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  • 1 giorno fa
«Nella mia città troppe piante e dosi». Parte da questo gioco di parole sul cognome del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi la canzone di Michele Lancione, rapper e docente del Politecnico di Torino vicino all’area di Askatasuna. Il brano attacca le politiche sulla sicurezza, descritte come strumenti di controllo e repressione contro migranti, movimenti sociali e periferie. Tra riferimenti ai CPR, al carcere e alla militarizzazione di Torino, il testo alterna immagini dure e slogan antifascisti: «La canna ti manda in galera ma la canna è già pronta puntata alla tua schiena». (Mattia Aimola)

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Trascrizione
00:10Nella mia città troppe piante e dosi
00:13Le prime grandi ombre lunghe dritte come faci
00:15Le seconde lacci chiusi stretti come faci
00:18Piante e dose regolare tutti i nostri passi
00:21Nella mia città troppe piante e dosi
00:23Le prime grandi ombre lunghe dritte come faci
00:26Le seconde lacci chiusi stretti come faci
00:29Piante e dose regolare tutti i nostri passi
00:32Nella mia città che vogliono sicura
00:34Nella mia città hanno tolto la sicura
00:37Nella mia città la canna ti manda in galera
00:39Ma la canna è già pronta puntata alla tua schiena
00:42Senza documenti e lui ti ha sniffato
00:45T'ha visto da lontano con l'occhio eccitato
00:47Braccato solo al posto di blocco fermato
00:50Trattenuto per la pelle e dalla pelle arrestato
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