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  • 1 giorno fa
Esce domani in libreria e in edicola col quotidiano il volume che raccoglie i versi di 15 poetesse e poeti (a cura dalla Redazione Cultura). Il libro raccoglie un inedito e un «cavallo di battaglia» per ciascun autore e autrice: Chiara Araldi, Giovanni Arezzo alias Soulcè, Filippo Capobianco, Eugenia Giancaspro alias Antigone, Martina Lauretta, Lorenzo Maragoni, Olympia, Maria Oppo, Davide Passoni, Francesca Pels, Riccardo Petilli, Giuseppe Piccolo, Gabriele Ratano, Simone Savogin, Serena Rose Zerri. L’introduzione è a cura di Eleonora Fisco, poetessa, performer e ricercatrice. Il volume è realizzato grazie al sostegno dell’Associazione Giri di parole e del suo presidente Guido Chiarloni. In questo video due degli autori di Arrivano i barbari, Davide Passoni e Giuseppe Piccolo, recitano una loro poesia e spiegano il senso del poetry slam.- «Nel poetry slam la poesia prende forme diverse: urla, sussurra, può anche mordere». Le performance di Davide Passoni e di Giuseppe Piccolo di Jessica Chia

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Trascrizione
00:04Hai chiuso la porta come fosse l'ultima, arrabbiata del mio stare muto. Ho premuto
00:11il tasto come sempre del resto, del resto del mondo. Vai, ti ho detto, ma con un pezzo di
00:21vuoto nel mezzo. Hai sentito mancare il calore, sospeso e svanito dall'essermi di nuovo fermato.
00:30Ho frenato sino al buio, son tornato al silenzio. Svegliami, tira, mi spingimi, bloccami i polsi,
00:37poi stringimi i tempi in un tempio che riempie le stanze di pece, poi invece distraimi dall'essermi
00:42centro, perduto qui dentro nel nero distinico di essere estrionico e povero d'anima, e ti prego
00:47rimani e armati ancora di quella pazienza che ho perso in inezie ed in corse autoimposte e spiegami
00:53in cosa io manchi, che non riesco mai a inchinarmi al chiaro e semplice fatto che siamo quel che siamo
01:01ma pensiamo di essere meglio, poi vogliamo tutto subito e che gli altri ce lo debbano a discapito
01:06del bene più comune che è sentirci e fare parte di chi tesse il vero essere, da meno peso al
01:10mero e
01:11falso avere, che la legge universale non è quella del più forte ma la fonte originale d'ogni bene,
01:16nell'adattarsi e forse non è troppo tardi per capire che capire è il vero premio per andare
01:22oltre Darwin e accettare che accettare è il migliore degli amori e che puoi farlo solo se
01:27permetti agli altri di sognare e non tornare se credi, ma osserva ti chiedo, e lo so lo scordo
01:34sempre io stesso ma ogni volta che assoni ad anima fine per me ti si apre nient'altro che un
01:43mondo,
01:43un piccolo seme, il più grande valore per chi si vuol bene è sapere nel profondo che c'è più
01:52dell'amore, c'è il doversi la vita. Quando scrivi non puoi dire ho scritto una poesia, sarà qualcun altro
02:00a dire questa è una poesia, la poesia che si incontra nella vita è una cosa che ti suscita un
02:06'emozione e
02:07quindi scrivere qualcosa rispetto a questo evento deve essere poesia per qualcun altro.
02:15Il poetry slam è quella situazione che ti permette di essere chiunque tu voglia comunicando con persone
02:24che non hai mai visto prima tra le quali ci sono anche dei giudici che potrebbero alzare le mani
02:30e darti un brutto voto. Quello di cui parlano i poeti del poetry slam è la vita, ognuno la gestisce,
02:38la esprime come meglio crede però è difficile che questa vita non risuoni in qualche modo nel
02:46pubblico per cui il poetry slam è poter potersi raccontare. È successo una mattina di qualche anno fa,
02:52trovo le chiavi, chiudo casa e tu sei in giardino con un mazzo di fiori. Quel sorriso lì mi dici,
03:02quel sorriso lì non fa prigionieri e mi fa il cenno di sedermi accanto a te. Ma ti ricordi che
03:12ci sono
03:12voluti 64 giorni per convincerti ad uscire con me. Io no, io non me lo ricordo. Allora continui.
03:25Mi hai portato in sartoria il tuo grembiule di fioraia strappato e fregandotene altamente dei
03:32miei abiti da sere della mia selezione di lino, non dico la mia selezione di lino,
03:37con fare sbrigativo mi hai detto sei te il sarto, cia cia, fan dai ma, innamorato. Brusca,
03:47selvatica, fianchi larghi. Io subito ho pensato ma quanti bambini ci facciamo io e te con quei
03:53fianchi lì, eh? Che fai? Arrossisci? E sai che un po' tardi per imbarazzarsi. E che io ho il pensiero
04:04che qualcuno potesse abitarmi il cuore, non l'avevo mai fatto. E io ho cresciuto senza un papà,
04:11senza una mamma, io e che i miei nonni erano poveri. Nell'aceto vedevi dei piccoli occhialini
04:18d'olio, che l'olio è roba da re, e noi dormivamo in un orto sotto un cielo di stelle
04:24che qualcuno
04:25potesse abitarmi il cuore, dicevo io pensavo di non meritarlo. Solo che poi sei arrivata a te.
04:34De che passavi per andare a prendere il caffè e mai una volta ti abbia detto dai nani,
04:40vieni anche tu al bar. De che mi hai commosso quando ho scoperto che i fiori che metti sulla
04:47bicicletta la domenica mattina li porti ai bimbi, all'oncologico in via Venezian. De che mi hai
04:55letteralmente rapito il respiro. E per ogni giorno senza te il sarto qui ha cucito un fiore nel
05:05velluto e nel damasco blu. Ora io sarei anche un tipo all'antica e mi metterei in ginocchio,
05:11ma ultimamente le gambe cedono un po'. Ed è così. E senza inginocchiarti mi hai preso la mano.
05:25perché porti una fede. Chi ha dato questa anella a te? Chi te l'ha dato? Papà,
05:38papà, sono io. Il tuo viso adesso è confuso, disorientato, arrabbiato. Papà oggi è l'anniversario
05:52di mamma e quelli sono i fiori che hai coltivato come ti ha insegnato lei la tua fioraia. 64. Eh,
06:00come quelli di stoffa, ricordi? Ecco, quella è stata la prima volta che hai confuso il tempo,
06:09come dici tu. Che hai cominciato a svanire. E io ho cominciato a svanire. Ma chiuso nella tua
06:19mente mi consola saperti con lei. Lei che vedi sul mio volto, lei che leggi nei miei occhi. Sei,
06:29sei tornato giovane, per sempre innamorato, per sempre pronto a rividere la storia di quel
06:38sorriso che i prigionieri non ne fa. Ti voglio bene, papà.
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