00:11Buonasera signor Trammell, non c'è un'anima in giro per via della festa del lavoro, per questo devi stare
00:18più vigile.
00:18La tua prima opera prima ti sei affidato, nonostante tu sia un autore esordiente, a differenza di tanti autori italiani,
00:28a una sceneggiatura scritta da altre persone. È un grande atto di fiducia, mi chiedevo quanta libertà hai avuto e
00:36soprattutto cosa ti ha convinto ad accettare questa sfida?
00:42Riccardo Medi che ha prodotto il film, un giorno mi ha chiamato, ci conosciamo già da tempo, mi ha detto
00:46leggi questa sceneggiatura, vedi che te ne sembra se ti va di farla.
00:51Io l'ho letta e l'ho trovata subito a Vincente, la prima cosa è quella, l'idea è vincente,
00:57la struttura funziona, quindi ho detto facciamolo, perché no?
01:03Emotivamente era pure vicino alle mie corde, la struttura da thriller è una struttura che io amo molto, sul fatto
01:13di fare dei film da regista con sceneggiature scritte da altri, se sono delle belle sceneggiature, delle belle storie, ne
01:20venissero a centinaia,
01:21perché io proprio amo raccontare delle storie che mi piacciono, storie che mi piacerebbe vedere al cinema, mi piace dirigerle,
01:29quindi se si presenta un copione interessante è molto stimolante per un regista.
01:35In America avviene quasi giornalmente, in Italia un po' meno, però credo che sia, se la sceneggiatura è forte e
01:45ci trovi da regista delle cose importanti che puoi tirare fuori, è molto stimolante e molto bello.
01:52Tu cosa ci hai trovato e quale è stata la tua libertà di movimento su questa sceneggiatura?
01:58Ma io quello che ci ho trovato è il tema di fondo che sta nel film, c'è un dramma
02:03dietro, è il fatto che comunque fosse un confronto scontro fra due personaggi che hanno due vite complementi opposte,
02:12un uomo miliardario famosissimo, abituato a comprare tutto col denaro, una donna che cerca giustizia all'interno di questo ascensore,
02:21quindi queste due realtà che si scontrano.
02:23E ci sono molti capovolgimenti di fronte, spesso il film switcha da un lato all'altro per cui non sai
02:29se questa donna è pazza, se questa donna ha ragione, se lui è vittima, se lui invece è colpevole.
02:36Allora questo ingarbugliamento che in qualche modo stava nella sceneggiatura per me era molto bello da raccontare cinematograficamente,
02:46per cui ci ho trovato delle note molto vicine al mio modo di sentire e di fare cinema.
02:53È un thriller psicologico e anche una storia di vendetta, un revenge movie classico,
03:00e c'è anche poi il dramma intimo di questa donna, visto che poi si parla anche di traffico di
03:05organi, ma non svegliamo di più.
03:08Cosa ci avete messo di vostro da regista e da attrice in questi tre filoni?
03:17Ma io dal punto di vista registrico quello che volevo era mantenere la credibilità di tutto quello che stava accadendo
03:25lì dentro.
03:27Nel film ovviamente in generale si fanno delle forzature, altrimenti non andremo al cinema, ma staremmo davanti alla tv a
03:33guardare dei giornali che raccontano la realtà.
03:35Quindi il cinema si può permettere in qualche modo delle licenze.
03:40E questo film in qualche modo mi dava l'opportunità di catturare le emozioni dei personaggi e seguire i loro
03:48percorsi.
03:50Il film abbiamo cercato di girarlo cronologicamente come era scritto, proprio per dare anche agli attori la possibilità di far
03:58crescere
03:58e non trovarsi a girare l'ultima scena il primo giorno, per cui rischi anche di entrare un attimo male.
04:04Quindi sono stato molto a servizio degli attori, perché era un film molto difficile, tutto deve essere molto equilibrato e
04:12misurato,
04:13perché basta sbagliare poco e mandi tutto per aria.
04:17Caroline, tu come, proprio a proposito di emozione del personaggio, lavorare sempre in questo ambiente claustrofobico,
04:26sempre in quest'unità di tempo, luogo, azione, come è stato? Qual è stata la chiave di volta per poter
04:34dare vita a questa donna?
04:38Boh, chiave, sì, la ricerca sempre, ma anche un bel copione.
04:43E la ripetizione, invece, noi siamo stati a tavola per due o tre giorni, parlando, parlando anche,
04:52non sono sicura con questo pezzo, eccetera, eccetera, anche per trovare la catena degli eventi.
05:00che cosa è successo indietro, per tutte e due, invece, lui e lei, che noi vediamo un po' in flashback.
05:13Sì.
05:14Invece, questi due flashback sono molto importanti, secondo me, perché apre un po' la storia,
05:21anche da un senso di che cosa è successo.
05:24ma anche, Massimo ha detto, per fare proprio dall'inizio al fine, quasi in real time,
05:37era fantastico, una grande opportunità e anche una sfida per gli attori.
05:42e Massimo era molto rispetto enorme di lasciare anche noi, ogni tanto, di fare e di trovare che cosa noi
05:56possiamo trovare,
06:00senza mettendo un mano troppo duro, ma anche lui aveva sempre un senso che cosa lui voleva fare,
06:09soprattutto nel schermo, dal punto di vista di dove va, la macchina di appresa, eccetera,
06:15e questo anche era una cosa fantastica, abbiamo lavorato insieme, molto insieme, molto...
06:21Cosa ti piace di più di questa donna?
06:25Cosa piace di più? Wow!
06:29Lei ha un senso d'umore, anche.
06:31Sì.
06:32Era importante anche trovare un po' di ironia con lei, un po' di allegra, ogni tanto, anche perché sennò è
06:43un po' intenso.
06:44Sì, lei ha un senso d'umore, è molto complessa, è molto...
06:52Volevo trovare una donna proprio che c'è tutto dentro e anche al fine,
07:02è interessante, guardando ieri, mi sentivo molto so sad, triste per lei, molto triste.
07:13Sì, non ho provato a fare una donna reale.
07:18È molto sad.
07:19Tre di.
07:22È una donna molto sadica e come hai detto tu ci sono anche dei momenti di ironia.
07:27Quest'ironia era già presente in sceneggiatura o in qualche modo l'ha insentata?
07:32Sì, sì, era già in sceneggiatura, anche lei ha scelto un gioco con lui, un tipo di quiz,
07:40che forse anche serve lei se lei decide di uscire, perché secondo me non era convinta all'inizio che farà.
07:49Ma piano piano, perché lui non entra invece nel gioco, lei decide di continuare.
07:55E finalmente fra loro è qualcosa di più intimo e lei deve continuare, you know, la catena.
08:07E invece come avete superato le difficoltà di lavorare in un ambiente claustrofobico alla fine, no?
08:13Di lavorare sempre tra queste quattro pareti, anche a livello tecnico.
08:17Che espedienti ci sono stati sia per te che per Massimo?
08:22Sì, è difficile, ma anche se hai una struttura, anche può aiutare, you know, è un po' come una poesia,
08:33you know, if you write, you know, a piece of poetry, è meglio di avere, you know, quattordici righe per
08:40un sonno,
08:40che basta.
08:41Ok.
08:42So può concentrare proprio il mente, ok?
08:46Ma l'ascensore stava dentro Cinecittà, quindi loro giravano, poi appena andavano in pausa
08:50uscivano subito fuori per respirare un attimo.
08:54Però diciamo che l'ascensore aveva pareti smontabili e questo ha permesso di dare al film una certa fluidità
09:00anche dal punto di vista del racconto.
09:02Quindi anche con dei carrelli, dei movimenti, dei cambi macchine, delle ottiche che aiutavano il racconto.
09:09Hai avuto dei riferimenti cinematografici?
09:13Ma in modo particolare no.
09:15Ho guardato tanti film, comunque ambientati in ascensore, ma anche in ambienti stretti.
09:20Mi sono riguardato per la quarta volta Panic Room.
09:23Ho rivisto dei film che comunque trattavano argomenti dove si stava chiusi dentro o una stanza,
09:29o comunque anche Bari è tutto in una cassa.
09:33Ho rivisto La morte e la fanciulla che forse è il film che in qualche modo si avvicina un po'
09:39di più a questo
09:41e quello si svolge in un appartamento in realtà.
09:45Per cui l'ascensore è fondamentale in questo senso per tanti motivi.
09:50E tu invece in qualche modo ti sei ispirata a queste, a delle donne cinematografiche vendicative.
09:57Non so, io penso a Kill Bill o anche a dei film con protagoniste, film coreani.
10:06Sì, sì, è questo genere anche che mi piace.
10:10Una donna un po' misteriosa che arriva e poi lei ha le sue direzioni e chissà dove va.
10:21Invece New York è stata la prima scelta o avevate anche immaginato,
10:28avevate preso in considerazione altre ambientazioni, anche italiane?
10:32Ti sei mai chiesto come sarebbe stato il film se aveste scelto, non so, Milano, Roma?
10:40Allora, la sceneggiatura era già ambientata a New York, quindi leggendola non ho mai pensato
10:46che il film si potesse svolgere in un'altra città, soprattutto italiana.
10:51Non ho nulla contro l'Italia, per carità, però la tematica del film e l'impostazione proprio dello script,
10:59più andai avanti nella lettura più ti rendevi conto che New York ha un fascino molto importante
11:07e quindi si prestava perfettamente.
11:09Inventarlo in Italia sarebbe stato un po' un rischio, ecco, un rischio.
11:17Ok. L'ascensore rappresenta comunque una metafora, è un luogo di espiazione, no?
11:24Sì, l'ascensore è tutto, l'ascensore va giù, va su, si blocca, si accende le luci d'emergenza, suona
11:32l'allarme,
11:33è un luogo di incontri, incontri gente conosciuta, gente sconosciuta,
11:37a volte evita l'ascensore quando c'è il vicino che non ti è simpatico.
11:40E in questo caso diventa in real time quasi un confessionale, no?
11:46Dove i due protagonisti si incontrano e il pubblico è quasi come se fosse una giuria popolare
11:51che sta assistendo a quello che accade.
11:53Si fa un'idea sentendo i due protagonisti parlare e spesso questa idea è confusa
11:58perché non si sa di due ragioni.
12:00E il vostro rapporto con gli ascensori?
12:03Io continuo a prenderlo.
12:08Perché?
12:11Questo è il mio gioco e decido io le regole.
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