e inseriti in Lui, poter portare in questo mondo la luce della gioia,
49:08della Resurrezione, della vita nuova iniziata il mattino di Pasqua, quel primo giorno dopo il sabato
49:16quando le donne recandosi al sepolcro per ungere il corpo del Signore in realtà non lo trovano più,
49:25trovano la tomba vuota, l'annunzio degli angeli che danno la lieta notizia, la buona notizia,
49:32l'Evangelion, il Vangelo, la buona notizia che poi si è diffusa in tutto il mondo, quel Signore Gesù che
49:41poi
49:42Lui stesso ha dato prova della sua risurrezione apparendo alle donne, apparendo agli Apostoli.
49:50chiediamo anche noi la grazia che questi giorni nei quali riviviamo il memoriale della Pasqua,
49:57di morte e resurrezione del Signore accendano anche dentro di noi la gioia del Paradiso,
50:03la grazia della vita nuova e la opportunità di donare al mondo attraverso la nostra vita che è
50:11divenuta una sequela di Gesù, delle sue orme, del suo modello, una imitazione di Cristo, ecco poter
50:19dare al mondo la luce nuova che da quel mattino di Pasqua si irradia in ogni tempo e in ogni
50:27luogo.
51:08Grazie per la visione!
51:38Grazie per la visione!
51:41Grazie per la visione!
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