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00:05Benvenuti a 5 giorni sui mercati. La fase di assestamento di febbraio è proseguita tra ricoperture selettive tecnologiche e pressioni
00:14multiple sui prezzi del petrolio.
00:17L'ultimatum di Trump all'Iran ha riportato l'attenzione sul rischio geopolitico ma circoscritto, cioè limitato ad un possibile
00:23primo attacco militare mirato per costringere Teheran ad un accordo alle condizioni di Washington.
00:30I mercati restano ancorati alle strategie di consolidamento di borse e bond da Wall Street all'Europa ma con i
00:37riflettori puntati verso l'Asia dove la Cina festeggia l'anno del cavallo di fuoco mentre Corea e Giappone sono
00:45già al galoppo con indici che guidano la classifica dell'azionario mondiale quest'anno.
00:50Facciamo il punto allora sulle prospettive dello scenario finanziario e geopolitico globale. Come si traducono segnali e tensioni invariabili di
01:00mercato quantificabili?
01:01È un grande onore poterne discutere con il professor Carlo Pelanda, vicepresidente di Quadrivio Group, noto economista e strategist tra
01:08i più autorevoli per l'analisi politica internazionale.
01:12Professore, benvenuto e grazie per essere con noi.
01:15Grazie a lei.
01:16Allora, professor Pelanda, partiamo da un quadro generale. La situazione dei mercati è abbastanza fluida anche in questa fase ma
01:24resiliente.
01:25C'è un effetto Iran, petrolio che oscilla, ma non abbiamo ancora visto un vero e proprio picco di turbolenza.
01:32Qual è la sua previsione?
01:37La previsione, l'analisi mia ma anche del mio gruppo di ricerca che è euroamericano, che si occupa di geopolitica
01:44economica e finanziaria, è che lo scenario dei prossimi mesi abbiamo chiamato stabilità dinamica.
01:54Cioè non prevediamo grandi crisi, ma nemmeno uno scenario tranquillo. Prevediamo della volatilità.
02:05Motivo? Questo scenario è considerato ottimista da altri analisti, ma il motivo è questo, che noi abbiamo annotato che le
02:14grandi potenze non vogliono farsi la guerra oltre soglia.
02:18E quindi c'è un elemento di stabilizzazione implicita, viene chiamato in gergo, per cui c'è molta tensione, ma
02:27a un certo punto tutti parlano con tutti e vogliono evitare il caso peggiore.
02:36Ovviamente molti analisti osservano l'enorme spesa per il riarmo, la competizione per l'influenza a livello globale, in particolare
02:48tra America e Cina,
02:49era una nuova guerra fredda questa, che determina un po' il ritmo di tutti poi, dello scenario globale, economico, finanziario,
03:00geopolitico, eccetera.
03:02Però noi riteniamo che abbiamo una visione più tranquilla per il prossimo futuro, pur non escludendo momenti di conflitto,
03:14ma questo conflitto è localizzato, non c'è la volontà di alcuno di andare oltre soglia.
03:24Quindi tutti i segnali sembrano andare nella stessa direzione, ma è difficile individuare questa direzione.
03:32Soprattutto si parla di uno scenario di maggiore prudenza, ma qual è la sua visione sul quadro globale, finanziario, geopolitico?
03:40Ha senso parlare di prezzo del rischio geopolitico come nuova variabile quantificabile per il 2026?
03:48Sì, ha senso perché la pazza americana, cioè il monopolio della violenza, la pazza dell'impero americano sul pianeta, non
03:58c'è più.
03:59Quindi c'è una potenza globale statunitense, ma non è più monopolista.
04:05E quindi c'è un russureggiare di altre potenze, in particolare la Cina.
04:12Quindi siamo in una situazione potenzialmente conflittuale, ma come dicevo prima sotto la soglia.
04:23Il mercato ha ragione nello scontare un costo di questo, un rischio, però non lo sta scostando, non lo sta
04:33valutando come caso peggiore.
04:38E ci sono dei motivi razionali per questo tipo di comportamento.
04:43I prezzi del petrolio sono i più sensibili alle news, soprattutto al rischio di strike statunitense sulle installazioni iraniane.
04:52Poi c'è tutto il tema dello stretto di Hormuz.
04:54Il Brent è tornato sopra i 70 dollari al barile.
04:57Ma guardando allo scenario nel suo complesso, professore, quali segnali in questa fase lei considera early warning?
05:04Cioè segnali di preavviso per capire se le tensioni saranno temporanee o strutturali?
05:12Diciamo, è ovvio che le tensioni in atto comportino per esempio un rialto del prezzo del petrolio e del gas
05:22per il timore che ci sia il blocco dello strutturio Hormuz e altre cose del genere.
05:27Però non è interesse degli Stati Uniti provocare un trambusto eccessivo, per esempio su questo tipo di materiali.
05:39E quindi il loro piano cosa sta elaborando?
05:44Sta elaborando uno strike molto breve, cioè molto potente ma molto breve, come conferma della deterrenza.
05:53Per dire, se non accettate alcune condizioni, possiamo andare avanti anche due settimane, tre settimane, un mese.
06:04Cosa che possono fare?
06:07Comunque Washington spera che la deterrenza messa in campo, che è enorme, sia sufficiente per sì che gli italiani accettino
06:19alcune delle condizioni
06:21e questo poi pone fine la fase calda della crisi.
06:28Quindi mi sta dicendo che il petrolio può andare fino a 100 o scendere fino a 40?
06:33L'importante è che queste oscillazioni poi siano corrette velocemente.
06:38Però, ripeto, il punto è che Washington non ha interesse nello scatenare una speculazione sul petrolio e gas oltre misure.
06:49Alcuni dicono invece che ha questo interesse, ma per quanto riguarda quello che guardiamo noi, come nel nostro team tank,
06:56non troviamo questo interesse.
06:58Senta, gli analisti però cercano di misurare comunque la probabilità di un nuovo attacco americano all'Iran.
07:05Significa quindi che adesso Trump un piano che può funzionare ce l'ha?
07:12No, certamente.
07:14Ha un piano di uno strike che in due o tre giorni annichilisce qualsiasi capacità dell'Iran di fare qualcosa
07:22di offensibile.
07:23Però, attenzione, lo stanno ancora valutando perché stanno studiando se l'Iran ha qualche sorpresa in tasca.
07:32che sarebbero possibili, ma solo in linea teorica, delle sorprese tecnologiche esportate dalla Cina.
07:44Questo lo stanno valutando.
07:48Stanno valutando anche vari altri aspetti, per esempio la quantità di interferenze che possono essere generate dai gruppi civili antiregime
08:04presenti in Iran.
08:06Quindi è ancora oggetto di valutazione.
08:10Comunque, come è tipico nella pianificazione militare, viene fatto un piano di attacco, vengono considerate dall'incognite.
08:20Queste incognite sono analizzate dall'intelligenza militare, vengono definite delle probabilità.
08:26Poi tutto arriva sul tavolo di Trump e in qualche modo vengono preparati gli schemi per una decisione il più
08:37razionale possibile.
08:38Donald Trump ha dichiarato che entro 10-15 giorni si scoprirà l'esito dei negoziati tra Teheran e Washington
08:45che sono stati avviati appunto nel mese di febbraio.
08:49Gli Stati Uniti stanno dispiegando a Irena Vidaguerra in massa nel Golfo Persico
08:55e secondo alcuni osservatori come Axios i militari sono comunque già pronti all'attacco.
09:01Quindi la guerra è comunque alle porte?
09:07Sì, però c'è una differenza tra deterrenza e scatenare una guerra.
09:14La minaccia così forte, solo la parte che sappiamo è fortissima, ma tenga conto che poi ci sono cose che
09:24non conosciamo
09:25che sono tenute segretissime e di cui gli iraniani hanno certamente paura, anche tenendo conto che dietro a questa operazione
09:33c'è il Rele che qualche strumento particolare ce l'ha.
09:37Però la deterrenza non vuol dire automaticamente guerra, se non per errore.
09:43Su questo possiamo essere abbastanza fiduciosi che ci sia un controllo, perché Trump non ha intenzione di ingaggiarsi in una
09:53guerra
09:54che duri più, una azione militare che duri più di qualche giorno.
09:59C'è stata la Munich Security Conference proprio in queste settimane ed è stata letta come un evento
10:08che ha sancito la distanza crescente tra Stati Uniti e Unione Europea.
10:14È d'accordo con questa visione?
10:17No, e mi sento anche di dire che chi ha detto questo può essere in qualche modo accusato di essere
10:26un po' ridicolo.
10:28Sono 25 anni che gli Stati Uniti dicono che non sono grandi abbastanza per fare una copertura globale di sicurezza.
10:41Gli europei non hanno mai prestato troppa attenzione a questo tipo di messaggi
10:49che venivano sia da amministrazioni repubblicane sia democratiche.
10:56Trump sta un po' esagerando come aggressività, quindi dando l'idea di un attacco agli europei.
11:07Ma questo non c'è, tutti i dati, non solo le espressioni di volontà ma i dati mostrano che gli
11:14Stati Uniti
11:15non vogliono assolutamente abbandonare il teatro euroasiatico e quindi l'Europa.
11:21Devono semplicemente rischierare le loro risorse nel Pacifico dove prevedono che ci sia la massima tensione sul piano globale.
11:30Ma non c'è un'idea di abbandono degli europei, c'è un'idea di delega, cioè di fare maggiore
11:38pressione
11:38affinché gli europei provvedono da solo alla loro sicurezza regionale ma entro sotto un ombrello di protezione statunitense.
11:46Questo è un linguaggio che è esplicita. Il fatto che gli europei non ci credono è perché Francia e altri
11:55cercano di utilizzare questa postura statunitense che è legata al fatto che ha una scala globale minore
12:05come opportunità per un'autonomia europea in divergenza con gli Stati Uniti.
12:12Però questo è sbagliato, non è nell'interesse statunitense, pur un po' a nome dell'amministrazione Trump,
12:19me ne rendo conto, però non è la volontà strategica degli Stati Uniti.
12:25Gli Stati Uniti vorrebbero spingere l'Europa nell'orbita della deterrenza nei confronti della Cina.
12:32Ci riusciranno?
12:35Ci sono già riusciti, ma non per pressione loro, ma perché gli europei si sono accorti
12:39che sul piano industriale la maggiore aggressione in questo momento viene dalla Cina.
12:47È un calcolo difficile mettere su un piatto della bilancia i dazi americani
12:52che portano dei problemi di marginalità non piccoli, anche se magari un po' di feriti,
12:59e l'aggressività per dumping che sta facendo la Cina.
13:05si è recentemente presa anche una sberla dal Fondo Monetario Internazionale che ha detto
13:10riduci gli aiuti di Stato perché se no viene fuori una crisi mondiale.
13:15A proposito di dazi, la Corte Suprema degli Stati Uniti, questa è la notizia con cui si è completata la
13:22settimana,
13:22si esprime contro i dazi globali di Trump.
13:30Speriamo che continui a confermarlo, nel senso che ci sono dei poteri particolari
13:37nella Presidenza della Repubblica statunitense che permettono comunque di trovare vie alternative
13:42a vari divieti che vengono dalla magistratura.
13:51Lo scenario migliore sia per le singole nazioni europee sia per il sistema globale dell'alleanza della democrazia
14:01e che Trump si è costretto a ridurre il posto, cioè riapre un po' il mercato statunitense.
14:11C'è una tendenza crescente a compensare le anomalie di Trump senza rompere l'alleanza con gli Stati Uniti
14:21perché Trump comunque è una figura che dura tre anni.
14:24Speriamo che non faccia danni irreparabili in questo periodo.
14:29Tornando all'Europa, l'assenza italiana alla Munich Conference di Monaco può essere interpretata in vari modi.
14:37Professore, pragmatismo del governo Meloni, fedeltà atlantica, flessibilità tattica nell'Unione Europea
14:44ma ovviamente dall'interno dell'UE non sono mancate aspre critiche.
14:49È una postura, quella italiana, non sostenibile per poter contare in Europa
14:56oppure è un giusto compromesso per continuare a governare in Italia?
15:02La postura italiana che non è nuovissima ma è più marcata con questo governo
15:07è quella di mantenere una convergenza sia con l'Unione Europea sia con gli Stati Uniti
15:13e questa postura è motivata dall'esigenza di moltiplicare la forza nazionale sul piano geopolitico
15:24per facilitare la crescita dell'esporto a livello globale.
15:29Il governo sta facendo questa strada.
15:32Ovviamente la duplice convergenza con l'Unione Europea e con gli Stati Uniti in questo momento non è facile
15:42e quindi volta per volta il governo deve decidere qual è la migliore posizione da prendere
15:48o un po' più forte o un po' più debole oppure, come dicono gli amici romani, un po' schisci.
15:55E evidentemente il governo ha valutato che era meglio andare un po' schisci alla conferenza di Monaco
16:03tenendo conto che poi c'era la coincidenza anche dell'impegno con l'Unione Africana
16:09che per l'interesse nazionale italiano era un po' più importante della conferenza di Monaco stessa.
16:14Intanto a Washington il 19 febbraio il Presidente Trump ha inaugurato ufficialmente il World of Peace
16:22la nuova organizzazione internazionale nata originariamente per Gaza
16:26che ambisce però ad avere un ruolo di peacekeeping globale.
16:30Secondo Trump vigilerà addirittura sul corretto operato dell'ONU
16:35naturalmente questa affermazione ha scatenato una bufera.
16:39Ma cosa ne pensa lei professore?
16:41È un club di autocrati, un'operazione di potere e affari
16:45o uno strumento pragmatico per gestire i conflitti?
16:49Un potere geopolitico ha sempre bisogno di un guanto.
16:55Le Nazioni Unite non sono più un guanto per gli Stati Uniti
16:59da parecchio tempo e quindi se vuole essere un potere globale
17:05deve costruire un tavolo dove è il Presidente.
17:13È la stessa cosa che da alcuni decenni sta facendo la Cina
17:17per costruire un'alleanza chiamata Sud Globale
17:23dove la Cina agisce come Presidente.
17:25Siccome lo scenario è quello di una nuova guerra fredda
17:29vicolare tra America e Cina
17:34ovviamente per estendere l'influenza globale
17:38gli Stati Uniti hanno bisogno di fare, come ha fatto la Cina
17:43un loro board of peace
17:47dove i due board, quello cinese e quello statunitense
17:52poi sono in competizione
17:55però la competizione implica non tanto solo la guerra
17:59ma anche la collaborazione intrabellica.
18:03Quindi dire che c'è una violazione del diritto internazionale
18:10significa dire che è finito un periodo
18:14in cui le Nazioni Unite erano una fonte di diritto internazionale
18:18però nessuno vuole eliminare le Nazioni Unite
18:22semplicemente sono un forum che non ha forza
18:26e quindi le potenze si organizzano
18:29con dei loro sostituti
18:32che diventano ponti di diritto internazionale
18:35però basato sui rapporti di forza e di potenza.
18:39Questo è storicamente molto tipico
18:41e quindi posso capire
18:44che su un piano ideologico qualcuno può essere molto disturbato
18:48però sul piano dell'analisi realistica
18:50questo è abbastanza normale.
18:56Grazie, professor Pelanda
18:57ci fermiamo qui per il momento
18:59la ringrazio molto per essere stato con noi per le sue analisi
19:02Carlo Pelanda, vicepresidente strategist di Quadrivio Group
19:06a presto e buon tutto
19:08arrivederci professore
19:09Grazie, a lei
19:11E adesso ci fermiamo qualche istante
19:13per riprendere proprio dagli scenari
19:15nell'Indo Pacifico e la Cina
19:17Grazie a tutti
19:19Grazie a tutti
19:20Grazie a tutti
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