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00:05Un'Europa, un mercato. Facciamo il punto sulle prospettive europee dopo settimane di incontri,
00:12confronti politici su autonomia strategica, deterrenza e competizione globale. Dunque a
00:18marzo il Consiglio dell'Unione Europea dovrà lanciare un piano d'azione. Sarà quello il
00:23primo banco di prova per un'Unione rafforzata? È un grande piacere e un onore avere con noi
00:29Luca Jaillet, già Presidente e membro del Comitato Economico e Sociale Europeo di Bruxelles.
00:35Grazie per essere con noi, ben trovato. Grazie Marina e buonasera a tutti gli ascoltatori.
00:41Grazie Dottor Jaillet. Allora siamo nel pieno del semestre europeo che è il principale
00:45meccanismo di coordinamento delle politiche dei Paesi dell'Unione. Quindi a Bruxelles lei
00:51sostiene che il tempo delle mezze misure è finito. Sostanzialmente che cosa significa in
00:57termini politici? Significa prendere atto che il semestre europeo attuale ha due caratteristiche
01:04fondamentali. Il primo già in opera. Noi siamo nel quadro di un nuovo quadro di coordinamento
01:14fiscale europeo dopo la riforma del patto di stabilità che comporta l'adozione di piani
01:21strutturale di bilancio da 4-7 anni. Quindi siamo in un altro quadro. Il secondo è che
01:26questo semestre e le prossime raccomandazioni di primavera per Paese saranno il ponte verso
01:32il futuro bilancio europeo. Quindi il semestre deve passare da essere uno strumento tecnico
01:39di coordinamento e sorveglianza dei bilanci ad una vera cabina di regia della sicurezza
01:44economica europea. Non basta più coordinare i bilanci, dobbiamo fare uno strumento di
01:50lavoro comune e di mobilitazione di investimenti pubblici e privati per fare quello che va fatto
01:56su scala europea.
01:58Sul piano politico, intanto dall'ultimo vertice informale che si è tenuto il 12 febbraio,
02:04è sembrata emergere una convergenza tattica, una convergenza apparente tra i leader europei,
02:11mista appunto a tatticismi profondi. Qual è oggi secondo lei la vera faglia geopolitica
02:19dentro l'Europa? Parigi contro Berlino oppure Roma che ridefinisce il baricentro dell'Unione?
02:28Queste sono come sempre le grandi semplificazioni che amiamo a fare nel dibattito giornalistico.
02:33È vero che c'è stato un documento originato dai governi di Berlino e di Roma che ha approvato
02:41anche l'adesione di molti governi conservatori del centro-nord Europa e un allineamento del
02:50presidente von der Leyen, ma è anche vero che se io dovesse individuare le due faglie
02:56di oggi sono la prima, la faglia vera tra la percezione ormai assodata da parte di
03:04leader che siamo in un cambio di fase e bisogna fare rapidamente cose nuove e poi il timore
03:10di farle, che poi la faglia più profonda, che è la vera faglia anche di quest'ultimo
03:16vertice, che tra chi vuole in Europa capace di investire insieme e di fare un salto in
03:22settori sui quali finora si è rinviato e chi invece vuole tornare, traccheggiando, facendo
03:29un po' di melina, ad una somma di politiche nazionali dove alla fine vincono i patti tra
03:35i singoli paesi. Questa direi che è la vera faglia che non è stata messa così evidentemente
03:42sul tavolo del vertice per rappresentare una certa unità, ma insomma è emersa in modo
03:48abbastanza chiaro.
03:49Quindi lei non ne fa una questione di paesi, di singoli paesi o di assi?
03:56Guardi, io gli assi li amo molto poco, anche perché dovremmo ricordarci che alcuni assi
04:03sono finiti molto male nella storia del nostro continente e poi oggi insomma, mentre si definiva
04:10cosiddette asse italo-tedesco, che hanno molte affinità su materie importanti, pensiamo
04:16all'alleanza sul Mercosur, ma anche all'alleanza sul parcheggio del Green Deal, ci sono subito
04:23divisi sulla proposta degli eurobondi, in cui la Meloni non ha sconfessato mezzo, ma
04:28certo non potrebbe essere d'accordo sul NIE di mezzo.
04:31Diciamo che si sono fatti spalla a vicenda, ma su questo tema dei rapporti tra Italia e
04:36Germania volevo farle una domanda un pochino più mirata, perché il governo Meloni ha investito
04:43molto negli ultimi mesi per costruire un motore italo-tedesco su competitività, deregulation,
04:52energia, dal punto di vista economico è considerato comunque un alleato vincente per l'Italia.
05:00Lei dove vede quindi il rischio politico?
05:03Il rischio politico ha due elementi. Intanto bene che ci sia un dialogo così serratto e di
05:12cooperazione così stretta. La Germania, così come con la Francia, speriamo nel prossimo
05:17vertice di Tolosa che questo venga rilanciato, perché c'è anche un accordo molto stretto
05:22con la Francia e queste cose sono necessarie. I nodi sono sostanzialmente due. Il primo è
05:28che lo sbilanciamento anche semplicemente della capacità fiscale tra i due paesi è
05:34assolutamente enorme. La Germania spinge per un ulteriore allentamento del regime degli
05:41aiuti di Stato che favoriscono il paese e la capacità fiscale. L'Italia di un alleggerimento
05:47del regime degli aiuti di Stato non se ne fa assolutamente nulla perché non ha capacità
05:52fiscale. Quindi sì, potrà beneficiare in via indiretta una crescita parziale del mercato
05:58tedesco per le proprie imprese che esportano in Germania, ma gli ultimi dati ci dicono che
06:03il commercio inter-europeo si sta riducendo, non sta aumentando. La seconda vera questione
06:10è che la portata della sfida in corso è quella di fare giocare, anche se magari in
06:15maniera differenziata, come sempre abbiamo fatto nella storia europea, un'area di 450 milioni
06:22di persone, di 27 paesi. Questo è il blocco che può fare la differenza oggi nel mondo.
06:28Il fatto di far prevalere un asse contro altri assi, invece di far prevalere dei motori convergenti
06:35anche a cerchi concentrici, può portarci più che a un motore ad un freno potentissimo.
06:41Più che l'asse si parla di un'alleanza tra solidi partner commerciali dal punto di vista
06:49economico, quindi questo è comunque un po' il punto. Quindi lei comunque non vede di
06:56buon occhio un asse dal punto di vista politico?
07:00Guardi, i governi sono sempre parlati, ora parlare dell'asse italo-tedesco che sostituisce
07:07quello franco-tedesco, a me sembrano guardando l'Europa come è stato nel passato, in cui
07:13c'è sempre stato un motore franco-tedesco con un gioco abilissimo italiano, di farne
07:18parte mediando spesso tra gli interessi contrapposti dei due paesi, quindi aiutando a costruire
07:23soluzioni comuni. Il valore aggiunto dell'Italia è stato quello di far prevalere in quell'asse,
07:28giocando alla mediazione, il valore comune europeo, quindi di far crescere l'insieme, di portare
07:34l'asse franco-tedesco su una prospettiva europea. Ora, tuttare a mare questa prospettiva
07:40non tenendo conto che l'Europa ha anche altri poli di attrazione e di movimento e ci servono
07:46tutti insieme di fronte alle sfide che abbiamo, potrebbe non essere la scelta migliore.
07:52Certo, però cerchiamo di inquadrare questo discorso anche nell'ambito di quello a cui
07:57ha fatto riferimento la Presidente von der Leyen sulla cooperazione rafforzata. Prima però
08:02di arrivare a questo punto, vorrei chiederle, le banche centrali stanno assumendo un ruolo
08:07più politico che mai, la BCE spinge per misure progressiste draghiane, la Bundesbank, la banca
08:13centrale tedesca dice che servono titoli europei comuni, quindi chi detta la linea più europeista
08:21da oggi? I banchieri centrali o i governi?
08:25Io saluto con grande piacere questa progressiva svolta che non nasce oggi delle banche centrali.
08:33Vorrei ricordare con un sorriso che noi dobbiamo la forza di rompente del rinascimento che ci ha
08:39fatto uscire dal medioevo e entrare nell'Europa moderna tra i grandi attori, le banche, i mercanti
08:44e i monaci. Quindi se oggi i banchieri, non solo delle banche centrali, ma anche delle
08:49banche private e le autorità monetarie spingono con un'analisi di grande realismo e proposte
08:56di maggiore integrazione, io lo vedo positivamente. Dopodiché resta un fatto che le banche o anche
09:03i grandi gruppi bancari privati possono intravedere i rischi sistemici e le soluzioni urgenti e
09:09necessarie dal punto di vista strutturale, non solo strumentale, ma poi tocca alla politica
09:15fare le scelte fondamentali. Soprattutto perché oggi siamo in una fase ancora diversa da quella
09:22del whatever it takes di Mario Draghi con il benestare di Berlino che entrò nell'acquisto
09:29sui mercati secondari dei titoli di Stato pubblici e salvo l'euro. Siamo in un cambiamento
09:34strutturale che richiede salti strutturali in mettere insieme sovranità in materie che
09:41finora sono state di strettissima competenza nazionale. Penso alle telecom, penso all'energia,
09:48penso al mercato del gas, del prezzo del mercato del gas, penso alla difesa e penso al mercato
09:54dei capitali.
09:55Assolutamente, questi sono i pilastri del piano d'azione che dovrebbe essere lanciato formalmente
10:02il 19-20 marzo, quindi in occasione del prossimo Consiglio europeo. Dottor Jaillet,
10:08One Europe, One Market è diventato adesso lo slogan ufficiale adottato dal Presidente
10:15von der Leyen e dal Presidente Costa dopo il vertice del 12 febbraio. Quindi hanno adottato
10:20questo slogan che fa da cornice per quelle che sono le prospettive dell'Unione europea.
10:29La scadenza per completare il mercato unico è fissata per la fine del 2027. Oggi l'Europa
10:37però ha due talloni d'achille, gli investimenti e l'implementazione. Verranno superati attraverso
10:44la cooperazione rafforzata?
10:48Intanto bisogna fare un piccolissimo ricordo nello spazio di un'intervista che la cooperazione
10:54rafforzata non sono niente di nuovo. Se noi guardiamo la storia dell'integrazione europea
10:59è tutta basata su alcuni che partono e altri che si aggiungono, cominciando dalla stessa
11:05coalizione europea. Ma pensiamo per parlare di tre grandi macro aree. L'Euro è partito
11:11a 11, siamo a 21. L'area Schengen è partita a 5 della libera circolazione. Siamo arrivati
11:17oggi a 28, includendo paesi ex-europei. Lo stesso brevetto unico europeo. Siamo oggi
11:23a 18, siamo partiti molto meno.
11:25Assolutamente. Quindi la domanda è qual è il gruppo di paesi europei che potrebbero
11:30fare da apripista per questo piano per rafforzare la sovranità dell'Unione europea? Cioè
11:38il gruppo di paesi più ristretto che procederà per primo? Quale potrebbe essere?
11:43Guardi, torniamo alla domanda di prima sugli assi. Noi abbiamo bisogno di un gruppo, non
11:49di singoli assi. E' per questo che gli assi sono divisivi. E' impensabile pensare che sulle
11:55scelte strutturali che ricordavamo prima, mercato dei capitali, energia, telecom, sovranità
12:01europea di piattaforme digitali, politiche industriali e potremmo continuare, non ci siano
12:07Francia, Germania, Italia, non ci sia la Polonia, non ci sia la Spagna che avverte
12:12che sia parzialmente tagliata fuori e magari un'alleanza forte con alcuni paesi oggi fuori
12:19dall'Europa ma che vorrebbero tanto rientrare dentro. Quindi è necessario fare un lavoro
12:24di regia e di un motore complessivo a più facce. Questo è un nucleo che deve esserci
12:31una scelta di questo genere.
12:34Assolutamente. Draghi e Macron parlano tra l'altro di 800-1200 miliardi l'anno per evitare
12:40che l'Europa venga spazzata via da Stati Uniti e Cina. Visto che se ne parla da tanto
12:46e che si prefigura questo gruppo di paesi più illuminati, diciamo, in grado di prendere
12:53delle decisioni più in fretta, pensa che questa esigenza entrerà rapidamente nell'agenda
12:59dei leader? Qui è il primo punto dolente perché questo è l'unico punto su cui la maggior
13:06parte sono stati d'accordo a non ascoltare Draghi che ha a prendere sotto gamba Macron
13:11che viene visto come molto indebolito. Su questo il carico l'anno avanti alle banche centrali
13:16è importante. Insomma, le cifre date già un anno fa da Draghi rilanciate con ancora
13:23un aumento settembre, oggi rimessi sul tavolo del derbice che Macron rilancia anche per chi
13:29a condizioni di bilancio francese che sono assolutamente drammatiche, sono uno dei nodi.
13:35Insomma, per dire all'italiano, si fanno le nozze con i fichi secchi. Qui entra in ballo
13:41uno dei nodi da risolvere se i leader a fine marzo adotteranno questa nuova roadmap, poi
13:48farò una battuta magari sulle roadmap a fine marzo. Perché uno può fare roadmap molto ambiziosi,
13:55poi deve passare all'azione perché il roadmap si muore, ma soprattutto ci vanno i mezzi.
14:01Ora bisogna rivedere la massa critica del quadro finanziario pluriannale presentato alcuni mesi
14:08fa e che è largamente insufficiente. Largamente insufficiente nella quantità, l'1% del PIL,
14:15insomma siamo ridicoli di fronte alle scelte da fare e non contempla assolutamente strumenti
14:20a debito almeno sui principali beni comuni europei in cui dobbiamo fare insieme ricorrendo
14:27indebitamente europeo perché i stati nazionali non ce la fanno e i mercati li pulirebbero.
14:33Qui sta esattamente il nodo su cui cade o rischia di cadere l'ambizione unitaria di fare
14:39un salto con una nuova agenda che faccia il salto sul mercato 1.
14:44Naturalmente c'è tanto da discutere a partire dal tema degli eurobound perché naturalmente
14:52ci sono varie questioni su questo al centro del confronto, non è così scontato il tema
14:58degli eurobound e poi c'è un primo step che comunque dovremmo vedere emergere già a
15:06marzo dottor Jaillet il tema del cosiddetto ventottesimo regime EU incorporated che dovrebbe
15:15consentire a un certo punto di creare un quadro di diritto unico europeo così da mettere nelle
15:25condizioni aziende e start up di aprire un'impresa in 48 ore online come avviene negli Stati Uniti
15:32o in Canada ma di questo naturalmente parleremo quando ci saranno tutti gli ingredienti sul
15:39tavolo.
15:40Grazie Luca Jaillet per essere stato con noi da Bruxelles, buon lavoro e a presto.
15:45Grazie a voi e buonasera.
15:47Arrivederci, grazie per averci seguito, grazie dell'attenzione e vi lascio alla programmazione
15:52di Classi NBC.
15:53Arrivederci.
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