00:04Hai chiuso la porta come fosse l'ultima, arrabbiata del mio stare muto. Ho premuto
00:11il tasto come sempre del resto, del resto del mondo. Vai, ti ho detto, ma con un pezzo di
00:21vuoto nel mezzo. Hai sentito mancare il calore, sospeso e svanito dall'essermi di nuovo fermato.
00:30Ho frenato sino al buio, son tornato al silenzio. Svegliami, tira, mi spingimi, bloccami i polsi,
00:37poi stringimi i tempi in un tempio che riempie le stanze di pece, poi invece distraimi dall'essermi
00:42centro, perduto qui dentro nel nero distinico di essere estrionico e povero d'anima, e ti prego
00:47rimani e armati ancora di quella pazienza che ho perso in inezie ed in corse autoimposte e spiegami
00:53in cosa io manchi, che non riesco mai a inchinarmi al chiaro e semplice fatto che siamo quel che siamo
01:01ma pensiamo di essere meglio, poi vogliamo tutto subito e che gli altri ce lo debbano a discapito
01:06del bene più comune che è sentirci e fare parte di chi tesse il vero essere, da meno peso al
01:10mero e
01:11falso avere, che la legge universale non è quella del più forte ma la fonte originale d'ogni bene,
01:16nell'adattarsi e forse non è troppo tardi per capire che capire è il vero premio per andare
01:22oltre Darwin e accettare che accettare è il migliore degli amori e che puoi farlo solo se
01:27permetti agli altri di sognare e non tornare se credi, ma osserva ti chiedo, e lo so lo scordo
01:34sempre io stesso ma ogni volta che assoni ad anima fine per me ti si apre nient'altro che un
01:43mondo,
01:43un piccolo seme, il più grande valore per chi si vuol bene è sapere nel profondo che c'è più
01:52dell'amore, c'è il doversi la vita. Quando scrivi non puoi dire ho scritto una poesia, sarà qualcun altro
02:00a dire questa è una poesia, la poesia che si incontra nella vita è una cosa che ti suscita un
02:06'emozione e
02:07quindi scrivere qualcosa rispetto a questo evento deve essere poesia per qualcun altro.
02:15Il poetry slam è quella situazione che ti permette di essere chiunque tu voglia comunicando con persone
02:24che non hai mai visto prima tra le quali ci sono anche dei giudici che potrebbero alzare le mani
02:30e darti un brutto voto. Quello di cui parlano i poeti del poetry slam è la vita, ognuno la gestisce,
02:38la esprime come meglio crede però è difficile che questa vita non risuoni in qualche modo nel
02:46pubblico per cui il poetry slam è poter potersi raccontare. È successo una mattina di qualche anno fa,
02:52trovo le chiavi, chiudo casa e tu sei in giardino con un mazzo di fiori. Quel sorriso lì mi dici,
03:02quel sorriso lì non fa prigionieri e mi fa il cenno di sedermi accanto a te. Ma ti ricordi che
03:12ci sono
03:12voluti 64 giorni per convincerti ad uscire con me. Io no, io non me lo ricordo. Allora continui.
03:25Mi hai portato in sartoria il tuo grembiule di fioraia strappato e fregandotene altamente dei
03:32miei abiti da sere della mia selezione di lino, non dico la mia selezione di lino,
03:37con fare sbrigativo mi hai detto sei te il sarto, cia cia, fan dai ma, innamorato. Brusca,
03:47selvatica, fianchi larghi. Io subito ho pensato ma quanti bambini ci facciamo io e te con quei
03:53fianchi lì, eh? Che fai? Arrossisci? E sai che un po' tardi per imbarazzarsi. E che io ho il pensiero
04:04che qualcuno potesse abitarmi il cuore, non l'avevo mai fatto. E io ho cresciuto senza un papà,
04:11senza una mamma, io e che i miei nonni erano poveri. Nell'aceto vedevi dei piccoli occhialini
04:18d'olio, che l'olio è roba da re, e noi dormivamo in un orto sotto un cielo di stelle
04:24che qualcuno
04:25potesse abitarmi il cuore, dicevo io pensavo di non meritarlo. Solo che poi sei arrivata a te.
04:34De che passavi per andare a prendere il caffè e mai una volta ti abbia detto dai nani,
04:40vieni anche tu al bar. De che mi hai commosso quando ho scoperto che i fiori che metti sulla
04:47bicicletta la domenica mattina li porti ai bimbi, all'oncologico in via Venezian. De che mi hai
04:55letteralmente rapito il respiro. E per ogni giorno senza te il sarto qui ha cucito un fiore nel
05:05velluto e nel damasco blu. Ora io sarei anche un tipo all'antica e mi metterei in ginocchio,
05:11ma ultimamente le gambe cedono un po'. Ed è così. E senza inginocchiarti mi hai preso la mano.
05:25perché porti una fede. Chi ha dato questa anella a te? Chi te l'ha dato? Papà,
05:38papà, sono io. Il tuo viso adesso è confuso, disorientato, arrabbiato. Papà oggi è l'anniversario
05:52di mamma e quelli sono i fiori che hai coltivato come ti ha insegnato lei la tua fioraia. 64. Eh,
06:00come quelli di stoffa, ricordi? Ecco, quella è stata la prima volta che hai confuso il tempo,
06:09come dici tu. Che hai cominciato a svanire. E io ho cominciato a svanire. Ma chiuso nella tua
06:19mente mi consola saperti con lei. Lei che vedi sul mio volto, lei che leggi nei miei occhi. Sei,
06:29sei tornato giovane, per sempre innamorato, per sempre pronto a rividere la storia di quel
06:38sorriso che i prigionieri non ne fa. Ti voglio bene, papà.
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