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  • 2 giorni fa
Sicuramente irriverenti, tutti e tre. E coraggiosi, appassionati, mai addomesticati al potere, allergici alla demagogia. Oriana Fallaci, Indro Montanelli, Tiziano Terzani. Tre giornalisti (rigorosamente in ordine alfabetico), tre grandi firme del Corriere della Sera. Tre caratteri audaci, onesti intellettualmente, indipendenti, pungenti. Cercavano ovunque la verità. Tutti e tre fiorentini, e forse per questo impertinenti, esuberanti, sarcastici. Talvolta superbi. E magari insolenti. Come quella volta che Oriana Fallaci si tolse il chador di fronte a Khomeini definendo il velo un «cencio medievale». O quella volta che Montanelli definì «padrino» Ciriaco De Mita con tanto di querelle in tribunale. Oppure quella volta che il giovane Terzani andò dal direttore del Giorno Italo Pietra chiedendogli di essere spedito come corrispondente in Asia, il direttore disse di no e lui partì per le redazioni di tutta Europa per proporsi in quel ruolo che sognava. Appassionati fino in fondo al giornalismo, quello vero, di cui loro hanno fatto la storia del Novecento. Curiosi, avventurosi. E temerari, stravaganti, ironici. Come quella volta che Terzani, quando un indovino gli predisse che nel 1993 rischiava di morire in un incidente aereo, decise di non prendere più l'aereo per un anno intero. Viaggiò solo in treno, nave, auto, cavallo e scrisse Un indovino mi disse. Oppure, ancora, le interviste di Oriana Fallaci, dove il suo sguardo penetrante disarmava gli intervistati. E ancora Indro Montanelli, che andava nello studio dell’artista Renato Guttuso e, portando con sé un suo quadro, chiedeva spiegazioni sul senso della sua pittura. Tutti e tre rivivono – in occasione dei 150 anni del Corriere della Sera – nelle tenere memorie dei loro familiari: Letizia Moizzi, nipote di Montanelli; Edoardo Perazzi, nipote della Fallaci; Angela Terzani Staude, moglie di Terzani. Li abbiamo incontrati in tre luoghi iconici: i giardini Montanelli a Milano, dove c’è la statua del giornalista nato a Fucecchio; la casa di Edoardo Perazzi a Milano, dove tutto è in fermento per l’imminente mostra sulla Fallaci nel capoluogo lombardo; casa Terzani a Bellosguardo, Firenze, dove statue e amuleti asiatici raccontano la doppia anima terzaniana. Ognuno di loro tre racconta un aneddoto, un ricordo, un dettaglio delle loro vite, legato in particolare al loro rapporto con il Corriere. E tutti e tre raccontano qual è stato il tratto più autentico ed emblematico della loro fiorentinità. 

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Trascrizione
00:12da quando sono bambino io sento il rumore della macchina a scrivere o era il rumore della macchina
00:18a scrivere di mia mamma paola o di mia zia nera che era un po ipnotico molto bello molto ritmico
00:26oppure era quello che sembrava una mitragliatrice che era ovviamente dell'oriana e te la diceva lunga
00:32a stare molto alla larga non disturbarla per non essere trafitto da quei colpi
00:40era impossibile entrare e chiederle qualche cosa dovevi aspettare che ti convocasse oppure che si interrompesse
00:48naturalmente quando veniva a milano era sempre per il corriere della sera veniva raramente andava
00:57in redazione vorrei essere chiaro su questo ci andava per controllare bozze era il terrore di tutti
01:03veramente si facevano il segno della croce oppure a casa arrivavano in visita pastorale molto
01:10secchiose tutti i direttori tutti però venivano a rendere omaggio a cercare di convincerla magari
01:18di accorciare un articolo o di dare un taglio diverso cosa impossibile naturalmente oriana
01:25aveva un carattere tremendo carattere è peggiorato negli anni da quanto ho capito io è peggiorato
01:33drasticamente con la guerra del vietnam perché lei va in vietnam e vede cose che la scuotono io
01:41ho studiato in america all'università dove oriana ha avuto la laurea ad honorem e a un certo punto
01:47ovviamente dopo un sacco di mesi parlavo molto bene inglese vado un weekend a new york oriana mi
01:54porta a cena con i suoi amici e io ordino per tutti come da istruzione di oriana con un buon
02:00accento
02:01americano cameriere va via e oriana davanti a tutti i suoi amici inizia sei proprio un cretino
02:07ma non sei mica una spia ma come parli si deve sentire che sei italiano anzi anche se sei milanese
02:15devi far sentire le tue origini fiorentine devi fare come faccio io parlo benissimo inglese ma si deve
02:21sentire che sono di firenze oriana sicuramente incarnava la fiorentinità nel bene e nel male nel
02:30bene perché ovviamente una donna coltissima consapevole delle sue origini proprio di cultura
02:35classica ovviamente c'era anche un cotè terrificante di un po di beceragge e di aggressività che che si
02:46contraddistingue sempre e fiorentini sia come vezzo sia anche come come cosa naturale
03:00aveva appena iniziato a lavorare per il corriere lo prese aldo borelli dopo che venne cacciato via
03:10dall'italia perché aveva fatto un pezzo sgradito al regime e dopo che gli avevano ritirato il tesserino
03:19dell'albo dei giornalisti un giorno incontrò sul piano del corriere l'ha detto al personale che si
03:26chiamava franci che lo saluto gli disse ma senta mi hanno detto che lei frequenta una bettola qui
03:34nella zona va mica bene insomma uno del corriere fa indro certo ma con duemila lire al mese non posso
03:43mica andare al sadini in galleria no certo ed è per questo che ne abbiamo raddoppiato lo stupendo
03:49ha sempre detto non appena ho iniziato a pensare ho pensato che sarei diventato giornalista in casa
03:56sua però l'unico giornale che poteva entrare era la nazione ma per lui il vero giornale il totem di
04:05tutti i giornali era il corriere della sera quindi a quello puntava voleva fare giornalista perché gli
04:12piaceva raccontare e qui subentra la sua fiorentinità indro era un toscanace perché era sarcastico
04:21irriverente quello che pensava lo diceva e quello che diceva lo scriveva pari pari come lo diceva e
04:32quindi immediato parlava alla gente in maniera senza veli senza retorica senza demagogia
04:46erano gli anni 90 tiziano era per tutti il corrispondente della repubblica dal giappone
04:53quando gli arrivò un corrispondente un secondo corrispondente della repubblica senza avvisarlo
05:01gli arrivò quello lì tiziano dice come siamo in due e decise sui due piedi di lasciare la repubblica
05:07di lasciare libero il campo a quell'altro che andò da scalfare scalfa scioccatissimo dice cosa ti
05:14prende e no ciao è finita in questo tiziano non non è che fosse molto dolce in queste situazioni e
05:25quindi andò lasciò la repubblica e immediatamente dopo passò al corriere fu presentato al corriere da
05:34bernardo valli e lì ebbe un rapporto facile simpaticissimo che durò fino alla sua morte nel 2004
05:42tiziano scriveva solo reportage lunghi per il corriere le notizie le faceva il corrispondente
05:51fisso e lui non aveva voglia di fare le notizie che ogni giorno ti inchiodano ogni giorno ti inchiodano
05:58lì ha voluto passare la sua vita in asia ma non da da hippie ma da fiorentino da fiorentino che
06:09vuole
06:09capire che vuole vedere che vuole comunicare qualcosa al suo paese e dalla perentorietà del
06:17suo chiedere dal suo volere risposte chiare da non mollare da non come si dice a firenze farsi
06:24prendere in giro era inesorabile era voleva la voleva la realtà non voleva le palle diceva sempre di sé
06:31sono un fiorentino rompiscatole e questo qui naturalmente tanti piaresi alla fine non è più
06:40piaciuto ma lui era così inesorabile e quando soprattutto la gente ha pensato che fosse andato
06:46matto perché andava a interessarsi alla spiritualità lui disse mai non ho mai non sono mai stato
06:55seguace di nessuno sono sempre stato un fiorentino curioso che voleva capire

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