Blu notte – Misteri italiani (inizialmente Mistero in blu, poi Blu notte e dal 2010 Lucarelli racconta) è stato un programma televisivo ideato e condotto da Carlo Lucarelli.
È andato in onda in Italia dal 1998 al 2012, prima su Rai 2 e successivamente su Rai 3.
Il format del programma era basato sulla ricostruzione narrativo-documentaristica di:
delitti irrisolti, più o meno noti
casi giudiziari controversi
vicende storiche ritenute poco chiare
misteri italiani legati a terrorismo, mafia, servizi segreti e cronaca nera
Lo stile era caratterizzato dalla narrazione diretta di Lucarelli, spesso in ambientazioni suggestive e con un tono sospeso e investigativo, che contribuiva a creare un’atmosfera intensa e coinvolgente.
La trasmissione è considerata uno dei programmi di approfondimento più riconoscibili della televisione italiana dedicati ai misteri e alla storia oscura del Paese.
#BluNotte #MisteriItaliani #CarloLucarelli#TrueCrime
#DelittiIrrisolti #CronacaNera #StoriaOscura
#Inchieste #DocuSerie #CrimeStories
#Investigazione #AnniDiPiombo #Mafia#Terrorismo
È andato in onda in Italia dal 1998 al 2012, prima su Rai 2 e successivamente su Rai 3.
Il format del programma era basato sulla ricostruzione narrativo-documentaristica di:
delitti irrisolti, più o meno noti
casi giudiziari controversi
vicende storiche ritenute poco chiare
misteri italiani legati a terrorismo, mafia, servizi segreti e cronaca nera
Lo stile era caratterizzato dalla narrazione diretta di Lucarelli, spesso in ambientazioni suggestive e con un tono sospeso e investigativo, che contribuiva a creare un’atmosfera intensa e coinvolgente.
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Categoria
🎈
DivertentiTrascrizione
00:00:00Grazie a tutti
00:00:44Grazie a tutti
00:01:11Grazie a tutti
00:01:51Grazie a tutti
00:02:26Grazie a tutti
00:02:30La sirena di un antifurto, un antifurto da macchina, un suono acuto, quasi un urlo, che si alza su tutti
00:02:37gli altri rumori, le voci della gente, i passi in corsa, il crepitare delle fiamme.
00:02:54Sono le 16.55 del 19 luglio 1992 e Paolo Borsellino, il procuratore aggiunto Paolo Borsellino, uno dei magistrati di
00:03:04punta nella lotta alla mafia,
00:03:05e appena saltato per aria con tutta la sua scorta, cinque poliziotti, massacrati da un'autobomba parcheggiata in via d
00:03:12'Amelio, nella zona residenziale di Palermo.
00:03:14Una strage.
00:03:48Continuiamo con i suoni, ma questa volta non è un rumore, è una voce.
00:03:52La voce di un uomo dal forte accento siciliano. Anche questo si eleva su altri rumori, altre voci, che rimbombano
00:03:58nell'aula di un tribunale.
00:04:01Signor Presidente, buonasera.
00:04:03Buonasera.
00:04:03Sono Bagarella Leo Luca.
00:04:05Devo leggere una petizione, se lei mi consente.
00:04:07A nome di tutti i detenuti...
00:04:10Presidente, ma una cosa che inizia a nome di tutti i detenuti, che viene pronunciato come una petizione...
00:04:13Vediamo di che cosa si tratta, come un estero.
00:04:15Vediamo di che cosa si tratta.
00:04:17Oh, proprio come un estero, non è che sta facendo chissà che coppia.
00:04:2012 luglio del 2002.
00:04:22Chi parla è Leo Luca Bagarella, il boss Leo Luca Bagarella, il braccio destro del capo della mafia, Totò Riina.
00:04:30Leo Luca Bagarella è in carcere all'Aquila, collegato in videoconferenza con la Corte d'Assese di Trapani,
00:04:36quando chiede di poter leggere un proclama indirizzato al ministro della giustizia, dottor Roberto Castelli.
00:04:43È una protesta, uno sciopero della fame contro il 41 bis, il regime carcerario duro a cui sono sottoposti i
00:04:49mafiosi.
00:04:50C'è qualcosa di strano in quel proclama.
00:04:53A nome di tutti i detenuti stanchi di essere strumentalizzati, umiliati, versati e usati come merce di scambio dalle varie
00:05:02forze politiche.
00:05:04I mafiosi sono stanchi di essere usati come merce di scambio dalle varie forze politiche.
00:05:09Strana frase, molto ambigua.
00:05:11E poi c'è un linguaggio giuridico perfetto, molto accurato, molto preciso.
00:05:16Corte Costituzionale, articolo 13, i numeri delle sentenze.
00:05:19C'è qualcosa che non torna.
00:05:21Il fatto è che questa mafia non sembra quella mafia là.
00:05:25La mafia che legge i proclami in aula non sembra quella che mette le bombe,
00:05:29che incenerisce e massacra poliziotti e magistrati.
00:05:32Eppure è la stessa.
00:05:36Il sottoscritto Bagarella Leo Luca, nato a Corleone, eccetera, eccetera, è sempre lui, il braccio destro di Totò Riina, uno
00:05:43dei capi più sanguinari di Cosa Nostra.
00:05:45Per capire chi è Luchino Bagarella, ci sono una foto e un aneddoto.
00:05:51La foto.
00:05:52Leo Luca Bagarella è in mezzo a sette carabinieri che faticano a tenerlo fermo.
00:05:57Siamo negli anni settanta.
00:05:59Leo Luca è agli inizi della sua carriera ma è già un latitante.
00:06:02È stato fermato per un controllo mentre si trovava assieme ad una ragazza ed è stato portato in caserma.
00:06:07I carabinieri non l'hanno ancora identificato, lui non vuole farsi riconoscere, non vuole compromettere la ragazza e c'è
00:06:13quasi riuscito.
00:06:14È quasi uscito dalla caserma quando nel corridoio incontra un maresciallo che lo riconosce.
00:06:19Ci vogliono sette carabinieri per riuscire a tenerlo fermo.
00:06:26L'aneddoto.
00:06:28Siamo nel marzo del 95 a Palermo.
00:06:31Leo Luca Bagarella è ancora latitante ma non importa, si muove bene lo stesso.
00:06:34In un bar incontra un amico che gli presenta un uomo.
00:06:37L'uomo è molto amichevole, gli stringe la mano, gli offre un caffè.
00:06:41Quando l'uomo se ne va, Bagarella chiede all'amico chi sia quell'uomo.
00:06:45E l'amico gli dice che è il nipote di Don Masino Buscetta, un pentito.
00:06:49Ma come?
00:06:50Gli ha fatto stringere la mano del nipote di un pentito?
00:06:53Adesso, se non vuole essere ucciso, quell'amico deve correre dietro all'uomo e ammazzarlo.
00:06:58È così che muore Domingo Buscetta.
00:07:10Questo è Leo Luca Bagarella.
00:07:12E quest'uomo, che ha sempre parlato con le bombe e con le pistole, adesso parla col codice penale?
00:07:1819 luglio 1992, 12 luglio 2002.
00:07:22Sono passati dieci anni.
00:07:24Che cosa è successo in quei dieci anni?
00:07:26Quali misteri si nascondono dietro questa strana storia di stragi e di omicidi feroci?
00:07:30Per cercare di capirlo, dobbiamo fare un passo indietro, non di molto.
00:07:3530 gennaio 1992.
00:07:37Quel giorno succede qualcosa di molto importante per la storia della mafia.
00:07:41Quel giorno c'è la rivoluzione.
00:07:43Il 30 gennaio 1992, il presidente della prima sezione della Corte di Cassazione legge la sentenza che chiude l'ultimo
00:07:52grado di giudizio del maxiprocesso.
00:07:55La Corte ribalta la sentenza d'appello che aveva assolto gran parte dei boss mafiosi e riconferma 19 ergastoli e
00:08:022665 anni di carcere.
00:08:05Le rivelazioni di Tommaso Buscetta e degli altri collaboratori di giustizia sui delitti e la struttura di Cosa Nostra, su
00:08:12cui si basano i processi, diventano verità giudiziaria.
00:08:18Ma soprattutto finiscono per sempre dietro le sbarre boss del calibro di Michele Greco, Pippo Calò e Piddu Madonia.
00:08:26I generali di Cosa Nostra, criminali feroci e sanguinari.
00:08:30È una rivoluzione, una vera e propria rivoluzione.
00:08:34Sì, perché il fatto di vedere condannati i boss finiti sotto processo non era per niente un risultato scontato.
00:08:40Ci sono stati altri tempi nella lotta alla mafia, tempi in cui niente era scontato, neppure la mafia.
00:08:46Lei che è il difensore, Tano Badalamenti, non è mafioso?
00:08:50Io ritengo che Gaetano Badalamenti non sia un mafioso.
00:08:54Che cos'è un industriale?
00:08:55Ci sono stati tempi in cui si diceva che la mafia fosse soltanto un insieme di bande criminali in lotta
00:09:01tra di loro,
00:09:02come diceva lo stesso procuratore di Palermo, Emanuele Pili.
00:09:05Oppure, come dirà un cardinale, che la mafia non esiste e che è soltanto un'invenzione dei comunisti.
00:09:10Ci sono stati tempi in cui tutti i grandi processi di mafia si svolgevano lontano da Palermo, per legittima sospicione.
00:09:23Come quello per la strage di Portella della Ginestra, che viene spostato a Viterbo.
00:09:30O quelli degli anni settanta, che si spostano a Bari, a Catanzaro, a Lecce,
00:09:35e poi si chiudono quasi sempre con assoluzioni generali per insufficienza di prove,
00:09:40o al massimo con qualche provvedimento di soggiorno obbligato.
00:09:45Tempi in cui vengono ammazzati sistematicamente tutti i poliziotti e i carabinieri che imboccano piste pericolose,
00:09:50come il capo della squadra mobile di Palermo, Boris Giuliano, o il capitano dei carabinieri, Emanuele Basile.
00:09:58Ci sono tempi in cui i sostituti procuratori si rifiutano di firmare gli ordini di custodia cautelare,
00:10:03e se li devi firmare lui, il procuratore capo di Palermo in persona, Gaetano Costa,
00:10:08che infatti viene ammazzato poco dopo per lo sgarbo.
00:10:15Il 6 agosto 1980, mentre sta curiosando tra i libri di una bancarella in una via del centro di Palermo,
00:10:22da solo, perché la scorta non ce l'ha, non gliel'hanno data,
00:10:24arriva un ragazzo in moto, scende, si avvicina e gli spara tre colpi.
00:10:38Guardie e ladri.
00:10:39E in questa epopea, che sembra una storia da far west, invece accade qui, in Italia, in Sicilia,
00:10:45a morire in questo momento sono le guardie.
00:10:52Il 28 luglio 1983, pochi minuti dopo le otto, come tutte le mattine,
00:10:58il capo dell'ufficio istruzione di Palermo, Rocco Chinnici,
00:11:01sta uscendo assieme a due carabinieri di scorta dal palazzo in cui abita.
00:11:07Parcheggiata proprio lì davanti c'è un'autobomba che esplode,
00:11:09uccidendoli tutti, uccidendo anche il portinaio del palazzo e ferendo una ventina di passanti.
00:11:27Palermo come Beirut, scriveranno i giornali.
00:11:30Ed è vero.
00:11:36Poi, piano piano, le cose cambiano.
00:11:39A sostituire Rocco Chinnici, a capo dell'ufficio istruzione,
00:11:42arriva un altro magistrato, che si chiama Antonino Caponnetto.
00:11:46Anche lui, nella nostra storia, è un personaggio molto importante.
00:11:51Non è un personaggio da tragedia come Totò Riina o Leuluca Bagarella.
00:11:55È un eroe tranquillo, un eroe borghese, un uomo dello Stato,
00:11:59che ad essere eroe, probabilmente, non ci teneva neanche, ma che gli è toccato esserlo.
00:12:05Dopo la morte di Chinnici, Antonino Caponnetto sente che deve fare qualcosa
00:12:09e che lo deve fare proprio là dove lo Stato sta combattendo la sua guerra, in Sicilia.
00:12:16Antonino Caponnetto è anziano, è vicino alla pensione e viene da Firenze,
00:12:20anche se è siciliano d'origine.
00:12:25Sembra che non c'entri niente con la mafia, e invece no.
00:12:28Antonino Caponnetto si mette subito a lavorare,
00:12:31si chiude nel suo ufficio, nel tribunale,
00:12:33e ne esce soltanto per andare a dormire in una stanza
00:12:35che gli hanno prontato in una caserma della Guardia di Finanza.
00:12:38Il giudice Caponnetto ha un'idea.
00:12:41È un'idea che si sviluppa sull'esperienza maturata da un altro magistrato,
00:12:44che si chiama Giancarlo Caselli,
00:12:46e che a Torino sta lottando contro il terrorismo.
00:12:49L'idea è molto semplice.
00:12:50Se le indagini sono affidate ad un magistrato, un magistrato solo,
00:12:54è possibile intimidirlo, rimuoverlo, o meglio, ucciderlo.
00:13:02Era successo con il giudice Occorsio,
00:13:05ucciso da Ordine Nuovo nel 1976.
00:13:08Con il giudice Amato, ucciso nell'80 da Inar.
00:13:12La mafia, poi, aveva ucciso Gaetano Costa,
00:13:15Cesare Terranova, Rocco Chinnici e tanti altri.
00:13:19No, per ragioni di sicurezza, di continuità,
00:13:23di scambio di informazioni e di idee,
00:13:25il magistrato non deve essere da solo.
00:13:27Deve lavorare assieme ad altri.
00:13:29Deve far parte di un pool.
00:13:32Il pool di magistrati,
00:13:33che si occupano di combattere la mafia a Palermo e in Sicilia,
00:13:37nasce il 16 novembre del 1983.
00:13:41All'inizio, ne fanno parte tre magistrati,
00:13:44a cui poi si aggiungerà anche Leonardo Guarnotta.
00:13:47Sono Giuseppe Di Lello, Paolo Borsellino e Giovanni Falcone.
00:13:54Ecco, Giovanni Falcone.
00:13:56Nella nostra storia di guardie e ladri,
00:13:58anche lui è un personaggio molto importante.
00:14:00Se da una parte ci stanno i criminali,
00:14:02ci sta Leoluca Bagarella e ci stanno i suoi capi,
00:14:05dall'altra ci sta Giovanni Falcone con tutti gli uomini dello Stato.
00:14:16Giovanni Falcone a Palermo è già una leggenda.
00:14:19È uno dei magistrati più brillanti e decisi nella lotta alla mafia
00:14:22e porta nel pool le sue intuizioni e i risultati delle indagini.
00:14:27Come quella sulla Pizza Connection,
00:14:29un gigantesco traffico di eroine e soldi riciclati
00:14:32tra New York, Palermo e Milano.
00:14:35Piano piano le cose cominciano a cambiare.
00:14:38Nel 1982, dopo l'omicidio del prefetto di Palermo, Carlo Alberto Dallachiesa,
00:14:44era stato introdotto il 416 bis,
00:14:47l'articolo del codice penale che punisce l'associazione di stampo mafioso.
00:14:50Prima del 416 bis, essere mafioso non era un reato.
00:14:55Bisognava uccidere, rapire, mettere le bombe,
00:14:57ma essere mafioso non era un problema, o almeno non più di tanto.
00:15:01Piano piano le cose cominciano a cambiare.
00:15:03Arrivano anche i pentiti.
00:15:05Infatti, nel 1980,
00:15:08c'era stata la seconda guerra di mafia,
00:15:10quello che è stato chiamato il Golpe dei Corleonesi.
00:15:13Ecco, il capo della famiglia di Corleone
00:15:16è anche lui un personaggio da tragedia,
00:15:18un personaggio da dramma scespiriano.
00:15:23Si chiama Totò Riina,
00:15:24Totò Ucurtu lo chiamano,
00:15:26perché è di corporatura bassa e massiccia.
00:15:30Totò Riina non è colto, non ha studiato.
00:15:33Come dirà di se stesso ad un processo,
00:15:35sono un quinto elementare.
00:15:36Ma non c'è bisogno di una laurea per fare carriera in Cosa Nostra.
00:15:39Basta essere astuti, riservati e soprattutto molto feroci.
00:15:43Ecco, c'è un aneddoto anche per raccontare Totò Riina.
00:15:46Un giorno sta progettando un attentato assieme ad alcuni dei suoi.
00:15:50Qualcuno, con molta cautela e con molto rispetto,
00:15:53gli fa notare che per quell'attentato
00:15:54bisogna mettersi a sparare sulla spiaggia d'estate,
00:15:57in mezzo ai bambini.
00:15:58Ecco, potrebbero morire dei bambini.
00:16:00E allora, dice Totò Riina,
00:16:02anche a Beirut muoiono i bambini.
00:16:04Ecco, è così che Totò Riina,
00:16:06il capo dei Corleonesi,
00:16:08concepisce gli affari di Cosa Nostra,
00:16:09come una guerra,
00:16:10da vincersi a tutti i costi e contro tutti.
00:16:26La mafia vincente,
00:16:27la cosca di Totò Riina,
00:16:29la più feroce e la più preparata dal punto di vista militare,
00:16:32elimina uno ad uno tutti gli avversari,
00:16:34fino ad impadronirsi del comando di Cosa Nostra.
00:16:39Molti boss,
00:16:40molti soldati di mafia,
00:16:41restano a terra per le strade,
00:16:43uccisi dai killer dei Corleonesi.
00:16:45Tanti morti, tantissimi,
00:16:47un migliaio in pochi anni.
00:16:50Alcuni boss passano dalla parte vincente,
00:16:53altri, invece, si pentono,
00:16:55cominciano a collaborare con la giustizia
00:16:57e per salvarsi la pelle
00:16:59si mettono sotto la protezione dello Stato.
00:17:01Uno di questi, il più grosso,
00:17:03il più importante,
00:17:04è Tommaso Buscetta,
00:17:06il boss dei due mondi.
00:17:09Don Masino Buscetta
00:17:11viene arrestato a San Paolo del Brasile
00:17:12il 24 ottobre del 1983
00:17:15e, stradato in Italia,
00:17:17il 16 luglio,
00:17:18comincia a parlare.
00:17:20Prima con il capo della criminal pol,
00:17:22Gianni De Gennaro,
00:17:23adesso capo della polizia.
00:17:25Poi, con Giovanni Falcone.
00:17:27Il fenomeno mafioso non è comune,
00:17:30non è il privatismo,
00:17:31non è la solita criminalità,
00:17:33perché la solita criminalità,
00:17:35la polizia se ne intende,
00:17:36la combatte bene.
00:17:37Il fenomeno mafioso
00:17:39è qualcosa di più importante
00:17:41della criminalità.
00:17:43e la criminalità
00:17:44più l'intelligenza
00:17:46e più l'omertà.
00:17:47È una cosa ben diversa.
00:17:49Falcone dirà che Buscetta
00:17:50è stato come un professore di lingue
00:17:52che ti permette di andare dai turchi
00:17:54senza parlare con i gesti.
00:17:56Racconta tutto
00:17:57di una mafia di cui,
00:17:58fino a quel momento,
00:17:58non si sapeva praticamente niente.
00:18:00Racconta la distribuzione
00:18:02delle famiglie sul territorio.
00:18:03Racconta il capomandamento
00:18:05che riuniscono alcune famiglie.
00:18:07Racconta la commissione provinciale
00:18:09che riunisce i boss
00:18:10di ogni singola provincia
00:18:11e racconta la commissione regionale,
00:18:13la cosiddetta cupola,
00:18:14che riunisce gli emissari
00:18:15delle varie province.
00:18:16La commissione interprovinciale
00:18:18tratta problemi
00:18:19che vanno al di sopra
00:18:21dell'interesso
00:18:22della piccola borgata.
00:18:27Se si dovesse decidere,
00:18:29è un esempio,
00:18:30se si dovesse decidere
00:18:31un colpo di Stato
00:18:32si riunirebbe
00:18:33la commissione provinciale.
00:18:35Ho capito.
00:18:36La seduta è segreta.
00:18:37Don Masino Buscetta
00:18:38non è l'unico a collaborare.
00:18:40Parlano anche boss
00:18:41del calibro di Francesco Marino Mannoia,
00:18:43Antonino Calderone
00:18:44e Salvatore Contorno.
00:18:46Il maxiprocesso
00:18:47ai vertici di Cosa Nostra
00:18:48si apre a Palermo
00:18:49il 10 febbraio del 1986.
00:18:52Per scrivere il rinvio a giudizio,
00:18:54Giovanni Falcone,
00:18:55Paolo Borsellino
00:18:56e le loro famiglie
00:18:57vengono caricati all'improvviso
00:18:58su un aereo militare
00:18:59e portati di nascosto
00:19:01nella foresteria
00:19:01del supercarcere dell'Asinara,
00:19:03dove rimangono segregati
00:19:04per settimane.
00:19:09474 imputati.
00:19:11Tra questi,
00:19:12boss come Luciano Liggio
00:19:13e anche esponenti politici
00:19:15come i cugini Ignazio
00:19:16e Nino Salvo
00:19:17e Vito Ciancimino,
00:19:18l'ex sindaco di Palermo
00:19:19dei tempi della speculazione di Lizia.
00:19:22Il processo si conclude
00:19:23il 16 dicembre 1987.
00:19:26Il presidente della Corte d'Assise
00:19:28Alfonso Giordano,
00:19:29con Pietro Grasso,
00:19:31adesso procuratore di Palermo
00:19:32come giudice all'atere,
00:19:33legge la sentenza
00:19:34che distribuisce
00:19:3519 ergastoli
00:19:36e 2665 anni di carcere
00:19:39ai vertici di Cosa Nostra.
00:19:43La Corte d'Assise d'Appello
00:19:45il 30 luglio 1991
00:19:47ridimensiona le condanne
00:19:49e le testimonianze dei pentiti.
00:19:52C'è anche l'omicidio
00:19:54di un altro giudice,
00:19:55Antonino Scoppelliti,
00:19:56che avrebbe dovuto sostenere
00:19:57l'accusa presso la Cassazione,
00:19:59ucciso il 9 agosto 1991.
00:20:04Ma poi si arriva a quel giorno,
00:20:06il 30 gennaio 1992,
00:20:09quando la Corte di Cassazione
00:20:10conferma gli ergastoli
00:20:12del maxiprocesso,
00:20:13il giorno della rivoluzione.
00:20:21La mafia è in difficoltà,
00:20:24Tottorin è in difficoltà,
00:20:25perché è lui il capo di Cosa Nostra.
00:20:27Quando ci sono stati i primi arresti
00:20:29e le prime sentenze del maxiprocesso,
00:20:31ha detto il suo di stare calmi,
00:20:32perché si sarebbe aggiustato tutto,
00:20:34come al solito.
00:20:35Un uomo d'onore
00:20:36mette in conto di finire in galera,
00:20:37prima o poi,
00:20:38a patto di uscirne presto.
00:20:40Qualche anno di carcere
00:20:41se lo sono fatti tutti,
00:20:42per poi uscire,
00:20:43con qualche cavillo,
00:20:44qualche sentenza della Cassazione,
00:20:46le maxi assoluzioni
00:20:47per insufficienza di prove.
00:20:48Ma l'ergastolo?
00:20:49No.
00:20:50L'ergastolo definitivo?
00:20:51No.
00:20:53Ad entrare in crisi
00:20:55è uno dei concetti fondamentali
00:20:56su cui si basa il potere mafioso,
00:20:58l'impunità.
00:20:59Vedere i boss diffidati,
00:21:01privati della patente,
00:21:02ristretti al confino,
00:21:03che invece si muovono lo stesso
00:21:05alla guida della loro macchina
00:21:06e vanno praticamente dove vogliono,
00:21:08è una cosa.
00:21:09Vedere gli attitanti
00:21:10che se ne stanno a casa loro
00:21:11nelle loro città
00:21:12indisturbati
00:21:13è una cosa.
00:21:14Ma vederli dietro le sbarre
00:21:15è per sempre
00:21:16è tutta un'altra.
00:21:21E poi ci sono i pentiti,
00:21:23la voragine dei collaboratori
00:21:25di giustizia
00:21:25che mette in crisi
00:21:26l'altro pilastro
00:21:27su cui si fonde
00:21:28il potere mafioso,
00:21:29l'omertà.
00:21:30La reazione di Totore Ina
00:21:31è decisa
00:21:32e come sempre
00:21:33quando si tratta
00:21:34dei corleonesi
00:21:35feroce e spietata.
00:21:36Questo non è più
00:21:37un film western,
00:21:38questa non è più
00:21:39una storia di guerra.
00:21:40Adesso
00:21:40è un bagno di sangue
00:21:42degno di un film
00:21:42dell'orrore.
00:21:59Vendette trasversali
00:22:00una vera e propria strage
00:22:01di parenti,
00:22:02amici e collaboratori
00:22:03dei boss
00:22:04che hanno deciso
00:22:04di parlare.
00:22:11A Tommaso Buscetta
00:22:12la mafia uccide due figli,
00:22:13il genero e i due nipoti,
00:22:15il fratello con il figlio
00:22:16e il cognato.
00:22:19A Francesco Marino
00:22:20Mannoia
00:22:20uccidono la madre,
00:22:22la sorella
00:22:22e la cugina.
00:22:26A Totuccio Contorno
00:22:27uccidono una ventina
00:22:28di familiari,
00:22:29compresi i parenti
00:22:30della moglie.
00:22:31In una riunione
00:22:32ci ho sentito dire
00:22:34che si dovevano
00:22:36ammazzare
00:22:39fino al ventesimo grado
00:22:40di parentela
00:22:41tutti i parenti
00:22:42dei collaboratori
00:22:43di giustizia.
00:22:44Lui diceva
00:22:44dei pentiti,
00:22:45usava questo linguaggio,
00:22:47cominciando
00:22:48dei bambini
00:22:49di sei anni.
00:22:49C'è ancora un conto
00:22:51da regolare
00:22:51ed è quello
00:22:52con la politica.
00:22:53Cosa nostra,
00:22:54la mafia,
00:22:55non avrebbe fatto
00:22:56quello che ha fatto
00:22:57senza un preciso rapporto
00:22:58con la politica.
00:22:59Non sarebbe riuscita
00:23:00ad entrare
00:23:00nel giro degli appalti,
00:23:02non sarebbe riuscita
00:23:03a far allontanare
00:23:03e rimuovere i suoi nemici,
00:23:05non sarebbe riuscita
00:23:06a godere
00:23:06di quelle impunità
00:23:07che per tanti anni
00:23:08hanno addormentato
00:23:09e rallentato
00:23:10la lotta
00:23:10dello Stato
00:23:11contro la mafia,
00:23:12facendo dire
00:23:13che la mafia non esiste,
00:23:14che non è un problema,
00:23:15che sono solo gangster
00:23:16che si ammazzano
00:23:16tra loro.
00:23:17A parlare del rapporto
00:23:19tra mafia e politica
00:23:20sono i collaboratori
00:23:22di giustizia,
00:23:23da Tommaso Buscetta
00:23:24fino a Antonino Giuffré.
00:23:25Ma non sono soltanto
00:23:26i pentiti
00:23:27che testimoniano
00:23:28questo rapporto.
00:23:31Ci sono anche
00:23:32le indagini
00:23:33e le sentenze,
00:23:34come quella
00:23:34che il 17 gennaio
00:23:361992
00:23:36condanna Vito Ciancimino,
00:23:39sindaco di Palermo
00:23:40e autorevole esponente
00:23:40della DC siciliana,
00:23:42a dieci anni
00:23:43per concorso esterno
00:23:44in associazione mafiosa,
00:23:45sentenza
00:23:46poi passata in giudicato
00:23:47e interamente scontata.
00:23:51Di qualunque natura sia,
00:23:53il rapporto
00:23:53tra mafia e politica,
00:23:55che fino dal dopoguerra,
00:23:56fin dai tempi
00:23:57del bandito Giuliano
00:23:57sembrava immutabile,
00:23:59adesso,
00:23:59dopo la rivoluzione
00:24:00del maxiprocesso,
00:24:02sembra entrato in crisi.
00:24:03Ci vogliono
00:24:04nuovi referenti,
00:24:05nuovi contatti.
00:24:11Già da prima,
00:24:12dicono i collaboratori
00:24:13di giustizia,
00:24:14e lo conferma
00:24:14anche uno degli ultimi
00:24:15pentiti,
00:24:16Antonino Giuffret,
00:24:17ancora al vaglio
00:24:18della magistratura,
00:24:19la mafia
00:24:20aveva provato
00:24:21a fare qualche cambiamento.
00:24:24Tottorina
00:24:25aveva capito
00:24:25che stava per cominciare
00:24:26un periodo brutto,
00:24:27così lo avrebbe definito,
00:24:29e quindi
00:24:29avrebbe indetto
00:24:30una riunione
00:24:31in cui avrebbe imposto
00:24:32a tutti
00:24:33di non votare più
00:24:34per l'ADC
00:24:34nelle elezioni politiche
00:24:35del 1987,
00:24:36ma per altri partiti,
00:24:38per il Partito Radicale,
00:24:39soprattutto
00:24:39per il Partito Socialista,
00:24:41per dare un monito,
00:24:43dicono i collaboratori
00:24:44di giustizia,
00:24:44un segnale.
00:24:45Nei quartieri
00:24:46palermitani,
00:24:47a Ciaculli,
00:24:48a Brancaccio,
00:24:49al Politeama,
00:24:50il Partito Socialista
00:24:51quell'anno
00:24:52passa dal 7
00:24:53al 20%.
00:24:54Compimmo
00:24:55questa analisi
00:24:55del voto,
00:24:57dal quale risultò
00:24:58che certamente
00:24:59il voto in Sicilia
00:25:01ai socialisti
00:25:02era cresciuto,
00:25:03ma più o meno
00:25:03nella proporzione
00:25:043-4%
00:25:06di quella
00:25:06che è cresciuto
00:25:06in tutta Italia.
00:25:07Non dimentichiamo
00:25:08che l'87
00:25:08è il record
00:25:10elettorale assoluto
00:25:12nella storia
00:25:12del PSI.
00:25:13Questo perché?
00:25:14Perché il Partito Socialista
00:25:16e io in prima persona
00:25:17erano stati
00:25:17i protagonisti
00:25:18pochi mesi prima
00:25:20dell'iniziativa
00:25:21referendaria
00:25:21sulla cosiddetta
00:25:23giustizia giusta
00:25:24o meglio
00:25:25sull'affermazione
00:25:26della responsabilità
00:25:27civile
00:25:28del magistrato
00:25:29che sbaglia.
00:25:31E vengono state
00:25:31quindi polemiche
00:25:32anche pubbliche,
00:25:34democratiche,
00:25:35limpide,
00:25:35trasparenti
00:25:36tra noi socialisti,
00:25:37noi radicali
00:25:38e una parte
00:25:41della magistratura
00:25:42contraria
00:25:43a questa misura.
00:25:44E indubbiamente
00:25:45la fama,
00:25:47la cultura
00:25:47socialista
00:25:48come quella radicale
00:25:49erano quelle
00:25:49di garantisti.
00:25:51Quindi posso anche
00:25:52comprendere
00:25:53quello che adesso
00:25:54dicono alcuni pentiti
00:25:55e cioè
00:25:55che da parte
00:25:57della mafia
00:25:58si sia
00:26:00o ingenuamente
00:26:02o volutamente
00:26:04equivocato
00:26:05tra
00:26:06difesa
00:26:07dei diritti
00:26:08e tolleranza
00:26:09verso i delitti
00:26:10che si sia pensato
00:26:11questi sono buoni
00:26:12perché
00:26:13polemizzano
00:26:14coi magistrati
00:26:15sono garantisti
00:26:17questa democrazia cristiana
00:26:18ci garantisce
00:26:19meno nel passato
00:26:20tant'è che siamo
00:26:21sotto le grinfie
00:26:23di Falcone
00:26:23che ci porta
00:26:24a un maxiprocesso
00:26:25tutti alla sbarra
00:26:26e che abbiamo pensato
00:26:28di dare un segnale
00:26:29alla democrazia cristiana
00:26:31io questo
00:26:31non lo posso affatto
00:26:33escludere
00:26:33ha una sua ragionevolezza
00:26:35comunque
00:26:35questa interpretazione
00:26:36che poi
00:26:37infine
00:26:38per dirla tutta
00:26:39nel contesto
00:26:40palermitano
00:26:41siciliano
00:26:42ci fossero aree
00:26:44in diversi partiti
00:26:46compreso il mio
00:26:47che potevano avere
00:26:49degli strusci
00:26:50o delle zone
00:26:51di confine
00:26:52non ben marcato
00:26:54con clan
00:26:55cosche
00:26:56o presenze
00:26:57criminali
00:26:58questo io non lo posso
00:26:59escludere
00:26:59in tutta sincerità
00:27:00questo è pur possibile
00:27:02ma questo non mi riguarda
00:27:03di qualunque cosa si tratti
00:27:05il rapporto tra
00:27:06cosa nostra
00:27:07e la politica
00:27:07non funziona più
00:27:16forse
00:27:16come ha detto qualcuno
00:27:17perché è caduto
00:27:18il muro di Berlino
00:27:19e per mantenere
00:27:20l'Italia sotto controllo
00:27:21con la politica
00:27:22della strategia
00:27:23della tensione
00:27:23cosa nostra
00:27:24non serve più
00:27:26o forse
00:27:27come ha detto
00:27:27qualcun altro
00:27:28la rivoluzione
00:27:29di mani pulite
00:27:30che si compirà
00:27:30nel 92
00:27:31ha talmente indebolito
00:27:32la politica
00:27:33che questa
00:27:33non riesce a coprire
00:27:34più i mafiosi
00:27:36o forse
00:27:37in questa guerra
00:27:38tra stato
00:27:39e mafia
00:27:39lo stato
00:27:40ha finalmente deciso
00:27:41di reagire davvero
00:27:42comunque ecco
00:27:43il periodo brutto
00:27:44ecco la sentenza
00:27:45della Cassazione
00:27:46sul maxiprocesso
00:27:47ecco la rivoluzione
00:27:48Totorina
00:27:49è nei guai
00:27:50state calmi
00:27:51che tutto sia giusto
00:27:52aveva detto
00:27:52e invece
00:27:53non si è giusto
00:27:53a niente
00:27:54anzi
00:27:54va anche peggio
00:27:55allora
00:27:56bisogna dare
00:27:57un segnale più forte
00:27:58bisogna dare
00:27:58un taglio più netto
00:27:59di in qualunque natura
00:28:01siano stati
00:28:01i rapporti precedenti
00:28:03ci vuole un segnale forte
00:28:04alla Corleonese
00:28:0812 marzo 1992
00:28:10per le strade di Mondello
00:28:12vicino a Palermo
00:28:13l'auto dell'eurodeputato
00:28:14di C. Salvo Lima
00:28:15viene affiancata
00:28:16da due uomini in moto
00:28:17che sparano alcuni colpi
00:28:18contro la macchina
00:28:26sanno tutti
00:28:27quello che sta per succedere
00:28:28gli occupanti dell'auto
00:28:29restano in macchina
00:28:30mentre Salvo Lima
00:28:31scappa e cerca di nascondersi
00:28:33dietro un cassonetto
00:28:39uno degli uomini
00:28:40sulla moto
00:28:41lo insegue
00:28:42e lo uccide
00:28:42a colpi di pistola
00:28:46i collaboratori di giustizia
00:28:48dicono che Salvo Lima
00:28:50già definito anche
00:28:51in atti giudiziari
00:28:52come uno dei principali
00:28:53referenti politici
00:28:54di Cosa Nostra
00:28:55era stato condannato
00:28:56a morte dal 1987
00:28:58il suo candidarsi
00:28:59alle elezioni europee
00:29:01dicono i collaboratori
00:29:02di giustizia
00:29:02era stato visto
00:29:03come una fuga
00:29:04come un abbandono
00:29:05del campo di battaglia
00:29:06sei mesi dopo
00:29:08il 17 settembre
00:29:09è la volta di Ignazio Salvo
00:29:11che con il cugino Nino
00:29:12morto di cancro
00:29:13qualche anno prima
00:29:14era stato anche lui
00:29:15uno dei principali
00:29:16referenti di Cosa Nostra
00:29:17in Sicilia
00:29:18già condannato
00:29:19nel maxiprocesso
00:29:26Nascosto nella sua villa
00:29:27a Casteldaccio
00:29:29alle porte di Palermo
00:29:30c'è lui
00:29:30Leuluca Bagarella
00:29:31con altri uomini
00:29:33della Cosca
00:29:44Ignazio Salvo
00:29:45fa appena in tempo
00:29:46a scendere dalla macchina
00:29:47che viene abbattuto
00:29:48sul vialetto di casa
00:29:54procedere alla Corleonese
00:29:56che significa anche
00:29:58togliere di mezzo
00:29:59tutti i nemici
00:29:59a qualunque costo
00:30:01La mafia non è affatto invincibile
00:30:03è un fatto umano
00:30:04e come tutti i fatti umani
00:30:07ha un inizio
00:30:08e avrà anche una fine
00:30:09piuttosto bisogna rendersi conto
00:30:12che è un fenomeno
00:30:13terribilmente serio
00:30:15e molto grave
00:30:16e che si può vincere
00:30:18non pretendendo
00:30:20l'eroismo
00:30:21dai nervi cittadini
00:30:23ma impegnando
00:30:25in questa battaglia
00:30:26tutte le forze migliori
00:30:28delle istituzioni
00:30:29Giovanni Falcone
00:30:30se n'era andato da Palermo
00:30:31il 13 marzo 1991
00:30:33per assumere
00:30:34la direzione
00:30:35dell'ufficio affari penali
00:30:36a Roma
00:30:37sembra che Falcone
00:30:38così lontano dalla Sicilia
00:30:39sia fuori gioco
00:30:40invece no
00:30:41è proprio là
00:30:42che è più utile
00:30:43per la lotta alla mafia
00:30:44lontano dai veleni
00:30:45che si consumano
00:30:46nel palazzo di giustizia
00:30:47di Palermo
00:30:47e vicino
00:30:48a quella che è
00:30:49la nuova frontiera
00:30:50della lotta
00:30:51dello Stato contro Cosa Nostra
00:30:52le carceri
00:31:01Giovanni Falcone
00:31:02porta in quel campo
00:31:02il suo metodo di lavoro
00:31:04e le sue intuizioni
00:31:05per esempio
00:31:06è sua
00:31:06l'idea di far monitorare
00:31:08tutte le sentenze
00:31:08di mafia
00:31:09della Corte di Cassazione
00:31:10si accorge
00:31:12che sono tutte messe
00:31:13dalla stessa sezione
00:31:14e allora
00:31:14suggerisce
00:31:15di introdurre
00:31:16la turnazione
00:31:17una sorta di rotazione
00:31:18per cui
00:31:19queste sentenze
00:31:19sono affidate
00:31:20a sezioni diverse
00:31:21come accade
00:31:22per la sentenza
00:31:23che conferma
00:31:23tutti gli ergastoli
00:31:25del maxiprocesso
00:31:25no
00:31:26anche a Roma
00:31:28anche lontano
00:31:29dalla Sicilia
00:31:29Falcone
00:31:30è molto pericoloso
00:31:31forse lo è di più
00:31:32lei ha sacrificato
00:31:34gran parte
00:31:35della sua esistenza
00:31:36proprio
00:31:36alla lotta
00:31:37alla mafia
00:31:38è considerato
00:31:38dalle cosche
00:31:39un pochino
00:31:39il simbolo
00:31:40di questo Stato
00:31:40da combattere
00:31:41da colpire
00:31:42lei vive
00:31:43in sostanza blindato
00:31:44ma chi glielo fa fare?
00:31:48soltanto
00:31:49lo spirito di servizio
00:31:50ha mai avuto
00:31:52dei momenti
00:31:53di scoramento
00:31:54magari dei dubbi
00:31:55delle tentazioni
00:31:56di abbandonare
00:31:57questa lotta
00:31:58no mai
00:31:59è il 23 maggio
00:32:011992
00:32:02sono le 17.56
00:32:04di un sabato
00:32:05sull'autostrada
00:32:07che dall'aeroporto
00:32:07di Punta Raisi
00:32:08va a Palermo
00:32:09all'altezza di Capaci
00:32:10ci sono tre auto
00:32:21in quella di mezzo
00:32:22c'è Giovanni Falcone
00:32:23con sua moglie
00:32:24e l'autista
00:32:25Giuseppe Costanza
00:32:26l'autista
00:32:27siede dietro
00:32:28perché Falcone
00:32:29ha voglia di guidare
00:32:33parlano
00:32:33l'autista
00:32:34chiede a Falcone
00:32:35quando dovrà andare
00:32:35a riprenderlo
00:32:36lunedì mattina
00:32:38allora
00:32:38l'autista
00:32:39chiede a Falcone
00:32:39se cortesemente
00:32:40appena arrivati a casa
00:32:41gli ridà le chiavi
00:32:42della macchina
00:32:42così potrà andare
00:32:43a prenderlo
00:32:44lunedì mattina
00:32:48Falcone
00:32:48deve essere
00:32:49soprapensiero
00:32:50perché istintivamente
00:32:51sfila le chiavi
00:32:52dal cruscotto
00:32:53per darle all'autista
00:32:56cosa fa
00:32:57dice Giuseppe Costanza
00:32:58così ci ammazziamo
00:33:00Falcone si riprende
00:33:02e rimette a posto
00:33:02le chiavi nel cruscotto
00:33:04scusi scusi
00:33:05dice Giovanni Falcone
00:33:06e quelle
00:33:07sono le ultime parole
00:33:08che Costanza
00:33:09si ricorda
00:33:09prima di risvegliarsi
00:33:10all'ospedale
00:33:11la manovra
00:33:12delle chiavi
00:33:13infatti
00:33:13ha rallentato
00:33:14l'andatura
00:33:14della macchina
00:33:15che procede
00:33:16regolare
00:33:16in mezzo
00:33:16alle altre due
00:33:17e l'ha portata
00:33:18all'appuntamento
00:33:19con l'esplosione
00:33:19con qualche
00:33:20secondo di ritardo
00:33:27ma non è abbastanza
00:33:32di risvegliarsi
00:33:34di risvegliarsi
00:33:36di risvegliarsi
00:33:37Il magistrato non conosce che sarà la vostra autorità, hai guardato tutto?
00:33:47Dei, i feriti sono tanti, ma di molti sono tanti, io sono stato tranquillo, non ho dapposto un'altra.
00:33:53Di concerto, potete anche lei, chiamiamo di loro, non voglio loro, ci fermo all'ora, di che servizio qua sotto?
00:34:00Allora, oggi un cos'è, la tua ceduta.
00:34:02Eh, non è invece dovuto.
00:34:15Con Giovanni Falcone e la moglie Francesca Morvillo muoiono anche tre agenti della scorta, Antonio Montinaro, Rocco Di Cillo e
00:34:22Vito Schifani.
00:34:23La loro auto è stata investita in pieno da una carica di 500 kg di esplosivo piazzata sotto l'autostrada
00:34:29e azionata con un telecomando da Giovanni Brusca, l'uomo di fiducia di Totò Riina.
00:34:34Una strage, una strage che lascia sgomento a tutta l'Italia.
00:34:38Io vi perdono, però mi dovete mettere in ginocchio, però.
00:34:42Se avete il coraggio di cambiare, loro non cambiano.
00:34:47Di cambiare, di cambiare.
00:34:55È morto un uomo dello Stato, un'altra guardia.
00:34:58Ma ce n'è un altro, c'è un'altra guardia che può reagire.
00:35:01Dal punto di vista investigativo, dopo la morte di un magistrato del calibro dell'esperienza di Giovanni Falcone,
00:35:07c'è un altro magistrato siciliano su cui si appuntano le attenzioni di tutti.
00:35:11Si chiama Paolo Borsellino.
00:35:15Raccogliendo, financo, tra le mie braccia, gli ultimi respiri di Giovanni Falcone,
00:35:31pensai che si trattava di un appuntamento rinviato.
00:35:35Oltre che un collega, Paolo Borsellino è un amico di Giovanni Falcone.
00:35:44Sono cresciuti nello stesso quartiere, quello della Calza.
00:35:51È stato con lui nel pool antimafia ai tempi del maxiprocesso.
00:35:57Poi Paolo Borsellino si sposta a Marsala, dove continua con successo la lotta alla mafia,
00:36:02e nel 1992 torna a Palermo come procuratore aggiunto.
00:36:05Dopo la morte di Giovanni Falcone, viene proposto come capo della Procura Nazionale Antimafia.
00:36:11Paolo Borsellino ha fretta, come se sapesse di non avere più tempo.
00:36:15Lo dice a tutti.
00:36:16Ho fretta, devo fare in fretta.
00:36:19Lo dice al sostituto procuratore Antonio Ingroia.
00:36:22Devo fare presto.
00:36:24Lo dice al collega Leonardo Guarnotta.
00:36:26Non so se farò in tempo.
00:36:29Lo dice anche la moglie Agnese.
00:36:31Faccio una corsa contro il tempo.
00:36:32Devo lavorare, devo lavorare tantissimo.
00:36:34E se mi fanno arrivare...
00:36:39In fretta, in fretta.
00:36:41Ma perché tanta fretta?
00:36:43Paolo Borsellino sta indagando sulla morte di Giovanni Falcone.
00:36:46Ha ripreso in mano il rapporto mafia e appalti,
00:36:49scritto dai carabinieri del Rosso, del colonnello Mori e del capitano De Donno.
00:36:53Sta lavorando.
00:36:54Sta lavorando moltissimo perché ha fretta.
00:36:56Quando parla di sé, e la sorella Rita a ricordarlo,
00:36:59non dice se mi ammazzeranno.
00:37:01Dice quando mi ammazzeranno.
00:37:03Allora, dissi Paolo, arrivederci a presto.
00:37:09Non è facile descrivere né dimenticare lo sguardo che mi dette Paolo,
00:37:15che già sapeva che era nel mirino.
00:37:19Ma sei sicuro, disse Antonio, che ci rivedevo?
00:37:23La domanda mi turbò, mi turbò molto.
00:37:25Cercai di mascherare il mio turbamento, la volsi un po' in tonno scherzoso.
00:37:29Ma che stai dicendo, Paolo?
00:37:33Certo che ci rivedevo.
00:37:36E allora mi abbracciò, ma mi abbracciò con una forza che mi fece male.
00:37:44Mi strinse, non se ne rendeva conto.
00:37:47Mi abbracciò come a non volersi distaccare,
00:37:51come a volere tenere avvinto qualcosa di caro e portarselo via.
00:37:58Ecco, quello è stato...
00:37:59Lì ho sentito che era l'addio di Paolo.
00:38:02Il 19 luglio 1992, poco prima delle 5 del pomeriggio,
00:38:07le auto blindate di Paolo Borsellino e della sua scorta si infilano in via d'Amelio,
00:38:11dove vive la madre del magistrato.
00:38:13È domenica e Paolo Borsellino sta andando a trovarla.
00:38:16È il primo giorno di vacanza che si concede dopo settimane di lavoro.
00:38:31Dall'auto scendono due agenti, Claudio Traina e Vincenzo Limuli,
00:38:36per controllare che sia tutto a posto.
00:38:38Bonifica si chiama in gergo tecnico.
00:38:42Poi scendono altri due agenti, Agostino Catalano ed Emanuele Aloi,
00:38:46assieme a Paolo Borsellino.
00:38:56Un altro agente, Walter Cusina, è rimasto indietro,
00:39:00mentre un altro, Antonio Vullo, è nell'auto blindata che ha riportato in fondo alla strada.
00:39:04Da lì, dall'auto, Vullo osserva il magistrato che si avvicina alla casa della madre,
00:39:09assieme agli altri agenti.
00:39:12Pensa che quella non è proprio una bella situazione.
00:39:15Via d'Amelio è poco più di un budello.
00:39:17Bisogna entrare in fila indiana e fare marcia indietro per uscire.
00:39:20E poi è piena di auto parcheggiate.
00:39:49Ora è 16.58.
00:39:51Antonio Vullo sta guardando il procuratore Borsellino che suona il campanello della madre.
00:39:58Poi non vede nient'altro, perché viene sbalzato all'interno dell'auto da una nube caldissima.
00:40:15interroppiamo nuovamente i programmi in studio Andrea Dianello.
00:40:18Il giudice Paolo Borsellino, procuratore aggiunto di Palermo, è morto.
00:40:22È stato ucciso questo pomeriggio nel capoluovo siciliano.
00:40:25In un attentato di rannità, un'autobomba esplosa nei pressi del cortile del palazzo,
00:40:30dove abitano la madre e la sorella del giudice.
00:40:33Si parla anche di altri morti sarebbero quattro,
00:40:35compreso i giudici morti rimasti nella strada di Palermo.
00:40:38Questo nuovo attentato di madre decine i feriti.
00:41:02È successo di nuovo.
00:41:03È successo che una 126, con il baule imbottito da 90 kg di esplosivo innescati da un telecomando,
00:41:10è saltata per aria, uccidendo Paolo Borsellino e gli agenti Loi, Limuli, Traina, Cusina e Catalano.
00:41:16L'agente Vullo è sopravvissuto.
00:41:18E quando i magistrati gli chiederanno se quando è uscito dalla macchina ha notato qualcosa,
00:41:22lui dirà solamente alcuni brandelli dei colleghi.
00:41:25E' un colpo fortissimo per le forze dell'ordine, per la magistratura, per la Sicilia, per tutta l'Italia,
00:41:31che sembra disperata, quasi storbita.
00:41:34Non c'è assolutamente speranza in questa città.
00:41:38È finito tutto.
00:41:40Perché è finito tutto, dottore Caponetta?
00:41:44Perché è finito tutto?
00:41:49Perché non ne faccio più di altro.
00:41:53Non ne faccio più di altro.
00:41:54Un momento però, c'è qualcosa che non torna.
00:41:57Sappiamo chi è Leoluca Bagarella, sappiamo chi è Totore Ina, criminali feroci, stragisti senza scrupoli.
00:42:03Però un altro colpo, un altro colpo così grosso, a soli 57 giorni dalla strage di Capaci.
00:42:10Non possono non pensare che il Paese e che lo Stato non reagiranno.
00:42:15E allora? Perché un'altra strage? Perché così in fretta?
00:42:18La mafia è abituata ad usare i suoi tempi.
00:42:21Sa come tirare la corda senza correre di rischio, come adesso, di spezzarla.
00:42:25Perché adesso, e forse per la prima volta, lo Stato reagisce con rapidità e con durezza.
00:42:39Reagisce la gente, che manifesta contro la mafia, anche in Sicilia, anche a Palermo, anche con quella che è stata
00:42:44chiamata la rivolta dei Lenzuoli.
00:42:53Arrivano i soldati. Arrivano gli alpini mandati a presidiare gli obiettivi sensibili, in modo da liberare carabinieri e poliziotti da
00:43:00pompiti di sorveglianza.
00:43:04Dopo la morte di Giovanni Falcone, erano state studiate nuove misure, ma erano ancora ferme, imprisionate nelle lentezze della burocrazia
00:43:11e della politica.
00:43:12Con la morte di Paolo Borsellino, il decreto Falcone, così lo hanno chiamato, viene attuato immediatamente.
00:43:19Nella notte in cui convocai, recatomi subito a Palermo, il vertice delle forze di polizia per capire e reagire a
00:43:29ciò che era accaduto,
00:43:32fu un vertice molto tempestoso, il più tempestoso che io abbia governato e al quale comunque io abbia partecipato.
00:43:40Fu tempestoso perché non potevo lasciar passare sotto silenzio il fatto che, nonostante gli allarmi ripetutamente lanciati da Roma e
00:43:56da me in prima persona,
00:43:57a prefetto e forze di polizia, perché Borsellino, dopo quello che era accaduto a Falcone, venisse tutelato,
00:44:05soprattutto dopo che era stato anche esposto come nuovo candidato a dirigere la superprocura,
00:44:15vi fosse stata una tale colpevole incuria nella sua protezione da lasciare praticamente incustodito un luogo di sua frequentazione abituale,
00:44:25quale era la casa di sua madre a Palermo.
00:44:27Chiesi la rimozione successivamente dei vertici delle forze dell'ordine, che garantirono l'ordine pubblico a Palermo,
00:44:36per questa ragione, e la ottenni.
00:44:40E quella sera stessa, tornando in aereo da Palermo a Roma, con i miei collaboratori,
00:44:48diedi esecuzione, ancorché i lavori non fossero ancora del tutto terminati a Pianosi e all'Asinara,
00:44:54firmando il trasferimento di quasi 400 tra i principali boss di mafia e di criminalità organizzata
00:45:03da diverse cacce italiane, ma principalmente da Lunciardone,
00:45:08verso le due isole di Pianosa e dell'Asinara.
00:45:11Ma soprattutto viene rapidamente convertito in legge un decreto che era stato firmato subito dopo la morte di Falcone
00:45:17e che era ispirato anche alle sue idee.
00:45:19Un decreto che in caso di eccezionale gravità, come per esempio la lotta alla mafia,
00:45:24sospende le normali condizioni di trattamento dei detenuti e istituisce il carcere duro per i mafiosi.
00:45:29È il 41 bis.
00:45:31Se ne parlava già prima, ripeto, più volte Falcone, parlando in commissione antimafia,
00:45:38aveva comunicato le sue preoccupazioni, le preoccupazioni della magistratura, delle forze di polizia,
00:45:43in ordine del fatto che lo stare in carcere non rompeva i rapporti con l'organizzazione criminale.
00:45:48E purtroppo fu necessaria, tra virgolette necessaria, la sua morte perché il decreto legge
00:45:56introducesse il 41 bis nell'ordinamento.
00:45:58Devo dire, tutte le leggi antimafia in un qualche peso hanno alle spalle sempre degli stragi o degli omicidi.
00:46:04Abbiamo detto che questa è una storia di guerra, un'epopea da far west, una tragedia greca,
00:46:10ma è anche un romanzo giallo, ed è a questo punto che iniziano i misteri.
00:46:18Tra gli inizi di giugno e l'inizio di agosto del 1992 ci sono alcuni incontri tra uomini dello Stato,
00:46:24alti ufficiali del Rossi, reparto operativo speciale dei carabinieri,
00:46:27e uomini vicini alla mafia, come Don Vito Ciancimino.
00:46:33I carabinieri vogliono tendere una trappola per arrivare alla cattura di qualche latitante,
00:46:37magari dello stesso Totore Ina.
00:46:39Totore Ina, invece, vuole trattare e ha delle richieste molto precise.
00:46:43Vuole la revisione delle sentenze di condanna dei mafiosi, come quelle del maxiprocesso.
00:46:48Vuole la restituzione dei beni dei mafiosi sequestrati con la legge Rognoni e la torre.
00:46:53Vuole la cancellazione della legge sui pentiti e vuole la cancellazione del 41 bis.
00:46:58Per portare avanti quella che ritiene una trattativa,
00:47:00Totore Ina ha il suo metodo, il metodo corleonese di fare gli affari.
00:47:05È un metodo che gli è stato suggerito durante un colloquio tra uno dei suoi emissari
00:47:09ed un personaggio, un altro personaggio da romanzo, anche questo, ma un romanzo di spionaggio.
00:47:19Paolo Bellini, un ex estremista di destra, un trafficante di opere d'arte finito in galera
00:47:25sotto falso nome, che tanti anni dopo si autoaccuserà di una serie di omicidi, politici e di mafia.
00:47:31Durante quel dialogo, qualcuno aveva detto che colpire un magistrato non serve, perché lo Stato ne manda un altro.
00:47:37Ma un'opera d'arte non si può sostituire.
00:47:40Colpire la torre di Pisa, per esempio, significherebbe uccidere un'intera città.
00:47:46Attaccare il patrimonio artistico dello Stato
00:47:48Il 17 ottobre del 1992, un proiettile da mortaio viene nascosto nel giardino dei Boboli, a Firenze.
00:47:56Poi qualcuno telefona alla stampa per rivendicarlo e fare riferimento alla situazione carceraria dei mafiosi.
00:48:02Un segnale che vuole essere chiaro e preciso.
00:48:05E invece, e qui la nostra storia sarebbe una farsa se non ci fossero di mezzo tutti quei morti,
00:48:09chi telefona non riesce a spiegarsi, non sa farsi capire.
00:48:13Così la rivendicazione cade nel vuoto.
00:48:15Il proiettile verrà ritrovato soltanto molto tempo dopo.
00:48:19E intanto, lo Stato mette a segno un altro colpo importante.
00:48:24Il 15 gennaio 1993, i carabinieri del capitano ultimo
00:48:29bloccano un'auto all'angolo tra via Bernini e via le regione siciliana, a Palermo.
00:48:35Dentro c'è lui, Totò Riina, il capo di Cosa Nostra.
00:48:41Ma Cosa Nostra non si ferma.
00:48:43La cattura di un capo non l'ha mai fermata, perché ne arriva subito un altro.
00:48:46Il bastone del comando passa a Bernardo Provenzano, Binnu o Tratturi, un altro personaggio da romanzo.
00:48:52Di lui non si sa quasi niente.
00:48:54Non se ne conosce il volto, perché è latitante da 40 anni e l'ultima fotografia risale al 1963.
00:49:00C'erano alcune registrazioni sonore al tribunale di Agrigento, ma sono scomparse,
00:49:04per cui non se ne conosce neppure la voce.
00:49:07Non possiede un cellulare, non parla al telefono,
00:49:09non si presenta quasi mai di persona agli incontri.
00:49:12Comunica attraverso pizzini, fogliettini scritti a mano e consegnate da persone di fiducia.
00:49:17È un fantasma, Bernardo Provenzano.
00:49:19Un fantasma che governa Cosa Nostra da un'altra dimensione,
00:49:22e di cui si ha soltanto una ricostruzione al computer.
00:49:32Al suo fianco, Bernardo Provenzano ha Leoluca Bagarella,
00:49:36che la pensa come totoro Ina sulla guerra da fare allo Stato.
00:49:39La mafia non si ferma e alza il tiro.
00:49:4714 maggio 1993, Roma.
00:49:50Una Fiat Uno, carica di esplosivo, esplode in via Favro,
00:49:54a 15 metri da un incrocio,
00:49:55da cui sta passando l'auto del giornalista Maurizio Costanzo.
00:49:58Nessun morto, ma 30 feriti.
00:50:0427 maggio 1993, Firenze.
00:50:07A luna di notte, un furgoncino rubato esplode,
00:50:10distruggendo la Torre dei Pulci, in via dei Georgofili,
00:50:13a un passo dalla Galleria degli Uffitti.
00:50:195 morti e 35 feriti.
00:50:2627 luglio 1993, Milano.
00:50:29Alle 23 esplode un'auto in via Palestro,
00:50:32davanti al PAC, il padiglione d'arte contemporanea,
00:50:35che viene completamente sventrato dall'esplosione.
00:50:375 morti.
00:50:40Attacco al patrimonio artistico dello Stato.
00:50:42Un attacco spietato e sanguinario.
00:50:45Un segnale, che sembra essere diretto anche ad un altro interlocutore.
00:50:49La Chiesa.
00:50:50La mafia non può cambiare e calpestare questo diritto santissimo di Dio.
00:50:59Questo popolo, popolo siciliano,
00:51:05talmente attaccato alla vita,
00:51:08popolo che ama la vita,
00:51:10che dà la vita,
00:51:12non può vivere sempre sotto la pressione di una civiltà contraria,
00:51:21civiltà della morte.
00:51:24Lo dico ai responsabili,
00:51:27lo dico ai responsabili,
00:51:29convertitevi,
00:51:31una volta verrà il giudizio di Dio.
00:51:34Agli inizi di maggio,
00:51:36Papa Giovanni Paolo II visita la Sicilia occidentale.
00:51:39La risposta di Cosa Nostra,
00:51:41i suoi segnali,
00:51:41non si fanno attendere.
00:51:43A Palermo,
00:51:44nel quartiere Brancaccio,
00:51:45c'è un prete che si chiama Don Pino Puglisi.
00:51:52Don Pino è il parroco di San Gaetano
00:51:54e da sempre è uno di quei preti
00:51:56che non sanno stare zitti,
00:51:58che non riescono a rimanere indifferenti alle ingiustizie
00:52:00e che prendono sul serio la loro missione.
00:52:04Con le prediche durante la messa,
00:52:06con quello che dice e quello che fa nel quartiere,
00:52:08Don Pino Puglisi è diventato un simbolo
00:52:10di quello che significa resistere alla mafia.
00:52:12Il 15 settembre 1993,
00:52:15Don Pino sta rientrando a casa
00:52:17quando gli si avvicinano due uomini.
00:52:19Gaspare Spatuzza,
00:52:20un killer con 50 omicidi sulla coscienza,
00:52:23e Salvatore Grigoli, 40 omicidi.
00:52:25Spatuzza ferma Don Pino,
00:52:27mentre Grigoli gli gira attorno alle spalle
00:52:29con la pistola in mano.
00:52:31Spatuzza dirà che quando Don Puglisi lo ha visto,
00:52:33gli ha detto me l'aspettavo,
00:52:35e gli ha anche sorriso.
00:52:5228 luglio 1993, Roma.
00:52:54Il portico della chiesa del Velabro
00:52:56crolla sotto l'esplosione di un'autobomba.
00:53:03Un'auto imbottita di esplosivo
00:53:05che danneggia l'interno della chiesa
00:53:07e molti dei palazzi vicini
00:53:08e ferisce alcuni degli abitanti della zona.
00:53:13E ancora, sempre a Roma,
00:53:15la stessa notte,
00:53:16piazza San Giovanni in Laterano.
00:53:20Un'autobomba esplode poco dopo mezzanotte,
00:53:22provocando un cratere del diametro
00:53:24di quasi 4 metri,
00:53:25all'angolo tra il Palazzo del Laterano
00:53:27e la Basilica di San Giovanni.
00:53:30E non finisce qui.
00:53:32Se è possibile,
00:53:33c'è anche di peggio.
00:53:34Alla fine di maggio del 93,
00:53:36Salvatore Grigoli
00:53:37e Gaspare Spatuzza
00:53:38e altri mafiosi
00:53:39sono nel capannone
00:53:40di un deposito di Via dei Mille
00:53:41a Palermo.
00:53:42Lavorano dell'esplosivo,
00:53:44molto esplosivo.
00:53:49Lo pressano dentro sacchi
00:53:51della spazzatura,
00:53:52lo legano con delle corde
00:53:53e confezionano 5 bombe
00:53:55che sembrano forme di parmigiano,
00:53:575 dischi del peso di 50-60 kg.
00:54:03E perché siano ancora più micidiali,
00:54:06mettono nei sacchi
00:54:07dei pezzi di tondino di ferro.
00:54:08Per fare cosa?
00:54:09I mafiosi non lo sanno,
00:54:11obbediscono e basta.
00:54:12Due di queste bombe
00:54:13vengono caricate su un camion
00:54:15e portate fino a Roma,
00:54:16dove vengono messe nel baule
00:54:18di una lanciatema
00:54:18appositamente rubata.
00:54:20Perché?
00:54:21I mafiosi non lo sanno ancora,
00:54:22obbediscono e basta.
00:54:24Poi,
00:54:24Spatuzza e un altro mafioso
00:54:26vengono mandati
00:54:27a fare un sopralluogo.
00:54:28Dove?
00:54:33A Roma,
00:54:34allo Stadio Olimpico,
00:54:35di domenica,
00:54:36durante la partita.
00:54:39Per fare cosa?
00:54:41Adesso è facile immaginarlo.
00:54:45Un paio di settimane dopo,
00:54:47un'ora prima della fine
00:54:48della partita
00:54:49Lazio-Udinese,
00:54:50la lanciatema
00:54:51imbottita di esplosive
00:54:52e tondini di ferro
00:54:53viene parcheggiata
00:54:54vicino allo stadio.
00:54:57Sopra ha un'antenna,
00:54:58collegata con un telecomando
00:55:00di quelli che servono
00:55:01a far muovere
00:55:01le auto giocattolo,
00:55:02ma che può benissimo servire
00:55:03a far esplodere una bomba.
00:55:05Una bomba come quella,
00:55:06in un posto come quello.
00:55:07E proprio alla fine
00:55:08della partita.
00:55:18Ma la bomba non esplode.
00:55:20Per fortuna.
00:55:21L'impulso non arriva,
00:55:22il telecomando non funziona
00:55:23e non succede niente.
00:55:27E lo stesso Spatuzza
00:55:29a disinnescare
00:55:30le forme di parmigiano
00:55:31per portare via la tema,
00:55:32in attesa di un altro momento.
00:55:37stragi, bombe, massacri.
00:55:39Questa è tornata ad essere
00:55:40una storia di guerra.
00:55:41La storia della guerra
00:55:42di Cosa Nostra allo Stato.
00:55:44Ma cosa vuole la mafia?
00:55:46Perché la strage di Via D'Amelio
00:55:47con tutta quella fretta
00:55:48e tutto quello che è successo dopo?
00:55:50E perché queste stragi adesso?
00:55:51Ma guarda, io le posso dire
00:55:53che Rina
00:55:54aveva portato
00:55:57degli appunti
00:55:58e ha chiesto
00:55:59a Cance D'Affaele,
00:56:01a quelli che erano presenti,
00:56:02cosa dovevamo chiedere,
00:56:03diciamo,
00:56:04dei vantaggi,
00:56:05diciamo,
00:56:05per Cosa Nostra.
00:56:06Mi ricordo che c'era...
00:56:08Lui aveva preparato
00:56:09una relazione,
00:56:10che aveva chiamato,
00:56:11di richieste,
00:56:12di presentare allo Stato.
00:56:13Sì,
00:56:13che lui le doveva presentare
00:56:14a persone
00:56:16che aveva lui nelle mani,
00:56:17che c'era
00:56:18l'annullamento
00:56:19dell'ergastolo,
00:56:20il sequestro dei beni,
00:56:22cancellare la legge
00:56:23dei pentiti,
00:56:23perché a lui
00:56:24il male ci faceva quello.
00:56:26Era questo l'impegno
00:56:27che aveva preso
00:56:29persone che avevano preso con lui,
00:56:30perché lui diceva
00:56:31che la prima cosa
00:56:31dovevano fare questo,
00:56:32di cancellare la legge
00:56:33dei pentiti,
00:56:33e che il male
00:56:34viene di là.
00:56:35E io mi gioco con i denti,
00:56:36queste erano parole
00:56:37che io ci ho sentito dire
00:56:38tante volte
00:56:38che si giocava i denti.
00:56:40Totò Rina
00:56:40l'aveva detto con chiarezza
00:56:42prima di essere arrestato.
00:56:43Dicono che l'avesse scritto
00:56:44su un papello,
00:56:45su un foglio di carta,
00:56:46che però
00:56:46non è mai stato trovato.
00:56:48La mafia rivuole i soldi
00:56:50e i beni confiscati
00:56:50ai mafiosi.
00:56:51Vuole la revisione
00:56:52dei processi
00:56:53che devono essere celebrati
00:56:54con leggi
00:56:55e sentenze più benevole.
00:56:57Soprattutto
00:56:57non vuole stare in carcere
00:56:58e soprattutto
00:56:59non ci vuole stare
00:57:00col 41 bis.
00:57:01Io sto isolato da tutti.
00:57:03A me mi fanno fare
00:57:04una vita da cane,
00:57:05ma anche i cani
00:57:06sono saltati
00:57:07come sono saltati
00:57:07io in carcere.
00:57:21Un mafioso
00:57:22ha già messo in conto
00:57:23di finire in carcere
00:57:24prima o poi.
00:57:25Come ha detto
00:57:26Totò Rina,
00:57:27un uomo d'onore,
00:57:285 o 6 anni di branda
00:57:29se li può anche fare.
00:57:30Soprattutto
00:57:31quando le carceri
00:57:32erano come quelle
00:57:32di una volta.
00:57:33Come per esempio
00:57:34Poggio Reale,
00:57:35dove dopo una rivolta
00:57:36vengono trovate
00:57:3750 pistole
00:57:38e 28 candelotti
00:57:39di dinamite.
00:57:47O come il Grand Hotel
00:57:49del Lucciardone,
00:57:50come veniva chiamato
00:57:51il carcere di Palermo.
00:57:52Pasti che arrivavano
00:57:53dai migliori ristoranti
00:57:54di Palermo,
00:57:55feste come il compleanno
00:57:57di un boss
00:57:57nella palestra del carcere
00:57:58con aragoste
00:57:59e champagne.
00:58:04O come il matrimonio
00:58:06della figlia di Buscetta
00:58:07con Don Masino
00:58:08detenuto in smoking.
00:58:10Celle che rimangono
00:58:11aperte anche di notte
00:58:12trasformando il braccio
00:58:13della mafia
00:58:13in una specie
00:58:14di grande caseggiato.
00:58:15Libertà di movimenti
00:58:17ed incontri,
00:58:18come quando
00:58:18Tommaso Buscetta
00:58:19detenuto
00:58:20incontra Saro Ricobono
00:58:21latitante
00:58:22e lo incontra in carcere.
00:58:24Ma non è soltanto
00:58:25la bella vita
00:58:25che viene negata
00:58:26ai boss
00:58:27col 41 bis.
00:58:28Viene interrotta
00:58:29anche quella catena
00:58:30di comando
00:58:31che lega il boss
00:58:31all'organizzazione.
00:58:33Il boss in carcere,
00:58:34come dirà
00:58:35Antonio Gioè,
00:58:36uno degli artificieri
00:58:37della strage
00:58:37di Capaci
00:58:38è come un tralcio
00:58:39senza vite.
00:58:40Hanno dei colloqui
00:58:42con i familiari,
00:58:43con gli stretti congiunti.
00:58:45Il colloqui
00:58:45chiaramente
00:58:46è una delle
00:58:49attività
00:58:49che è soggetta
00:58:50a un regime particolare
00:58:51nel senso che
00:58:52è limitata
00:58:53a un colloquio
00:58:54al mese
00:58:55e che
00:58:56il colloquio
00:58:57viene fruito
00:58:57con una separazione
00:59:00fra il detenuto
00:59:01e i suoi familiari
00:59:03vetro antiproiettile.
00:59:04Insomma,
00:59:05un vetro antiproiettile
00:59:05che non consente
00:59:06appunto
00:59:06il contatto fisico
00:59:07e
00:59:09questo pure
00:59:10è necessario precisare
00:59:11la sorveglianza
00:59:12per quanto riguarda
00:59:13questi colloqui
00:59:14da parte del personale
00:59:15è soltanto visiva.
00:59:17Il vetro divisorio
00:59:18è necessario
00:59:19perché è servito
00:59:20ad impedire
00:59:21in modo
00:59:21certo,
00:59:22assoluto
00:59:22che i familiari
00:59:24potessero comunque
00:59:26passare qualcosa
00:59:27al detenuto.
00:59:28Anche piccoli foglietti,
00:59:30messaggi,
00:59:32cose che in passato
00:59:33è avvenuta.
00:59:34Per quanto riguarda
00:59:35gli altri aspetti
00:59:35della vita detentiva
00:59:36del 41
00:59:37bisogna dire
00:59:37che comunque
00:59:38all'interno delle celle
00:59:38hanno il televisore,
00:59:40possono guardare liberamente
00:59:42le trasmissioni televisive,
00:59:43possono
00:59:45dallo scorso anno
00:59:47anche cucinarsi,
00:59:48nel senso che
00:59:49hanno dei fornelli
00:59:50autoalimentati
00:59:51con i quali
00:59:52possano preparare
00:59:53delle,
00:59:55dovrebbero poter
00:59:56riscaldare
00:59:56delle vivande
00:59:57di facile cottura.
00:59:58Ma il problema
01:00:00per Cosa Nostra
01:00:01non è soltanto
01:00:02che col 41 bis
01:00:03si vive male
01:00:03e si resta
01:00:04talmente isolati
01:00:05da non poter comandare
01:00:06e quindi decadere
01:00:07praticamente
01:00:07dal ruolo di capo.
01:00:08Il problema
01:00:09è che il 41 bis
01:00:11diventa una fabbrica
01:00:12di pentiti.
01:00:13Ce n'erano già stati,
01:00:14lo abbiamo visto,
01:00:15soprattutto tra le cosche perdenti,
01:00:16ma adesso
01:00:17cominciano a collaborare
01:00:18anche i corleonesi.
01:00:20Col 41 bis
01:00:21crollano
01:00:22e cominciano a parlare.
01:00:23E questo,
01:00:24per Cosa Nostra,
01:00:25è una specie
01:00:25di virus mortale
01:00:26da rifiutarsi
01:00:27con paura,
01:00:28quasi con orrore.
01:00:29Non me l'aspettavo,
01:00:30è mio figlio,
01:00:31è gatto,
01:00:31e basta,
01:00:32ora si ha sfrugliato la legge.
01:00:35Lei lo conosceva,
01:00:36Santo Di Matteo?
01:00:37Come lo conosce?
01:00:38Certo,
01:00:39come lo conosce,
01:00:39è paesano,
01:00:40perché lo conosce,
01:00:41lo conosco.
01:00:42Quando ha saputo
01:00:42che si è pentito,
01:00:43che cosa pensate?
01:00:44Io?
01:00:45Che pensate?
01:00:45Che è un bigliacco.
01:00:47Io per mia figlia
01:00:47ho un cornuto,
01:00:48non sono esercitato.
01:00:49Un cornuto,
01:00:49non sono esaurata.
01:00:50Ma perché dice questo?
01:00:51Perché ho un cornuto
01:00:51e un passo,
01:00:52dice cosa consapevo.
01:00:53Il virus del pentimento
01:00:57della nostra storia
01:00:58assume i toni
01:00:59di una vera e propria
01:01:00tragedia greca.
01:01:01Spino Marchese,
01:01:02uno dei pentiti più illustri,
01:01:03ha una sorella
01:01:04che si chiama Vincenzina.
01:01:08Vincenzina Bagarella,
01:01:09la moglie di Leoluca.
01:01:11Un giorno,
01:01:12Leoluca Bagarella
01:01:12ritorna a casa
01:01:13nel covo in cui
01:01:14si nasconde assieme
01:01:15alla moglie,
01:01:15perché è sempre latitante,
01:01:17e la trova impiccata
01:01:18ad una trave
01:01:18nella stanza
01:01:19in cui stava tirando.
01:01:24Un suicidio sicuramente,
01:01:25ma perché?
01:01:26Ci sono due ipotesi
01:01:28sulla morte
01:01:28di Vincenzina Bagarella
01:01:29e sono tutte e due
01:01:30da tragedia greca.
01:01:32Una,
01:01:32Vincenzina Bagarella
01:01:33si è uccisa
01:01:34perché aveva da poco
01:01:35avuto un aborto
01:01:36e considerava quella
01:01:37una specie di maledizione.
01:01:39Perché?
01:01:40Perché era stato proprio
01:01:41suo marito Leoluca
01:01:42ad ordinare l'uccisione
01:01:44di Giuseppe di Matteo,
01:01:45il figlio di un pentito,
01:01:46che era stato torturato,
01:01:47ucciso
01:01:47e sciolto nell'acido.
01:01:49E Giuseppe di Matteo
01:01:50aveva soltanto 12 anni.
01:01:56Oppure,
01:01:57seconda ipotesi,
01:01:58Vincenzina
01:01:58si è uccisa
01:01:59per la vergogna
01:02:00di avere un fratello
01:02:01pentito,
01:02:01il signor Marchese
01:02:02e si è uccisa
01:02:03per evitare a suo marito
01:02:04Leoluca
01:02:05guai peggiori,
01:02:06perché Leoluca Bagarella
01:02:07è un boss
01:02:07e non può avere
01:02:08rapporti di parentela
01:02:09con un pentito.
01:02:10Un sacrificio,
01:02:11un vero e proprio
01:02:12sacrificio umano
01:02:13a Cosa Nostra.
01:02:19Stragi e trattative
01:02:20per fermare
01:02:21l'azione repressiva
01:02:22dello Stato.
01:02:22Ma Cosa Nostra
01:02:24cerca anche un'altra cosa.
01:02:25Cerca di riallacciare
01:02:26quel rapporto
01:02:27con la politica
01:02:27che si è interrotto
01:02:28e che lei è necessario
01:02:29per sopravvivere
01:02:30ed espandersi.
01:02:31Cerca un altro
01:02:32interlocutore politico.
01:02:34Il rapporto
01:02:35con la politica
01:02:35è sempre stato
01:02:36un'ossessione
01:02:37di Cosa Nostra.
01:02:39Ne parla anche
01:02:41il collaboratore di giustizia
01:02:42Antonino Giuffret
01:02:43nelle sue più recenti
01:02:44dichiarazioni.
01:02:48Una cosa poco bella
01:02:49dice Antonino Giuffret
01:02:50di cui però
01:02:51non si poteva fare a meno
01:02:52perché l'uomo politico
01:02:54dice Giuffret
01:02:54è vicido
01:02:55fa il doppio gioco
01:02:56prima si prende
01:02:57i voti di Cosa Nostra
01:02:58e poi non mantiene
01:02:58le promesse
01:02:59anzi
01:03:00quando sente su di sé
01:03:01l'attenzione dello Stato
01:03:02per farsi credere pulito
01:03:04per rifarsi una verginità
01:03:05si impegna ancora di più
01:03:06nella lotta alla mafia.
01:03:08La miserabilitudine
01:03:09dell'uomo politico
01:03:10così la chiama Giuffret.
01:03:12Meglio a volte
01:03:13cercare di fare da soli.
01:03:18Come quando
01:03:19Leoluca Bagarella
01:03:20ispira la nascita
01:03:21di un movimento politico
01:03:22Sicilia Libera
01:03:23che nasce a Palermo
01:03:24e a Catania
01:03:25nell'ottobre del 93
01:03:27e che assieme a tante persone
01:03:29ignare ed oneste
01:03:30vede la presenza diretta
01:03:31di Cosa Nostra.
01:03:34Ma Bernardo Provenzano
01:03:35ha altre idee.
01:03:36Alla partecipazione diretta
01:03:38lui preferisce
01:03:39il collateralismo politico.
01:03:41Preferisce cercare
01:03:42un interlocutore esterno
01:03:43che sappia venire incontro
01:03:45alle esigenze di Cosa Nostra
01:03:46come è sempre successo.
01:03:47Un interlocutore esterno
01:03:49che deve essere cercato
01:03:50a qualunque costo
01:03:50e con tutti i mezzi
01:03:51anche con le stragi.
01:03:52Poi
01:03:53all'improvviso
01:03:54tutto finisce.
01:03:56Dal luglio del 93
01:03:57o dal gennaio del 94
01:03:59se vogliamo considerare
01:04:00anche il fallito attentato
01:04:01allo stadio olimpico
01:04:03tutto finisce.
01:04:04Di bombe
01:04:05non ce ne sono più.
01:04:15Perché?
01:04:16Perché Cosa Nostra
01:04:17ha capito
01:04:18che la strategia stragista
01:04:19non funziona
01:04:20anzi suicida
01:04:21perché inasprisce
01:04:22la reazione dello Stato
01:04:23o perché ha ottenuto
01:04:24il suo scopo.
01:04:25C'è una frase
01:04:26molto ambigua
01:04:27detta da Totò Rina
01:04:28prima di essere arrestato.
01:04:29Si sono fatti sotto
01:04:30dice
01:04:32A chi si riferisce?
01:04:34Ai contatti avuti
01:04:35con i carabinieri del Ross
01:04:36che volevano arrestarlo
01:04:37e che lui avrebbe frainteso
01:04:38o a qualcun altro?
01:04:40Qualunque cosa sia successo
01:04:41per quanto riguarda la mafia
01:04:43non accade più niente.
01:04:44Niente più bombe
01:04:45e niente più omicidi eccellenti.
01:04:46La mafia
01:04:47sembra essere diventata invisibile.
01:04:49Fino ad oggi
01:04:50fino al 12 luglio
01:04:52del 2002.
01:04:53Mio Presidente
01:04:55buonasera
01:04:55sono Bagarella
01:04:57Leo Luca.
01:04:59Quella di Leo Luca Bagarella
01:05:01non è l'unica protesta.
01:05:02Da tutte le carceri
01:05:03in cui si trovano detenuti
01:05:04sottoposti al 41 bis
01:05:06arrivano lettere
01:05:07e petizioni
01:05:08che minacciano
01:05:08proteste
01:05:09e scioperi della fame.
01:05:10Sono lettere e petizioni
01:05:12indirizzate
01:05:12soprattutto agli avvocati
01:05:13delle regioni meridionali
01:05:15che siedono
01:05:15sugli scranni parlamentari.
01:05:17Allora
01:05:18dicono i detenuti
01:05:19quando difendevano i mafiosi
01:05:21erano i primi
01:05:21a protestare
01:05:22contro il 41 bis
01:05:23e adesso invece
01:05:24non lo fanno più.
01:05:25Sono proteste
01:05:26che quando vengono
01:05:27dagli uomini di Cosa Nostra
01:05:28anche se in carcere
01:05:29preoccupano.
01:05:32Il generale Mario Mori
01:05:34prima comandante
01:05:35dei Rossi
01:05:36e adesso direttore
01:05:36del SIRTE
01:05:37di Servizio Segreto Civile
01:05:38inoltre ha un rapporto.
01:05:41In quel rapporto
01:05:42il generale Mori
01:05:43segnala
01:05:44che la situazione
01:05:45vede i capi
01:05:46di Cosa Nostra
01:05:47di fronte ad una
01:05:47vanificazione
01:05:48delle speranze
01:05:49alla quale
01:05:50è verosimile
01:05:51intendano reagire.
01:05:52Reagire
01:05:53significa colpire
01:05:54e quindi
01:05:55il generale Mori
01:05:56individua anche
01:05:57un bersaglio
01:05:57un bersaglio ideale
01:05:58una personalità politica
01:06:00che al di là
01:06:01del suo effettivo
01:06:01coinvolgimento
01:06:02in affari di mafia
01:06:03venga comunque
01:06:04concepito come
01:06:05mascarriato
01:06:06come compromesso
01:06:07con la mafia
01:06:08e quindi
01:06:08non difendibile
01:06:09dall'opinione pubblica.
01:06:16C'è un altro rapporto
01:06:18un rapporto
01:06:18della direzione
01:06:19investigativa antimafia
01:06:20che fa altri nomi
01:06:21che ritiene a rischio.
01:06:22Sono sette
01:06:23ex avvocati difensori
01:06:24di boss mafiosi
01:06:25tutti eletti
01:06:26nelle file di Forza Italia
01:06:27e alleanza nazionale.
01:06:29Sono sottoscorta
01:06:30perché
01:06:32il prefetto
01:06:34di Palermo
01:06:35con molta
01:06:37solerzia
01:06:37e determinazione
01:06:38alla luce
01:06:40di quello
01:06:42che è uscito
01:06:43io
01:06:45non ho avuto
01:06:46cognizione
01:06:46dai giornali
01:06:47ma pare
01:06:48da un proclama
01:06:49che è stato
01:06:49emesso
01:06:52dalle carceri
01:06:53dalle carceri
01:06:54pare che
01:06:55ci fosse
01:06:56un riferimento
01:06:57a pericoli
01:06:59che avrebbero potuto
01:07:00avere
01:07:01rincorrere
01:07:02gli avvocati
01:07:04che facevano
01:07:04i parlamentari.
01:07:05Dalla mafia
01:07:06di Leoluca Bagarella
01:07:07e di Totò
01:07:08Riina
01:07:08dalla mafia
01:07:09delle stragi
01:07:09si passerebbe
01:07:11quindi
01:07:11a quella
01:07:11che presenta
01:07:12petizioni
01:07:13che chiede sconti
01:07:14oppure
01:07:14come dice qualcuno
01:07:15che presenta il conto.
01:07:16La mafia è consapevole
01:07:18che un parlamentare
01:07:19a prescindere
01:07:21che abbia fatto
01:07:22l'avvocato
01:07:23non può essere
01:07:24in condizione
01:07:25di potere
01:07:25manovrare
01:07:27o di potere
01:07:28fare cambiare
01:07:29rotta
01:07:29un governo
01:07:30che per scelta
01:07:31strategica
01:07:31si è data quella
01:07:32di adottare
01:07:34provvedimenti
01:07:35finalizzati
01:07:36all'applicazione
01:07:37del 41 bis
01:07:38se si tratta
01:07:38di giustizia
01:07:39all'applicazione
01:07:40di altri
01:07:41provvedimenti
01:07:43noi parlamentari
01:07:45a stento
01:07:46ci danno
01:07:47la possibilità
01:07:48qualche volta
01:07:49di farci
01:07:49approvare
01:07:50qualche emendamento
01:07:51immaginate un poco
01:07:52se un parlamentare
01:07:53è in condizione
01:07:54di fare
01:07:54cambiare
01:07:55strategia
01:07:55al proprio partito
01:07:56o addirittura
01:07:57a una coalizione.
01:07:59Il 61 a 0
01:08:00o i voti
01:08:01che il Polo
01:08:02ha preso
01:08:02nel 94
01:08:03nel 96
01:08:03e nel 2001
01:08:05era un voto
01:08:06di voglia
01:08:08di cambiare
01:08:09voglia
01:08:09tanto è vero
01:08:10tanto è vero
01:08:11che
01:08:11quando ci siamo
01:08:12presentati
01:08:13alle elezioni
01:08:14alle elezioni
01:08:15gran parte
01:08:15dei manifesti
01:08:16elettorali
01:08:16non indicavano
01:08:17il nome
01:08:18il nome
01:08:19del candidato
01:08:20il candidato
01:08:20era Berlusconi
01:08:21il candidato
01:08:22era Berlusconi
01:08:23le campagne
01:08:24elettorali
01:08:24fatti oggi
01:08:25col sistema
01:08:25maggioritario
01:08:26sono campagne
01:08:27elettorali
01:08:27diverse
01:08:28da quelle
01:08:28che si facevano
01:08:29col sistema
01:08:29proporzionale
01:08:30tenete conto
01:08:31che io sono
01:08:32stato eletto
01:08:33rispetto al mio
01:08:34avversario
01:08:34diretto
01:08:35con 25 mila
01:08:36voti di differenza
01:08:37immaginate un poco
01:08:38se un candidato
01:08:40che si presenta
01:08:41in un comune
01:08:41fa un comizio
01:08:42se ne va
01:08:43si gira
01:08:43il collegio
01:08:44in questi termini
01:08:45possa avere
01:08:46il tempo
01:08:47materiale
01:08:48di avere
01:08:50dei contatti
01:08:51ma neanche
01:08:52col proprio
01:08:52partito
01:08:53più
01:08:53perché sono
01:08:54voti
01:08:54che vengono
01:08:55da Roma
01:08:57dalle televisioni
01:08:59dai giornali
01:09:00dal rilevare
01:09:02un sentimento
01:09:02forte
01:09:03del popolo
01:09:03che vuole cambiare
01:09:04altro che
01:09:05voto condizionato
01:09:06del voto orientato
01:09:07del voto
01:09:08dato a questo
01:09:08voto
01:09:08dato a quell'altro
01:09:09Totò Riina
01:09:11Leoluca Bagarella
01:09:12gli autori
01:09:12delle stragi
01:09:13quasi tutti
01:09:14i protagonisti
01:09:15negativi
01:09:15di questa storia
01:09:16gli eroi
01:09:17del male
01:09:17di questa tragedia
01:09:18sono in galera
01:09:19sottoposti
01:09:19al 41 bis
01:09:20come Totò Riina
01:09:22che da dieci anni
01:09:23non dice una parola
01:09:23se non per difendersi
01:09:25e inveire
01:09:25c'è solo
01:09:26uno strumento politico
01:09:27del signor Violanti
01:09:31ma però
01:09:31c'è sempre il partito
01:09:33cioè
01:09:33io sono i comunisti
01:09:34che portano avanti
01:09:36queste cose
01:09:36signor Violanti
01:09:37signor Caselle
01:09:38da Palermo
01:09:39c'è tutto
01:09:40una combiccola
01:09:42tutto quello
01:09:43che gira attorno
01:09:44a queste cose
01:09:45portano avanti
01:09:46queste cose
01:09:46questo c'è
01:09:47di questo governo
01:09:48questo
01:09:48se debbano guardare
01:09:50di questi attacchi
01:09:51c'è
01:09:51comunisti
01:09:53ma Bernardo Provenzano
01:09:55è ancora fuori
01:09:56è ancora latitante
01:09:57è ancora fantasma
01:09:58e cosa nostra
01:09:59è ancora forte
01:10:00i risultati sono stati
01:10:02che dal 96 al 2001
01:10:04si sono arrestati
01:10:05credo un importante mafioso
01:10:07ogni 28 ore
01:10:08se non ricordo male
01:10:09quindi insomma
01:10:11l'attività c'è stata
01:10:13l'attività di repressione
01:10:15polizia
01:10:16che cosa è accaduto?
01:10:17è accaduto che però
01:10:18nel frattempo
01:10:19è venuta meno
01:10:20l'impressione
01:10:21l'accensione del faro
01:10:24sulla mafia
01:10:25è come se avessimo
01:10:25spento i riflettori
01:10:26cosa è accaduto?
01:10:27che la mafia
01:10:28ha cominciato
01:10:29ad espandersi
01:10:30ad altri livelli
01:10:31specie quello
01:10:32delle amministrazioni locali
01:10:33la categoria
01:10:34delle persone
01:10:36che sono più oggetto
01:10:37di minacce
01:10:38sono gli amministratori pubblici
01:10:41gli amministratori pubblici
01:10:42non le forze di polizia
01:10:44non i magistrati
01:10:45non i giornalisti
01:10:46non i politici
01:10:47ma gli amministratori pubblici
01:10:49questo deve far riflettere
01:10:50su un dato
01:10:51che ormai emerge
01:10:52da tutte quante le valutazioni
01:10:54che fa la direzione
01:10:57investigativa antimafia
01:10:58la direzione nazionale antimafia
01:11:01il ministero degli interni
01:11:02le magistrature
01:11:03soprattutto siciliane
01:11:05che ci dicono
01:11:06come
01:11:06cosa nostra
01:11:07controlli
01:11:09quasi tutta l'economia siciliana
01:11:11e poi
01:11:13resta aperto il giallo
01:11:14sì perché gli omicidi
01:11:15dei primi anni 90
01:11:16l'omicidio di Salvo Lima
01:11:18è quello di Ignazio Salvo
01:11:19sono omicidi di vendetta
01:11:20la strage di Capaci
01:11:22con la morte di Falcone
01:11:23anche quella
01:11:23risponde a criteri di vendetta
01:11:25ma soprattutto
01:11:26a criteri di prevenzione
01:11:27per togliere di mezzo
01:11:29un uomo dello Stato
01:11:29che è diventato
01:11:30troppo pericoloso
01:11:31le stragi del 93
01:11:33l'attacco al patrimonio artistico
01:11:34dello Stato
01:11:35quelle sono stragi estorsive
01:11:37ricatti
01:11:38per portare avanti
01:11:39quella che i corleonesi
01:11:40ritengono una trattativa
01:11:41ma la strage di Via D'Amelio
01:11:43la morte di Paolo Borsellino
01:11:45quella che cos'è
01:11:46un'azione preventiva
01:11:47per togliere di mezzo
01:11:49un altro uomo
01:11:49dello Stato
01:11:50che è diventato pericoloso
01:11:51o un altro ricatto
01:11:53per alzare
01:11:53la tensione della trattativa
01:11:54che poi però
01:11:55si è rivelato
01:11:56un errore strategico
01:11:57o qualcos'altro
01:11:58perché Paolo Borsellino
01:12:00doveva lavorare
01:12:01così in fretta
01:12:02perché
01:12:03si doveva ucciderlo subito
01:12:11qui finisce
01:12:12la nostra storia
01:12:13di guardie e ladri
01:12:14quella che non è finita
01:12:15è la guerra
01:12:16tra la mafia
01:12:17e lo Stato
01:12:18la guerra
01:12:19tra chi mette le bombe
01:12:20e chi vuole fare giustizia
01:12:21la guerra
01:12:22tra chi uccide
01:12:23e chi sa
01:12:23che sta rischiando la pelle
01:12:25e che non dice
01:12:25se mi uccideranno
01:12:26ma dice
01:12:27quando mi uccideranno
01:12:28eppure
01:12:28va avanti lo stesso
01:12:29senza arrendersi
01:12:31lei ha sacrificato
01:12:32gran parte
01:12:33della sua esistenza
01:12:34proprio
01:12:35alla lotta
01:12:36alla mafia
01:12:36considerato dalle cosche
01:12:37un pochino
01:12:38il simbolo
01:12:38di questo Stato
01:12:39da combattere
01:12:40da colpire
01:12:40lei vive in sostanza
01:12:42blindato
01:12:43ma chi glielo fa fare?
01:12:46no
01:12:47soltanto
01:12:47lo spirito di servizio
01:12:49ha mai avuto
01:12:51dei momenti
01:12:51di scoramento
01:12:53magari dei dubbi
01:12:54delle tentazioni
01:12:54di abbandonare
01:12:56questa lotta?
01:12:57no mai
01:12:58di soltanto
01:13:00di soltanto
01:13:01di soltanto
01:13:03di soltanto
01:13:07di soltanto
01:13:08di soltanto
01:13:09ho
01:13:09di soltanto
01:13:10un bel
01:13:11di soltanto
01:13:24Grazie a tutti.
01:13:53Grazie a tutti.
01:14:23Grazie a tutti.
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