00:05Il cinema di Susan Beer è ben lungi dell'essere pacificato, ce lo dimostra il suo ultimo lavoro,
00:10il duro In A Better World, incentrato sull'universo infantile, sull'amicizia e sui legami familiari.
00:16Prodotto della tollerante cultura scandinava è Anton, medico missionario che opera in
00:20Africa impegnato a salvare le vite di pazienti massacrati dalla guerra civile e a tenere insieme
00:25i pezzi di quella che un tempo era la sua famiglia.
00:36L'uomo tenta di inculcare l'etica del perdono nel figlio preso di mira dai bulletti della
00:41scuola, finché quest'ultimo non stringe amicizia con l'ombroso Christian, che ha da poco perso
00:45la madre malata di cancro. Susan Beer non ha paura di costruire un film a tesi, cercando
00:50di dimostrare come la violenza primigenia e selvaggia del terzo mondo e quella strisciante
00:55ma altrettanto brutale della civilissima Europa, non siano poi così diverse.
01:03Susan Beer è sintonizzata sulla propria cultura e colpisce duro nel momento in cui dipinge
01:08una società apparentemente evoluta all'interno della quale si annidano insospettabili mine
01:13vaganti, come l'arrozo genitore che si scontra con Anton nel parco giochi. La Beer è abilissima
01:19a costruire un film in cui la tensione parossistica serpeggia fin dalle prime scene, usando come
01:23fulcro proprio il personaggio di Christian, ma il suo cinema così duro e viscerale non
01:28potrebbe fare a meno di un cast capace di affidarsi interamente alla direzione della regista,
01:33esprimendo l'incredibile gamma di emozioni richieste. Anche stavolta Susan Beer si dimostra
01:39capace di colpire diritto al cuore.
01:44In un mondo migliore, dal 10 dicembre al cinema.
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