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  • 1 giorno fa
Nei prossimi giorni vi ripeteranno più volte che non possiamo restare a casa per il terzo Mondiale di fila, e quindi prima che la tensione salga - perché salirà - portandosi via la capacità di ragionamento, analizziamo il senso di questa frase.Non possiamo restare a casa per il terzo Mondiale di fila non è un’evidenza tecnica. Nel 2018 l’Italia era 15esima nella classifica per nazioni della Fifa, e venne esclusa dalla Svezia che era 25esima, 10 posizioni più giù. Nel 2022 andò molto peggio, perché avevamo appena vinto l’Europeo e quindi la classifica Fifa ci vedeva al sesto posto assoluto: ma bastò la Macedonia del Nord, che era la numero 67 al mondo, a tenerci a casa. Questo significa che non possiamo prendere il ranking come un’indicazione attendibile. Oggi siamo 13esimi, la nostra prima avversaria - l’Irlanda del Nord - è 69esima, se la passiamo la seconda e ultima sarà la Bosnia 71 o, più probabilmente, il Galles 35. Facile in apparenza, come tutte le imprese che nascondono un trabocchetto. Ma su questo tema confidiamo che le brucianti esperienze passate abbiano insegnato agli azzurri a non dare niente per scontato.Passiamo ora a quelli che si danno di gomito e - con l’aria di chi la sa lunga - ripetono che non possiamo restare a casa per il terzo Mondiale di fila, sottintendendo una manina che in caso di necessità verrebbe in aiuto alla Nazionale già 4 volte campione del mondo, e quindi più potente e commercialmente importante delle rivali: un arbitro compiacente, un Var tignoso, qualcuno si spinge persino a ipotizzare, in caso di ko, un ripescaggio al posto dell’Iran, impossibilitato a partecipare alla manifestazione per ovvi motivi.Partiamo dall’ultima opzione: il dovere di Infantino è di spendersi in tutti i modi perché l’Iran invece partecipi, a costo - come richiesto dalla federazione di Teheran - di spostarlo nelle sedi messicane o canadesi per tutte le gare che avrà titolo di giocare. Stiamo navigando a vista perché non è mai successo che un Mondiale si disputasse in un Paese in guerra, ma di certo l’Italia non deve nemmeno pensare a pietire posti liberati da un conflitto. O è abbastanza brava da qualificarsi, o non se ne parli proprio. Sulla possibilità - antisportiva anch’essa - che qualcuno ci guardi con un occhio di riguardo, ragioniamo: se la Fifa avesse preoccupazioni del genere, le sarebbe bastato togliere il sorteggio per la sede del secondo playoff. Si gioca sempre in casa della meglio piazzata, e stop. Se non ci ha favorito alla luce del sole - e avrebbe potuto - perché dovrebbe farlo nell’ombra?La verità è che non possiamo restare a casa per il terzo Mondiale di fila perché è l’intero sistema del calcio italiano a non poterselo permettere. Non possiamo per via delle conseguenze, non di premesse e tradizioni che dopo tutti questi anni di crisi sono ormai scritte sulla sabbia. E dunque la realtà dalla quale ripartire è che possiamo restare a casa, altroché se possiamo, ed è proprio perché siamo consapevoli del pericolo che un timido pronostico positivo ce lo possiamo concedere. Una volta digerito che nessuno si farà da parte per lasciarci passare, la superiorità tecnica implicita nel ranking va vissuta come una forza e non un trabocchetto. E il fatto di giocare la seconda partita in una bolgia, beh, è il football signori. I tifosi tifano, è il loro mestiere. Del fatto che Gattuso sappia cavarsela anche in ambienti così abbiamo avuto troppe prove per dubitare. E uno così, i giocatori lo seguono.

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00:06Nei prossimi giorni vi ripeteranno più volte che non possiamo restare a casa per il terzo
00:12mondiale di fila e quindi prima che la tensione salga, perché salirà, portandosi via la capacità
00:19di ragionamento, analizziamo il senso di questa frase. Non possiamo restare a casa per il terzo
00:25mondiale di fila non è un'evidenza tecnica. Nel 2018 l'Italia era quindicesima nella classifica
00:32per nazioni della FIFA e venne esclusa dalla Svezia che era venticinquesima, dieci posizioni
00:37più giù. Nel 2022 andò molto peggio perché avevamo appena vinto l'europeo e quindi la
00:43classifica FIFA ci vedeva al sesto posto assoluto, ma bastò la Macedonia del Nord, che era la
00:49numero 67 al mondo, a tenerci a casa. Questo significa che non possiamo prendere il ranking
00:56come un'indicazione attendibile. Oggi siamo tredicesimi. La nostra prima avversaria, l'Irlanda
01:03del Nord, è 69esima. Se la passiamo, la seconda e ultima sarà la Bosnia 71 o più probabilmente
01:11il Galles 35. Facile in apparenza, come tutte le imprese che nascondono un trabocchetto. Ma
01:18su questo tema confidiamo che le brucianti esperienze passate abbiano insegnato agli
01:22azzurni a non dare niente per scontato. Passiamo ora a quelli che si danno di gomito e con l'aria
01:28di chi la sa lunga, ripetono che non possiamo restare a casa per il terzo mondiale di fila,
01:35sottintendendo una manina che in caso di necessità avrebbe in aiuto alla nazionale già quattro
01:40volte campione del mondo e quindi più potente e commercialmente importante delle rivali. Un
01:46arbitro compiacente, un vartignoso. Qualcuno si spinge persino a ipotizzare, in caso di
01:53K.O., un ripescaggio al posto dell'Iran, impossibilitato a partecipare alla manifestazione
01:59per ovvi motivi. Partiamo dall'ultima opzione, il dovere di Infantino è di spendersi in tutti
02:07i modi perché l'Iran invece partecipa. A costo, come richiesto dalla Federazione di Teheran,
02:12di spostare nelle sedi messicane o canadesi per tutte le gare che avrà titolo di giocare.
02:19Stiamo navigando a vista perché non è mai successo che un mondiale si disputasse in
02:24un paese in guerra. Ma di certo l'Italia non deve nemmeno pensare a pietire posti liberati
02:31da un conflitto. O è abbastanza brava da qualificarsi o non se ne parli proprio.
02:37Sulla possibilità, antisportiva anch'essa, che qualcuno ci guardi con un occhio di riguardo,
02:42ragioniamo. Se la FIFA avesse preoccupazioni del genere, le sarebbe bastato togliere il
02:49sorteggio per la sede del secondo playoff. Si gioca sempre in casa della meglio piazzata
02:54e stop. Se non ci ha favorito la luce del sole, e avrebbe potuto, perché dovrebbe farlo
03:00nell'ombra. La verità è che non possiamo restare a casa per il terzo mondiale di fila
03:06perché è l'intero sistema del calcio italiano a non poterselo permettere. Non possiamo per
03:12via delle conseguenze, non di premesse e tradizioni, che dopo tutti questi anni di crisi sono ormai
03:19scritte sulla sabbia. E dunque la realtà dalla quale ripartire è che possiamo restare a casa,
03:27altro che se possiamo. Ed è proprio perché siamo consapevoli del pericolo che un timido
03:33pronostico positivo ce lo possiamo concedere. Una volta digerito che nessuno si farà da parte
03:39per lasciarci passare, la superiorità tecnica implicita nel ranking va vissuta come una forza
03:47e non un trabocchetto. E il fatto di giocare la seconda partita in una bolgia, beh, è il
03:52football, signori. I tifosi tifano, è il loro mestiere. Per il fatto che Gattuso sappia
03:58cavarsela anche in ambienti così abbiamo avuto troppe prove per dimintare. E uno così
04:04il suo battato, il suo battuto è un'ultato, c'è un'ultato.
04:06E un'ultato l'usione, un'ultato, l'unico e un'ultato.
04:09L'usione di lo sviluppo è un'ultato, cioè quello che è pura della
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