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  • 1 settimana fa
Il Re 2: intervista a Giuseppe Gagliardi, Alessandro Fabbri, Peppe Fiore
Trascrizione
00:04il re seconda stagione io continuo a credere che la vostra sia una serie western non so
00:11se ritrovate questa definizione è stato è stato divertente leggerlo per la prima stagione non
00:20ce ne eravamo accorti in realtà nel senso che naturalmente questo ambiente del san michele
00:25ci ha ha influenzato anche un po lo stile per cui tipo ci sono ci sono sempre due fazioni no
00:32nella
00:33prima stagione era il caso di bruno che doveva relazionarsi alla comunità islamica e quindi
00:40scovare il radicalizzatore all'interno di essa e in qualche modo c'erano c'era già una come dire
00:48un'impostazione da da duello no e per il resto è una suggestione che in cui ci siamo riconosciuti
00:58dal punto di vista narrativo anche c'è la frontiera si è ma è una zona di frontiera dell'anima
01:09il carcere
01:10ed è teatro di sfide e conflitti senza mezzi termini no sono al limite quindi questo forse del western
01:22condivide il nostro il nostro racconto certe certi momenti di di quel tipo di intensità sì c'è anche la
01:32una un dispositivo proprio di narrativo che forse ha a che fare che ha a che fare cioè che è
01:38simile che
01:38in comune con il western c'è l'idea di portare l'ordine nel caos no bruno è sempre stato
01:44questo
01:44cioè sempre stato un organizzatore un ordinatore di un mondo caotico e del popolato è attraversato da
01:52energie difficili da difficili da imbrigliare lui quello che ha sempre fatto in testa michele voglio
02:00creare l'ordine così come direi cowboy no cercano cercano l'ordine di cercare di confronti di
02:08fronteggiare il caos che arriva da dal di là della frontiera no dagli indiani cosa sono cioè sono le
02:13forze del del disordine che cercano di invaderci che cercano di di inglobarci ecco quello che bruno
02:20ha sempre fatto è cercare di dare ordine al caos quello che non gli riesce questa seconda stagione
02:25è esattamente questo cioè sembra che appunto il caos forse più oscure più grande di lui che
02:30siano i servizi segreti che siano appunto i poteri altri che cercano di san michele e rischiano di
02:37divorarlo ordine caos la prima stagione era quasi fuori dal tempo fuori dalla geografia mentre qui
02:44credo che sia il tempo i temi di temi sono molto attuali appunto questa cosa del caos no il sistema
02:51è caos viene detto nel primo episodio è la situazione contemporanea che viviamo non so se ritrovate questa
02:57cosa ma senz'altro ci ha influenzato forse anche involontariamente in modo spontaneo naturale il clima
03:08che tutti stiamo respirando di questi tempi purtroppo non è un'epoca di fine delle certezze delle sicurezze
03:17ciò che credevamo saldo non lo è fragile e a livello proprio emotivo è una delle caratteristiche del nostro racconto
03:28e la narrazione che si fa un po' di taglio ovviamente dell'italia di quelle che sono le poste in
03:35gioco di questa seconda stagione è un frutto di questo sentire nostro senz'altro.
03:41si è come se ci fosse un inquietudine un inquietudine che stiamo vivendo con la situazione anche geopolitica che si
03:50sta modificando in qualche modo l'inquietudine e l'ambiguità dei personaggi voleva proprio dire questo raccontare questo il momento
04:00che stiamo vivendo
04:03si no poi ovviamente non sono meccanismi consapevoli nel senso noi quello che facciamo è la nostra posizione deve essere
04:10sempre quella di
04:10la nostra intenzione deve essere quella di costruire dei racconti efficaci e come diceva sempre Ale scrivere degli esseri umani
04:18e non delle figurine
04:19però inevitabilmente appunto uno scrittore, un regista vive nel suo tempo e appunto se c'è un sentimento di paura
04:29che permea la vita collettiva inevitabilmente sgocciola anche dentro il lavoro che facciamo.

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