00:13Edizione straordinaria domenicale del Corriere della Basilicata
00:18Salvatore, figlio di una famiglia contadina della Basilicata nel piano del boom, vive i suoi sogni attraverso le immagini proiettate
00:24su uno schermo
00:25e appena può, corre per raggiungere lo scalcinato cinema del paese vicino, dove si nutre di film di maciste e
00:31scrocca persino la visione di Anita Eckberg nella nota scena della fontana della dolce vita.
00:36Ma il piccolo vuole di più, vuole scegliere i suoi film e proiettarseli da solo.
00:40Così Salvatore ruba un bel gruzzolo di soldi dalla locale sezione del Partito Comunista per comprare un proiettore.
00:47Confessato il furto, il padre gliela farà pagare duramente, scegliendo per lui l'istituzione repressiva e borghese per eccellenza, il
00:53riformatorio.
00:55I modelli di questo Un giorno della vita, esordio nel longometraggio della regista di documentari e spot Giuseppe Papasso, sono
01:01ben evidenti.
01:02C'è senz'altro un debito con i 400 colpi di François Truffaut, c'è lo scontato riferimento a un
01:07nuovo cinema paradiso di Giuseppe Tornatore
01:09e a Echi dell'antropologia di provincia di Don Camillo e Peppone.
01:12La regia bandisce sapientemente ogni enfasi del racconto della vicenda e narra la storia dal punto di vista del protagonista
01:19e il coraggio mostrato dal regista nel proporre un finale che spezza la sostanziale sobrietà del resto del racconto
01:24facendo finalmente trapelare l'emozione laddove questa era necessaria, è sicuramente un merito non da poco.
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