- 8 minuti fa
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TVTrascrizione
00:10Buonasera, buone venerdì, ben ritrovati con il TG Preview di TeleTutto, l'approfondimento
00:15a cura della nostra redazione. Partiamo dai fatti degli ultimi giorni di attualità per
00:22parlare di giovani, di adolescenti, di social, di disagio emotivo, come ascoltare davvero
00:28i ragazzi, prima che sia troppo tardi. Lo facciamo con due ospiti, vedo collegato con noi l'assessore
00:34regionale istituzione e formazione del lavoro Simona Tironi, buonasera assessore. Buonasera,
00:40buonasera a tutti. E in studio il dottor Corrado Faletti, pedagogista, buonasera dottor Faletti.
00:45Buonasera, grazie. Assessore Tironi, partirei da lei anche perché doveva essere in studio
00:51con noi. Invece è ancora a Bergamo perché oggi ha incontrato in ospedale la professoressa
01:00Chiara Mocchi, che è la professoressa che è stata accoltellata ieri a Trescore Balneario
01:09da un suo studente. Innanzitutto le chiedo come ha trovato la professoressa.
01:14Devo dire che sì, mi spiace non essere riuscita a raggiungervi fisicamente, ma devo dire che
01:21la chiacchierata con la professoressa Chiara è stata una lunga chiacchierata e molto piacevole.
01:27L'ho trovata bene come condizioni fisiche e devo dire che mi ha colpita positivamente la
01:36sua voglia di rientrare quanto prima a scuola tra i suoi ragazzi. Quindi si capisce davvero
01:42la motivazione, la missione di educatrice, perché lei così ha sottolineato voler essere
01:50definita più che un'insegnante e un'educatrice, a disposizione soprattutto dei ragazzi quelli
01:57un po' più fragili. Tanto è vero che mi ha espresso anche il desiderio di magari un domani
02:03occuparsi con dei percorsi personalizzati proprio di quei ragazzi che più hanno bisogno
02:09e che quindi hanno delle fragilità e hanno delle difficoltà. A due giorni dall'accaduto
02:17trovare una professoressa che se l'è vista davvero brutta perché ha rischiato davvero
02:26la vita e grazie ad una trasfusione in il suo corso oggi può raccontarci quello che ha
02:32passato con questa voglia di ritornare quanto prima e di dare un messaggio molto chiaro ai
02:38suoi studenti perché lei ci ha tenuto a ripetermi più volte. Io e i miei ragazzi voglio dire
02:42che non devono avere paura, che non devono costruire muri, ma devono essere capaci di creare
02:51dei ponti e avere il coraggio di realizzarsi nella vita e trovare la loro strada. Quindi devo
02:58dire che è stato davvero un bellissimo incontro. Episodi come questo, episodi come quello che
03:04abbiamo registrato l'altro ieri a Brescia dove presumibilmente dei giovani si sta ancora
03:12indagando, sono entrati alla scuola Romanino, hanno dato fuoco e ieri è rimasta chiusa e
03:18inagibile. Episodi che abbiamo raccontato e stiamo raccontando sostanzialmente con molta
03:25più incidenza al post pandemia di disagio giovanile e fanno emergere con forza il bisogno
03:34e il tema del disagio emotivo tra i più giovani anche nelle scuole lombarde.
03:40Sì, devo dire che noi su questo come Regione Lombardia, e ne parlavo anche con la professoressa
03:47fino a poco fa, abbiamo proprio voluto investire in un percorso che mettesse al centro lo studente
03:56con tutte le proprie fragilità, ma per far emergere quello che è un disagio diffuso e
04:02soprattutto sempre più sommerso. Con la scuola in ascolto, che è un progetto straordinario
04:08del quale non più tardi di dieci giorni fa abbiamo fatto un po' il punto in questo
04:14anno e mezzo di interventi, abbiamo voluto inserire nelle scuole, siamo partiti dalle
04:20scuole superiori, ma l'intento è quello di allargarlo il più possibile con un investimento
04:27importante, ma è l'investimento che va nella direzione giusta, che è quella dei nostri
04:32ragazzi di aiutarli sempre di più. Siamo riusciti a mettere, ad inserire nelle nostre
04:38scuole centinaia, più di 400 tra pedagogisti e psicologi, ma creando delle reti sul territorio
04:46di supporto e di aiuto. Sono tantissimi gli interventi che abbiamo registrato. Brescia
04:52è testimonianza di tutto questo, il dottore in studio lo potrà testimoniare perché è capofila
04:59di una delle otto reti di scuole che si sono sviluppate attorno al progetto La Scuola
05:07in Ascolto, con una presa in carico importante e ci aiuta ad intercettare, a prevenire e anche
05:15a contrastare quello che è oggi il fenomeno che è in assoluta crescita, ma soprattutto
05:21ci dà la possibilità, la fotografia, di capire dove dobbiamo intervenire, quali sono oggi
05:26i disagi, quali sono le direttrici sulle quali non possiamo girarci dall'altra parte
05:33e dove la scuola ha un compito, una responsabilità importantissima. Dicevo prima con la professoressa,
05:40sottolineava anche lei, il mondo cambia, i nostri ragazzi cambiano, sono bombardati tutti
05:46i giorni da notizie che non sanno riconoscere la differenza tra il vero e il falso e da notizie
05:56anche negative. Noi oggi dobbiamo restituire fiducia ai nostri ragazzi in se stessi e far
06:03capire loro che di noi si possono fidare. Il supporto che abbiamo portato nelle scuole
06:10va proprio in questa direzione. Poi arriveremo a parlare più approfonditamente di scuola in
06:17ascolto e io volevo chiedere al dottor Faletti se episodi estremi come quello che stiamo raccontando
06:23rischiano solo di farci guardare alla punta dell'iceberg e quindi quali sono i campanelli
06:29d'allarme quotidiani che non vanno sottovalutati. Sicuramente questo episodio è una punta dell'iceberg
06:37molto pericolosa, molto particolare. I campanelli d'allarme noi però li vediamo quotidianamente
06:44ma li vedono le famiglie. C'è un distacco di queste generazioni, di questi ragazzi da quella
06:50che è una realtà oggettiva e questo è il primo campanello d'allarme, questo rifugio
06:54continuo in quella iper realtà che non ha risposte, che non dà risposte. Il loro problema è che tutti
07:01questi strumenti digitali, tutta questa socializzazione virtuale in realtà è vuota.
07:07questo è il grosso problema. Quindi in realtà l'iceberg è quello sotto, è proprio una pochezza
07:13di contenuti etici, morali che però i ragazzi cercano. Perché questo è il dato vero che è uscito
07:18anche dalle ricerche che abbiamo fatto. I ragazzi hanno bisogno di contenuti etici che gli diano
07:24un senso, purtroppo nei social non li trovano. Questo è il primo segno importante da seguire.
07:29La Sessore parlava di giovani bombardati di notizie, di informazioni, di tantissime cose che non
07:33riescono anche a gestire, ma sono sempre più giovani che cercano anche confronto e consiglio
07:39online e anche rivolgendosi ai chatbot, all'intelligenza artificiale. Cosa ci dice questo anche del cambiamento
07:48che c'è nel rapporto tra adolescenti e gli adulti di riferimento?
07:53C'è un problema di fiducia. Quando vediamo che i nostri ragazzi si fidano più delle risposte
08:00di un'intelligenza artificiale, che ricordiamo è un algoritmo, che quindi per carità è tanto bello
08:06come strumento, ma è un algoritmo. Non ha un contenuto che è fondamentale, che è quel trust,
08:11quella fiducia che il ragazzo dovrebbe mettere nelle persone sue di riferimento. Diceva bene
08:16l'assessore che oggi i ragazzi sono un po' allo sbando emotivo e questo è il problema più grosso.
08:24L'intelligenza artificiale è uno strumento e i ragazzi in essa ci trovano delle risposte
08:29perché l'intelligenza artificiale costruisce risposte che loro vogliono e questa è la cosa più grave.
08:33Non sono risposte mediate da un'emotività interrazionale. Cioè chi parla con i ragazzi non ha interesse
08:41nei ragazzi, mentre i genitori, la famiglia, i docenti, i professori hanno interesse e questo
08:49è il punto che i ragazzi devono riprendere come elemento di ragionamento. Però tutta questa quantità
08:56di informazioni che arrivano a questi ragazzi, ma voi pensate che mediamente un ragazzo riceve
09:00dai 5 ai 50.000 input quotidiani grazie ai social, ai telefonini, alle televisioni, ai computer
09:08e di questi, facciamo 25.000 input, più dell'80% sono fake, non hanno contenuti, non dicono
09:17niente, sono la foto del pranzo di ieri o del ballettino. Dobbiamo stare molto in guardia
09:26su queste cose, dobbiamo ridare contenuti ai nostri ragazzi. Doviamo ridarceli anche a noi
09:31però.
09:31Anche agli adulti, forse questo è il punto di partenza, ci arriveremo dopo. Le chiedo però
09:35anche quanto incidono i social network, quanto incidono nella ricerca di visibilità e anche
09:43nel bisogno di approvazione, nella costruzione dell'autostima dei giovani in quel momento
09:49che per loro è importantissimo nel percorso di crescita.
09:52E questo è il vero punto, bravissimo, è un'ottima interpretazione. Oggi i social network
09:59che sono il vuoto assoluto emotivo, poi hanno dentro un sacco di contenuti, ma sono
10:04il vuoto assoluto emotivo, oggi contengono un elemento che è deviante, che i giovani interpretano
10:10come un'autostima, che è quello che io chiamo i non-like. Cioè il like è avere 5.000 amici,
10:19avere 5.000 amici che sembra di avere chissà cosa, poi in realtà i ragazzi vanno in crisi
10:26perché quando pubblicano un contenuto, pur avendo 5.000 amici, hanno 50 like. E questi
10:31sono gli elementi gravi che dobbiamo recuperare i ragazzi, dobbiamo fare capire ai ragazzi
10:35dove stanno i contenuti, che poi non è così complicato anche da parte dei genitori. Non
10:42bisogna spaventarsi che sono dentro in questi social, perché non ci vogliono stare i ragazzi,
10:47perché appena riusciamo a dargli un contenuto diverso escono. L'abbiamo visto noi, l'esperienza
10:52che abbiamo fatto grazie all'assessore Tironi è proprio questa. Se diamo contenuto ai ragazzi,
10:57i ragazzi li individuano, li capiscono e li seguono. E il problema quindi è nostro.
11:02Non stiamo dando i contenuti necessari.
11:04Andiamo invece all'assessore, torno da lei, assessore Tironi, per il progetto Scuola in Ascolto
11:10che è nel Bresciano che involge 158 istituti. Quali segnali stanno arrivando dagli sportelli
11:17psicologici attivi nelle scuole? Perché di sportelli psicologici si parla.
11:23Sì, diciamo che il quadro che emerge è quello che è stato detto fino adesso, perché l'incapacità
11:30di stare insieme agli altri, di relazionarsi, che è dovuta soprattutto dall'utilizzo dei
11:37social, ma soprattutto dalla percezione che i social danno ai nostri ragazzi di sentirsi
11:41circondati da tantissimi amici sui quali possono contare, ma poi nei momenti bui e difficili
11:47invece si trovano ad affrontarli da soli. Attacchi di panico, ansia, la gestione delle emozioni
11:54banalmente. Sembra una cosa banale, ma invece è qualcosa che poi alla lunga fa soffrire,
12:00quindi porta anche delle ripercussioni importanti. Anche il metodo di studio e quindi poi l'incapacità
12:09di stare attenti durante il percorso scolastico, anche questo incide tantissimo. Quindi oggi
12:15emerge un quadro di difficoltà vere dei nostri ragazzi, ma quello che sempre e sempre di più
12:23dobbiamo dare a loro è davvero quella percezione di aver fiducia in se stessi, che dalle difficoltà
12:29si può uscire se abbiamo anche il coraggio di essere aiutati. Guardi, ci tengo anche a
12:35raccontare questa cosa. Due anni fa, quando attorno ad un tavolo ci siamo messi insieme
12:43ai dirigenti per pensare ad uno strumento utile per i nostri ragazzi sul tema del disagio
12:48giovanile, l'idea che sembrava banale di mettere a disposizione uno sportello per i ragazzi
12:54sembrava qualcosa di vecchio, di già sentito e già visto. E io stessa dicevo, però, quale
13:01sarà quel ragazzo che busserà alla porta di un sportello psicopedagogico per raccontare
13:09i fatti suoi in una scuola dove oggi anche il tema del bullismo, del cyberbullismo è diventato
13:15un po' la quotidianità. Invece devo dire che il passaparola, il vedere i ragazzi che comunque
13:25c'era chi aveva il coraggio di chiedere aiuto e chi poi dopo una presa in carico stava meglio,
13:31ci ha aiutato tantissimo perché all'inizio abbiamo fatto fatica, sono stati dei mesi dove effettivamente
13:38non avevamo un'utenza così importante, ma poi sdoganato forse anche lo stigma e senso
13:44di vergogna, devo dire che i ragazzi che oggi accedono a questo sportello psicopedagogico
13:50sono tanti. Da una parte vuol dire che anche il cambiamento culturale che è in atto è
13:57un qualcosa di positivo, dall'altra i numeri ci restituiscono una fotografia dove i ragazzi
14:03hanno bisogno di noi, di noi che diamo delle risposte quindi del mondo degli adulti e soprattutto
14:11della famiglia che oggi, dobbiamo anche dirlo, è la componente, la grande assente, la scuola
14:18può fare tanto ma non può fare tutto. Lo sportello va anche nella direzione di dare
14:23un aiuto alle famiglie e anche al personale docente perché tutti insieme abbiamo una responsabilità
14:30che dobbiamo condividere se al centro mettiamo come obiettivo missione il far star bene i
14:37nostri ragazzi che oggi sono i nostri studenti ma domani saranno i nostri cittadini attivi
14:42sul territorio.
14:43Dottor Faletti, l'assessore ha parlato di bullismo, di cyberbullismo, torniamo anche al tema della
14:48violenza giovanile. Le chiedo se questi fenomeni sono davvero in aumento o è cambiato il modo in
14:55in cui vengono raccontati e condivisi. Parlando di condivisione pensiamo al filmato dell'accoltellamento
15:04della professoressa Mocchi che ha fatto il giro del web.
15:09Tutte e due le cose, cioè c'è un modo diverso di raccontarle e c'è un modo perverso di
15:15raccontarle
15:16perché vengono, come in questo caso, vengono ripresi come un atto di eroismo all'interno
15:25del contesto gruppo ragazzi. E poi però ricordiamo che c'è un grande sommerso nel bullismo e
15:31cyberbullismo perché quello che noi vediamo, il fenomeno che noi vediamo, quindi quel 30%
15:36di dichiarato teniamo conto che in realtà sottende a un 70% di effettivo. Quindi noi abbiamo
15:42almeno 7 ragazzi su 10 che hanno subito nella loro vita scolastica un atto di bullismo, di
15:49cyberbullismo. Quindi in realtà è più un modo relazionale quasi ormai che si instaura.
15:54Poi certo, certo, gli strumenti di oggi lo rendono in alcuni casi anche un elemento di visibilità
16:02e attenzione i ragazzi sulla visibilità stanno facendo proprio un'escalation molto forte,
16:09questo senso di doversi mettere in mostra per essere qualcuno ci fa capire che hanno una mancanza
16:16di senso e questo è grave, questo dobbiamo colmarlo subito, il prima possibile e la famiglia,
16:22come diceva l'assessore, è il punto cardine. Noi negli ultimi anni abbiamo perso il ruolo
16:26della famiglia per tanti motivi che adesso non abbiamo il tempo per vederli tutti, ma sicuramente
16:33uno c'è la paura della famiglia di affrontare un problema con questi giovani, perché a volte
16:40sono molto preparati questi ragazzi, questi ragazzi sono molto intelligenti e questo è la loro grande
16:46virtù e a volte il loro grande difetto, la troppa intelligenza a volte fa chiudere in se stessi in maniera
16:51troppo forte, troppo evidente.
16:55Ma se manca la famiglia in questo momento, le chiedo come si può costruire un'alleanza
17:01tra scuola e territorio per intercettare prima i segnali di fragilità, perché in quello
17:08che è diciamo una trilogia manca però uno dei punti cardine che è quella della famiglia.
17:15Assolutamente sì, lei ha perfettamente ragione, lo diceva anche l'assessore. La famiglia è
17:20uno snodo fondamentale e il vero interessato a tutto quello che stiamo dicendo, che stiamo
17:27facendo è la famiglia, perché il bene ultimo è il ragazzo che cresce in maniera gioiosa
17:33e felice, perché questo è l'obiettivo. Lo sportello in ascolto, ecco una cosa che sta
17:38facendo, l'assessore lo citava giustamente, ha avuto un grande pregio, cioè ha avuto un ruolo
17:44di prossimità. Lo sportello in ascolto non ha aspettato che i ragazzi venissero a bussare
17:49alla porta, è andato nei luoghi dei ragazzi, infatti è inserito e incardinato nella scuola.
17:55Le faccio un esempio banale per rispondere. Noi abbiamo creato, grazie all'assessore, quindi
18:00con una grande intuizione da parte sua, noi abbiamo creato quella che abbiamo chiamato
18:04la stanza della tranquillità, cioè abbiamo inserito all'interno della scuola una stanza
18:09dove il ragazzo che è agitato può andare lì a riposarsi, a tranquillizzarsi e la
18:14famiglia è un corollario in questo momento, ma deve diventare un cardine importante.
18:20Riuscire a riavvicinare la famiglia ai loro ragazzi? Ma io ritengo che questa sia una cosa
18:24che tutte le famiglie devono avere come obiettivo prioritario. In questo momento si sono un po'
18:28persi, hanno paura perché i problemi di questi ragazzi escono dalle loro competenze.
18:34Non fa niente, c'è la regione, ci sono i pedagogisti e i psicologi che l'assessore ha copiosamente
18:41messo nelle scuole, sfruttiamo questo momento, recuperiamo il ruolo della famiglia.
18:46Siamo in conclusione, assessore, ancora una domanda per lei di fronte ai segnali di fragilità
18:51che emergono sempre più spesso, abbiamo capito, tra i giovani che si cerca anche di intercettare.
18:58Le chiedo quale diventa oggi la priorità educativa su cui voi, le istituzioni, noi, la comunità
19:06dobbiamo investire con maggiore urgenza?
19:10Questo è il mio primo pilastro nel quale credo tantissimo e dove continuerò ad investire.
19:18Siamo partiti con un progetto della Scuola in Ascolto due anni fa, oggi abbiamo appostato
19:26su questo molte più risorse e io continuerò a farlo perché se non partiamo dalla base,
19:31e la base per me è far star bene i nostri ragazzi, i nostri giovani e questa è anche
19:38un'azione di prevenzione, arrivare prima che poi succedano dei fatti gravi dove la presa
19:44in carico diventa più difficile, dover raggiungere l'obiettivo di restituire a questi ragazzi
19:50una serenità e un'iniezione di fiducia nei loro confronti poi diventa quasi impossibile.
19:56Ecco, per me questo sarà il primo pilastro sul quale io continuerò assolutamente ad investire
20:03perché ci credo e credo che grazie a questo progetto siamo davvero sulla strada giusta.
20:09Voglio ringraziare, mi permetta di farlo, tutti i professionisti che davvero operano all'interno
20:16delle nostre scuole e anche tutti i docenti perché la professoressa Chiara oggi, ma purtroppo
20:24l'anno scorso è stata un'altra professoressa, loro sono l'esempio davvero di quella missione
20:30educativa che noi nelle scuole dobbiamo sempre più sostenere, però dobbiamo dargli gli strumenti.
20:38Ecco, il nostro fare, la nostra responsabilità va in questa direzione.
20:43Grazie a Simona Tironi, assessore regionale di istruzione, formazione e lavoro, grazie anche
20:47al dottor Corrado Faletti, pedagogista, per essere stati con noi questa sera.
20:52Un piacere.
20:52E grazie anche a voi che ci avete seguito da casa.
20:56Noi ci fermiamo qui, non l'informazione di Teletutto che come sempre torna tra pochi
21:00minuti nel nostro telegiornale, questa sera ad aspettarvi ci sarà Jacopo Bianchi.
21:04Da parte mia l'augurio di un buon proseguimento di serata, sempre con Teletutto.
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