00:07Santiago del Cile, 1973. Mario è un uomo solo, triste, consumato da un lavoro straniante
00:13e ripetitivo presso l'obitorio come redattore di relazioni autoptiche e medico-legali. Nei
00:18giorni che precedono il colpo di Stato e la strage di civili che ne seguirà , Mario trova
00:23la forza di dichiararsi alla sua vicina di casa Nancy, una depressa ballerina di Can Can
00:27che sembra ricambiare il suo interesse. Sarà proprio la loro ambigua relazione, sullo
00:32sfondo di un paese in subuglio per l'imminente colpo di Stato militare nei confronti del governo
00:37di Allende, a far capire a Mario il vero significato della sofferenza e del tradimento, quello di
00:42ideali e quello dei sentimenti. Dopo il meritato successo del suo film d'esordio
00:52Tony Manero, premiato in moltissimi festivali internazionali, il 34enne regista cileno Pablo
00:57LarraÃn, torna a parlare del suo paese nell'ostruggente Post Mortem, un film altamente
01:03drammatico che racconta uno dei momenti più bui della storia del Cile attraverso lo sguardo
01:07smarrito e spento del protagonista, una sorta di funzionario della morte come lui stesso
01:12ama definirsi. Sovrapponendo tre differenti registri cinematografici, quello testimoniale,
01:18storico e narrativo, LarraÃn riesce con crudele realismo a mettere in scena la catarsi
01:23di un uomo inutile e al contempo quella di un popolo, ma soprattutto la sua catarsi
01:27interiore. Svisceranno in questo racconto tutto quello che durante la sua vita ha sentito,
01:32letto, visto in televisione e immaginato sul momento forse più importante della storia
01:37del suo paese. Con uno stile minimalista fatto di pochi dialoghi, di colori freddi, di lunghi
01:42silenzi e stranianti inquadrature a camera fissa su cadaveri accatastati, LarraÃn conduce
01:47lo spettatore in un tunnel cupo e asfissiante, restituendo attraverso dettagli, scenografie,
01:53costumi essenziali e numerosi momenti ansiogeni, l'incubo di un paese immerso nella solitudine,
01:59alienato e straziato dall'interno.
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