(LaPresse) Migliaia di voli sono stati cancellati in seguito agli attacchi di Tel Aviv e Washington contro Teheran. Si tratta della più grande interruzione mondiale del trasporto aereo, dai tempi della pandemia di Covid. Paesi come Iraq, Siria, Kuwait, Emirati Arabi Uniti e gli stessi Israele e Iran hanno chiuso lo spazio aereo.
Tra le compagnie che hanno annullato i voli, ci sono Emirates, Etihad, Air France, British Airways, Air India, Turkish Airlines, Lufthansa. Secondo la società di analisi del settore aeronautico Cirium, su circa 4.218 voli in arrivo nei Paesi del Medio Oriente sabato, 966 sono stati cancellati, cifra che supera i 1.800 se si includono anche i voli di andata. Oggi, domenica 1 marzo, 716 voli su 4.329 previsti per il Medio Oriente sono stati cancellati.
Lufthansa, che comprende Ita Airways, oltre a Swiss, ha cancellato i voli da e per Tel Aviv, Beirut, Amman, Erbil e Teheran fino al 7 marzo. Nello specifico, Ita ha comunicato che gli spazi aerei di Israele, Libano, Giordania, Iraq e Iran non saranno utilizzati fino al 7 marzo. Per ragioni operative i voli da e per Dubai sono sospesi fino al 1 marzo. Per rimanere in Europa, Air France ha cancellato, ieri e oggi, i voli per Dubai, Riyadh e Beirut e Tel Aviv. British Airways ha sospeso i voli per Tel Aviv e Bahrein fino al 4 marzo e ieri ha cancellato i voli per Amman. Swiss International Air Lines ha sospeso i voli da e per Tel Aviv fino al 7 marzo e ha cancellato i voli da Zurigo a Dubai e Abu Dhabi previsti nel fine settimana. Turkish Airlines ha cancellato i voli per Libano, Siria, Iraq, Iran e Giordania fino al 2 marzo. Per quanto riguarda le compagnie aeree del Medio Oriente e del Nord Africa, Emirates ed Etihad hanno cancellato il 38% e il 30% dei voli. Qatar Airways ha sospeso tutti i voli da Doha e cancellato il 41% dei voli totali.
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